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Misure sostitutive di sicurezza per ascensori e montacarichi a vite, a cremagliera ed idraulici

Decreto Ministeriale 28 Maggio 1979
Misure sostitutive di sicurezza
per ascensori e montacarichi a vite, a cremagliera ed idraulici
Visto
il decreto del Presidente della Repubblica 29-5-1963, n. 1497, con il
quale è stato approvato il regolamento per gli ascensori e
montacarichi in servizio privato;
Visto l’art.4 del succitato decreto
del Presidente della Repubblica n. 1497, con il quale si dispone che
qualora “le norme in esso contenute non siano in tutto o in parte
tecnicamente applicabili ad montacarichi o ascensori non azionati
elettricamente, quali gli apparecchi idraulici e simili … debbono
essere adottate idonee misure sostitutive di sicurezza, a seguito di
istanza documentata”;
Vista l’istanza n. 9-494 in data 23 gennaio
1978, con la quale l’E.N.P.I. al fine di disporre di un documento
ufficiale di riferimento per gli accertamenti tecnici sugli ascensori
e montacarichi a vite, a cremagliera ed idraulici, ha qui chiesto che
siano approvate le misure sostitutive di sicurezza al riguardo
elaborate dalla “commissione di studio delle norme per gli ascensori e
montacarichi in servizio privato” del C.N.R.;
Vista la delibera della
suddetta commissione del C.N.R. n. 680110/137, contenente norme per
gli ascensori e montacarichi a vite;
Vista la delibera della suddetta
commissione del C.N.R. n. 680110/138, contenente norme per gli
ascensori e montacarichi a cremagliera;
Vista la delibera della
suddetta commissione del C.N.R. n. 760625/383 contenente norme per gli
ascensori e montacarichi idraulici;
Viste le delibere della suddetta
commissione del C.N.R. nn. 780614/384 e 780614/385 contenenti,
rispettivamente, la prima chiarimenti alla delibera n. 760625/383 e la
seconda istruzioni per l’applicazione delle norme e misure sostitutive
di sicurezza agli ascensori e montacarichi idraulici collaudati prima
dell’emanazione della delibera della commissione del C.N.R. n.
760625/383;
Considerato di dover adempiere a quanto previsto nel
citato art. 4 del decreto del Presidente della Repubblica n.
1497/63.
Art. 1.
Sono approvate per gli ascensori e montacarichi con
cabina sostenuta e mossa da una o più viti le norme e le misure
sostitutive di sicurezza a seguito specificate ed elaborate
dall’apposita commissione di studio del C.N.R. con delibera n.
680110/137 di cui alle premesse:
Art. 6. Locale del macchinario degli
impianti a vite – Le apparecchiature di comando e di manovra devono
essere installate in apposito locale, che può essere di dimensioni
limitate e può essere anche delimitato da un recinto in rete, fatte
salve le prescrizioni di cui all’art. 9; in ogni caso le
apparecchiature devono essere al riparo da qualsiasi contatto o
possibilità di manomissione dall’esterno; l’ispezione e la
manutenzione devono essere agevoli.
Art. 6.5.d – Manovra a mano degli
impianti a vite. – La manovra a mano del motore non è prescritta;
tuttavia il manutentore deve poter recare soccorso ai passeggeri in
caso di arresto della cabina fra i piani mediante apposito
dispositivo, come botola di emergenza o altro accorgimento.
Art. 12.3
– Alimentazione del motore di sollevamento degli impianti a vite. – Il
motore di sollevamento installato entro il vano di corsa può essere
alimentato con tensione nominale maggiore di 150 V, ma non maggiore di
380 V; in questo caso i cavi relativi devono essere contenuti in tubi
protettivi e cavi flessibili separati da quelli degli altri circuiti,
e il collegamento del motore al complesso collegato a terra deve
essere realizzato con apposito conduttore di sezione non minore di
quello della linea di alimentazione relativa.
Art. 23 – Spazi liberi
negli impianti a vite. Nella fossa, sotto la cabina e alla sommità del
vano devono essere disposti arresti costituiti da ammortizzatori che,
dopo la extracorsa, assicurino i prescritti spazi liberi.
Art. 32 –
Paracadute degli impianti a vite. – La cabina può essere provvista di
paracadute. Se l’accoppiamento non è sufficientemente autofrenante per
impedire, con freno aperto e motore non alimentato, l’eccesso di
velocità della cabina oltre il 40% della velocità d’esercizio, deve
essere applicato un dispositivo per impedire l’eccesso di velocità o
un interruttore di sicurezza per fermare il macchinario.
Art. 34 –
Organi di sospensione degli impianti a vite. – La cabina può essere
sostenuta da una o più viti. Quando la cabina è sostenuta da una vite
deve esistere una madrevite di sicurezza in presa ma non sotto carico;
se per rottura o logorio della madrevite principale la madrevite di
sicurezza viene caricata, un contatto di sicurezza deve fermare il
macchinario. Quando la cabina è sostenuta da due o piu viti ciascuna
vite deve essere provvista di madrevite di sicurezza, oppure un idoneo
dispositivo deve fermare il macchinario quando viene a cessare il
carico su una delle viti.
Artt. 36 e 40 – Calcolo delle viti. – Le
viti, le madreviti e i relativi attacchi e supporti devono essere
calcolati per il carico statico massimo di esercizio con coefficiente
di sicurezza non minore di 8.
Art. 2.
Sono approvate per gli ascensori
e montacarichi con cabina sostenuta e mossa da un rocchetto che si
impegna su una cremagliera le norme e le misure sostitutive di
sicurezza di seguito specificate ed elaborate dall’apposita
commissione di studio del C.N.R. con delibera n. 680110/138 di cui
alle premesse:
Art. 6 – Locale del macchinario degli impianti a
cremagliera. – Le apparecchiature di comando e di manovra devono
essere installate in un apposito locale, che può essere di dimensioni
limitate e può essere anche delimitato da un recinto in rete, fatte
salve le prescrizioni di cui all’art. 9; in ogni caso le
apparecchiature devono essere al riparo da qualsiasi contatto o
possibilità di manomissione dall’esterno; l’ispezione e la
manutenzione devono essere agevoli.
Art. 6.5.d – Manovra a mano degli
impianti a cremagliera. – La manovra a mano dell’argano non è
prescritta; tuttavia il manutentore deve poter recare soccorso ai
passeggeri in caso di arresto della cabina fra i piani mediante
apposito dispositivo, come botola di emergenza o altro
accorgimento.
Art. 12.3 – Alimentazione del motore di sollevamento
degli impianti a cremagliera. – Il motore di sollevamento installato
entro il vano di corsa può essere alimentato con tensione nominale
maggiore di 150 V, ma non maggiore di 380 V; in questo caso i cavi
relativi devono essere contenuti in tubi protettivi e cavi flessibili
separati da quelli degli altri circuiti, e il collegamento del motore
al complesso collegato a terra deve essere realizzato con apposito
conduttore di sezione non minore di quella dei conduttori della linea
di alimentazione relativa.
Art. 23 – Spazi liberi negli impianti a
cremagliera. – Nella fossa, sotto la cabina e alla sommità del vano
devono essere disposti arresti costituiti da ammortizzatori che, dopo
l’extracorsa, assicurino i prescritti spazi liberi.
Art. 32 –
Paracadute degli impianti a cremagliera. – La cabina può non essere
provvista di paracadute. Se l’argano non è sufficientemente
autofrenante per impedire, con freno aperto e motore non alimentato,
l’eccesso di velocità della cabina oltre il 40% della velocità di
regime, deve essere applicato un dispositivo per impedire l’eccesso di
velocità o un interruttore di sicurezza per fermare il
macchinario.
Art. 32.8 – Velocità di esercizio degli impianti a
cremagliera. – La velocità di esercizio deve essere non maggiore di
0,85 m/s.
Art. 34 – Organi di sospensione degli impianti a
cremagliera. – L’accoppiamento dei denti del rocchetto sulla
cremagliera deve essere realizzato con guide idonee ad impedirne il
disimpegno.
Artt. 36 e 40 – Calcolo delle cremagliere. – Le
cremagliere, le dentature e la trasmissioni dall’argano devono essere
calcolate per il carico statico massimo di esercizio con coefficiente
di sicurezza non minore di 8.
Art. 3.
Sono approvate per gli
ascensori e montacarichi idraulici le norme e le misure sostitutive di
sicurezza, di seguito specificate, elaborate dall’apposita commissione
di studio del C.N.R. con delibera n. 760625/383, con i chiarimenti
contenuti nella delibera n. 780614/384 di cui alle premesse:
Art. 2 –
Non sono ammessi ascensori idraulici categoria E. Gli ascensori e
montacarichi in esame non sono provvisti di contrappeso o di altro
sistema di compensazione del peso della cabina; inoltre essi hanno
pistone e cabina che si muovono nello stesso senso.
Art. 3 –
Definizioni. Le definizioni “argano a frizione” e “argano a tamburo”
non trovano applicazione.
Viene modificata la definizione “contattore
del motore, del freno”, con la definizione “contattore del motore,
delle valvole dispositivo elettromagnetico che, in condizioni di
riposo, mantiene aperto il circuito di alimentazione del motore della
pompa e delle valvole di discesa”.
Viene modificata la definizione
“elevatore – ascensore o montacarichi” con la definizione “elevatore
idraulico – ascensore o montacarichi idraulico = impianto di
sollevamento fisso avente cabina mobile fra guide verticali o
leggermente inclinate, adibito al trasporto di persone o cose fra due
o più piani, mosso da un motore elettrico con l’intermediario di un
liquido che agisce su uno o più pistoni”.
Viene modificata la
definizione “elevatore con catene di appoggio” con le due definizioni
“elevatore idraulico a sostegno diretto = elevatore in cui la cabina è
sostenuta direttamente da uno o più pistoni”; “elevatore idraulico con
funi o catene = elevatore in cui il movimento è trasmesso dal o dai
pistoni a funi o a catene cui la cabina è sospesa”.
Viene modificata
la definizione “extracorsa” come di seguito:
“distanza che la cabina
può percorrere oltre i piani estremi, dopo l’intervento
dell’interruttore di extracorsa in salita o dell’interruttore di fine
corsa in discesa e prima che la cabina o il pistone si fermi sugli
arresti fissi o sugli ammortizzatori com…

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