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DECRETO 8 giugno 2001: Modalita' e criteri di accesso alle agevolazioni per la ristrutturazione e la modifica strutturale degli ambienti di lavoro nelle cave, localizzate in giacimenti di calcare metamorfico con sviluppo a quote di oltre 300 metri, di cui all'art. 114, comma 4, della legge 23 dicembre 2000, n. 388. (GU n. 217 del 18-9-2001)

MINISTERO DELL’INDUSTRIA, DEL COMMERCIO E DELL’ARTIGIANATO

DECRETO 8 giugno 2001

Modalita’ e criteri di accesso alle agevolazioni per la
ristrutturazione e la modifica strutturale degli ambienti di lavoro
nelle cave, localizzate in giacimenti di calcare metamorfico con
sviluppo a quote di oltre 300 metri, di cui all’art. 114, comma 4,
della legge 23 dicembre 2000, n. 388.

IL MINISTRO DELL’INDUSTRIA
DEL COMMERCIO E DELL’ARTIGIANATO
di concerto con
IL MINISTRO DEL LAVORO
E DELLA PREVIDENZA SOCIALE

Visto il decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 123, recante
disposizioni per la razionalizzazione degli interventi di sostegno
pubblico alle imprese, a norma dell’art. 4, comma 4, lettera c),
della legge 15 marzo 1997, n. 59;
Visto il regolamento CE n. 69/2001 del 12 gennaio 2001 (pubblicato
nella Gazzetta Ufficiale delle Comunita’ europee, L 10 del 13 gennaio
2001), relativo all’applicazione degli articoli 87 e 88 del trattato
CE agli aiuti di Stato di importanza minore (de minimis);
Visto il regolamento CE n. 70/2001 del 12 gennaio 2001 (pubblicato
nella Gazzetta Ufficiale delle Comunita’ europee, L 10 del 13 gennaio
2001), relativo all’applicazione degli articoli 87 e 88 del trattato
CE agli aiuti di Stato in favore delle piccole e medie imprese, come
definite dall’allegato 1 del citato regolamento CE n. 70/2001;
Visto l’art. 114, comma 4, della legge 23 dicembre 2000, n. 388,
che prevede agevolazioni per il sostegno di programmi di particolare
valenza e qualita’ finalizzati all’ottimale ripristino ambientale e
all’incremento dei livelli di sicurezza contro gli infortuni,
mediante la ristrutturazione e la modifica strutturale degli ambienti
di lavoro, nelle cave localizzate in giacimenti di calcare
metamorfico con sviluppo a quote di oltre 300 metri, che per i loro
sistemi di fratturazione e per la elevata pendenza presentino
situazioni di pericolosita’ potenziale di particolare rilevanza ai
fini della sicurezza dei lavoratori;
Visto l’art. 114, comma 6, della stessa legge 23 dicembre 2000, n.
388, che dispone vengano definiti con decreto del Ministro
dell’industria, del commercio e dell’artigianato, di concerto con il
Ministro del lavoro e della previdenza sociale le modalita’ e i
criteri di accesso alle agevolazioni di cui al citato art. 114, comma
4, della legge n. 388/2000;
Considerato che e’ necessario pertanto definire le modalita’ di
gestione dello strumento agevolativo, nonche’ stabilire i criteri per
l’ammissibilita’ e la valutazione dei programmi;
Decreta:
Art. 1.
Oggetto
1. Con il presente decreto vengono stabiliti, ai sensi dell’art.
114, comma 6, della legge 23 dicembre 2000, n. 388, le modalita’ e i
criteri di accesso alle agevolazioni finalizzate all’ottimale
ripristino ambientale e all’incremento dei livelli di sicurezza
contro gli infortuni, mediante la ristrutturazione e la modifica
strutturale degli ambienti di lavoro in particolari siti di cava
previsti dall’art. 114, comma 4, della stessa legge n. 388/2000.
2. Tali agevolazioni sono riferite a siti di cava localizzati in
giacimenti di calcare metamorfico con sviluppo a quote di oltre 300
metri, che per i loro sistemi di fratturazione e per la elevata
pendenza presentino situazioni di pericolosita’ potenziale di
particolare rilevanza ai fini della sicurezza dei lavoratori.

Art. 2.
Definizioni
1. Per i fini di cui all’art. 1 si intende:
a) giacimento di calcare metamorfico: calcare compatto
cristallino o semi cristallino, in funzione del grado di
metamorfismo, utilizzato per la produzione di pietre ornamentali;
b) sito di cava: luogo di lavoro con quota media del piazzale di
cava esistente, sia all’aperto sia in sotterraneo, ovvero del ciglio
superiore del fronte di cava, superiore a 300 metri, caratterizzato
da una situazione dell’ammasso roccioso che, per sistemi di
fratturazione e per elevate pendenze interessanti i luoghi di lavoro
ed i versanti limitrofi circostanti, puo’ determinare rischi per i
lavoratori, connessi a fenomeni di instabilita’ dell’ammasso roccioso
stesso e/o dei fronti di scavo.

Art. 3.
Programmi agevolabili e ambito d’applicazione
1. Per l’ottimale ripristino ambientale e l’incremento dei livelli
di sicurezza contro gli infortuni mediante la ristrutturazione e la
modifica strutturale degli ambienti di lavoro di cui all’art. 2, le
disponibilita’ finanziarie previste sono destinate al sostegno di
programmi di particolare valenza e qualita’ – mirati prioritariamente
al miglioramento delle condizioni di stabilita’ dell’ammasso roccioso
e/o dei fronti di scavo – ai fini del ripristino e ai fini di
prevenzione, approvati dal comune interessato, in conformita’ al
parere dell’A.S.L. competente.
2. Gli interventi agevolabili possono riguardare sia singoli siti
di cava che insiemi di siti contigui senza soluzione di continuita’
ed interessanti lo stesso giacimento di minerale.

Art. 4.
Soggetti beneficiari
1. Possono beneficiare degli incentivi previsti dall’art. 1, i
seguenti soggetti:
a) societa’ di persone o di capitali, imprese individuali e
societa’ cooperative titolari di autorizzazione, nel seguito definiti
operatori, esercenti attivita’ estrattive negli ambienti di lavoro di
cui all’art. 2;
b) associazioni temporanee dei soggetti di cui alla lettera a)
e/o consorzi titolari di autorizzazione, nel seguito definite
associazioni di operatori, esercenti attivita’ estrattive negli
ambienti di lavoro di cui all’art. 2.

Art. 5.
Interventi ammissibili alle agevolazioni
1. Per essere ammessi al contributo, i programmi degli interventi
di cui all’art. 3 devono essere ricompresi in uno dei seguenti assi:
a) risanamento ambientale;
b) miglioramento dell’ambiente e della sicurezza.
2. Nell’asse per il risanamento ambientale ricadono gli interventi
riferiti ai progetti esecutivi o ai lavori per la bonifica ambientale
ai fini della sicurezza dei luoghi di lavoro.
3. L’asse per il miglioramento dell’ambiente e della sicurezza e’
riservato alle piccole e medie imprese; nello stesso ricadono gli
interventi riferiti a:
a) sviluppo di sistemi di gestione aziendale integrata per la
tutela ambientale e per la sicurezza;
b) lavori e tecnologie mirati al miglioramento della sicurezza
nel luogo di lavoro, anche attraverso azioni pilota dimostrative;
c) sistemi di monitoraggio per la prevenzione e/o protezione dei
rischi.

Art. 6.
Aiuti per il risanamento ambientale
1. Per gli interventi di cui all’art. 5, comma 2, il contributo in
conto capitale puo’ essere concesso fino al 65% delle spese
ammissibili di cui all’art. 8, secondo le modalita’ del regolamento
CE n. 69/2001 del 12 gennaio 2001 (pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale delle Comunita’ europee L 10 del 13 gennaio 2001), relativo
all’applicazione degli articoli 87 e 88 del trattato CE agli aiuti di
Stato di importanza minore (de minimis).
2. L’importo complessivo degli aiuti de minimis accordati ad una
medesima impresa non puo’ superare 100.000 euro su un periodo di tre
anni.

Art. 7.
Aiuti per il miglioramento dell’ambiente e della sicurezza
1. Per gli interventi di cui all’art. 5, comma 3, il contributo in
conto capitale, riferito all’investimento in immobilizzazioni
materiali ed immateriali, e’ concesso secondo le modalita’ del
regolamento CE n. 70/2001 del 12 gennaio 2001 (pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale delle Comunita’ europee L 10 del 13 gennaio 2001),
relativo all’applicazione degli articoli 87 e 88 del trattato CE agli
aiuti di Stato in favore delle piccole e medie imprese, come definite
dall’allegato 1 del citato regolamento CE n. 70/2001.
2. L’aiuto, calcolato in percentuale delle spese di investimento
ammissibili di cui all’art. 8, ha una intensita’ lorda non superiore:
a) al 15% per le piccole imprese;
b) al 7,5% per le medie imprese.
3. Per gli investimenti effettuati nelle aree depresse rientranti
nelle fattispecie dell’art. 87, paragrafo 3, lettera c) del trattato
CE, definite ai sensi dell’art. 1, comma 1, del decreto-legge 8
febbraio 1995, n. 32, convertito, senza modificazioni, dalla legge 7
aprile 1995, n. 104, e successive modificazioni, la misura
dell’aiuto, riferita alle spese di investimento ammissibili di cui
all’art. 8, e’ elevabile secondo lo schema riportato nella seguente
tabella:

Piccole imprese Medie imprese
— —
Molise ed Abruzzo fino al 30% fino al 30%
Centro-Nord fino al 18% fino al 14%

4. Per gli investimenti effettuati nelle regioni rientranti nelle
fattispecie dell’art. 87, paragrafo 3, lettera a) del trattato CE, la
misura dell’aiuto, riferita alle spese di investimento ammissibili di
cui all’art. 8, e’ elevabile secondo lo schema riportato nella
seguente tabella:

Piccole e medie imprese

Calabria fino al 65%
Campania, Puglia, Basilicata,
Sicilia, Sardegna fino al 50%

5. Per la quo…

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