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Ministero dei lavori pubblici. Applicazione della legge 10-5-1976, n. ...

Ministero dei lavori pubblici. Applicazione della legge 10-5-1976, n. 319, recante norme per la tutela delle acque dall'inquinamento (art. 10, comma 1).

Circolare 30 dicembre 1977

Ministero dei lavori pubblici.
Applicazione della legge 10-5-1976, n. 319, recante norme per la
tutela delle acque dall’inquinamento (art. 10, comma 1).

Per gli
insediamenti esistenti, produttivi o civili, soggetti a diversa
destinazione o ad ampliamenti o a ristrutturazioni o che siano
trasferiti in altro luogo, deve essere richiesta, ai sensi
dell’articolo 10 della legge indicata in oggetto, nuova autorizzazione
allo scarico alle autorità competenti per il controllo. A tali
autorità è demandata la certificazione di nuovo insediamento sulla
base della documentazione presentata e di ogni altro accertamento
ritenuto utile. E’ stato da più parti osservato che una rigida
applicazione della norma costringerebbe gli operatori economici, ed in
particolare quelli la cui attività è caratterizzata da un continuo
evolversi dei processi tecnologici, a presentare reiterate istanze di
autorizzazione relative sempre ai medesimi scarichi, anche nei casi in
cui in un insediamento produttivo si verifichino ampliamenti e
ristrutturazioni di impianti esistenti tali da non modificare le
caratteristiche qualitative e quantitative degli scarichi esistenti.
Si ritiene, pertanto, necessario fornire, in forza dell’art.2 della
legge 10 maggio 1976, n. 319, indirizzi per la uniforme applicazione
della disposizione in parola. A tal proposito, per una uniforme
interpretazione della norma, sembra opportuno sottolineare che il fine
perseguito dal legislatore è quello della tutela delle acque dagli
inquinamenti. Le nozioni di ampliamento o di ristrutturazione di
insediamenti produttivi sono, pertanto, da considerare nella suddetta
prospettiva. Conseguentemente, le modifiche apportate al complesso
produttivo mediante affinamenti tecnologici, ammodernamenti delle
attrezzature, più razionali collegamenti tra i diversi reparti di
produzione, non sono da considerare veri e propri ampliamenti o
ristrutturazioni qualora rimangano immutate le caratteristiche
qualitative e quantitative degli scarichi in atto. In tali casi non
sarà necessario richiedere una nuova autorizzazione allo scarico, ma,
ove le competenti autorità lo richiedano, gli interessati devono poter
dimostrare che tali modifiche non comportano alcun aumento, anche
temporaneo, dell’inquinamento. Per i settori industriali (per esempio
chimico, petrolifero, petrolchimico, farmaceutico), caratterizzati da
frequenti modifiche, torna utile ancorare le nozioni di ampliamento e
ristrutturazione ad un criterio oggettivo e di facile accertamento e
cioè all’entità dell’aumento della capacità produttiva globale degli
insediamenti. In particolare, le modifiche che comportino un
incremento, comunque ottenuto, della capacità produttiva globale
dell’insediamento fino al 10% di quella della data di entrata in
vigore della legge, non sono da considerare veri e propri ampliamenti
o ristrutturazioni, purché rimangano immutate le caratteristiche
qualitative e quantitative degli scarichi in atto, e pertanto non sarà
necessario richiedere per essi una nuova autorizzazione allo scarico.
Ove le competenti autorità lo richiedano, gli interessati devono però
poter dimostrare che l’incremento della produzione non comporta alcun
aumento, anche temporaneo, dell’inquinamento. Per i settori anzidetti,
le trasformazioni ed integrazioni degli impianti, che consentano un
incremento della capacità produttiva oltre il 10%, comportano la
richiesta di una nuova autorizzazione allo scarico e gli interessati
devono fornire alle autorità competenti per il controllo ogni elemento
utile per un’attenta valutazione intesa a verificare, al fine della
eventuale certificazione di nuovo insediamento, in quale misura e
secondo quali modalità si incide sugli scarichi esistenti. I Signori
Commissari del Governo sono pregati di dare la massima diffusione alla
presente.

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