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Decentramento competenze al rilascio di concessioni per depositi di olii minerali e gas di petrolio liquefatti.

Circolare 20 settembre 1956 n. 74

Decentramento competenze al
rilascio di concessioni per depositi di olii minerali e gas di
petrolio liquefatti.

Norme di sicurezza.

Il Decreto del
Presidente della Repubblica 28 giugno 1955, n. 620 relativo al
decentramento dei servizi del Ministero Industria e Commercio
stabilisce all’art. 8 che nelle domande di concessione per gli
impianti di riempimento e travaso di gas di petrolio liquefatti con
serbatoio avente capacità massima di 50 mc. e per i depositi di gas di
petrolio liquefatti in recipienti portatili (bombole) con capacità di
accumulo non superiore a 5.000 kg. provvede il Prefetto sentito il
parere, per quanto di rispettiva competenza, della Camera di
Commercio, Industria e Agricoltura, del Comando del Corpo Provinciale
dei Vigili del Fuoco e dell’Ufficio Tecnico delle Imposte di
Fabbricazione. Il Ministero Industria e Commercio con circolare n. 346
del 31 agosto 1955 relativa all’oggetto ha chiarito, tra l’altro, che
il parere dei comandi provinciali dei Vigili del Fuoco dovrà
riguardare la rispondenza dell’impianto alle norme di sicurezza e
antincendio. Questo Ministero, ai sensi degli articoli 28 e 33 della
legge 27 dicembre 1941, n. 1570, allo scopo di dare una uniforme
disciplina alle varie attività del settore dei gas di petrolio
liquefatti, ha predisposto le norme tecniche di sicurezza da adottarsi
per tutti gli impianti e depositi che ricadano entro i limiti di
potenzialità stabiliti dal citato Decreto Presidenziale. In allegato
alla presente nota si inviano quindi le norme di sicurezza relative
agli impianti di imbottigliamento e travaso, ai depositi, agli
impianti di distribuzione stradale per autotrazione e agli impianti
centralizzati per uso domestico. Le presenti norme verranno applicate
per la formulazione del parere, ai fini della sicurezza, che i Comandi
dei Vigili del Fuoco dovranno esprimere ai sensi del citato D.P.R. per
il rilascio della Concessione Prefettizia. p. Il Ministro F.to
PUGLIESE
PARTE PRIMA NORME DI SICUREZZA PER LA COSTRUZIONE E
L’ESERCIZIO DEGLI IMPIANTI DI RIEMPIMENTO E TRAVASO DI GAS DI PETROLIO
LIQUEFATTI.
TITOLO I NORME GENERALI Art. 1. – Le presenti norme
riguardano gli stabilimenti di riempimento e travaso di gas di
petrolio liquefatti muniti di serbatoio di accumulo avente la capacità
geometrica complessiva non superiore a mc. 50. Di tali impianti potrà
anche far parte un magazzino per deposito di recipienti portatili
(bottiglie). La potenzialità del magazzino adibito a deposito non
dovrà essere superiore a kg. 5.000 di gas di petrolio liquefatti e
dovrà essere costruito con l’osservanza delle norme di cui alla parte
seconda. Occorre inoltre prevedere la costruzione di un locale o
tettoia, dove possano essere depositati i recipienti vuoti, in attesa
di riempimento o riparazione. Art. 2. – Gli stabilimenti di
riempimento e travaso di gas di petrolio liquefatti eseguono il
travaso fra serbatoi mobili e fissi e il riempimento di recipienti
portatili. Tali stabilimenti, in relazione alla loro importanza,
possono essere costituiti da: 1) “punto di travaso” nel quale i
vagoni-serbatoio o gli autocarri serbatoio si collegano per lo
scarico, mediante tubazioni flessibili, con la rete interna di
tubazioni fisse facenti capo ai: 2) “serbatoi fissi” nei quali viene
accumulato il gas di petrolio liquefatto scaricato; 3) “locale pompe”
collegato con tutto il sistema di tubazioni interne, fisse, che
comprende l’installazione delle macchine e dispositivi necessari al
movimento del g.p.l.; 4) “locale imbottigliamento” nel quale il g.p.l.
prelevato dal serbatoio di accumulo viene introdotto nei recipienti
portatili. In tale locale si eseguono anche le operazioni di controllo
della tenuta e della pesatura delle bottiglie; 5) “magazzino di
deposito” nel quale vengono accumulati i recipienti portatili dopo
averne effettuato il riempimento; 6) “locali destinati ai servizi
accessori”: cabina elettrica, officina di riparazione bottiglie e
verniciatura delle medesime, autorimessa, portineria, uffici,
spogliatoi, ecc.
TITOLO II UBICAZIONE-DISTANZE DI SICUREZZA Art. 3. –
Gli impianti di riempimento e travaso di g.p.l. dovranno essere
ubicati, di massima, in zone isolate o quanto meno a scarsa densità di
abitanti o con costruzioni a carattere estensivo. Art. 4. – Tra gli
elementi pericolosi (punti di travaso, serbatoi fuori terra, locale
pompe, locale imbottigliamento) dell’impianto e i fabbricati non
pertinenti lo stabilimento stesso, dovrà osservarsi una “distanza di
sicurezza esterna”; la stessa distanza dovrà osservarsi anche rispetto
al confine di aree indicate, in Piano Regolatore, come edificabili.
Tale distanza di sicurezza dovrà essere di m. 40. Tra il magazzino
adibito a deposito di recipienti portatili pieni, ove questo esista, e
i fabbricati esterni oppure i confini di aree edificabili, dovrà
sussistere una “distanza di sicurezza esterna” di m. 20. Art.5. – Tra
la recinzione dell’impianto e gli elementi pericolosi di questo (punti
di travaso, serbatoio, fuori terra, locale pompe, locale
imbottigliamento, magazzino recipienti pieni) dovrà sussistere una
distanza di protezione non inferiore a m. 5. Qualora uno dei lati
dell’impianto sia adiacente a strada nazionale o autostrada di grande
traffico, tale distanza sarà elevata a m. 10. Art.6. – Tutte le
“distanze di sicurezza interna”, fra i vari elementi pericolosi (punto
di travaso, locale pompe, serbatoio, magazzino, deposito bottiglie
piene, locale imbottigliamento) dovranno risultare non inferiori a m.
15. La sola distanza fra serbatoio e locale pompe è ridotta a m. 10. I
serbatoi di accumulo dovranno distare fra loro di una lunghezza non
inferiore al diametro. Ove disuguali, al diametro medio. Art. 7. – Le
distanze di cui all’art. 6 potranno essere ridotte della metà qualora
tra gli elementi pericolosi venga interposto un muro di schermo in
calcestruzzo armato. La lunghezza e l’altezza di questo dipende dalla
sua ubicazione, e dovrà essere tale da intercettare tutte le possibili
linee rette congiungenti i vari punti del perimetro degli elementi
pericolosi. Art.8. – Le distanze di sicurezza esterna ed interna e le
distanze di protezione si misurano tra i punti più vicini dei
fabbricati e dei manufatti tra i quali tali distanze devono
osservarsi. Nella misura delle distanze di sicurezza esterna potranno
essere computate: la distanza di sicurezza interna, la distanza di
protezione, la larghezza di strade, cortili, giardini, ecc. Art.9. –
Le distanze di sicurezza esterna, di cui all’art. 4, dovranno
osservarsi anche nei confronti delle linee ferroviarie e tranviarie in
sede propria ovvero filoviarie: in tale caso la distanza sarà misurata
dalla verticale del filo più vicino. Negli altri casi la distanza si
misurerà tra l’elemento pericoloso dell’impianto e la rotaia più
vicina del binario di transito. Art. 10. – Le distanze di sicurezza
esterna, indicate all’art. 4, dovranno essere aumentate della metà
qualora i fabbricati esterni all’impianto siano: chiese, scuole,
locali di pubblico spettacolo, alberghi, ospedali, caserme, mercati,
edifici di interesse artistico e comunque destinati a collettività.

TITOLO III CARATTERISTICHE COSTRUTTIVE Art. 11. – a) Recinzione. – La
recinzione dovrà essere estesa all’intero perimetro dell’area su cui
sorge l’impianto di riempimento e travaso. Essa dovrà essere
costituita da muro continuo di conveniente spessore dell’altezza
minima di m. 2,50. Nel muro di recinzione non dovranno aversi altre
aperture salvo quelle necessarie per il regolare esercizio
dell’impianto. L’ubicazione delle stesse dovrà essere scelta, per
quanto possibile, in posizione protetta rispetto alle installazioni
pericolose. L’apertura del muro di cinta dovrà avere altezza libera
non inferiore a m. 3,50 e larghezza tale da assicurare il passaggio
dei mezzi antincendio. Art. 12. – a) Fabbricati. – I fabbricati per il
locale pompaggio, per il locale di riempimento delle bottiglie e per
il deposito dovranno essere costituiti esclusivamente da locali ad un
solo piano a livello terra o rialzato. Il pavimento dovrà risultare
comunque rialzato rispetto alla quota più bassa del perimetro esterno
del fabbricato. Essi non dovranno avere locali sottostanti anche se
destinati ad altro uso. Tali fabbricati dovranno essere costruiti con
materiali incombustibili e resistenti al fuoco. A tal fine è opportuno
che le strutture portanti dei fabbricati siano realizzate in
calcestruzzo armato o in muratura di pietrame o di laterizio con malta
di cemento. Lo spessore delle strutture in muratura dovrà essere non
minore di cm. 50 e cm. 30 rispettivamente. I fabbricati di cui al
presente comma dovranno inoltre prestarsi ad un facile esodo delle
persone in caso di sinistro e pertanto dovrà prevedersi un sufficiente
numero di aperture ed eventualmente di porte, che si aprano verso
l’esterno, distribuite in modo tale che, per essere raggiunte dal
personale, non debba compiersi un percorso più lungo di 10 metri. I
fabbricati di cui al presente comma dovranno avere aperture prive di
serramento per la ventilazione naturale. Tali aperture dovranno
presentare complessivamente una superficie non minore a 1/5 della
superficie di pavimento dei fabbricati di cui al presente comma dovrà
essere realizzato con materiali non combustibili e non assorbenti. La
copertura di tali fabbricati potrà essere costituita da manto di
lastre di fibrocemento poggianti su strutture resistenti al fuoco
oppure con solaio di laterizio armato. b) I fabbricati adibiti a
servizi accessori (uffici, custode, autorimesse, officine,
verniciatura) dovranno essere costruiti in materiali incombustibili e
dovranno avere le aperture che consentano un facile esodo del
personale in caso di sinistro. Le autorimesse dovranno essere
rispondenti alle norme di sicurezza vigenti. Art. 13. – Se l’impianto
di rie…

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