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Regolamento per l'esecuzione del regio decreto legge 9 luglio 1926, n. 1331, che costituisce l'associazione nazionale controllo combustione

Regio Decreto 12 Maggio 1927, N. 824

Regolamento per l’esecuzione
del regio decreto legge 9 luglio 1926, n. 1331, che costituisce
l’associazione nazionale controllo combustione
Titolo I NORME PER LA
PREVENZIONE CONTRO GLI INFORTUNI
Capo I LIMITI DELLA PREVENZIONE E
DISPOSIZIONI RIGUARDANTI GLI ESONERI
Art. 1.
1. Per la tutela
dell’incolumità dei lavoratori e per la prevenzione degli infortuni
debbono applicarsi a tutti i generatori di vapore, recipienti di
vapore e recipienti per gas compressi, liquefatti o disciolti, le
disposizioni stabilite dal presente titolo, fatta eccezione delle
deroghe in esso previste.
Art. 2.
1. Agli effetti del presente
regolamento si intendono:
a) per generatori di vapore, i recipienti
nei quali si trasformano i liquidi in vapore a pressione più elevata
di quella della atmosfera, allo scopo di impiegarlo fuori del
recipiente stesso;
b) per recipienti di vapore, gli apparecchi che
ricevono e racchiudono vapore proveniente da generatori separati,
nonché i recipienti sottoposti all’azione di gas o di vapori, o degli
uni e degli altri insieme, sviluppantisi nell’interno di essi per
l’azione del calore e per effetto di azioni chimiche, sempreché nella
camera di elaborazione o sulle pareti che la circondano si eserciti
una pressione superiore all’atmosferica;
c) per recipienti per gas
compressi, liquefatti o disciolti, gli apparecchi che contengono gas
compressi, liquefatti o soluzioni di gas dei quali sia impedita od
ostacolata la libera evaporazione nella atmosfera. Tali recipienti si
distinguono in recipienti per il trasporto del gas ed in recipienti
fissi.
Art. 3.
1. Non sono soggetti alle prescrizioni del presente
titolo in quanto siasi provveduto agli stessi scopi da regolamenti
speciali:
omissis –
Art. 4.
1. Non sono soggetti alle prescrizioni del
presente titolo i seguenti apparecchi:
1) tutte le valvole di diametro
non superiore a 50 mm, nonchè le valvole di diametro superiore
semprechè il fluido che deve attraversarle non sia nocivo nei riguardi
igienici o pericoloso per accensioni od esplosioni e non abbia
temperatura superiore a 300ø C e pressione tale che il prodotto della
pressione stessa in Kg/cm per il diametro della valvola, in mm, superi
1000;
2) i cilindri, di motrici termiche e di compressori di vapori o
di gas e i mantelli di turbine a vapore od a gas;
3) i tubi di
condotta di vapori o di gas;
4) i desurriscaldatori, gli scaricatori,
e i separatori di condense, disoliatori inseriti lungo le turbine di
vapori o di gas, i barilotti ricevitori e distributori di vapori o di
gas, per i quali apparecchi si verifichi una delle condizioni
seguenti:
a) il loro diametro interno (o la loro dimensione
trasversale massima) non superi 500 mm;
b) la pressione massima di
esercizio, che si può determinare nella tubazione nella quale sono
inseriti, non superi 6 Kg/cm;
c) il prodotto del loro diametro interno
(o della loro dimensione trasversale massima), in mm per la pressione
massima di esercizio in Kg/cm, non superi 3000;
5) i tubi con o senza
nervature, i gruppi di tubi, di elementi o stufe che servono per
riscaldamento;
6) i recipienti intermediari delle motrici ad
espansione multipla o dei compressori di gas ( a più fasi), quando
facciano parte dell’incastellatura della macchina;
7) i serpentini ad
afflusso libero nell’atmosfera o in liquidi;
8) gli alimentatori
automatici, per i quali si verifichi una delle condizioni seguenti:
a)
il loro diametro interno (o la loro dimensione trasversale massima)
non superi 400 mm;
b) la loro pressione massima di esercizio non
superi 10 Kg/cm;
c) il prodotto del loro diametro interno ( o della
loro dimensione trasversale massima), in mm, per la pressione massima
di esercizio, in Kg/cm, non superi 4000;
9) i generatori di capacità
totale non superiore a cinque litri;
10) i recipienti di vapore di
capacità totale non superiore a venticinque litri;
“11) i generatori e
i recipienti di vapore o di gas aventi pressione massima effettiva di
funzionamento non superiore a 0,5 Kg/cm e rispettivamente
producibilità non superiore a 50 Kg/h ovvero capacità non superiore a
2000 litri;
11-bis) i generatori di vapore aventi pressione massima
effettiva di funzionamento non superiore a 0,5 Kg/cm e producibilità
superiore a 50 Kg/h, purchè soddisfino alle seguenti condizioni:
a)
risultino stabili per la pressione di progetto e siano sottoposti, in
sede di costruzione, alla prova idraulica che verrà eseguita secondo
le modalità previste ai primi due commi del successivo art. 62;
b)
siano sottoposti, sul luogo di primo o nuovo impianto, alla verifica
dei dispositivi di sicurezza che verrà eseguita secondo le modalità
previste al primo comma del successivo art. 65;
11-ter) i recipienti
di vapore o di gas aventi pressione massima effettiva di funzionamento
non superiore a 0,5 Kg/cm e capacità superiore a 2000 litri, purchè
siano sottoposti sul luogo di primo o nuovo impianto alla verifica dei
dispositivi di sicurezza, che verrà eseguita secondo le modalità
previste al primo comma del successivo art. 65, ovvero, in mancanza
dei dispositivi di sicurezza, ad una prova alternativa tendente ad
accertare che il recipiente è stato installato in condizioni tali per
cui la pressione di progetto non può essere superata in nessun caso”;
(1)
12) i recipienti mobili destinati al trasporto di gas compressi,
liquefatti o disciolti sotto pressione, di capacità non superiore a
cinque litri;
13) i recipienti a pressione di gas o di vapori, diversi
dal vapore d’acqua, di capacità totale non superiore a venticinque
litri; purchè , se recipienti mobili, non siano adibiti al trasporto
di gas compressi, liquefatti o disciolti sotto pressione, e se,
recipienti fissi, non siano destinati a funzionare in luoghi
frequentati dal pubblico;
14) gli estintori d’incendio, quando la loro
pressione non superi 10 Kg/cm, oppure il loro diametro interno non
superi 400 mm.
2. E’ data facoltà al Ministro per il lavoro e la
previdenza sociale, inteso il parere del Consiglio tecnico
dell’Associazione nazionale per il controllo della combustione, e
udito il Consiglio nazionale delle ricerche di escludere con decreto
da pubblicarsi nella Gazzetta Ufficiale altri tipi di apparecchi
dall’applicazione del presente regolamento, quando il loro
funzionamento sia riconosciuto esente da pericolo.
“3. Per le valvole,
che non soddisfino alle condizioni fissate al n. 1 del presente
articolo, la vigilanza dell’Associazione nazionale per il controllo
della combustione si esercita presso i fabbricanti delle valvole
mediante controlli periodici durante le lavorazioni e mediante i
collaudi delle partite di valvole ultimate”
(2).
——————–
(1) I numeri 11), 11-bis) e 11-ter) sono
stati cosi sostituiti ed integrati dall’articolo unico del D.P.R.
13-2-1981, n. 341.
(2) Comma cosi modificato dall’articolo unico del
R.D. 4-6-1942, n. 1312.
Art. 5.
1. Il Ministro dell’industria, del
commercio e artigianato, sentito il parere del Consiglio tecnico
dell’Associazione nazionale per il controllo sulla combustione, può
stabilire per determinati tipi di apparecchi:
a) l’esonero
dall’applicazione di talune prescrizioni stabilite dal presente titolo
e da tutte le verifiche di cui agli artt. 55 e seguenti (esonero
totale);
b) l’esonero dall’applicazione di talune prescrizioni
stabilite dal presente titolo e di alcune delle verifiche di cui agli
artt. 55 e seguenti (esonero parziale).
2. Il decreto Ministeriale
prescriverà le garanzie e le condizioni necessarie per il rilascio, da
parte dell’Associazione nazionale per il controllo sulla combustione,
della dichiarazione di esonero ai sensi degli articoli seguenti.
Art.
6.
1. Il possessore di un apparecchio che intenda ottenere la
dichiarazione di esonero deve presentare domanda alla sezione
regionale dell’Associazione, nella cui circoscrizione trovasi
l’apparecchio.
2. Se si tratta di più apparecchi situati in un
medesimo stabilimento può essere presentata domanda cumulativa.
Art.
7.
1. Ricevuta la domanda, l’Associazione disporrà gli accertamenti,
da eseguirsi da un suo agente tecnico, sulla sussistenza delle
condizioni per il rilascio della dichiarazione di esonero.
2. Per le
domande di esonero parziale, l’agente tecnico deve eseguire le
verifiche prescritte dagli artt. 55 e seguenti.
3. Per le domande di
esonero totale, l’agente, pur non essendo obbligato ad eseguire prove
determinate, deve però compiere indagini occorrenti per stabilire lo
stato dell’apparecchio in relazione alle condizioni previste per
l’esonero. Quando però si tratti di apparecchi di ghisa o aventi parti
di ghisa, l’agente tecnico deve in ogni caso eseguire almeno una prova
idraulica dopo la messa a posto dell’apparecchio.
4. Dei risultati
dell’accertamento l’agente tecnico redigerà verbale.
Art. 8.
1.
Esaurita l’istruttoria, l’Associazione si pronuncerà sulla domanda con
provvedimento motivato.
2. Quando si tratti di tipi di apparecchi non
regolati dal decreto ministeriale, l’Associazione, fatti eseguire gli
accertamenti di cui al precedente articolo, deve trasmettere la
domanda, insieme al verbale di visita, al Ministero dell’industria,
commercio e artigianato per gli eventuali provvedimenti di sua
competenza ai sensi dell’art. 5.
Art. 9.
1. Ogni apparecchio
esonerato, che sia trasportato altrove o che subisca variazioni nelle
condizioni prescritte per l’esonero, deve esser soggetto a nuove
verifiche per la conferma o per la revoca, da parte dell’Associazione,
della dichiarazione di esonero.
Capo II COSTRUZIONE, IMPIANTO ED
ESERCIZIO
Sezione I GENERATORI DI VAPORE
Art. 10. MATERIALI
1. Non
possono essere ceduti, posti o mantenuti in esercizio generatori
costruiti dopo l’entrata in vigore del presente regolamento per i
quali il costruttore non abbia provveduto ai sensi degli artt. 12, 13
e 14, e, per quelli costruiti dopo un anno dalla data suddetta, che
non co…

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