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Attuazione della direttiva 82/130/cee e norme transitorie concernenti la costruzione e la vendita di materiale elettrico destinato ad essere utilizzato in atmosfera esplosiva.

Legge 17 aprile 1989, n. 150

Attuazione della direttiva 82/130/cee
e norme transitorie concernenti la costruzione e la vendita di
materiale elettrico destinato ad essere utilizzato in atmosfera
esplosiva.
Art. 1. AMBITO DI APPLICAZIONE DELLA LEGGE
1. La presente
legge si applica al materiale elettrico destinato ad essere utilizzato
nei lavori in sotterraneo nelle miniere grisutose esposte al rischio
di sprigionamento di grisù nonché, in deroga a quanto disposto dai
decreti del Presidente della Repubblica 21-7-1982, n. 675, e
21-7-1982, n. 727 (1), al materiale elettrico destinato ad essere
utilizzato negli impianti minerari in superficie che corrono il
rischio di venire a contatto con il grisù convogliato attraverso il
circuito di ventilazione sotterranea.
Art. 2. REQUISITI DEL MATERIALE
ELETTRICO IMPIEGATO IN ATMOSFERA ESPLOSIVA
1. Il materiale elettrico,
in previsione del suo impiego in atmosfera esplosiva, può essere
venduto, circolare liberamente od essere usato in modo conforme alla
sua destinazione soltanto se rispondente, per quanto attiene alla
sicurezza, ad uno dei seguenti requisiti:
a) conformità alle norme
armonizzate, comprovata da un certificato di conformità rilasciato a
norma dell’art. 4 e dell’apposizione del marchio distintivo di cui
all’art. 7;
b) accertamento, in base ad uno speciale esame del
processo di fabbricazione, che esso garantisce una sicurezza almeno
equivalente a quella garantita dalle norme armonizzate, comprovato da
un certificato di controllo rilasciato a norma dell’art. 5 e
dall’apposizione del marchio distintivo di cui all’art. 7.
2. Se il
certificato di conformità o di controllo lo esige, il materiale
elettrico deve essere accompagnato da istruzioni che ne precisino le
particolari condizioni di uso.
3. Le condizioni di installazione e di
utilizzazione del materiale elettrico non disciplinate da norme
comunitarie rimangono soggette alle disposizioni nazionali
vigenti.
Art. 3. DEFINIZIONI
1. Agli effetti della presente legge,
per:
a) materiale elettrico; si intendono tutti gli elementi che
costituiscono gli impianti elettrici e qualsiasi altro dispositivo che
impieghi l’elettricità;
b) uso conforme alla propria destinazione, si
intende l’uso del materiale elettrico in ambienti nei quali il grisù
può formare con l’aria miscele esplosive, come previsto nelle norme
armonizzate di costruzione e menzionato nei certificati di conformità
o di controllo;
c) norme armonizzate, si intendono le norme europee
(EN) riportate negli allegati A e B annessi alla presente legge.
Art.
4. CERTIFICATO DI CONFORMITA’
1. Il certificato di conformità,
rilasciato da uno degli organismi autorizzati dal Ministro
dell’industria, del commercio e dell’artigianato, attesta che il tipo
di materiale elettrico cui si riferisce è conforme alle norme
armonizzate. Esso deve essere conforme al modello riprodotto
nell’allegato D annesso alla presente legge.
2. Entro un mese dalla
data del rilascio, una copia del certificato di conformità è
trasmessa, a cura dell’organismo autorizzato, al Ministero
dell’industria, del commercio e dell’artigianato, alle competenti
autorità degli altri Stati membri della Comunità economica europea e
alla Commissione delle Comunità europee.
3. L’organismo autorizzato
all’esame del materiale elettrico compila un verbale che è tenuto a
disposizione del Ministero dell’industria, del commercio e
dell’artigianato e delle competenti autorità degli altri Stati membri
della Comunità economica europea.
4. I documenti utilizzati per la
certificazione del materiale elettrico sono conservati dall’organismo
autorizzato che ha rilasciato il certificato e sono messi a
disposizione, in caso di necessità, della Commissione delle Comunità
europee e delle competenti autorità degli altri Stati membri della
Comunità economica europea ai fini di un esame particolare in materia
di sicurezza. Il carattere riservato di tali documenti deve essere
rispettato.
5. Il certificato di conformità può essere revocato, con
atto motivato, dall’organismo autorizzato che lo ha rilasciato qualora
qualcuna delle condizioni imposte non sia stata soddisfatta o il
fabbricante immetta nel mercato materiale elettrico non conforme al
tipo per il quale è stato rilasciato.
6. Copia dell’atto di revoca è
trasmessa, a cura dell’organismo autorizzato, al Ministero
dell’industria, del commercio e dell’artigianato, alle competenti
autorità degli altri Stati membri della Comunità economica europea e
alla Commissione delle Comunità europee.
7. Il rifiuto e la revoca del
certificato di conformità sono immediatamente comunicati agli
interessati.
Art. 5. CERTIFICATO DI CONTROLLO
1. Il certificato di
controllo è rilasciato, secondo le procedure di cui all’art. 9 della
direttiva 82/130/CEE, da uno degli organismi autorizzati dal Ministero
dell’industria, del commercio e dell’artigianato.
2. Esso attesta che
il tipo di materiale garantisce una sicurezza almeno equivalente a
quella garantita dalle norme armonizzate.
3. Entro un mese dalla data
del rilascio, le principali indicazioni contenute nel certificato di
controllo sono comunicate, a cura dell’organismo autorizzato, al
Ministero dell’industria, del commercio e dell’artigianato, alla
Commissione delle Comunità europee ed alle competenti autorità degli
altri Stati membri della Comunità economica europea.
Art. 6. SPESE PER
GLI ACCERTAMENTI
1. Le spese necessarie per l’espletamento delle
operazioni di esame del materiale elettrico e per il rilascio del
certificato di conformità o di controllo sono a carico del
richiedente. Il loro importo è determinato con decreto del Ministro
dell’industria, del commercio e dell’artigianato.
2. Il titolare del
certificato di conformità o di controllo può ottenere il rilascio di
copie del certificato per gli usi consentiti dalla legge.
Art. 7.
MARCHIO DISTINTIVO COMUNITARIO
1. Il marchio distintivo comunitario
apposto dal fabbricante sul materiale elettrico attesta che lo stesso
è conforme al tipo che ha ottenuto un certificato di conformità o di
controllo ed è stato sottoposto alle verifiche ed alle prove
individuali previste dalle norme armonizzate per il rilascio del
certificato di conformità o citate nel certificato di controllo.
2. Il
marchio distintivo comunitario deve essere conforme al modello
riprodotto nell’allegato C, punto I, annesso alla presente legge.
3.
Il marchio distintivo comunitario deve essere apposto su ciascun
materiale elettrico in modo da risultare visibile, leggibile e
durevole.
4. Il fabbricante può apporre il marchio distintivo
comunitario solo se possiede il corrispondente certificato di
conformità o di controllo ed ha ottemperato alle disposizioni
necessarie a garantire che il materiale elettrico corrisponda alle
norme tecniche armonizzate. Per garantire tale corrispondenza il
Ministero dell’industria, del commercio e dell’artigianato, anche
attraverso gli organismi autorizzati, sorveglia la fabbricazione del
materiale elettrico e cura che esso sia sottoposto alle prove
individuali previste e che non venga fatto uso improprio del marchio
distintivo comunitario.
5. Quando per un tipo di materiale elettrico
non conforme alle norme armonizzate sia stato rilasciato un
certificato di controllo, il marchio distintivo comunitario va
completato in conformità alle indicazioni contenute nell’allegato C,
punto II, annesso alla presente legge.
Art. 8.DESIGNAZIONE DEGLI
ORGANISMI DI SORVEGLIANZA
1. Il Ministro dell’industria, del commercio
e dell’artigianato designa gli organismi autorizzati a procedere alla
sorveglianza, all’esame del materiale ed al rilascio dei certificati
di conformità e di controllo e notifica alle competenti autorità degli
altri Stati membri della Comunità economica europea e alla Commissione
delle Comunità europee l’elenco di tali organismi e quello dei
destinatari della corrispondenza relativa ai certificati di conformità
e di controllo, nonché ogni successiva modifica.
2. Il Ministro
dell’industria, del commercio e dell’artigianato dispone la
pubblicazione della Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana
dell’elenco degli organismi degli altri Stati membri della Comunità
economica europea autorizzati a rilasciare i certificati di conformità
o di controllo.
Art. 9. ACCERTAMENTI DEL MINISTERO DELL’INDUSTRIA, DEL
COMMERCIO E DELL’ARTIGIANATO
1. La sorveglianza sulla regolarità del
rilascio dei certificati di conformità o di controllo è demandata al
Ministero dell’industria, del commercio e dell’artigianato, che ha
facoltà di disporre accertamenti direttamente o a mezzo di istituti,
enti o laboratori appositamente autorizzati.
2. Il Ministero
dell’industria, del commercio e dell’artigianato, qualora riscontri
che un materiale elettrico, anche se conforme ad un tipo di materiale
per il quale è stato rilasciato un certificato di conformità o di
controllo, è tale da mettere in pericolo la sicurezza, può vietarne
temporaneamente o sottoporne a condizioni particolari l’immissione nel
mercato, dando comunicazione delle misure adottate alla Commissione ed
agli altri Stati membri.
Art. 10. ADEGUAMENTO DEGLI ALLEGATI
TECNICI
1. Il Ministro dell’industria, del commercio e
dell’artigianato dispone con proprio decreto, da pubblicarsi nella
Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana, le modifiche degli
allegati A, B e C annessi alla presente legge, rese necessarie per
l’adeguamento al progresso tecnico ed alle esigenze del controllo e
della sicurezza.
Art. 11. SANZIONI
1. Chiunque viola le disposizioni
di cui al primo comma dell’art. 2 è punito con l’ammenda da lire
centomila a lire cinque milioni o con l’arresto fino ad un anno.
2.
Salvo che il fatto costituisca reato:
a) chiunque viola le
disposizioni di cui al terzo comma dell’art. 7 è soggetto alla
sanzione pecuniaria amministrativa del pagamento di una somma da lire
centomila a lire due milioni;
b) chiunque viola la disposizion…

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