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Approvazione del regolamento per l'esecuzione della legge sulla tutela dell'igiene e della sanità pubblica.

Regio Decreto 03 febbraio 1901 n. 45

Approvazione del regolamento
per l’esecuzione della legge sulla tutela dell’igiene e della sanità
pubblica.

(stralcio)

TITOLO III Capo IX DELL’IGIENE DEL SUOLO E
DELL’ABITATO
Art. 88
Nei regolamenti locali d’igiene, in esecuzione
dell’art.36 della legge, saranno indicate per le nuove costruzioni le
norme da osservarsi dai privati per dare scolo alle acque del
sottosuolo e corso regolare a quelle superficiali. Salvo le speciali
disposizioni che siano stabilite nei regolamenti locali, a termini
dell’art.36 della legge, saranno considerate nocive alla salute
pubblica tutte quelle opere che mettendo ostacolo al regolare deflusso
delle acque del sottosuolo o al corso di quelle superficiali,
aumentino la umidità del suolo abitato o cagionino ristagni di acqua
od impaludamenti.
Art. 89
Spetta ai regolamenti locali d’igiene di
indicare:
a) le norme dirette ad assicurare la salubrità delle
abitazioni, così nell’aggregato urbano, come nella campagna, per
quanto riguarda l’ubicazione e la orientazione, le condizioni di
agglomeramento di aerazione e illuminazione, l’ampiezza delle stanze e
dei cortili, la difesa dall’umidità del suolo, dalle intemperie e
dagli eccessi di temperatura, la provvista dell’acqua, la fognatura
domestica e lo smaltimento delle immondizie, la regolare funzione dei
focolari ed apparecchi di riscaldamento, l’abitabilità dei pianterreni
e delle soffitte, ecc.;
b) le norme particolari da soddisfare per il
permesso di abitabilità delle case nuove in esecuzione degli artt. 39
e 40 della legge.
Art. 90
Le opere di ampliamento, diradamento e
sistemazione generale degli aggregati urbani non saranno permesse che
dietro parere favorevole dell’autorità sanitaria provinciale sui
relativi disegni e piani regolatori, i quali debbono rispondere alle
norme contenute nel comma a) dell’articolo precedente, e alle
condizioni igieniche circa l’orientazione, l’ampiezza e struttura
delle strade e piazze, la disposizione delle opere di fognatura, il
rapporto dell’area fabbricabile a quella da lasciare scoperta, ecc.

Art. 91
L’edilizia e la pulizia stradale devono essere oggetto di
speciale vigilanza da parte dell’autorità sanitaria, e saranno
dovunque proibiti:
a) gli scarichi di materie luride e liquidi di
rifiuto domestici e industriali sul suolo pubblico che sia delimitato
da abitazioni;
b) i depositi sulle strade e presso gli edifici
abitabili di rifiuti, di immondezze, di materie in putrefazione, di
prodotti chimici e oggetti nauseanti.
Art. 92
Nelle province ove si
esercita la macerazione del lino, della canapa ed in genere delle
piante tessili, i comuni (in esecuzione dell’art.37 della legge)
dovranno, con apposito regolamento o in capitoli distinti del
regolamento locale d’igiene, indicare in quali luoghi ed a quali
distanze dalle abitazioni, la macerazione sarà permessa, e stabilire
tutte quelle altre cautele che possono essere richieste dalle
particolari condizioni locali, affine di impedire la formazione di
fondi malarici e l’inquinamento delle correnti d’acqua destinate agli
usi domestici. Qualora i comuni non osservino le prescrizioni di
questo articolo, provvederà di ufficio il prefetto, sentito il
consiglio provinciale di sanità.
Art. 93
La giunta comunale, sopra
proposta dell’ufficiale sanitario, determinerà con apposito
regolamento le speciali cautele da osservare negli stabilimenti
industriali
Art. 94
Spetta alla giunta comunale, sovra proposta
dell’ufficiale sanitario, di ordinare la chiusura dei predetti
stabilimenti e l’allontanamento dei depositi insalubri o pericolosi,
salve nei casi di urgenza le facoltà attribuite al sindaco
dall’art.151 della legge comunale.
Art. 95
L’ordine emanato dalla
giunta sarà dal messo comunale notificato agli interessati; i quali,
entro il termine di un mese dalla data della notificazione, possono
ricorrere al prefetto che provvede, sentito il consiglio provinciale
sanitario. Contro il decreto del prefetto, salvo il disposto
dell’art.21 della legge 1-5-1890, è ammesso il ricorso nel termine di
un mese al Ministro dell’interno che provvede, sentito il Consiglio
superiore di sanità.
Art. 96
I ricorsi al prefetto ed al Ministro
contro gli ordini di chiusura dei predetti stabilimenti o di rimozione
degli indicati depositi avranno effetto sospensivo, salvo il disposto
degli artt. 3, 7 e 151 della legge comunale e provinciale.
Art. 97

Nei regolamenti locali d’igiene in esecuzione degli artt. 36, 39, 40
e 41 della legge sulla tutela dell’igiene e della sanità pubblica
saranno indicate in capitoli distinti le norme per il risanamento del
sottosuolo, nonché quelle per la costruzione e le condizioni igieniche
delle case sieno agglomerate o sparse nella campagna. I regolamenti
locali d’igiene si uniformeranno, per quanto sarà possibile, alle
istruzioni tecnico-igieniche emanate dal Ministero dell’interno
sull’igiene del suolo e dell’abitato.
Art. 98
La scelta dei locali o
i progetti di nuovi edifici destinati ad uso di scuola e la loro
ubicazione dovrà, per quanto riguarda l’igiene, essere approvata dal
prefetto, sentito il Consiglio provinciale di sanità.
Art. 99
Il
rifiuto del sindaco di autorizzare che una casa di nuova costruzione
od in parte rifatta sia abitata dev’essere per mezzo del messo
comunale notificato agli interessati. Costoro, salvo il disposto
dell’art.1, n. 5, della legge 1-5-1890, potranno entro il termine di
un mese dalla data della notificazione dell’ordinanza del sindaco
ricorrere al prefetto.
Art. 100
Le norme indicate nell’articolo
precedente per la facoltà ed il termine del ricorso al prefetto si
applicano alla dichiarazione fatta dal sindaco di inabitabilità ed
all’ordine da lui dato di chiusura d’una casa o parte della medesima.
Però in questo caso il ricorso avrà effetto sospensivo, eccetto quando
sia fatta facoltà al sindaco di provvedere l’urgenza a termine
dell’art.151 della legge comunale e provinciale.
Art. 101
L’elenco
delle manifatture o fabbriche che spandono esalazioni insalubri o
possono riuscire in altro modo pericolose alla salute degli abitanti,
compilato dal Consiglio superiore di sanità in esecuzione dell’art.38
della legge, sarà riveduto dallo stesso consiglio, ordinariamente,
ogni triennio o, straordinariamente, su richiesta dell’ufficio
sanitario del Ministero dell’interno, per introdurvi le aggiunte e le
modificazioni che possono essere rese necessarie da impianti di nuove
industrie o da cambiamenti di metodi di fabbricazione. Art. 102
In
base all’elenco compilato dal Consiglio superiore di sanità, giusta
l’art.38 della legge, delle manifatture o fabbriche che spandono
esalazioni insalubri o possono riuscire in altro modo dannose alla
salute degli abitanti, la giunta municipale dovrà, a richiesta
dell’ufficiale sanitario, procedere alla classificazione dei predetti
stabilimenti in attività nel territorio comunale e determinare se
quelli compresi nella prima classe siano sufficientemente isolati
nelle campagne, e lontani dalle abitazioni (salva l’eccezione fatta
dall’art.38 della legge primo capoverso), e se per gli altri siano
adottate cautele speciali necessarie ad evitare nocumento al
vicinato.
Art. 103
L’accertamento, fatto dalla giunta comunale, della
classe cui appartiene una manifattura o fabbrica, dev’essere per mano
del messo comunale notificata al proprietario. Contro tale
accertamento è ammesso il ricorso da parte di qualsiasi interessato al
prefetto, il quale deciderà, sentito il Consiglio sanitario
provinciale. Art. 104
Spetta alla giunta comunale, su conforme parere
dell’ufficiale sanitario, permettere che sia mantenuta nell’abitato
un’industria o manifattura inscritta alla prima classe, quando
l’ufficiale stesso abbia accertato che, per l’introduzione di nuovi
metodi o di speciali cautele, l’esercizio di essa non nuoce alla
salute del vicinato.
Art. 105
Ricevuto l’avviso dell’apertura d’una
nuova fabbrica o manifattura compresa nel sopraindicato elenco, il
prefetto parteciperà tale avviso alla giunta comunale del luogo ove la
nuova fabbrica o manifattura deve aprirsi. La giunta, previa ispezione
dell’ufficiale sanitario o di un ingegnere a ciò delegato, stabilirà a
quale classe quella appartiene e se sono state osservate le
disposizioni dell’art.38 della legge.
Art. 106
Per l’approvazione
dei piani regolatori edilizi e di ampliamento dei comuni, dei piani
particolareggiati di esecuzione delle altre opere dichiarate o da
dichiararsi di pubblica utilità, dei progetti di costruzione dei
pubblici edifici e dei regolamenti di edilizia sarà sentito il
Consiglio provinciale di sanità in tutto quanto può interessare la
pubblica igiene. Per le opere contemplate dall’art.9 della legge
25-6-1865, n. 2359, o che interessino più province, in luogo del
parere di detto consiglio, verrà richiesto quello del Consiglio
superiore di sanità.

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