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Disposizioni urgenti in materia di strutture e di spese del servizio sanitario nazionale.

Decreto Legge 01 dicembre 1995 n. 509

Disposizioni urgenti in
materia di strutture e di spese del servizio sanitario nazionale.

Art.1 FINANZIAMENTO DI PARTE CORRENTE DEL SERVIZIO SANITARIO
NAZIONALE
1. Per fronteggiare le maggiori occorrenze finanziarie di
parte corrente del Servizio sanitario nazionale per gli anni 1993 e
1994, la Cassa depositi e prestiti è autorizzata a concedere alle
regioni finanziamenti entro il limite massimo degli importi indicali
nell’allegata tabella A Con determinazione del direttore generale
della Cassa depositi e prestiti, da adottarsi esclusivamente sulla
base delle indicazioni di cui alla predetta tabella A, si provvede
alla concessione dei mutui ed alla contestuale somministrazione in due
quote uguali, di cui la seconda non può essere concessa prima del 30
settembre 1995 La regione Valle d’Aosta e le province autonome di
Trento e di Bolzano provvedono alle predette eventuali maggiori
occorrenze finanziarie ai sensi dell’articolo 34, comma 3, della legge
23 dicembre 1994, n.724. Non si applica il disposto di cui
all’articolo 19, comma 1, del decreto-legge 2 marzo 1989, n65,
convertito, con modificazioni, dalla legge 26 aprile 1989, n.155.
2.
Qualora l’importo dei finanziamenti concessi ai sensi del comma 1
dovesse eccedere le maggiori esigenze accertate in sede di verifica
della spesa sanitaria per gli anni 1993 e 1994, condotta nell’ambito
della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e
le province autonome di Trento e di Bolzano, la differenza deve essere
versata all’entrata del bilancio dello Stato.
3. I mutui di cui al
comma 1, aumentati degli interessi di preammortamento, sono
rimborsabili alla Cassa depositi e prestiti dal Ministero del tesoro
in venti annualità posticipate decorrenti dall’anno successivo a
quello della somministrazione. All’onere per l’ammortamento dei mutui,
valutato in lire 400 miliardi a decorrere dall’anno 1996, si provvede
mediante utilizzo della proiezione per gli anni 1996 e 1997 dello
stanziamento iscritto, ai fini del bilancio triennale 1995-1996, al
capitolo 6856 dello stato di previsione del Ministero del tesoro per
l’anno 1995, all’uopo parzialmente utilizzando l’accantonamento
relativo al Ministero del tesoro.
4. Il Ministro del tesoro è
autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni
di bilancio
Art.2 RIPIANO DEBITI U.S.L.
1. Al fine ai agevolare gli
interventi regionali in relazione alle gestioni stralcio previste
dall’articolo 6, comma 1, della legge 23 dicembre 1994, n.724, le
regioni e le province autonome possono utilizzare, senza alcun vincolo
di destinazione, le eventuali disponibilità derivanti dai mutui per i
ripiani della maggiore spesa sanitaria per gli anni dal 1985 al 1992;
le regioni, dopo aver accertato l’avvenuta estinzione di tutte le
partite debitorie relative agli anni dal 1985 al 1992 e l’esistenza di
residue liquidità derivanti dai mutui relativi ai predetti anni,
possono utilizzare tali liquidità per il pagamento di partite
debitorie degli anni 1993 e 1994. Le regioni sono tenute a comunicare
ai Ministeri del tesoro e della sanità l’importo delle predette
liquidità distinte per anni di provenienza.
2. L’integrale assunzione
da parte delle regioni dei mutui a copertura delle maggiori spese
sanitarie per gli esercizi dal I987 al 1991, può essere effettuata
anche nelle more del completamento degli adempimenti di cui
all’articolo 19, comma 1, del decreto-legge 2 marzo 1989, n65,
convertito, con modificazioni, dalla legge 26 aprile 1989, n.155.

Art.3 ACCELERAZIONE DEI PROGRAMMI DI EDILIZIA SANITARIA
1. Le
regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, nonché gli enti
di cui all’articolo 4, comma 15, della legge 30 dicembre 1991, n.412,
sono tenuti a procedere per quanto di rispettiva competenza, entro il
termine perentorio i centottanta giorni dalla data di entrata in
vigore del presente decreto, alla predisposizione e alla approvazione
dei progetti esecutivi relativi ai programmi di edilizia sanitaria di
cui all’articolo 20 della legge 11 marzo 1988, n.67, e di quelli
all’articolo 2 della legge 5 giugno 1990 n.135.
2. Le regioni e le
province autonome, nonché gli enti di cui al comma 1, entro 30 giorni
successivi all’approvazione, inviano al CIPE la richiesta di
finanziamento relativo ai progetti inclusi nei programmi di cui
all’articolo 20 della legge 11 marzo 1988, n.67, e a quelli di cui
all’articolo 2 della legge 5 giugno 1990, n.135, e successive
modificazioni, certificando altresì quelli di immediata
cantierabilità, per ottenere la relativa autorizzazione a contrarre
mutui da parte del Ministero del tesoro.
3. Entro quindici giorni
dalla data di richiesta del finanziamento la segreteria del CIPE
sottopone al Comitato la richiesta stessa ai fini della relativa
deliberazione.
4. Sono revocati dal CIPE i finanziamenti relativi ai
progetti inclusi nei programmi di cui al citato articolo 20 della
legge 11 marzo 1988, n.67, per i quali entro il termine di qui al
comma 2 non sia stata presentata la richiesta di finanziamento, ferma
restando la riallocazione degli stessi finanziamenti nell’ambito del
piano pluriennale di investimenti di cui al medesimo articolo 20. La
ridestinazione di detti finanziamenti quale anticipazione della
successiva quota, a favore delle regioni, delle province autonome e
degli enti di cui al comma 1, i cui interventi sono in avanzato stato
di attuazione, è attuata dal CIPE, su proposta del Ministro della
sanità , d’intesa con la conferenza permanente per i rapporti tra lo
Stato, le regioni e le province autonome. L’utilizzo di tali
finanziamenti è vincolato comunque al rispetto dei criteri di priorità
indicati dal decreto-legge 2 ottobre 1993, n.396, convertito, con
modificazioni, dalla legge 4 dicembre 1993, n.492. Nell’ambito,
comunque, di tali finanziamenti, è riservata una quota pari a lire 200
miliardi, da destinare alla costruzione, ristrutturazione o
attivazione dei consultori familiari in ragione di una unità ogni
20.000 abitanti e all’attivazione e sostegno di strutture che
applicano le tecnologie appropriate previste dall’Organizzazione
mondiale della sanità alla preparazione e all’assistenza al parto, al
fine di assicurare la realizzazione in ogni distretto delle attività e
degli obbiettivi di sostegno alla famiglia ed alla coppia, di
promozione e tutela della procreazione responsabile, di prevenzione
dell’interruzione volontaria di gravidanza(IVG), nonché le finalità
previste dal progetto-obbiettivo materno-infantile del Piano sanitario
nazionale 1994-1996 e quelle previste dalle azioni finalizzate e/o dai
progetti dei piani sanitari regionali. I criteri di riparto di tale
quota saranno individuati nell’ambito della conferenza permanente per
i rapporti tra lo stato, le regioni e le province autonome di Trento e
Bolzano, tenendo conto dello stato di attuazione delle leggi 29 luglio
1975, n.405, e 22 maggio 1978, n.194. Per l’attivazione e gestione dei
nuovi consultori, le risorse di parte corrente sono reperite con
autorizzazione di spesa di lire 60 miliardi per ciascuno degli anni
1996 e 1997 a valere sul capitolo 6856 dello stato di previsione del
ministero del tesoro all’uopo utilizzando l’accantonamento relativo
alla Presidenza del Consiglio dei Ministri. Il Ministro del tesoro è
autorizzato ad apportare le opportune variazioni di bilancio.
5.
L’articolo 11 del decreto-legge 24 novembre 1994, n.646, convertito,
con modificazioni, dalla legge 21 gennaio 1995, n.22, è abrogato.

Art.4 FINANZIAMENTO PER LA REALIZZAZIONE DEGLI INTERVENTI IN MATERIA
DI ANIMALI DI AFFEZIONE PER LA PREVENZIONE DEL RANDAGISMO
1. Per le
finalità di cui alla legge 14 agosto 1991, n.281 e successive
modificazioni, è autorizzata la spesa di lire 3.425 milioni per il
1995, di lire 3.500 milioni per il 1996 e lire 3.500 milioni per il
1997. 2. All’onere derivante dall’applicazione del presente articolo
si provvede mediante utilizzo dello stanziamento iscritto, ai fini del
bilancio triennale 1995-1997, al capitolo 6856 dello stato di
previsione del Ministero del tesoro per l’anno 1995, all’uopo
utilizzando l’accantonamento relativo al Ministero della sanità 3 Il
Ministro del tesoro è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le
occorrenti variazioni di bilancio.
Art.5 SPESA FARMACEUTICA
1 Il
risparmio di lire 450 miliardi di cui al comma 2 dell’articolo 7 della
legge 23 dicembre 1994, n.724, deve intendersi riferito al complesso
della spesa farmaceutica a carico del Servizio sanitario nazionale,
ivi compresa quella comunque sostenuta in ambito ospedaliero. La
riduzione dei prezzi dei farmaci prevista dall’ultimo periodo di cui
al predetto comma 2, non viene effettuata qualora lo scostamento,
rispetto al risparmio atteso, sia inferiore al 5 per cento.

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