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Regolamento recante norme per l'attuazione della direttiva 92/75/cee concernente le informazioni sul consumo di energia degli apparecchi domestici.

Decreto presidente della repubblica 9 marzo 1998, n. 107

Regolamento
recante norme per l’attuazione della direttiva 92/75/cee concernente
le informazioni sul consumo di energia degli apparecchi
domestici.
Art. 1. AMBITO DI APPLICAZIONE
1. Il presente regolamento
disciplina l’etichettatura e le informazioni sul prodotto riguardanti
il consumo di energia e gli altri dati complementari relativamente ai
seguenti tipi di apparecchi domestici, anche se venduti per uso non
domestico:
a) frigoriferi, congelatori e loro combinazioni;
b)
lavatrici, essiccatori e loro combinazioni;
c) lavastoviglie;
d)
forni;
e) scalda-acqua e serbatoi di acqua calda;
f) fonti di
illuminazione;
g) condizionatori d’aria.
2. Sono escluse dall’ambito
di applicazione del presente regolamento le informazioni riportate in
targa ai fini della sicurezza degli apparecchi di cui al primo
comma.
3. Restano ferme, per quanto riguarda i forni elettrici, le
disposizioni di cui al decreto del Presidente della Repubblica
10-9-1982, n. 784.
Art. 2. DEFINIZIONI
1. Ai fini del presente
regolamento si intende per: a) distributore: qualsiasi dettagliante o
qualsiasi altra persona che venda, noleggi, offra in leasing o esponga
apparecchi domestici agli utilizzatori finali;
b) fornitore: il
fabbricante o il suo rappresentante autorizzato nella Comunità europea
oppure il soggetto che immette il prodotto sul mercato comunitario;
c)
scheda: una tabella informativa standardizzata relativa
all’apparecchio in questione;
d) altre risorse essenziali: acqua,
prodotti chimici o qualsiasi altra risorsa consumata da un apparecchio
nel suo normale funzionamento;
e) informazioni complementari: altre
informazioni relative al funzionamento dell’apparecchio che riguardano
o servono a valutare il suo consumo di energia o di altre risorse
essenziali.
Art. 3. MODALITA’ DI INFORMAZIONE
1. Le informazioni
relative al consumo di energia elettrica, di altre forme di energia,
nonché di altre risorse essenziali e le informazioni complementari
relative agli apparecchi di cui all’art. 1 sono rese note al
consumatore, ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica
12-8-1982, n. 783, con una scheda e con una etichetta apposta
sull’apparecchio domestico offerto in vendita, noleggio o leasing
oppure esposto all’utilizzatore finale.
2. Il Ministero
dell’industria, del commercio e dell’artigianato promuove campagne di
informazione a carattere educativo e promozionale allo scopo di
incentivare un più responsabile uso dell’energia da parte dei
consumatori.
Art. 4. OBBLIGHI DEL FORNITORE
1. Ai sensi degli artt. 3
e 5 del decreto del Presidente della Repubblica 12-8-1982, n. 783, il
fornitore appronta una documentazione tecnica sufficiente a consentire
di valutare l’esattezza dei dati che figurano sull’etichetta e sulla
scheda contenente:
a) la descrizione generale del prodotto;
b) i
risultati dei calcoli progettuali effettuati;
c) i risultati delle
prove effettuate anche da pertinenti organismi abilitati conformemente
alle disposizioni comunitarie;
d) le medesime informazioni di cui alle
lettere a), b) e c) relativamente a modelli analoghi, qualora taluni
dei valori siano stati individuati con riferimento agli stessi
modelli. E’ analogo un modello che differisce dal prodotto per
elementi non essenziali alla determinazione del consumo di energia e
degli altri dati complementari di cui all’art. 1.
2. Il fornitore
conserva la documentazione di cui al primo comma per un periodo di
cinque anni dalla data di fabbricazione dell’ultimo esemplare del
prodotto e la esibisce su richiesta dell’autorità competente.
3. Il
fornitore che immette sul mercato gli apparecchi di cui all’art. 1
assicura prontamente al distributore la provvista gratuita di
etichette conformi al presente regolamento.
4. Il fornitore correda il
prodotto della relativa scheda informativa che deve riportare anche le
informazioni contenute nell’etichetta ed essere inserita in tutti gli
opuscoli illustrativi destinati al consumatore. In mancanza di
opuscoli illustrativi, la scheda è acclusa alla documentazione che
deve essere fornita con l’apparecchio.
5. E’ vietato apporre
etichette, marchi, simboli o iscrizioni concernenti il consumo di
energia non conformi alle prescrizioni del presente regolamento e a
quelle specificata-
mente dettate per gli apparecchi di cui all’art.
1, primo comma, qualora ciò possa indurre in errore o ingenerare
confusione nel consumatore. E’ fatta salva l’applicazione dei marchi
di qualità ecologica previsti da disposizioni comunitarie o
nazionali.
6. La responsabilità, per colpa o dolo, dell’esattezza
delle informazioni contenute sulle etichette e nelle schede è
attribuita al fornitore.
7. L’autorità preposta alla vigilanza può
richiedere al fornitore, con provvedimento motivato, di comprovare
l’esattezza delle informazioni di cui al sesto comma, qualora
sussistano motivi di dubbio che le informazioni stesse non siano
corrette.
Art. 5. OBBLIGHI DEL DISTRIBUTORE
1. La responsabilità, per
colpa o dolo, di corredare gli apparecchi di cui all’art. 1 della
scheda redatta in lingua italiana e, qualora un apparecchio sia
esposto, di apporre l’etichetta, anch’essa in lingua italiana, in una
posizione chiaramente visibile, è attribuita al distributore.
2.
Qualora gli apparecchi siano dati in noleggio o concessi in leasing o
venduti in base a cataloghi per corrispondenza o in altra forma
implicante che il potenziale contraente non possa prendere subito
visione degli apparecchi stessi, il distributore è tenuto a garantire
che al potenziale contraente vengano fornite le informazioni
essenziali indicate sull’etichetta e nella scheda, prima di acquistare
l’apparecchio.
Art. 6. AUTORITA’ COMPETENTE PER LA VIGILANZA E IL
CONTROLLO
1. Il Ministero dell’industria, del commercio e
dell’artigianato è l’autorità competente per la vigilanza e il
controllo sull’applicazione del presente regolamento.
2. Per
l’espletamento dei compiti di cui al primo comma, il Ministero
dell’industria, del commercio e dell’artigianato si avvale dei propri
uffici provinciali e, priva intesa, di altre amministrazioni dello
Stato, nonché delle autorità pubbliche locali competenti per materia;
per le attività di verifica sulla veridicità del contenuto delle
etichette può avvalersi, oltre che dei propri laboratori, anche di
altri organismi individuati con specifico decreto.
3. Gli uffici
provinciali del Ministero dell’industria, del commercio e
dell’artigianato sono gli organi competenti a ricevere il rapporto di
cui all’art. 17 della legge 24-11-1981, n. 689.

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