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Norme di sicurezza antincendio per il trasporto, la distribuzione, l'accumulo e l'utilizzazione del gas naturale con densità non superiore a 0,8

Decreto Ministeriale 24 novembre 1984

Norme di sicurezza antincendio
per il trasporto, la distribuzione, l’accumulo e l’utilizzazione del
gas naturale con densità non superiore a 0,8

IL MINISTRO
DELL’INTERNO
Visto l’art. 1 della legge 13 maggio 1961, n. 469;

Visto l’art. 2 della legge 26 luglio 1965, n. 966;
Visto l’art. 2
della legge 18 luglio 1980, n. 406;
Visto il decreto del Presidente
della Repubblica 27 aprile 1955, n. 547;
Visto il decreto del
Presidente della Repubblica 29 luglio 1982, n. 577;
Rilevata la
necessità di aggiornare le norme di sicurezza antincendi per il
trasporto, la distribuzione, l’accumulo e l’utilizzazione del gas
naturale con densità non superiore a 0,8;
Viste le norme elaborate
dal Comitato centrale tecnico-scientifico per la prevenzione incendi
di cui all’art. 10 del decreto del Presidente della Repubblica 29
luglio 1982, n. 577;
Visto l’art. 11 del citato decreto del
Presidente della Repubblica 29 luglio 1982, n. 577;
Decreta:
Sono
approvate le norme di sicurezza antincendi per il trasporto, la
distribuzione, l’accumulo e l’utilizzazione del gas naturale non
superiore a 0,8 allegate al presente decreto.
Sono pertanto abrogate
tutte le norme attualmente in vigore per il trasporto, la
distribuzione, l’accumulo e l’utilizzazione del gas naturale con
densità non superiore a 0,8.
Allegato
Parte prima
IMPIANTI DI
TRASPORTO E DI DISTRIBUZIONE DEL GAS NATURALE
Sezione 1ª

DISPOSIZIONI GENERALI
1.1. Scopo e campo di applicazione
Le
presenti norme hanno lo scopo di regolamentare, ai fini della
sicurezza, gli impianti di trasporto e di distribuzione del gas
naturale, a mezzo di condotte, dai campi di produzione alle utenze.

Esse si applicano inoltre alle installazioni interne delle utenze
industriali ed agli impianti di derivazione di utenza a pressione di
esercizio superiore a 0,04 bar.
1.2. Termini e definizioni
Ai fini
dell’applicazione delle presenti norme si intende per:
Condotta:
insieme di tubi, curve, raccordi, valvole ed altri pezzi speciali
uniti tra loro per il trasporto e la distribuzione del gas naturale.

Diametro nominale (DN): designazione numerica comune a tutti gli
elementi di una condotta. E’ un numero arrotondato utilizzato ai fini
di riferimento e che è collegato approssimativamente alle dimensioni
di fabbricazione.
Pressione massima di esercizio: la pressione
massima relativa, misurata in bar, alla quale può essere esercitato
l’impianto.
Carico unitario al limite di allungamento totale
(snellimento) (Rt): il quoziente fra il carico al quale corrisponde un
allungamento totale, sotto carico, pari allo 0,5% della lunghezza
iniziale del tratto di provetta compreso fra i riferimenti e l’area
della sezione iniziale della provetta nella prova di trazione.
Carico
unitario di rottura (resistenza alla trazione) (R): il quoziente fra
il carico massimo raggiunto durante la prova di trazione condotta sino
a rottura della provetta e la sezione iniziale della provetta stessa.

Allungamento (A): l’allungamento permanente del tratto di provetta
compreso fra i riferimenti, misurato dopo rottura ed espresso in
percento della lunghezza iniziale della provetta nella prova di
trazione.
Resilienza: il lavoro necessario per rompere, con una massa
a caduta pendolare, una provetta convenzionale avente un intaglio.

Acciaio di base: l’acciaio per il quale non è richiesta alcuna
prescrizione particolare legata all’impiego (vedere UNI EU20).
Nucleo
abitato: un fabbricato o un agglomerato di fabbricati la cui
popolazione sia dell’ordine di 300 unità o superiore.
Distanza dai
fabbricati: la minima distanza, misurata in orizzontale, intercorrente
tra la superficie esterna della condotta e il perimetro del
fabbricato.
Profondità d’interramento: la minima distanza
intercorrente tra la superficie esterna del tubo e quella del terreno.

Carreggiata: parte della strada normalmente destinata alla
circolazione (comprese le corsie continue di emergenza ed escluse le
piazzuole di sosta e le aree di parcheggio).
Utenze: sia gli
utilizzatori primari direttamente alimentati dalle condotte di
trasporto e di distribuzione (aziende distributrici del gas,
industrie, distributori del gas per uso autotrazione, ecc.), sia le
utilizzazioni di tipo civile, quali cotture, acqua calda e
riscaldamento, e di tipo commerciale, artigianale o industriale.
1.3.
Classificazione
a) Condotte di 1ª Specie: condotte per pressione
massima di esercizio superiore a 24 bar.
b) Condotte di 2ª Specie:
condotte per pressione massima di esercizio superiore a 12 bar ed
inferiore od uguale a 24 bar.
c) Condotte di 3ª Specie: condotte per
pressione massima di esercizio superiore a 5 bar ed inferiore od
uguale a 12 bar.
d) Condotte di 4ª Specie: condotte per pressione
massima di esercizio superiore a 1,5 bar ed inferiore od uguale a 5
bar.
e) Condotte di 5ª Specie: condotte per pressione massima di
esercizio superiore a 0,5 bar ed inferiore od uguale a 1,5 bar.
f)
Condotte di 6ª Specie: condotte per pressione massima di esercizio
superiore a 0,04 bar ed inferiore od uguale a 0,5 bar.
g) Condotte di
7ª Specie: condotte per pressione massima di esercizio inferiore od
uguale a 0,04 bar.
Sezione 2ª
CONDOTTE CON PRESSIONE MASSIMA DI
ESERCIZIO
SUPERIORE A 5 BAR
2.1. Materiali
2.1.1. Tubi
a) Processo
di produzione
I tubi da impiegare per la costruzione delle condotte
devono essere fabbricati con acciaio di qualità calmato, ottenuto al
forno elettrico, al Martin-Siemens, al convertitore basico ad ossigeno
o simili e possono essere senza saldatura oppure con saldature
longitudinali o con saldatura elicoidale.
La saldatura deve essere
eseguita a macchina con procedimento elettrico. I procedimenti di
saldatura ammessi sono i seguenti:
– saldatura elettrica a
resistenza, ad induzione o a scintillio;
– saldatura automatica ad
arco protetto (usando almeno due passate di saldatura, una delle quali
deve essere all’interno del tubo).
b) Composizione chimica
L’acciaio
impiegato per la fabbricazione dei tubi deve rispondere ai seguenti
limiti di composizione chimica, riferiti all’analisi di colata:
1)
Tubi per condotte di 1ª Specie
Carbonio non superiore a 0,25%

Fosforo non superiore a 0,04%
Zolfo non superiore a 0,035%
Zolfo +
Fosforo non superiore a 0,065%
Carbonio equivalente
non superiore a
0,51%
In alternativa, possono essere soddisfatti i limiti di
composizione di cui al punto 2), quando i tubi siano dimensionati in
base ad un fattore di sicurezza non minore di 1,75.
2) Tubi per
condotte di 2ª e 3ª Specie
Carbonio non superiore a 0,29%
Fosforo
non superiore a 0,04%
Zolfo non superiore a 0,05%
Zolfo + Fosforo
non superiore a 0,08%
Carbonio equivalente
non superiore a 0,52%
c)
Caratteristiche meccaniche
Sui tubi finiti devono essere controllati
a campione:
– il valore del carico unitario al limite di allungamento
totale (Rt);
– il valore del rapporto fra il carico unitario al
limite di allungamento totale ed il carico unitario di rottura, che
non deve essere superiore a:
– il valore dell’allungamento,
determinato su provetta proporzionale, che non deve essere inferiore
a:
d) Prove e controlli di officina
Su tutti i tubi devono essere
eseguiti:
– prova a pressione idraulica, in ottemperanza alle
prescrizioni di cui al punto 2.5.1;
– controllo non distruttivo della
saldatura, per i tubi saldati, per valutarne l’integrità. Sui tubi
devono essere controllati a campione il diametro e lo spessore.
Per i
tubi saldati, la qualità della saldatura deve essere controllata a
campione con prove di piegamento o schiacciamento.
Inoltre, per i
tubi saldati con diametro esterno eguale o superiore a 219,1 mm, la
qualità della saldatura deve essere controllata a campione con prove
di trazione.
e) Prova aggiuntiva di officina
Sui tubi per condotta
di 1ª Specie, dimensionati in base ad un fattore di sicurezza
inferiore a 1,75, deve essere effettuata una prova d’urto per la
determinazione della resilienza dell’acciaio.
La prova d’urto deve
essere effettuata su provette con taglio a V alla temperatura di 0°C
su un tubo per ogni colata.
La resilienza deve presentare un valore
medio di 3 prove, effettuate su provette normali di un saggio non
minore di 28 J (35 J/) e un valore di ogni singola prova non minore di
22,4 J (28 J/).
f) Rispondenza alle prescrizioni e valutazione
I
tubi, ove non diversamente prescritto da questa normativa, devono
essere prodotti e controllati secondo le prescrizioni delle norme UNI
corrispondenti o, in mancanza, secondo altre norme applicabili, anche
estere.
2.1.2. Valvole
Il corpo delle valvole deve essere di
acciaio, con esclusione degli acciai di base. Le valvole devono
resistere alla pressione nelle condizioni d’esercizio previste per la
condotta sulla quale vanno inserite.
Le valvole possono essere
previste per unione a flange o per unione mediante saldatura di testa;
in quest’ultimo caso, le estremità devono essere di acciaio saldabile
in campo.
Le valvole devono essere sottoposte in officina:
– alla
prova idraulica di resistenza del corpo, ad una pressione di almeno
1,5 volte la pressione massima di esercizio;
– alla prova idraulica
di tenuta, ad una pressione pari almeno alla pressione massima di
esercizio.
2.1.3. Curve, raccordi ed altri pezzi speciali
Le curve,
i raccordi e gli altri pezzi speciali devono essere di acciaio, con
esclusione degli acciai di base, ed essere atti a resistere alla
pressione nelle condizioni d’esercizio previste per la condotta sulla
quale vanno inseriti.
Le curve, i raccordi e gli altri pezzi speciali
possono essere previsti per unione a flange o per unione mediante
saldatura di testa; in quest’ultimo caso, le estremità devono essere
di acciaio saldabile in campo.
2.1.4. Certificazione delle
caratteristiche del materiale
La rispondenza dei materiali ai
requisiti prescritti deve ess…

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