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Carrelli elevatori. Applicazione delle norme di prevenzione degli infortuni sul lavoro

Circolare Ministero Del Lavoro 1 Febbraio 1979, N. 9/79 (Direzione
Generale Dei Rapporti Di Lavoro)
Carrelli elevatori. Applicazione
delle norme di prevenzione degli infortuni sul lavoro
In tempi recenti
sono sorte numerose questioni circa la applicabilità e i limiti
relativi delle norme di prevenzione agli infortuni sul lavoro di cui
al decreto Presidente della Repubblica 27-4-1955, n. 547, per l’uso
negli ambienti di lavoro dei carrelli elevatori.
E’ noto che tali
mezzi, oltre a caratteristiche proprie, ne assumono anche alcune
riguardanti gli apparecchi di sollevamento, di trasporto e di
immagazzinamento, per cui l’applicazione a tali mezzi delle norme del
Titolo V del decreto Presidente della Repubblica n. 547 sopra citato
(artt. 168 e 232) ha dato luogo a difformità di interpretazione da
parte degli uffici e degli enti di vigilanza.
Al riguardo c’è da
rappresentare che le norme di tale Titolo V, che hanno dato luogo a
maggiori difficoltà interpretative, riguardano il posto di manovra
dell’operatore (art. 182), gli organi di comando (art. 183), la
discesa libera dei carichi (art. 192),l’arresto automatico in caso di
mancanza di forza motrice (articolo 174).
In particolare, alcuni
ispettorati, ritenendo determinati dispositivi non in linea col
dettato normativo hanno richiamato ditte costruttrici e utilizzatrici
di carrelli elevatori alla puntuale osservanza delle norme, per cui si
è instaurato un notevole contenzioso con le aziende produttrici ed
utilizzatrici.
Si è ritenuto, quindi, di dover acquisire il parere
della Commissione consultiva per la prevenzione degli infortuni sia
sulla questione più generale dell’applicabilità delle norme che sui
punti oggetto di ricorsi.
Tale organo consultivo, nel quale sono
rappresentate le organizzazioni sia del settore produttivo che del
settore dei lavoratori, dopo avere affermato l’assoggettabilità anche
dei carrelli elevatori alle norme di prevenzione in forza dell’art. 7
dello stesso decreto Presidente della Repubblica n. 547, ha ravvisato
l’esigenza di una disciplina più specifica e compiuta delle norme
tecniche per tali apparecchi e a tale scopo ha già definito un
documento tecnico comprendente una serie di misure ritenute idonee a
garantire, per ogni aspetto tecnico particolare, la sicurezza e
l’affidabilità dei mezzi.
Considerato, però, che già da tempo è allo
studio in sede comunitaria una proposta di direttiva in materia che,
quindi, a causa dell’accordo sullo “status quo” fra gli Stati membri
della CEE, non è possibile, nelle more, innovare la legislazione, si è
ravvisata l’opportunità di limitare l’esegesi delle norme in vigore a
quei punti controversi che maggiormente esigono, per le notevoli
implicanze di sicurezza e oneri costruttivi, delle chiare posizioni
interpretative.
In conformità, pertanto, del parere espresso
dall’organo consultivo di prevenzione infortuni, questo Ministero
ritiene di richiamare l’attenzione degli uffici e degli enti in
indirizzo, sulla necessità che, in sede di applicazione delle norme di
prevenzione degli infortuni di cui al già richiamato decreto
Presidente della Repubblica n. 547, attinente alla materia, siano
seguite le istruzioni ed i criteri tecnici normativi che seguono.
Art.
174. – Arresto automatico in caso di improvvisa mancanza della forza
motrice. La funzione di garantire l’arresto automatico del carico può
essere svolta in termini adeguati, durante la fase di sollevamento,
tramite una valvola di non ritorno applicata sul distributore e, nella
fase di discesa, tramite una valvola parzializzatrice del flusso posta
alla base del cilindro elevatore.
In caso di guasto del motore in fase
di salita, infatti, il carico, per effetto della valvola di non
ritorno, non può scendere, mentre, in caso di guasto del motore in
fase di discesa, il carico continua a scendere con velocità prossima a
quella di esercizio.
Nel caso infine di distacco, rottura o
fessurazione di un condotto del circuito idraulico, il carico non
precipita, ma scende a velocità e traiettoria controllate.
In tutte e
tre le fattispecie trattasi di un arresto “automatico”, che avviene,
cioè, senza l’intervento diretto dell’uomo.
Comunque, per maggiore
cautela, è ritenuto senz’altro consigliabile disporre l’adozione di
tubi flessibili di adduzione dell’olio conformi alle norme SAE e la
loro sostituzione almeno ogni due anni.
Art. 182. – Posto di manovra.
Ai fini della protezione del posto di manovra si può ritenere idoneo
un tetto conforme alle prescrizioni della norma ISO n.
6055/78-06-22.
La protezione del tetto inoltre deve essere concepita
in modo tale da poter impedire il passaggio di materiale minuto sulla
zona sovrastante quella occupata dall’operatore durante l’azionamento
del mezzo.
Si evidenzia inoltre l’opportunità di proteggere contro il
rischio di “cesoiamento” tutte le zone accessibili normalmente
dall’operatore dalla sua posizione corretta di guida; in particolare i
montanti fissi devono essere dotati di protezioni, costituite ad
esempio da reti o da lastre trasparenti.
Per quanto riguarda, infine,
i carrelli elevatori azionati da uomo a terra si reputa sufficiente
l’installazione di un tettuccio a sbalzo dimensionato solo per la
protezione dell’uomo nella sua posizione abituale, normale alla
direttrice di marcia del carrello, entro l’area di base del carrello
stesso; inoltre il carrello deve essere dotato di telaio reggi-carico
applicato verticalmente sulla piastra porta forche.
Art. 183. – Organi
di comando. Al fine di ottemperare a quanto disposto dal secondo comma
dell’articolo in questione, è necessario che tutti i comandi,
relativamente agli organi del gruppo di sollevamento dei carichi,
abbiano il ritorno automatico in posizione neutra. La leva, inoltre,
deve essere azionabile per via meccanica, elettrica o altro sistema,
esclusivamente con l’intervento volontario dell’operatore. A tale
riguardo può essere ritenuto idoneo anche un sistema, ergonomicamente
concepito, tale da evitare qualsiasi azionamento per urto
accidentale.
Art. 192. – Divieto della discesa libera dei carichi. La
valvola parzializzatrice sopra menzionata è ritenuta in grado altresì
di adempiere alla funzione di evitare la discesa libera del carico,
avendo essa la funzione di controllare la velocità di discesa, anche
nel caso di rottura del tubo flessibile di adduzione
dell’olio.
L’A.N.I.M.A-U.C.I.C.I.S., cui la presente circolare è
diretta per conoscenza, curerà, come d’intesa, che le ditte
costruttrici conformino la nuova produzione, con ogni possibile
immediatezza, alle indicazioni tecniche sopra riportate.
Gli
ispettorati regionali e provinciali del lavoro, nell’espletamento
della normale attività di vigilanza, dovranno sovrintendere
all’osservanza anche delle presenti istruzioni, segnalando se del
caso, eventuali gravi difficoltà di osservanza allo scrivente.
Per
quanto attiene alla non conformità degli apparecchi già in uso alle
disposizioni di sicurezza, gli ispettorati del lavoro valuteranno
l’opportunità di concedere, caso per caso, i tempi tecnici necessari
per l’adeguamento dei carrelli elevatori ai criteri tecnico-normativi
sopraspecificati.

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