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Istruzioni sull'installazione e funzionamento di impianti termici alimentati con gas di rete

Circolare Ministero Dell’interno 25 Novembre 1969, N. 68

(Dir. Gen.
Protezione Civile e Servizi Antincendi)
Istruzioni sull’installazione
e funzionamento di impianti termici alimentati con gas di rete
(*) La
presente circolare è da ritenersi superata dal D.M. 12-4-1996, salvo
per la parte relativa agli inceneritori di rifiuti.
Questo Ministero
ha esaminato le considerazioni e proposte formulate dall’associazione
nazionale industriali del gas in merito alle moderne tecnologie
d’installazione e di funzionamento delle centrali termiche alimentate
con gas di rete. La evoluzione degli apparecchi di combustione a gas,
che peraltro ha condotto a criteri costruttivi unificati sia in Italia
che in altri paesi stranieri, ha introdotto nuovi orientamenti
tecnologici diretti a potenziare i sistemi di sicurezza specifici
degli apparecchi stessi, per cui è stato possibile procedere
all’aggiornamento delle norme di sicurezza attualmente in vigore.
Di
conseguenza sono state elaborate nuove norme nelle quali è stata
seguita una diversa impostazione tecnica di cui si ritiene opportuno
illustrare sinteticamente i fondamentali criteri
ispiratori.
L’obiettivo principale è stato quello di sviluppare al
massimo le misure di prevenzione degli eventi pericolosi – realizzando
impianti intrinsecamente “sicuri” – piuttosto che le misure intese al
contenimento degli effetti derivanti da pericolosi incidenti
ipotizzabili. Pertanto sono stati curati maggiormente gli aspetti
attinenti le condizioni di sicurezza nei riguardi di una combustione
perfetta e della prevenzione delle esplosioni e degli incendi.
Con ciò
ne è derivato un declassamento delle misure, soprattutto di carattere
costruttivo per gli ambienti, intese a ridurre sensibilmente gli
effetti di eventuali esplosioni.
Infine il campo di applicazione delle
presenti norme di sicurezza è più vasto di quello considerato nelle
disposizioni di cui alla precedente circolare ministeriale n. 103 del
27-10-1964, includendo, oltre agli impianti per riscaldamento
centralizzato di edifici civili, anche esercizi commerciali,
artigianali, ecc., che presentano alcune condizioni particolari di
funzionamento tali da non consentire, ai fini della sicurezza,
un’assimilazione accettabile con gli impianti innanzi citati.
Le
presenti norme si inquadrano anche nel complesso delle disposizioni
intese a disciplinare il settore dell’inquinamento atmosferico,
risultando il gas di rete un combustibile ammesso.
Ciò premesso, si
precisa che le norme di sicurezza, di cui all’allegato “A”,
costituiscono le istruzioni per i comandi provinciali dei vigili del
fuoco, impartite ai sensi dell’art. 28,
lettera a) legge 27-12-1941,
n. 1570.
I comandi citati applicheranno dette norme in occasione
dell’esame di progetti o a seguito di visite sopralluogo agli impianti
sottoposti al loro controllo ai fini della prevenzione incendi ai
sensi degli artt. 2 e 4 legge 26-7-1965, n. 966, e del relativo
decreto interministeriale n. 1973 del 27-9-1965.
Sotto il profilo
procedurale si precisa che la documentazione probante sulle
caratteristiche costruttive e di funzionamento di dispositivi, di
tubazioni e di altre parti degli impianti nonch, l’attestazione sulle
condizioni di collaudo positivo, sulla pressione del gas in rete, sui
tempi d’intervento di particolari organi di sicurezza (prescrizioni
indicate ai numeri 4 e 5), dovrà essere fornita, prima del rilascio
del certificato di prevenzione incendi, dalla ditta richiedente il
controllo di prevenzione incendi al competente comando provinciale
vigili del fuoco.
Ciò premesso, si comunica che saranno apprezzati i
suggerimenti e le osservazioni che potranno scaturire dalla pratica
applicazione delle norme di sicurezza
Allegato A
1. CAMPO DI
APPLICAZIONE
1.1. – Le presenti norme si applicano ai seguenti
impianti utilizzanti gas di rete con densità inferiore a 0,8 ed aventi
potenzialità superiore a 30.000 kcal/h:
– centrali termiche per
riscaldamento centralizzato di edifici;
– produzione di acqua calda
per edifici civili;
– forni da pane e forni di altri laboratori
artigiani;
– cucine e lavaggio stoviglie;
– lavaggio biancheria e
sterilizzazione;
– inceneritori rifiuti (fino a 1 tonnellata per
giorno).
1.2. Si considera gas di rete il gas prodotto dalla
distillazione del carbon fossile, il gas prodotto da “craking” di olii
combustibili o di olii leggeri, il gas costituito da metano
puro o da
metano miscelato con aria ed il gas comprendente la miscela di propano
e aria.
II. – IMPIANTI PER FORNI DA PANE E FORNI DI ALTRI LABORATORI
ARTIGIANI, PER CUCINE E LAVAGGIO STOVIGLIE, PER LAVAGGIO BIANCHERIA E
STERILIZZAZIONE, PER INCENERITORI RIFIUTI
6.1. – I locali destinati
agli impianti di cui al presente titolo potranno avere accesso diretto
dall’esterno oppure da altri locali attigui pertinenti gli impianti
stessi, purché i relativi vani di comunicazione siano muniti di porta
a chiusura automatica; a tenuta di fumo e con resistenza al fuoco non
inferiore a 30 minuti primi.
I locali stessi non dovranno risultare
sottostanti a cinema, teatri, sale di riunione, autorimesse, scuole,
chiese.
Essi dovranno essere realizzati con materiali incombustibili;
dovranno essere sufficientemente aerati e non direttamente comunicanti
con vani di scala, d’ascensore o con locali d’abitazione.
6.2. – I
locali di cui al numero precedente dovranno essere permanentemente
aerati con afflusso d’aria sia per la combustione del gas che per il
ricambio d’aria (ventilazione).
L’afflusso dell’aria deve avvenire
attraverso aperture ricavate su pareti esterne di superficie dedotta
con la applicazione della formula:
Q
S = ———
100′
dove S è
espresso in centimetri quadri, Q in kcal/h. L’aria per la combustione
può essere addotta anche tramite tubazioni la cui portata deve essere
di 1,1 mc/h per ogni 1.000 kcal/h di potenza termica totale.
Quando i
locali di cui trattasi sono seminterrati o interrati, le superfici
d’aerazione di cui alla precedente formula dovranno essere maggiorate
del 50%.
I locali interrati dovranno altresì avere una parete con le
aperture su di una intercapedine di larghezza non inferiore a m 0,60.
Detta intercapedine dovrà essere sufficientemente ventilata onde
consentire anche l’afflusso dell’aria nel locale attraverso le
aperture di superficie prescritta; inoltre non potrà essere
attraversata da tubazioni di gas a meno che queste non siano poste in
guaina aperta alle due estremità comunicanti con l’esterno.
6.3 –
L’impianto di adduzione del gas, gli apparecchi ed i bruciatori
dovranno altresì osservare le prescrizioni di cui ai precedenti numeri
4.2., 4.3, 4.4., 4.5., 4.6., 4.7., 4.8., 5.1., 5.2., 5.3., 5.4., 5.5.,
5.6., 5.7., 5.8., 5.9.
III. – DISPOSIZIONI COMPLEMENTARI IMPIANTI
ELETTRICI
7.1. – Gli impianti e dispositivi elettrici relativi ai
locali di cui ai titoli I e II dovranno essere del tipo a sicurezza
(antideflagrante).
I comandi dei circuiti dovranno essere posti su
quadro collocato lontano dalla caldaia o apparecchio utilizzatore e in
posizione facilmente raggiungibile.
Tabella I. – Spessori minimi di
pareti
TIPO DI PARETE Spessore minimo in cm escluso
l’intonaco
Laterizi pieni con intonaco normale 26
Laterizi pieni con
intonaco isolante 13
Laterizi forati con intonaco normale. 30
Laterizi
forati con intonaco isolante 14
Calcestruzzo normale 12
Calcestruzzo
leggero (con isolante tipo pomice, perlite, scorie o simili)
10
Muratura ordinaria di pietrame 40
Nota. Per intonaco isolante
s’intende un intonaco a base di gesso, vermiculite, perlite o simili.
Gli spessori di intonaco isolante dovranno corrispondere ai valori
previsti nella tabella 3.
Tabella 2. – Spessore minimo di alcuni tipi
di solaio
Tipo di solaio Spessore minimo comprensivo del gretonato o
caldana e del ricoprimento dell’armatura metallica prescritto dal
regolamento per le opere in c.a., espresso in cm
Soletta in c.a.:

con intonaco normale (2 cm). 20
– con intonaco isolante (1,5 cm) 16

con soffitto sospeso realizzato con materiali come da Tabella 3
14
Solaio in laterizio armato:
– con intonaco normale (2 cm). 30
– con
intonaco isolante (1,5 cm) 24
– con soffitto sospeso 22
(*) Elementi
in c.a. precompresso:
– con intonaco normale (1,5 cm). 30
– con
intonaco isolante (1,5 cm) 24
– con soffitto sospeso 22
(*) Lo
spessore del ricoprimento dell’armatura in acciaio preteso non deve
essere inferiore n, al minimo prescritto dal regolamento per le opere
in cemento armato (cm 3) n, allo spessore specificato per le singole
classi della tabella 3 per l’intonaco di cemento.
MEZZI
ANTINCENDI
8.1. – I locali dovranno essere dotati di sufficienti e
idonei mezzi di estinzione incendi.
Tabella 3. – Spessore di alcuni
tipi di rivestimento da applicare a strutture incombustibili
Tipo di
rivestimento Spessore in cm Osservazioni
Intonaco di: Rapporto di
miscelazione con sabbia:
– cemento, cemento-calce; calce-gesso su rete
o metallo stirato 5,75 1:5 fino a 1:4
– perlite-gesso su rete o
metallo stirato 3,75 1:2 fino a 1:2,5
– amianto su rete Stauss o
direttamente sull’acciaio 4,00
– sabbia-gesso . . 5,25 1:1 fino a
1:3
– vermiculite-gesso. 3,75 1:4
– vermiculite-cemento 3,75 1:4

miscele di fibre minerali su lamiera stirata 5,25
– lastre di gesso
7,25
– calcestruzzo leggero come da Tabella 2 4,00
– calcestruzzo
normale 4,50
– lastre di fibra di amianto 4,00
– mattoni forati a
più serie di fori 10,00
– mattoni forati ad una serie di fori 12,75

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