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Prevenzione incendi nelle aziende industriali. Norme tecniche esecutiv...

Prevenzione incendi nelle aziende industriali. Norme tecniche esecutive.

Circolare Ministero dell’Interno 07 febbraio 1961 n. 15

Prevenzione
incendi nelle aziende industriali. Norme tecniche esecutive.

Come è
noto, con circolare ministeriale n.17 emanata in data 21-3-1960, i
comandi dei vigili del fuoco furono invitati a soprassedere
temporaneamente alla trattazione delle richieste, loro pervenute, in
applicazione delle norme stabilite agli artt. 36 e 37 del D.P.R. n.547
del 27-4-1955 e del successivo D.P.R. n.689 del 26-5-1959.
A seguito
di intese con il competente Ministero, al fine di consentire la
trattazione delle pratiche con uniformità di criteri, la Direzione
generale servizi antincendi con circolare n.15 del 7-2-1961 ha
impartito le disposizioni che dovranno essere osservate dai comandi
dei vigili del fuoco sia in campo procedurale che in sede di
attuazione delle norme tecniche di prevenzione degli incendi in
genere, in particolare per quanto riguarda gli impianti
parafulmini.
Le disposizioni sono le seguenti:
PROCEDURA
1. – Le
ditte debbono presentare la domanda e la necessaria documentazione
allegata, direttamente al comando provinciale dei vigili del fuoco
competente territorialmente.
2. – Ricevuta la domanda, i comandi dei
vigili del fuoco, effettueranno una prima visita, indipendentemente
dal fatto che l’azienda sia stata, oppure no, già di recente visitata
ai fini dell’espletamento del normale servizio di prevenzione incendi.
Ciò in quanto, in sede di normale visita di prevenzione, potrebbero
essere stati trascurati alcuni aspetti relativi alla sicurezza dei
lavoratori contro i pericoli d’incendio, fondamentali invece per
quanto si propongono le norme di cui ai citati decreti presidenziali
ed anche perché alcuni controlli potrebbero essere stati eseguiti non
in conformità alle disposizioni riportate nella presente circolare.

3. – Le visite tecniche di controllo successive alla prima verranno
effettuate con la frequenza periodica di seguito indicata:
Tabella A
del D.P.R. 26-5-1959, n.689:
– ogni anno le attività indicate dal
numero 1 al numero 49;
– ogni due anni le attività indicate dal numero
50 al numero 55.
Tabella B del D.P.R. 26-5-1959, n.689:
– ogni anno le
attività indicate dal numero 1 al numero 4;
– ogni due anni le
attività indicate dal numero 5 al numero 7.
Tali visite saranno
comunque fatte coincidere con quelle che dovrebbero essere effettuate
in applicazione delle disposizioni vigenti per l’espletamento del
normale servizio di prevenzione, per modo che le ditte non abbiano a
subire alcun ulteriore aggravio dell’onere economico.
4. – A visita
tecnica effettuata, se l’impianto, lo stabilimento, il deposito, ecc.,
risulta rispondente alle norme tecniche di prevenzione incendi, il
comando dei vigili del fuoco rilascerà alla ditta l’apposito di cui
all’allegato modello; se invece l’impianto, lo stabilimento, il
deposito, ecc., non risulta rispondente alle norme tecniche di
prevenzione incendi, per cui si rende necessaria l’attuazione di
modifiche e prescrizioni intese a ricondurre le aziende all’osservanza
delle disposizioni di sicurezza vigenti, il comando dei vigili del
fuoco darà comunicazione scritta alla ditta degli adempimenti,
fissando il termine di tempo necessario per la loro esecuzione.
In
entrambi i casi predetti, delle risultanze della visita tecnica
effettuata dovrà essere data notizia al competente ufficio
dell’ispettorato del lavoro.
5. – La documentazione che la ditta
dovrà presentare in allegato alla domanda è la seguente:
Per l’esame
di progetti di nuovi impianti o modifiche:
a) disegni illustranti
chiaramente la reale situazione degli impianti e dei fabbricati
dell’azienda;
b) planimetria della zona circostante l’azienda dalla
quale risultino l’ubicazione e la destinazione dei vari fabbricati che
prospettano direttamente l’area occupata dall’azienda, fino ad una
distanza di metri 100;
c) relazione tecnica descrittiva delle
caratteristiche costruttive dei vari fabbricati dell’azienda, dei
quantitativi di sostanze pericolose tenute in deposito, delle modalità
di immagazzinamento e di travaso, delle lavorazioni effettuate, degli
impianti fissi e dei mezzi portatili di estinzione; da tale relazione
dovrà risultare anche il numero degli addetti all’azienda;
Per la
prima visita di controllo a impianti esistenti:
d) planimetrie dei
fabbricati e relazione illustrativa delle lavorazioni che in essi si
svolgono.
In entrambi i casi innanzi indicati la documentazione dovrà
essere presentata in duplice copia e dovrà recare la firma del
titolare della ditta e la data di compilazione.
Sia nel caso di esame
di progetti che in quello di visite di controlli i comandi dei vigili
del fuoco, dopo aver accertato che gli impianti progettati e
realizzati sono rispondenti, così come riportati nella documentazione,
alle norme di prevenzione, apporranno sui vari atti il proprio visto
di approvazione, restituendo alla ditta una delle due copie e
conservando l’altra agli atti del comando.
6. – Come è noto, l’art.37
del D.P.R. n.547 del 27-4-1955 stabilisce che le ditte debbono
richiedere la visita di collaudo al competente comando dei vigili del
fuoco ad impianto o costruzione ultimati, prima dell’inizio delle
lavorazioni, oppure, per quelli esistenti, non oltre sei mesi dopo
l’entrata in vigore del D.P.R. n.689 del 26-5-1959 (G.U. 4-9-1959,
n.212).
Il predetto collaudo deve intendersi come controllo della
efficienza, dal punto di vista della prevenzione degli incendi,
dell’intero impianto, stabilimento, deposito, ecc., e come rispondenza
ai dati risultanti dal progetto approvato.
Tale controllo deve essere
effettuato mediante prove e misure direttamente eseguite dai comandi
dei vigili del fuoco per tutto quanto riguarda la loro specifica
competenza nel campo della prevenzione degli incendi (osservanza di
distanze di sicurezza, possibilità di esodo del personale addetto,
realizzazione di muri schermo e di bacini di contenimento,
installazione di serramenti a tenuta di fumo, caratteristiche di
areazione dei locali, impianti di segnalazione e spegnimento degli
incendi, ecc.).
Per quanto concerne invece l’accertamento
dell’efficienza di particolari strutture, impianti elettrici,
dispositivi, attrezzature, serbatoi e tubazioni a pressione, ecc., il
comando, previo controllo dell’esistenza e consistenza degli impianti
potrà assumere quale elemento probante ai fini di collaudo, le
dichiarazioni tecniche rilasciate da enti, laboratori e professionisti
tutti specializzati in materia e autorizzati per legge a rilasciarli,
come ad esempio certificati di prove di isolamento elettrico, misure
di resistenza ohmica, attestazioni di idoneità di macchine elettriche
e apparecchiature relative, certificazioni dei valori massimi e minimi
di pressione nelle reti esterne in corrispondenza dei punti di
derivazione degli impianti interni, dichiarazione di efficienza di
dispositivi di sicurezza per recipienti in pressione da parte della
Associazione nazionale controllo combustione e similari, per quanto
ricade sotto la loro competenza.
Tali dichiarazioni tecniche sono
necessarie per la valutazione del grado di efficienza e di sicurezza
dell’intero stabilimento, deposito, ecc., tenuto conto
dell’impossibilità, per i comandi provinciali dei vigili del fuoco di
eseguire direttamente le prove, sia a causa della mancanza di
appropriati strumenti, sia a causa della amplissima gamma di
specializzazione richiesta per eseguire tutti gli accertamenti
previsti. E ciò a parte la considerazione che, in molti casi le prove
direttamente eseguite dai comandi costituirebbero un inutile duplicato
di accertamenti già eseguiti a richiesta e nell’interesse della ditta,
in sede di acquisto e collaudo delle attrezzature.
7. – Le pratiche
di prevenzione incendi, trattate ai sensi delle disposizioni di legge
relative alla prevenzione degli infortuni sul lavoro, dovranno essere
tenute in apposito fascicolo separatamente dalle altre pratiche di
prevenzione. Ogni fascicolo dovrà contenere tutta la documentazione
riguardante la pratica stessa.
8. – Le tariffe da applicare, le
modalità di registrazione contabile, di ripartizione, ecc., per quanto
riguarda le pratiche trattate ai fini della prevenzione degli
infortuni sul lavoro, sono quelle vigenti per le normali pratiche di
prevenzione incendi.
Per quelle attività non contemplate nell’Allegato
C della circolare ministeriale n.6 del 16-1-1949 e per le quali è
invece previsto il controllo dei comandi dei vigili del fuoco ai fini
della sicurezza contro gli infortuni sul lavoro e che risultano
comprese nelle Tabelle A e B annesse al D.P.R. n.689 del 26-5-1959, si
indicano in allegato i criteri di applicazione delle tariffe
vigenti.
Nel caso di attività già visitate, come è stato indicato
all’art.2, qualora la nuova visita ai fini della prevenzione
degli
infortuni sul lavoro venga eseguita prima della scadenza del ,
a suo tempo rilasciato all’attività stessa, il compenso da richiedere
sarà quello corrispondente alla classe dello stabilimento, deposito,
ecc., ridotto del 50 per cento.
9. – Per opportuna conoscenza e norma
si riportano infine in allegato alcune disposizioni e chiarimenti
forniti dal Ministero del lavoro e della previdenza sociale e
stralciati dalla circolare n.551 del 5-7-1960 emanata dal predetto
Ministero.
COLLAUDO DEGLI IMPIANTI PARAFULMINI
Per il collaudo degli
impianti di protezione contro le scariche atmosferiche da parte dei
comandi dei vigili del fuoco ai sensi del D.P.R. n.547 del 27-4-1955,
si impartiscono le seguenti disposizioni:
1. – Il collaudo degli
impianti di protezione contro le scariche atmosferiche deve essere
diretto ad accertare la loro rispondenza alle norme tecniche contenute
nell’Allegato D al regolamento per l’esecuzione del testo unico
18-6-1931, n.773 (vedi l’allegato in calce alla presente), delle leggi
di pubblica sicurezza (il regolamento per l’esecuzione del testo…

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