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Modificazioni all'allegato B del regio decreto 6 maggio 1940, n. 635, ...

Modificazioni all'allegato B del regio decreto 6 maggio 1940, n. 635, con il quale è stato approvato il regolamento per l'esecuzione del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza. Depositi di fabbrica, di vendita e di consumo permanente per cartucce per armi di piccolo calibro.

DECRETO MINISTERIALE 18 luglio 2001
Modificazioni all’allegato B del
regio decreto 6 maggio 1940, n. 635, con il quale è stato approvato il
regolamento per l’esecuzione del testo unico delle leggi di pubblica
sicurezza. Depositi di fabbrica, di vendita e di consumo permanente
per cartucce per armi di piccolo calibro.
(G.U. n. 185, 10 agosto
2001, Serie Generale)
IL MINISTRO DELL’INTERNO
Visto il regio decreto
18 giugno 1931, n. 773, e successive modifiche ed integrazioni, con il
quale è stato approvato il testo unico delle leggi di pubblica
sicurezza;
Visto il regio decreto 6 maggio 1940, n. 635, e successive
modifiche ed integrazioni, con il quale è stato approvato il
regolamento per l’esecuzione del citato testo unico;
Visto il proprio
decreto in data 23 settembre 1999 concernente “modificazioni agli
allegati A e B al regolamento per l’esecuzione del testo unico delle
leggi di pubblica sicurezza, approvato con regio decreto 6 maggio
1940, n. 635”;
Rilevato che, a norma dell’art. 3 del citato decreto in
data 23 settembre 1999, le cartucce anche da salve per armi comuni e
da guerra sono state collocate nella categoria V, gruppo A
dell’allegato A al regio decreto n. 635/1940;
Visto il capitolo IV
dell’allegato B al regio decreto n. 635/1940 contenente le condizioni
da soddisfarsi nell’impianto o adattamento di un fabbricato ad uso di
deposito di materie esplosive;
Ritenuto di dover disciplinare, con
riferimento ai depositi di fabbrica, ai depositi di vendita ed ai
depositi di consumo permanente, l’attività di deposito delle cartucce,
anche da salve, per armi da fuoco comuni e da guerra, limitatamente a
taluni calibri predeterminati, tenuto conto dei livelli di sicurezza
presi in considerazione dalle norme internazionali contenute nelle
raccomandazioni delle Nazioni unite relative al trasporto delle merci
pericolose (libro arancione);
Visto l’art. 83, ultimo comma, del regio
decreto n. 635/1940;
Sentita la Commissione consultiva centrale per il
controllo delle armi – per le funzioni consultive in materia di
sostanze esplosive ed infiammabili e preso atto dei pareri espressi
dalla citata commissione nelle sedute del 21 maggio e del 31 maggio
2001;
Decreta:
Art. 1.
Campo di applicazione
1. Le disposizioni del
presente decreto si applicano con riferimento ai depositi di fabbrica,
di vendita e di consumo permanente previsti dal capitolo IV
dell’allegato B al regio decreto 6 maggio 1940, n. 635 e limitatamente
alle attività di deposito esclusivo di:
cartucce, anche da salve, per
armi da fuoco comuni e da guerra a canna rigata di calibro non
superiore a 12,7 mm ed a canna liscia di calibro con diametro non
superiore a 23,50 mm, costituite da un bossolo chiuso, con innesco a
percussione, da una carica propulsiva e, ove non siano da salve, da
uno o più proiettili inerti (a palla o a pallini);
cartucce con
innesco a percussione per usi tecnici.
2. Ai fini dell’applicazione
del presente decreto le cartucce devono essere imballate in conformità
alle prescrizioni ed ai requisiti previsti dalla normativa
internazionale di cui alle raccomandazioni delle Nazioni Unite
relative al trasporto delle merci pericolose, conseguendo, a tale
condizione, la classificazione di rischio 1.4S. (3)
3. Resta fermo il
combinato disposto di cui all’art. 28 T.U.L.P.S. ed all’art. 10 della
legge 18 aprile 1975, n. 110, in ordine alla fabbricazione e
detenzione di munizioni per armi da guerra.
(3)Comma modificato da
errata-corrige pubblicata nella G.U. 13 settembre 2001, n. 213.
Art.
2.
Caratteristiche dei locali di deposito
1. I locali destinati al
deposito di fabbrica, di vendita o di consumo permanente dei prodotti
di cui all’art. 1 devono articolarsi su un solo piano ed avere
strutture verticali (pareti) con caratteristiche REI 90 o rese
tali.
2. I locali di cui al comma primo possono essere dotati di
scaffalature metalliche o in legno ignifugato; le scaffalature
metalliche devono essere collegate alla rete equipotenziale di terra
ovvero ad idoneo dispersore di terra secondo le norme vigenti.
3. Le
finestre dei singoli locali devono essere munite di inferriate e di
reti metalliche a maglie strette tali da impedire l’introduzione di
corpi o oggetti dall’esterno.
4. E’ ammesso che i locali destinati al
deposito abbiano conformazione ad “igloo” ai sensi del cap. I, n. 4,
lettera c-ter, dell’allegato B al regio decreto n. 635/1940; in tale
caso le distanze di sicurezza interne ed esterne, di cui al successivo
art. 4, commi primo e secondo, possono essere ridotte sino alla
metà.
5. Nei locali destinati al deposito è fatto divieto di fumare e
fare uso di fiamme libere. A tal fine deve essere collocata la
prescritta segnaletica di sicurezza.
6. L’accesso ai locali destinati
al deposito deve essere consentito esclusivamente al personale
addetto.
Art. 3.
Recinzione dei depositi
1. Fermo restando il disposto
del capitolo IV, n. 4, lettera c), dall’allegato B al regio decreto n.
635/1940, ove il deposito di vendita o di consumo permanente sia
articolato su più locali, è consentita la realizzazione di una unica
recinzione che circondi il perimetro dei locali stessi, avente
caratteristiche esattamente conformi a quelle indicate nel citato
capitolo IV, n. 4, lettera c), dell’allegato B.
2. Ove i locali di
deposito di cui al comma primo siano dotati di terrapieno o di muro
tagliafuoco posto a distanza non superiore a metri 2,50 dalle pareti
esterne, la recinzione singola si ritiene sostituita da dette
protezioni. In tali casi il varco di accesso deve essere munito di
porta o di cancello avente le caratteristiche indicate nel richiamato
capitolo IV, n. 4, lettera c), dell’allegato B al regio decreto n.
635/1940. (2)
3. Ove le protezioni di cui al comma secondo non abbiano
il requisito di continuità lungo l’intero perimetro del locale adibito
a deposito, la recinzione può essere realizzata in proseguimento con
le stesse protezioni, purché senza soluzione di continuità, fatti
salvi i varchi di accesso.
4. Per i depositi di fabbrica, di vendita,
o di consumo permanente devono in ogni caso essere rispettate le
distanze dei locali deposito dalla recinzione esterna come determinate
dal capitolo X, n. 3 “sicurezza contro azioni dall’esterno”
dell’allegato B al regio decreto n. 635/1940.
(2)Comma modificato da
errata-corrige pubblicata nella G.U. 13 settembre 2001, n. 213.
Art.
4.
Distanze di sicurezza interne ed esterne
1. I locali destinati al
deposito di fabbrica, di vendita, o di consumo permanente dei prodotti
di cui all’art. 1 devono essere ubicati ad una distanza non inferiore
a 25 m da qualsiasi altro edificio del complesso (fabbrica o
deposito). (1)
2. I locali di deposito di cui al comma primo devono
distare non meno di metri 100 dagli edifici esterni alla recinzione,
nonché dalle vie primarie di comunicazione quali autostrade, strade
statali, regionali, provinciali, linee ferroviarie, fiumi e canali
navigabili; per le altre vie di comunicazione le distanze di rispetto
saranno fissate caso per caso dalla Commissione consultiva centrale
per il controllo delle armi – per le funzioni consultive in materia di
sostanze esplosive ed infiammabili, sentito il parere della
commissione tecnica provinciale.
3. Le distanze di cui ai commi primo
e secondo possono essere ridotte alla metà in presenza di terrapieni o
di muri tagliafuoco conformi alla normativa vigente o anche
ulteriormente ridotte ove ricorrano le condizioni di cui al capitolo
IV, n. 2, commi quarto e quinto dell’allegato B al regio decreto n.
635/1940.
4. Nei depositi di vendita o di consumo permanente
l’edificio destinato ad abitazione del guardiano e della sua famiglia,
deve essere ubicato ad una distanza non inferiore a 50 metri e non
superiore a 250 metri dai locali destinati al deposito ed essere in
posizione tale da poter consentire l’esercizio di una continua
vigilanza.
(1)Comma modificato da errata-corrige pubblicata nella G.U.
13 settembre 2001, n. 213.
Art. 5.
Carico dei depositi
1. I prodotti
esplodenti di cui all’art. 1 da tenere in deposito in locali conformi
alle prescrizioni contenute nel presente decreto non sono sottoposti a
quantitativi massimi di detenzione.
2. Devono in ogni caso essere
rispettati i seguenti criteri e le seguenti modalità di conservazione
in ragione della geometria dei locali:
le cartucce possono essere
poste in cataste fino ad una altezza non superiore a metri 1,60 ovvero
in “pallettes” o su scaffalature fino ad una altezza non superiore a
metri 3,50;
la distanza dell’apice della catasta dall’intradosso
della copertura del locale non deve essere inferiore a metri 0,50;
la
distanza delle cataste dalle pareti perimetrali del locale non deve
essere inferiore a metri 0,50;
i corridoi di ispezione e
movimentazione dei colli devono avere larghezza sufficiente a
permettere l’agevole circolazione del personale e degli eventuali
mezzi di sollevamento e movimentazione; tale larghezza non può essere
in ogni caso inferiore a metri 0,60.
3. Resta fermo quanto previsto
dall’art. 55, primo comma, del regio decreto 18 giugno 1931, n.
773.
Art. 6.
Disposizioni finali
1. Sono fatte salve le disposizioni
di cui agli allegati al regio decreto n. 635/1940 non incompatibili
con il presente decreto, nonché le norme vigenti in materia di
sicurezza sul lavoro e di prevenzione incendi.
2. Per i locali
destinati al deposito di prodotti esplodenti diversi da quelli
contemplati all’art. 1 del presente decreto nonché per le ipotesi in
cui sia consentito il deposito promiscuo dei materiali di cui all’art.
1 con altri prodotti esplodenti, continuano a trovare applicazione le
disposizioni di cui al capitolo IV dell’allegato B al regio decreto n.
635/1940.

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