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Norme per il contenimento del consumo energetico per usi termici negli...

Norme per il contenimento del consumo energetico per usi termici negli edifici.

Legge 30 Aprile 1976 N. 373

Norme per il contenimento del consumo
energetico per usi termici negli edifici.
Capo I – AMBITO DI
APPLICAZIONE DELLA LEGGE.
Art. 1.
Al fine di contenere il consumo
energetico per usi termici negli edifici, sono regolate dalla presente
legge le caratteristiche di prestazione dei componenti, la
installazione, l’esercizio e la manutenzione degli impianti termici
per il riscaldamento degli ambienti e per la produzione di acqua calda
per usi igienici e sanitari, alimentati da combustibili solidi,
liquidi o gassosi negli edifici pubblici o privati, con esclusione di
quelli adibiti ad attività industriali o artigianali. Sono regolate
altresì le caratteristiche di isolamento termico degli edifici da
costruire o ristrutturare, nei quali sia prevista l’installazione di
un impianto termico di riscaldamento degli ambienti.
Agli effetti
della presente legge è considerato edificio sia un intero fabbricato,
sia un insieme di locali, sia un locale isolato.
Capo II –
PROGETTAZIONE, INSTALLAZIONE, ESERCIZIO E MANUTENZIONE DEGLI IMPIANTI
TERMICI.
Art. 2.
Le norme della presente legge relative agli impianti
di produzione, distribuzione e utilizzazione del calore si applicano
agli impianti da installare negli edifici di nuova costruzione, per i
quali la licenza edilizia sia rilasciata dopo l’entrata in vigore del
regolamento di esecuzione.
Le norme stesse si applicano altresì agli
impianti da installare, dopo l’entrata in vigore del regolamento di
esecuzione, negli edifici già esistenti, anche in sostituzione o
modifica di impianti preesistenti.
Art. 3.
Gli impianti di produzione
del calore per il riscaldamento degli edifici di cui all’art. 1, da
installare dopo l’entrata in vigore del regolamento di esecuzione,
devono essere dimensionati per fornire una temperatura dell’aria
nell’ambiente non superiore a 20°C, tenendo conto delle condizioni
climatiche locali e del coefficiente volumico globale di isolamento
termico di cui al successivo art. 14.
Ad esclusione dei locali situati
negli edifici adibiti ad abitazione, ad uffici pubblici o privati, ad
attività commerciale o ricreativa, può essere prevista la fornitura di
una temperatura maggiore se richiesta per particolari esigenze che
devono essere precisate nel regolamento di esecuzione e
dettagliatamente giustificate nelle relazioni tecniche di cui al
successivo art. 9.
Art. 4.
I fabbricanti e gli importatori di
componenti degli impianti di produzione e utilizzazione del calore
nonché di apparecchiature di regolazione, devono sottoporre i
prototipi e le serie da impiegare in impianti soggetti alla presente
legge alla preventiva omologazione della Associazione nazionale per il
controllo della combustione (ANCC).
La ANCC deve accertare la
rispondenza dei prototipi e delle serie alle condizioni di rendimento
più economiche in relazione al progresso della tecnica, nonché la
funzionalità e l’affidabilità, con particolare riferimento alle norme
della presente legge.
Tutte le imprese che producono, commerciano o
installano i componenti e le apparecchiature di cui al primo comma
sono obbligate a fornire al pubblico i relativi listini tecnici,
attestanti la rispondenza dei componenti e delle apparecchiature ai
certificati di omologazione.
Art. 5.
Tutti gli impianti di produzione
del calore destinato al riscaldamento degli ambienti e la cui potenza
termica al focolare è uguale o superiore alle 50 mila kcal/h, da
installare dopo l’entrata in vigore del regolamento di esecuzione,
devono essere dotati di un sistema automatico di regolazione del
calore fornito all’impianto di utilizzazione, funzionante in relazione
alle variazioni della temperatura esterna.
Art. 6.
Gli impianti di
produzione del calore destinato al riscaldamento degli ambienti,
alimentati da combustibili liquidi o gassosi, già installati negli
edifici esistenti alla data di entrata in vigore del regolamento di
esecuzione e aventi una potenza termica al focolare eguale o superiore
a 100 mila kcal/h, devono essere dotati di un sistema automatico di
regolazione del calore fornito all’impianto di utilizzazione in
relazione alle variazioni della temperatura, entro i termini che
saranno indicati nel regolamento di esecuzione, in relazione alla
potenza termica degli impianti ed alle esigenze delle diverse
zone.
Tali termini non potranno comunque superare i cinque anni
successivi alla entrata in vigore della presente legge.
Art. 7.
Gli
impianti centralizzati di produzione di acqua calda per usi igienici e
sanitari da installare dopo l’entrata in vigore del regolamento di
esecuzione devono essere previsti e condotti in modo che l’acqua sia
erogata a temperatura non superiore a 48°C.
Gli impianti predetti
devono essere dotati di contatori divisionabili nei casi indicati dal
regolamento di esecuzione.
Art. 8.
Gli impianti termici da installare
negli edifici di cui all’art. 1, devono essere opportunamente
cibentati secondo le modalità determinate nel regolamento di
esecuzione.
Art. 9.
Negli edifici di cui all’art. 1, prima dello
inizio dei lavori per l’installazione di un nuovo impianto termico o
per la modifica di un impianto esistente il committente deve
depositare presso gli uffici competenti del comune, che rilascia
attestazione del deposito, il progetto dell’impianto, corredato da una
relazione tecnica, compreso ove previsto, quello dell’impianto
centralizzato di produzione di acqua calda. Se si tratta di impianti
nuovi, la relazione deve in ogni caso essere corredata dal calcolo di
previsione del consumo energetico; se si tratta invece di modifica di
impianti esistenti, tale calcolo deve essere presentato solo nei casi
indicati dal regolamento di esecuzione.
Art. 10.
Tutti gli impianti
di cui all’articolo precedente, con potenza termica al focolare eguale
o superiore a 100.000 kcal/h, debbono essere sottoposti al collaudo al
fine di verificarne la conformità alle norme della presente legge.
Il
collaudo deve essere eseguito, entro 10 mesi dal rilascio della
licenza di uso o di abitabilità, da un ingegnere iscritto all’albo
professionale, che non sia intervenuto nella progettazione, direzione
ed esecuzione delle opere. La nomina del collaudatore spetta al
committente.
Il collaudatore deve redigere due copie del certificato
di collaudo e depositarle al comune il quale provvede a restituire una
copia con la attestazione dell’avvenuto deposito.
Art. 11.
Durante il
funzionamento degli impianti di riscaldamento la temperatura massima
interna degli edifici non deve essere superiore ai 20°C, con le
eccezioni di cui al secondo comma dell’art. 3 e con le modalità
indicate dal regolamento di esecuzione.
I contratti relativi
all’esercizio di impianti di riscaldamento non possono prevedere la
erogazione di una temperatura superiore a quella indicata nel primo
comma, né a pena di nullità delle clausole stesse, clausole tendenti a
favorire l’aumento del consumo di combustibile. Per i contrattacchi
contengono clausole difformi, si applica l’art. 1339 del codice
civile.
In caso di necessità e comunque per contenere i consumi
energetici, il Ministro per l’industria, il commercio e l’artigianato,
può, con proprio decreto, disciplinare la forniture dei combustibili
per il riscaldamento degli edifici.
Art. 12.
Per accertare la
rispondenza degli impianti ai requisiti previsti dalla presente legge,
il comune, anche avvalendosi eventualmente di altri organismi aventi
specifica competenza tecnica, ha facoltà di procedere, in tutti i
casi, a verifiche mediante controlli. Le verifiche possono essere
effettuate anche su richiesta del committente, dell’acquirente
dell’immobile o del conduttore, con le spese a loro carico.
Art. 13.

I requisiti e le caratteristiche termotecniche dei componenti gli
impianti e delle apparecchiature oggetto della presente legge devono
essere conservati entro i limiti di rendimento e con le modalità di
manutenzione stabiliti dal regolamento di esecuzione.
Capo III –
ISOLAMENTO TERMICO DEGLI EDIFICI.
Art. 14.
Dopo la pubblicazione del
decreto previsto nel successivo art. 15, la costruzione di nuovi
edifici può essere autorizzata dal sindaco solo se le caratteristiche
d’isolamento termico sono comprese nei limiti fissati nel decreto
stesso.
Nel caso di ristrutturazione di edifici esistenti, il sindaco
può disporre che siano osservate le norme sulle caratteristiche di
isolamento termico, quando la commissione edilizia comunale abbia
accertato la sussistenza delle condizioni tecniche per la loro
applicazione.
Per caratteristica di isolamento termico si intende il
coefficiente volumico globale di dispersione termica espresso in
chilocalorie al metro cubo per ora per salto termico di un grado
centigrado (kcal/h m al cubo °C).
Art. 15.
La determinazione delle
zone climatiche e dei valori minimi e massimi dei relativi
coefficienti volumici globali di dispersione termica sono fissati,
tenendo anche conto del rapporto tra maggiori oneri di costruzione e
risparmio energetico conseguibile, con decreto del Ministro per
l’industria, il commercio e l’artigianato, di concerto col Ministro
per i lavori pubblici, previo parere vincolante del Consiglio
nazionale delle ricerche (CNR). Con lo stesso procedimento i
coefficienti predetti possono essere variati in relazione agli
sviluppi della tecnica delle costruzioni edili.
Art. 16.
Entro tre
mesi dall’emanazione del decreto del Ministro per l’industria, il
commercio e l’artigianato, di cui all’articolo precedente i presidenti
delle giunte regionali determinano, con propri decreti, su conformi
delibere delle rispettive giunte, il coefficiente volumico globale di
dispersione termica massimo ammissibile per ciascun comune delle
rispettive regioni.
Trascorso il termine di cui al comma precedente, e
sino a quando i comuni non avranno adeguato i regolamenti edilizi alle
disposizioni del decreto del presidente della giunta re…

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