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Regolamento recante norme per la progettazione, l'installazione, l'esercizio e la manutenzione degli impianti termici degli edifici ai fini del contenimento dei consumi di energia, in attuazione dell'art. 4, quarto comma, della legge 9 gennaio 1991, n. 10

Decreto Presidente Repubblica 26 Agosto 1993, N. 412

Regolamento
recante norme per la progettazione, l’installazione, l’esercizio e la
manutenzione degli impianti termici degli edifici ai fini del
contenimento dei consumi di energia, in attuazione dell’art. 4, quarto
comma, della legge 9 gennaio 1991, n. 10
Modificato da: DM. 6 agosto
1994
Modificato da DM 16 maggio 1995,
Modificato da DM. 6 ottobre
1997
Art. 1. DEFINIZIONI
1. Ai fini dell’applicazione del presente
regolamento si intende:
a) per “edificio”, un sistema costituito dalle
strutture edilizie esterne che delimitano uno spazio di volume
definito, dalle strutture interne che ripartiscono detto volume e da
tutti gli impianti, dispositivi tecnologici ed arredi che si trovano
al suo interno; la superficie esterna che delimita un edificio può
confinare con tutti o alcuni di questi elementi: l’ambiente esterno,
il terreno, altri edifici;
b) per “edificio di proprietà pubblica”, un
edificio di proprietà dello Stato, delle Regioni, degli Enti Locali,
nonchè di altri Enti Pubblici, anche economici, destinato sia allo
svolgimento delle attività dell’Ente, sia ad altre attività o usi,
compreso quello di abitazione privata;
c) per “edificio adibito ad uso
pubblico”, un edificio nel quale si svolge, in tutto o in parte,
l’attività istituzionale di Enti pubblici;
d) per “edificio di nuova
costruzione”, salvo quanto previsto dall’art. 7 terzo comma, un
edificio per il quale la richiesta di concessione edilizia sia stata
presentata successivamente alla data di entrata in vigore del
regolamento stesso;
e) per “climatizzazione invernale”, l’insieme di
funzioni atte ad assicurare, durante il periodo di esercizio
dell’impianto termico consentito dalle disposizioni del presente
regolamento, il benessere degli occupanti mediante il controllo,
all’interno degli ambienti, della temperatura e, ove presenti
dispositivi idonei, della umidità , della portata di rinnovo e della
purezza dell’aria;
f) per “impianto termico”, un impianto tecnologico
destinato alla climatizzazione degli ambienti con o senza produzione
di acqua calda per usi igienici e sanitari o alla sola produzione
centralizzata di acqua calda per gli stessi usi, comprendente i
sistemi di produzione, distribuzione e utilizzazione del calore nonchè
gli organi di regolazione e di controllo; sono quindi compresi negli
impianti termici gli impianti individuali di riscaldamento, mentre non
sono considerati impianti termici apparecchi quali: stufe, caminetti,
radiatori individuali, scaldacqua unifamiliari;
g) per “impianto
termico di nuova installazione”, un impianto termico installato in un
edificio di nuova costruzione o in un edificio o porzione di edificio
antecedentemente privo di impianto termico;
h) per “manutenzione
ordinaria dell’impianto termico”, le operazioni specificamente
previste nei libretti d’uso e manutenzione degli apparecchi e
componenti che possono essere effettuate in luogo con strumenti ed
attrezzature di corredo agli apparecchi e componenti stessi e che
comportino l’impiego di attrezzature e di materiali di consumo d’uso
corrente;
i) per “manutenzione straordinaria dell’impianto termico”,
gli interventi atti a ricondurre il funzionamento dell’impianto a
quello previsto dal progetto e/o dalla normativa vigente mediante il
ricorso, in tutto o in parte, a mezzi, attrezzature, strumentazioni,
riparazioni, ricambi di parti, ripristini, revisione o sostituzione di
apparecchi o componenti dell’impianto termico;
j) per “proprietario
dell’impianto termico”, chi è proprietario, in tutto o in parte,
dell’impianto termico; nel caso di edifici dotati di impianti termici
centralizzati amministrati in condominio e nel caso di soggetti
diversi dalle persone fisiche gli obblighi e le responsabilità posti a
carico del proprietario dal presente regolamento sono da intendersi
riferiti agli Amministratori;
l) per “ristrutturazione di un impianto
termico”, gli interventi rivolti a trasformare l’impianto termico
mediante un insieme sistematico di opere che comportino la modifica
sostanziale sia dei sistemi di produzione che di distribuzione del
calore; rientrano in questa categoria anche la trasformazione di un
impianto termico centralizzato in impianti termici individuali nonchè
la risistemazione impiantistica nelle singole unità immobiliari o
parti di edificio in caso di installazione di un impianto termico
individuale previo distacco termico centralizzato;
m) per
“sostituzione di un generatore di calore”, la rimozione di un vecchio
generatore e l’installazione di un altro nuovo destinato ad erogare
energia termica alle medesime utenze;
n) per “esercizio e manutenzione
di un impianto termico”, il complesso di operazioni che comporta
l’assunzione di responsabilità finalizzata alla gestione degli
impianti includente: conduzione, manutenzione ordinaria e
straordinaria e controllo, nel rispetto delle norme in materia di
sicurezza, di contenimento dei consumi energetici e di salvaguardia
ambientale;
o) per “terzo responsabile dell’esercizio e della
manutenzione dell’impianto termico”, la persona fisica o giuridica
che, essendo in possesso dei requisiti previsti dalle normative
vigenti e comunque di idonea capacità tecnica, economica,
organizzativa, è delegata dal proprietario ad assumere la
responsabilità dell’esercizio, della manutenzione e dell’adozione
delle misure necessarie al contenimento dei consumi energetici;
p) per
“contratto servizio energia”, l’atto contrattuale che disciplina
l’erogazione dei beni e servizi necessari a mantenere le condizioni di
comfort negli edifici nel rispetto delle vigenti leggi in materia di
uso razionale dell’energia, di sicurezza e di salvaguardia
dell’ambiente, provvedendo nel contempo al miglioramento del processo
di trasformazione e di utilizzo dell’energia;
q) per “valori nominali”
delle potenze e dei rendimenti di cui ai punti successivi, quelli
dichiarati e garantiti dal costruttore per il regime di funzionamento
continuo;
r) per “potenza termica del focolare” di un generatore di
calore, il prodotto del potere calorifico inferiore del combustibile
impiegato e della portata di combustibile bruciato; l’unità di misura
utilizzata è il KW;
s) per “potenza termica convenzionale” di un
generatore di calore, la potenza termica del focolare diminuita della
potenza termica persa al camino; l’unità di misura utilizzata è il
KW;
t) per “potenza termica utile” di un generatore di calore, la
quantità di calore trasferita nell’unità di tempo al fluido
termovettore, corrispondente alla potenza termica del focolare
diminuita della potenza termica scambiata dall’involucro del
generatore con l’ambiente e della potenza termica persa al camino;
l’unità di misura utilizzata è il KW;
u) per “rendimento di
combustione”, sinonimo di “rendimento termico convenzionale” di un
generatore di calore, il rapporto tra la potenza termica convenzionale
e la potenza termica del focolare;
v) per “rendimento termico utile”
di un generatore di calore, il rapporto tra la potenza termica utile e
la potenza termica del focolare;
w) per “temperatura dell’aria in un
ambiente”, la temperatura dell’aria misurata secondo le modalità
prescritte dalla norma tecnica UNI 5364;
z) per “gradi giorno” di una
località , la somma, estesa a tutti i giorni di un periodo annuale
convenzionale di riscaldamento, delle sole differenze positive
giornaliere tra la temperatura dell’ambiente, convenzionalmente
fissata a 20° C, e la temperatura
media esterna giornaliera; l’unità
di misura utilizzata è il grado giorno (GG).
Art. 2. INDIVIDUAZIONE
DELLA ZONA CLIMATICA E DEI GRADI GIORNO
1. Il territorio nazionale è
suddiviso nelle seguenti sei zone climatiche in funzione dei gradi –
giorno, indipendentemente dalla ubicazione geografica:
– Zona A:
comuni che presentano un numero di gradi – giorno non superiore a
600;
– Zona B: comuni che presentano un numero di gradi – giorno
maggiore di 600 e non superiore a 900;
– Zona C: comuni che presentano
un numero di gradi giorno maggiore di 900 e non superiore a 1.400;

Zona D: comuni che presentano un numero di gradi – giorno maggiore di
1.400 e non superiore a 2.100;
– Zona E: comuni che presentano un
numero di gradi – giorno maggiore di 2.100 e non superiore a 3.000;

Zona F: comuni che presentano un numero di gradi – giorno maggiore di
3.000.
2. La tabella in allegato A, ordinata per regioni e province,
riporta per ciascun comune l’altitudine della casa comunale, i gradi
giorno e la zona climatica di appartenenza. Detta tabella può essere
modificata ed integrata, con decreto del Ministro dell’Industria del
Commercio e dell’Artigianato, anche in relazione all’istituzione di
nuovi comuni o alle modificazioni dei territori comunali, avvalendosi
delle competenze tecniche dell’ENEA ed in conformità ad eventuali
metodologie che verranno fissate dall’UNI.
3. I comuni comunque non
indicati nell’allegato A o nelle sue successive modificazioni ed
integrazioni adottano, con provvedimento del Sindaco, i gradi giorno
riportati nella tabella suddetta per il comune più vicino in linea
d’aria, sullo stesso versante, rettificati, in aumento o in
diminuzione, di una quantità pari ad un centesimo del numero di giorni
di durata convenzionale del periodo di riscaldamento di cui all’art. 9
secondo comma per ogni metro di quota sul livello del mare in più o in
meno rispetto al comune di riferimento. Il provvedimento è reso noto
dal Sindaco agli abitanti del Comune con pubblici avvisi entro 5
giorni dall’adozione del provvedimento stesso e deve essere comunicato
al Ministero dell’Industria, del Commercio e dell’Artigianato
ed
all’ENEA ai fini delle successive modifiche dell’allegato A.
4. I
Comuni aventi porzioni edificate dal proprio territorio a quota
superiore rispetto alla quota della casa comunale, quota indicata
nell’allegato A, qualora detta circostanza, per effetto dell…

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