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DECRETO LEGISLATIVO 8 giugno 2001, n.325 Ripubblicazione del testo ...

DECRETO LEGISLATIVO 8 giugno 2001, n.325 Ripubblicazione del testo del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 325, recante: "Testo unico delle disposizioni legislative in materia di espropriazione per pubblica utilita'. (Testo B)", corredato delle relative note. (Decreto pubblicato nel supplemento ordinario n. 211/L alla Gazzetta Ufficiale - serie generale - n. 189 del 16 agosto 2001). (GU n. 214 del 14-9-2001- Suppl. Ordinario n.231)

DECRETO LEGISLATIVO 8 giugno 2001, n.325

Ripubblicazione del
testo del decreto legislativo 8 giugno 2001,
n. 325, recante:
“Testo unico delle disposizioni legislative in
materia di
espropriazione per pubblica utilita’. (Testo B)”,
corredato
delle relative note. (Decreto pubblicato nel supplemento
ordinario
n. 211/L alla Gazzetta Ufficiale – serie generale – n. 189
del 16
agosto 2001).

Titolo I
OGGETTO ED AMBITO DI APPLICAZIONE DEL TESTO
UNICO
Avvertenza:

Si procede alla ripubblicazione del testo dei
decreti riportati
nel sommario del presente supplemento ordinario –
con le modifiche
riportate negli avvisi di rettifica pubblicati
nella Gazzetta
Ufficiale – serie generale – n. 214 del 14 settembre
2001 – corredati
delle relative note, ai sensi dell’art. 8, comma 3,
del regolamento
di esecuzione del testo unico delle disposizioni sulla
emanazione dei
decreti del Presidente della Repubblica e sulle
pubblicazioni
ufficiali della Repubblica italiana, approvato con
decreto del
Presidente della Repubblica 14 marzo 1986, n. 217.

Art. 1 (L)
O g g e t
t o
1. Il presente testo unico disciplina l’espropriazione,
anche a
favore di privati, dei beni immobili o di diritti
relativi ad
immobili per l’esecuzione di opere pubbliche o di
pubblica utilita’.
(L)
2. Si considera opera pubblica o di
pubblica utilita’ anche la
realizzazione degli interventi necessari
per l’utilizzazione da parte
della collettivita’ di beni o di
terreni, o di un loro insieme, di
cui non e’ prevista la materiale
modificazione o trasformazione. (L)
3. I principi desumibili
dalle disposizioni legislative del
presente testo unico
costituiscono norme fondamentali di riforma
economico-sociale. (L)

4. Le norme del presente testo unico non possono essere
derogate,
modificate o abrogate se non per dichiarazione
espressa, con
specifico riferimento a singole disposizioni. (L)

Art. 2 (L)
Principio di
legalita’ dell’azione amministrativa
1. L’espropriazione dei beni
immobili o di diritti relativi ad
immobili di cui all’articolo 1
puo’ essere disposta nei soli casi
previsti dalle leggi e dai
regolamenti. (L)
2. I procedimenti di cui al presente testo
unico si ispirano ai
principi di economicita’, di efficacia, di
efficienza, di pubblicita’
e di semplificazione dell’azione
amministrativa. (L)

Art. 3 (L)

D e f i n i z i o n i
1. Ai fini del presente
testo unico:
a) per “espropriato”, si intende il soggetto,
pubblico o privato,
titolare del diritto espropriato;
b) per
“autorita’ espropriante”, si intende l’autorita’
amministrativa
titolare del potere di espropriare e che cura il
relativo
procedimento, ovvero il concessionario di un’opera pubblica,
al quale
sia stato attribuito tale potere, in base ad una norma;
c) per
“beneficiario dell’espropriazione”, si intende il
soggetto,
pubblico o privato, in cui favore e’ emesso il decreto di
esproprio;

d) per “promotore dell’espropriazione”, si intende il
soggetto,
pubblico o privato, che chiede l’espropriazione. (L)

Art. 4 (L)
Beni non espropriabili
o espropriabili in casi particolari
1. I beni appartenenti al
demanio pubblico non possono essere
espropriati fino a quando
non ne viene pronunciata la
sdemanializzazione. (L)
2. I
beni appartenenti al patrimonio indisponibile dello Stato e
degli
altri enti pubblici possono essere espropriati per perseguire
un
interesse pubblico di rilievo superiore a quello soddisfatto con
la
precedente destinazione. (L)
3. I beni descritti dagli articoli
13, 14, 15 e 16 della legge
27 maggio 1929, n. 810, possono essere
espropriati se vi e’ il previo
accordo con la Santa Sede. (L)
4. Gli
edifici aperti al culto possono essere espropriati per gravi
ragioni
previo accordo:
a) con la competente autorita’ ecclesiastica, se
aperti al culto
cattolico;
b) con l’Unione delle Chiese
cristiane, se aperti al culto
pubblico avventista;
c) con il
presidente delle Assemblee di Dio in Italia, se aperti
al culto
pubblico delle chiese ad esse associate;
d) con l’Unione delle
Comunita’ ebraiche italiane, se destinati
all’esercizio pubblico del
culto ebraico;
e) con l’Unione cristiana evangelica battista
d’Italia, se aperti
al culto pubblico delle chiese che ne facciano
parte;
f) con il Decano della Chiesa evangelica luterana in Italia
e con
l’organo responsabile della comunita’ interessata, se aperti al
culto
della medesima Chiesa;
g) col rappresentante di ogni
altra confessione religiosa, nei
casi previsti dalla legge. (L)
5.
Si applicano le regole sull’espropriazione dettate dal
diritto
internazionale generalmente riconosciuto e da trattati
internazionali
cui l’Italia aderisce. (L)

Art. 5 (L)
Ambito di applicazione nei confronti delle
Regioni e delle Province
autonome di Trento e di
Bolzano
1. Le Regioni a statuto ordinario esercitano la
potesta’
legislativa concorrente, in ordine alle espropriazioni
strumentali
alle materie di propria competenza, nel rispetto
dei principi
fondamentali della legislazione statale nonche’ dei
principi generali
dell’ordinamento giuridico desumibili dalle
disposizioni contenute
nel testo unico. (L)
2. Le Regioni a statuto
speciale della Sicilia e del Trentino-Alto
Adige, nonche’ le Province
autonome di Trento e di Bolzano esercitano
la propria potesta’
legislativa esclusiva in materia di
espropriazione per
pubblica utilita’ nel rispetto delle norme
fondamentali di
riforma economico-sociale e dei principi generali
dell’ordinamento
giuridico desumibili dalle disposizioni del testo
unico. (L)
3. Le
Regioni a statuto speciale della Sardegna, del Friuli-Venezia
Giulia
e della Valle d’Aosta esercitano la propria
potesta’
legislativa concorrente in materia di espropriazione per
pubblica
utilita’ nel rispetto delle norme fondamentali di
riforma
economico-sociale, dei principi generali dell’ordinamento
giuridico e
dei principi fondamentali della legislazione statale,
desumibili
dalle disposizioni del testo unico. (L)
4. Le
disposizioni del testo unico operano direttamente nei
riguardi
delle Regioni a statuto ordinario ed a statuto speciale fino
a quando
esse non si adeguano ai principi e alle norme fondamentali
di
riforma economico-sociale di cui al testo unico, nel rispetto
dei
termini previsti dai rispettivi statuti e dalle relative norme
di
attuazione. La Regione Trentino-Alto Adige e le province autonome
di
Trento e di Bolzano adeguano la propria legislazione ai sensi
degli
articoli 4 e 8 dello statuto speciale di cui al decreto
del
Presidente della Repubblica 31 agosto 1972, n. 67, e
dell’articolo 2
del decreto legislativo 16 marzo 1992, n. 266. (L)

5. Nell’ambito delle funzioni amministrative trasferite o
delegate
dallo Stato alle regioni e alle province autonome di
Trento e di
Bolzano ai sensi delle leggi vigenti rientrano
anche quelle
concernenti i procedimenti di espropriazione per
pubblica utilita’ e
quelli concernenti la materiale acquisizione delle
aree. (L)

Art. 6 (L-R)

Regole generali sulla competenza
1. L’autorita’ competente
alla realizzazione di un’opera pubblica o
di pubblica utilita’ e’
anche competente all’emanazione degli atti
del procedimento
espropriativo che si renda necessario. (L)
2. Le amministrazioni
statali, le regioni, le province, i comuni e
gli altri enti pubblici
individuano ed organizzano l’ufficio per le
espropriazioni, ovvero
attribuiscono i relativi poteri ad un ufficio
gia’ esistente. (L)
3.
Le Regioni a statuto speciale o a statuto ordinario e
le
Province autonome di Trento e di Bolzano emanano tutti gli atti
dei
procedimenti espropriativi strumentali alla cura degli interessi
da
esse gestiti, anche nel caso di delega di funzioni statali. (L)

4. Gli enti locali possono istituire un ufficio comune per
le
espropriazioni e possono costituirsi in consorzio o in un’altra
forma
associativa prevista dalla legge. (L)
5.
6.
7. Il
dirigente dell’ufficio per le espropriazioni emana
ogni
provvedimento conclusivo del procedimento, anche se non
predisposto
dal responsabile del procedimento. (L)
8. Se l’opera
pubblica o di pubblica utilita’ va realizzata da un
concessionario,
l’amministrazione concedente puo’ delegargli, in
tutto o in
parte, i propri poteri espropriativi, determinando
chiaramente
l’ambito della delega nella concessione, i cui estremi
vanno
specificati in ogni atto del procedimento espropriativo. (L)

Art. 7 (L)
Competenze
particolari dei Comuni
1. Il Comune puo’ espropriare:
a) le
aree inedificate e quelle su cui vi siano costruzioni in
contrasto
con la destinazione di zona o abbiano carattere
provvisorio,
a seguito dell’approvazione del piano regolatore
generale,
per consentirne l’ordinata attuazione nelle zone di
espansione;

b) l’immobile al quale va incorporata un’area inserita in
un
piano particolareggiato e non utilizzata, quando il suo
proprietario
non intenda acquistarla o non comunichi le proprie
determinazioni,
entro il termine di sessanta giorni, decorrente dalla
ricezione di un
avviso del dirigente dell’ufficio per le
espropriazioni;
c) gli immobili necessari per delimitare le aree
fabbricabili e
per …

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