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DECRETO-LEGGE 25 settembre 2001, n.351: Disposizioni urgenti in materia di privatizzazione e valorizzazione del patrimonio immobiliare pubblico e di sviluppo dei fondi comuni di investimento immobiliare. (GU n. 224 del 26-9-2001)

DECRETO-LEGGE 25 settembre 2001, n.351

Disposizioni urgenti in
materia di privatizzazione e valorizzazione
del patrimonio immobiliare
pubblico e di sviluppo dei fondi comuni di
investimento
immobiliare.

Capo I
DISPOSIZIONI IN MATERIA DI PRIVATIZZAZIONEE
VALORIZZAZIONE DEL PATRIMONIO IMMOBILIARE PUBBLICO

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Visti gli articoli 77 e 87 della
Costituzione;
Ritenuta la straordinaria necessita’ ed urgenza di
adottare misure
finalizzate all’immediato avvio del processo di
privatizzazione del
patrimonio immobiliare pubblico, anche
mediante l’istituzione di
fondi comuni di investimento
immobiliare aventi caratteristiche
innovative rispetto a quelle
previste dall’ordinamento vigente;
Vista la deliberazione del
Consiglio dei Ministri, adottata nella
riunione del 21 settembre
2001;
Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri
e del
Ministro dell’economia e delle finanze, di concerto con il
Ministro
del lavoro e delle politiche sociali;

e m a n a
il seguente decreto-legge:

Art. 1.
Ricognizione del patrimonio
immobiliare pubblico
1. Per procedere al riordino, gestione e
valorizzazione del
patrimonio immobiliare dello Stato, anche
in funzione della
formulazione del conto generale del patrimonio,
di cui agli articoli
5, comma 2, della legge 3 aprile 1997, n.
94, e 14, comma 2, del
decreto legislativo 7 agosto 1997, n. 279,
l’Agenzia del demanio, con
propri decreti dirigenziali, individua,
sulla base e nei limiti della
documentazione esistente presso gli
archivi e gli uffici pubblici, i
singoli beni, distinguendo tra
beni demaniali e beni facenti parte
del patrimonio indisponibile e
disponibile.
2. Appositi decreti individuano i beni degli enti
pubblici non
territoriali, i beni non strumentali in precedenza
attribuiti a
societa’ a totale partecipazione pubblica, diretta
o indiretta,
riconosciuti di proprieta’ dello Stato, nonche’ i
beni ubicati
all’estero. L’individuazione dei beni degli enti pubblici
e di quelli
gia’ attribuiti alle societa’ suddette e’ effettuata anche
sulla base
di elenchi predisposti dagli stessi.
3. I decreti di
cui ai commi 1 e 2, da pubblicare nella Gazzetta
Ufficiale, hanno
effetto dichiarativo della proprieta’, in assenza di
precedenti
trascrizioni, e producono gli effetti previsti
dall’articolo
2644 del codice civile, nonche’ effetti
sostitutivi
dell’iscrizione del bene in catasto.
4. Gli uffici
competenti provvedono, se necessario, alle
conseguenti attivita’
di trascrizione, intavolazione e voltura.
5. Contro l’iscrizione
del bene negli elenchi di cui ai commi 1 e
2, e’ ammesso ricorso
amministrativo all’Agenzia del demanio entro
sessanta giorni dalla
pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale, fermi
gli altri rimedi di
legge.
6. Le disposizioni di cui al presente articolo si applicano
ai beni
di regioni, province, comuni ed altri enti locali che ne
facciano
richiesta.

Art. 2.

Privatizzazione del patrimonio immobiliare pubblico
1. Il
Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato a
costituire
o a promuovere la costituzione, anche attraverso soggetti
terzi, di
una o piu’ societa’ a responsabilita’ limitata con capitale
iniziale
di 10.000 euri, aventi ad oggetto esclusivo la realizzazione
di una o
piu’ operazioni di cartolarizzazione dei proventi derivanti
dalla
dismissione del patrimonio immobiliare dello Stato e degli
altri
enti pubblici di cui all’articolo 1. Le societa’ possono
essere
costituite anche con atto unilaterale del Ministero
dell’economia e
delle finanze; non si applicano in tale caso le
disposizioni previste
dall’articolo 2497, secondo comma, del
codice civile. Delle
obbligazioni nei confronti dei portatori dei
titoli e dei concedenti
i finanziamenti di cui al comma 2, nonche’
di ogni altro creditore
nell’ambito di ciascuna operazione di
cartolarizzazione, risponde
esclusivamente il patrimonio separato con
i beni e diritti di cui al
comma 2.
2. Le societa’ costituite ai
sensi del comma 1 effettuano le
operazioni di cartolarizzazione,
anche in piu’ fasi, mediante
l’emissione di titoli o
l’assunzione di finanziamenti. Per ogni
operazione sono
individuati i beni immobili destinati al
soddisfacimento dei
diritti dei portatori dei titoli e dei concedenti
i finanziamenti. I
beni cosi’ individuati, nonche’ ogni altro diritto
acquisito
nell’ambito dell’operazione di cartolarizzazione, dalle
societa’
ivi indicate nei confronti dello Stato e degli altri enti
pubblici
o di terzi, costituiscono patrimonio separato a tutti gli
effetti
da quello delle societa’ stesse e da quello relativo alle
altre
operazioni. Su ciascun patrimonio separato non sono ammesse
azioni
da parte di qualsiasi creditore diverso dai portatori dei
titoli
emessi dalle societa’ ovvero dai concedenti i finanziamenti da
esse
reperiti.
3. Con i decreti di cui al comma 1 dell’articolo
3 sono
disciplinati i casi in cui i titoli emessi e i finanziamenti
reperiti
dalle societa’ di cui al comma 1 beneficiano in tutto o
in parte
della garanzia dello Stato e sono specificati i
termini e le
condizioni della stessa.
4. Alle societa’ di cui
al comma 1 si applicano le disposizioni
contenute nel titolo V del
testo unico delle leggi in materia
bancaria e creditizia, di
cui al decreto legislativo 1 settembre
1993, n. 385, ad esclusione
dell’articolo 106, commi 2, 3, lettere b)
e c), e 4, e
dell’articolo 107, nonche’ le corrispondenti norme
sanzionatorie
previste dal titolo VIII del medesimo testo unico.
5. I titoli
emessi dalle societa’ di cui al comma 1 sono assimilati
ai fini
fiscali ai titoli di cui all’articolo 31 del decreto del
Presidente
della Repubblica 29 settembre 1973, n. 601, e sono
soggetti al
regime previsto dall’articolo 2, comma 1-bis, del decreto
legislativo
1 aprile 1996, n. 239, purche’ ammessi a quotazione in
almeno un
mercato regolamentato estero. Gli interessi e altri
proventi
corrisposti in relazione ai finanziamenti effettuati da
soggetti
non residenti, esclusi i soggetti residenti negli Stati o
nei
territori aventi un regime fiscale privilegiato, individuati
dal
decreto del Ministro delle finanze in data 4 maggio 1999,
pubblicato
nella Gazzetta Ufficiale n. 107 del 10 maggio 1999, e
raccolti dalle
societa’ di cui al comma 1 ai fini delle
operazioni di
cartolarizzazione ivi indicate, non sono soggetti
alle imposte sui
redditi.
6. Ciascun patrimonio separato di cui
al comma 2 non e’ soggetto
alle imposte sui redditi ne’ all’imposta
regionale sulle attivita’
produttive. Le operazioni di
cartolarizzazione di cui al comma 1 e
tutti gli atti, contratti,
trasferimenti e prestazioni posti in
essere per il perfezionamento
delle stesse, sono esenti dall’imposta
di registro, dall’imposta di
bollo, dalle imposte ipotecaria e
catastale e da ogni altra
imposta indiretta. Ai fini dell’imposta
comunale sull’incremento di
valore degli immobili, i trasferimenti di
beni immobili alle
societa’ costituite ai sensi del comma 1 non si
considerano atti di
alienazione. Soggetti passivi dell’imposta
comunale sugli immobili
sono i gestori individuati ai sensi del comma
1, lettera d),
dell’articolo 3 per tutta la durata della gestione,
nei limiti in cui
l’imposta era dovuta prima del trasferimento di cui
al comma 1
dell’articolo 3. Non si applica la ritenuta prevista dai
commi 2 e
3 dell’articolo 26 del decreto del Presidente della
Repubblica
del 29 settembre 1973, n. 600, sugli interessi ed altri
proventi dei
conti correnti bancari delle societa’ di cui al comma 1.
Sono escluse
dall’applicazione dell’imposta sul valore aggiunto le
locazioni in
favore di amministrazioni dello Stato, enti pubblici
territoriali e
altri soggetti pubblici.
7. Si applicano le disposizioni della legge
30 aprile 1999, n. 130,
per quanto compatibili. In deroga al comma
6 dell’articolo 2 della
medesima legge, la riscossione dei
crediti ceduti e dei proventi
derivanti dalla dismissione del
patrimonio immobiliare puo’ essere
svolta, oltre che dalle banche
e dagli intermediari finanziari
indicati nel citato comma 6, anche
dallo Stato, dagli enti pubblici e
dagli altri soggetti il cui
intervento e’ previsto dalle disposizioni
del presente decreto e dei
decreti di cui al comma 1 dell’articolo 3.
In tale caso le
operazioni di riscossione non sono oggetto
dell’obbligo di
verifica di cui al medesimo comma 6.

Art. 3.
Modalita’ per la cessione degli immobili

1. I beni immobili individuati ai sensi dell’articolo 1
possono
essere trasferiti a titolo oneroso ad una o piu’ societa’
costituite
ai sensi del comma 1 dell’articolo 2 con uno o piu’ decreti
di natura
non regolamentare del Ministro dell’economia e delle
finanze, da
pubblicare nella Gazzetta Ufficiale. Con gli stessi
decreti sono
determinati:
a) il prezzo iniziale che la
societa’ corrisponde a titolo
definitivo a fronte del
trasferimento dei beni immobili e le
modalita’ di pagamento
dell’eventuale residuo, che puo’ anche essere
rappresentato da
titoli;
b) le caratteristiche dell’operazione di cartolarizzazione
che la
societa’ realizza per finanziare il pagamento del prezzo.
All’atto di
ogni operazione di cartolarizzazione e’ nominato un
rappresentante
comune dei portatori dei titoli, il quale, oltre ai
poteri stabiliti
in sede di nomina a tutela dell’inter…

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