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Autorizzazione alle unita' sanitarie locali ad esercitare alcune attivita' omologative di primo o nuovo impianto, in nome e per conto dell'istituto superiore per la prevenzione e la sicurezza del lavoro

Decreto Interministeriale 23 Dicembre 1982

Autorizzazione alle
unita’ sanitarie locali ad esercitare alcune attivita’ omologative di
primo o nuovo impianto, in nome e per conto dell’istituto superiore
per la prevenzione e la sicurezza del lavoro
Art. 1.
A partire dal 1°
gennaio 1983 le unità sanitarie locali esercitano, in nome e per conto
dell’I.S.P.E.S.L., le attività omologative previste per i seguenti
impianti della normativa a fianco degli stessi indicata:
– ascensori e
montacarichi installati in edifici pubblici o privati, a scopi ed usi
privati, anche se accessibili al pubblico (art. 2, terzo comma, della
legge 24-10-1942, n. 1415);
– installazioni e dispositivi di
protezione contro le scariche atmosferiche ed impianti di messa a
terra (art. 1 del decreto del Ministro del lavoro e della previdenza
sociale 12-9-1959 – Gazzetta Ufficiale n. 299 dell’11 dicembre
1959);
– generatori di calore per impianti di riscaldamento ad acqua
calda sotto pressione con temperatura non superiore a quella di
ebollizione atmosferica (art. 22 del decreto del Ministro del lavoro e
della previdenza sociale 1-12-1975 – Gazzetta Ufficiale n. 33 del 6
febbraio 1976).
Art. 2
L’attività di cui al comma precedente è
assicurata tramite i presidi e servizi multinazionali di cui all’art.
22 della legge 23-12-1978, n. 833, e, fino alla loro istituzione, dai
servizi, individuati dalla regione, ove presta la propria attività il
personale già dipendente dai soppressi E.N.P.I. ed A.N.C.C.
Art.
3.
Fino all’emanazione dei decreti di cui al quarto comma dell’art. 2
del decreto legge 30-6-1982, n. 390, convertito, con modificazioni,
nella legge 12-8-1982, n. 597, le unità sanitarie locali esercitano
l’attività con le modalità, le forme di attestazione e le tariffe
vigenti presso i soppressi E.N.P.I. e A.N.C.C. in base a direttive di
Ministri dell’industria, del commercio e dell’artigianato, della
sanità e del lavoro e della previdenza sociale, sentito
l’I.S.P.E.S.L.
Art. 4.
I proventi dell’attività di cui al presente
decreto sono versati all’entrata del bilancio dello Stato.

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