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Approvazione delle norme per il buon geverno igienico nei cantieri delle grandi opere pubbliche.

Regio Decreto 25 luglio 1913 n. 998

Approvazione delle norme per il
buon geverno igienico nei cantieri delle grandi opere pubbliche.

Art.1
E’ approvato l’unito disciplinare, che sarà vidimato, d’ordine
nostro, dai ministri proponenti, contenente le disposizioni per
assicurare il buon governo igienico nei cantieri delle opere pubbliche
e specialmente per i grandi lavori in galleria.

Art.2
Il predetto
disciplinare deve applicarsi nei cantieri di opere pubbliche che
richiedano la formazione di villaggi, di operai il numero dei quali,
comprese le rispettive famiglie, sia maggiore di cinquecento. Ove si
tratti di opere da eseguirsi in galleria, o che richiedano escavazioni
di galleria, il disciplinare stesso deve applicarsi sempre quando il
numero degli operai, comprese le rispettive famiglie, sia maggiore di
trecento.

Art.3
Il disciplinare sopra indicato verrà richiamato nei
capitolati speciali di appalto, relativi all’assunzione di opere
pubbliche.

DISCIPLINARE

BARACCHE DI ABITAZIONE PER GLI OPERAI E LE
LORO FAMIGLIE

Art.1
Le baracche di abitazione devono essere ben
distribuite, di buona costruzione, con sufficienti aperture per
un’attiva ventilazione, con idonei mezzi di riscaldamento, ove del
caso, e di ampiezza tale da assicurare almeno mc 9 per ogni adulto.

Art.2
Nelle località malariche, l’applicazione delle reticelle per la
difesa sanitaria contro la penetrazione degli insetti aerei nelle
abitazioni è regolata dall’art. 162 del testo unico delle leggi
sanitarie approvato con Regio decreto 1-8-1907, n.636 e dagli artt.
22, 28, 30 e 31 del regolamento per diminuire le cause della malaria
approvato con Regio decreto 28-2-1907, n.61.

ACQUA
POTABILE
Art.3.
Dovrà accertarsi la purezza dell’acqua destinata ai
cantieri. Le acque, che non dessero sufficienti garanzie, dovranno
essere depurate.

Art.4
Le acque di scaturigine dovranno essere
protette, dalla sorgente alle bocche di erogazione, con adeguate opere
di presa e di conduttura.

Art.5
Le acque di pozzo non potranno
essere estratte con secchie, ma esclusivamente a mezzo di pompa, ed il
pozzo dovrà essere chiuso in guisa che non sia possibile contaminare
in alcun modo l’acqua raccolta.

Art.6
Ogni qualvolta le condizioni
del suolo lo permettano, e tenuto conto delle esigenze del servizio,
dovranno impiantarsi pozzi tubolari metallici, a preferenza di quelli
a serbatoio.

Art.7
Occorrendo l’impianto di cisterne o serbatoi,
tanto per le une quanto per gli altri, dovrà assicurarsene la perfetta
chiusura; e l’erogazione dell’acqua potrà farsi, a seconda dei casi,
che mediante pompa o cannello a rubinetto.

Art.8.
Le scaturigini, o
fontanelle, che dessero acqua inquinata dovranno portare la scritta:
“non bevibile”.

Art.9
In galleria, l’acqua potabile, quando non sia
fornita da buone sorgenti, messe in luce con l’opera di scavo, dovrà
essere provveduta mediante trasporto con carrelli-cisterne ovvero
botti, o botticelle portatili, di dimensioni adeguate.
Dai detti
recipienti l’acqua non dovrà potersi estrarre che mediante cannula a
rubinetto, e questo sarà costruito in guisa che non riesca possibile
accostarsi le labbra per bere.
Potrà prescriversi dall’autorità
competente che i recipienti per il trasporto dell’acqua e le tazze per
bere siano a foggia determinata.

LAVATOI
Art.10
Ogni gruppo di
baracche dovrà essere dotato di un adeguato numero di lavatoi,
alimentati da acque pulite.

Art.11
L’acqua di rifiuto dei lavatoi
dovrà avere libero scarico in un cunicolo, cavo, fossato, burrone,
ecc.; in guisa che siano evitati, nei pressi del cantiere, o presso
altri abitati allagamenti e ristagni.

BAGNI E DOCCE
Art.12
Ogni
cantiere per lavori in galleria deve essere dotato di un numero
adeguato ai bagni a doccia con acqua pulita e riscaldabile.
Siano
evitati i bagni in riviere e fossati, ove sboccano fogne.

LATRINE –
SMALTIMENTO DEI RIFIUTI
– NETTEZZA DEI CANTIERI
Art.13
Le latrine
debbono essere bene ubicate nei riguardi dell’igiene e della
decenza.
Dovrà evitarsi che, da esse, possa derivare inquinamento alle
potabili ai lavatoi ed alle abitazioni.

Art.14
Le latrine debbono
essere in numero adeguato alla popolazione.
Gioverà, poi, quando non
sia possibile altro metodo, adottare il sistema delle trincee,
profonde non meno di m 0,50, da servire per versarvi i vasi fecali
delle abitazioni ed i rifiuti domestici.
L’ubicazione di dette
trincee, dovrà essere guidata da criteri di igiene e di convenienza.

Art.15
In galleria si adotteranno, per norma generale, o latrine a
bottini mobili, razionalmente costruiti e bene adatti per il trasporto
da ubicarsi in punti opportuni, ovvero latrine fisse, per il solo caso
in cui fosse riconosciuto preferibile, per speciali, favorevoli
condizioni, utilizzare qualche punto asciutto, ben aereato e poco
frequentato della galleria.
Potrà prescriversi, dalla autorità
competente, che le latrine a bottini mobili, e quelle fisse siano
costruite secondo un dato modello.

Art.16
Deve essere assolutamente
vietato contaminare, con deiezioni e rifiuti, l’area circostante ai
baraccamenti, la platea delle gallerie ed i carrelli del materiale di
scarico.

Art.17
Tanto le latrine all’aperto quanto le trincee e
latrine fisse in galleria debbono essere sistematicamente cosparse,
ogni giorno e più volte se occorra, con abbondante latte di calce di
recente preparazione, ed eventualmente con altra sostanza (torba,
acido fenico), se del caso, giusta le disposizioni della direzione dei
lavori.
I bottini mobili delle gallerie debbono essere vuotati nelle
trincee scavate all’aperto ed essere, ogni giorno, disinfettati, così
come si e detto per le latrine fisse.

VENTILAZIONE DELLE
GALLERIE
Art.18
Deve essere assicurato il funzionamento di una attiva
ventilazione delle gallerie, in guisa che la corrente penetri e si
diffonda in ogni parte, per evitare il ristagno eventuale di miscugli
asfissianti in punti non percorsi dalla corrente ventilatrice.

Artt.19-32
(omissis – di limitato interesse tecnico).

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