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Il Ministro dei Lavori Pubblici di concerto con il Ministro dell'Inter...

Il Ministro dei Lavori Pubblici di concerto con il Ministro dell'Interno Vista la legge 2 febbraio 1974, n. 64, recante norme per la disciplina della progettazione, esecuzione e collaudo degli edifici in muratura e per il loro consolidamento;

Decreto Ministeriale 20 Novembre 1987
(Pubblicato nel supplemento
ordinario alla
Gazzetta Ufficiale n. 285 del 5 dicembre 1987)

Il Ministro dei Lavori Pubblici di concerto con il Ministro
dell’Interno
Vista la legge 2 febbraio 1974, n. 64, recante norme per
la disciplina della progettazione, esecuzione e collaudo degli edifici
in muratura e per il loro consolidamento;
Visto il decreto 9 gennaio
1987 di approvazione delle norme per la progettazione, esecuzione e
collaudo degli edifici in muratura e per il loro
consolidamento;
Ritenuto che occorre apportare alcune integrazioni e
rettifiche al testo della normativa approvata con il richiamato
decreto 9 gennaio 1987;
Sentito il Consiglio superiore dei lavori
pubblici, che si è espresso con il parere emesso dall’assemblea
generale in data 24 luglio 1987 con il voto n. 334;

Decreta:

Art.
1
Sono approvate le integrazioni e le rettifiche apportate alle norme
tecniche per la progettazione, esecuzione e collaudo degli edifici in
muratura e per il loro consolidamento, di cui al decreto ministeriale
9 gennaio 1987, predisposte dal Servizio tecnico centrale e già
inserite nel testo unificato allegato al presente decreto.

Art. 2
Le
presenti norme sostituiscono quelle di cui al decreto 9 gennaio 1987
ed entrano in vigore il 19 dicembre 1987, data già fissata con il
decreto anzidetto.

SOMMARIO

Unità di misura

TITOLO I – NORME
TECNICHE PER LA PROGETTAZIONE, ESECUZIONE E COLLAUDO DEGLI EDIFICI IN
MURATURA

Capitolo 1° – GENERALITA’

1.1 Oggetto ed ambito
di applicazione
1.2 Caratteristiche tipologiche e
materiali
1.2.1 Malte
1.2.2 Muratura costituita da elementi resistenti
artificiali
1.2.3 Muratura costituita da elementi resistenti
naturali
1.3 Concezione strutturale
dell’edificio
1.3.1 Collegamenti
1.3.1.1 Cordoli
1.3.1.2 Incatenamenti
orizzontali interni
1.4 Spessori minimi dei muri

Capitolo 2° –
MURATURE FORMATE DA ELEMENTI RESISTENTI ARTIFICIALI

2.1 Dimensionamento semplificato
2.2 Analisi strutturale
2.2.1 Muri
soggetti a carichi verticali
2.2.1.1 Schema
statico
2.2.1.2 Eccentricità dei carichi
2.2.1.3 Snellezza della
muratura
2.2.1.4 Coefficiente di riduzione della resistenza del
muro
2.2.2 Muri soggetti a forze orizzontali
2.3 Caratteristiche
meccaniche della muratura
2.3.1 Resistenza caratteristica a
compressione
2.3.1.1 Determinazione della resistenza caratteristica a
compressione in base alle caratteristiche dei
componenti
2.3.2 Resistenza caratteristica a
taglio
2.3.2.1 Determinazione della resistenza caratteristica a taglio
in base alle caratteristiche dei componenti
2.4 Norme di
calcolo
2.4.1 Verifiche di sicurezza con il metodo delle tensioni
ammissibili
2.4.1.1 Verifica dei muri soggetti ai carichi
verticali
2.4.1.2 Verifica dei muri soggetti a forze orizzontali
agenti nel piano del muro
2.4.1.2.1 Verifica a
pressoflessione
2.4.1.2.2 Verifica a taglio
2.4.2 Verifiche di
sicurezza con il metodo semiprobabilistico agli stati
limite
2.4.2.1 Combinazione di carico
2.4.2.2 Verifica dei muri
soggetti ai carichi verticali
2.4.2.3 Verifica dei muri soggetti a
forze orizzontali agenti nel piano del muro
2.4.2.3.1 Verifica a
pressoflessione
2.4.2.3.2 Verifica a taglio

Capitolo 3° – MURATURE
FORMATE DA ELEMENTI RESISTENTI NATURALI

3.1 Dimensionamento
semplificato
3.2 Norme di calcolo per edifici in muratura di pietra
squadrata
3.3 Caratteristiche meccaniche della muratura di pietra
squadrata
3.3.1 Resistenza caratteristica a compressione della
muratura
3.3.1.1 Determinazione della resistenza caratteristica a
compressione della muratura in base alle caratteristiche dei
componenti
3.3.2 Resistenza caratteristica a taglio della
muratura
3.3.2.1 Determinazione della resistenza caratteristica a
taglio della muratura in base alle caratteristiche dei componenti

Capitolo 4° – COLLAUDO STATICO DEGLI EDIFICI IN MURATURA

TITOLO
II – NORME TECNICHE PER IL CONSOLIDAMENTO DEGLI EDIFICI IN MURATURA

Capitolo 1° – GENERALITA’

1.1 Oggetto e ambito di
applicazione
1.2 Criteri di scelta progettuale
1.3 Operazioni
progettuali

Capitolo 2° – CRITERI GENERALI DI CALCOLO

2.1 Analisi
dei materiali
2.2 Schema strutturale
2.3 Provvedimenti
tecnici
2.3.1 Provvedimenti tecnici in fondazione

ALLEGATI –
Determinazione sperimentale della resistenza dei materiali

Allegato
1:

1.1 Determinazione sperimentale della resistenza a compressione
degli elementi resistenti artificiali e naturali
1.1.1 Determinazione
sperimentale della resistenza a compressione degli elementi resistenti
artificiali
1.1.2 Determinazione sperimentale della resistenza a
compressione degli elementi resistenti naturali
1.2 Modalità per la
determinazione della resistenza a compressione degli elementi
resistenti artificiali
1.2.1 Resistenza a compressione nella
direzione dei carichi verticali
1.2.2 Resistenza a compressione nella
direzione ortogonale a quella dei carichi verticali e nel piano della
muratura
1.3 Resistenza a compressione degli elementi resistenti
naturali

Allegato 2:

2.1 Determinazione sperimentale della
resistenza a compressione e della resistenza a taglio della
muratura
2.1.1 Resistenza a compressione della
muratura
2.1.1.1 Caratteristiche dei provini
2.1.2 Resistenza a
taglio della muratura in assenza di carichi verticali

UNITA’ DI
MISURA

Il sistema di unità di misura adottato è il “Sistema
Internazionale di unità” indicato con la sigla “SI” di cui alle
direttive del Consiglio delle Comunità europee n. 76/770/CEE del 27
luglio 1976.
Nelle presenti norme sono indicati anche, tra parentesi
quadre, i corrispondenti valori nelle unità di misura del sistema
tecnico.
Nella relazione tra i due sistemi:
1 kgf = 9.81 N
(newton)
per le grandezze relative alle presenti norme il coefficiente
9.81 è stato arrotondato a 10 per ragioni di carattere pratico.

Titolo I – NORME TECNICHE PER LA PROGETTAZIONE, ESECUZIONE E
COLLAUDO DEGLI EDIFICI IN MURATURA

Capitolo 1° – GENERALITA’

1.1
Oggetto ed ambito di applicazione
Le presenti norme hanno lo scopo di
fissare i criteri generali tecnico-costruttivi per la progettazione,
l’esecuzione ed il collaudo degli edifici a uno o a più piani, in
tutto o in parte a muratura portante, costituiti da un insieme di
sistemi resistenti collegati tra di loro e le fondazioni e disposti in
modo da resistere ad azioni verticali ed orizzontali.
Per altre
tipologie edilizie, le presenti norme potranno assumersi quale utile
riferimento metodologico.
Le murature considerate sono quelle
costituite da elementi resistenti collegati fra di loro tramite
malta.
Le presenti norme non sono applicabili agli edifici realizzati
in muratura armata, ai quali si applica la procedura indicata
nell’ultimo comma dell’art. 1 della legge n. 64 del 2 febbraio 1974 e
successive modificazioni.
Per gli edifici realizzati in zona sismica
si applicheranno inoltre le prescrizioni di cui alla legge 2 febbraio
1974, n. 64, e decreto ministeriale 24 gennaio 1986 e successive
modificazioni ed integrazioni.
Per quanto concerne le opere di
fondazione vale quanto stabilito dal decreto ministeriale 21 gennaio
1981 e successivi aggiornamenti.

1.2 Caratteristiche tipologiche e
materiali

1.2.1 Malte
L’acqua per gli impasti deve essere limpida,
priva di sostanze organiche o grassi, non deve essere aggressiva né
contenere solfati o cloruri in percentuale dannosa.
La sabbia da
impiegare per il confezionamento delle malte deve essere priva di
sostanze organiche, terrose o argillose.
Le calci aeree, le pozzolane
ed i leganti idraulici devono possedere le caratteristiche tecniche ed
i requisiti previsti dalle vigenti norme (regii decreti 16 novembre
1939, n. 2231 e n. 2230; legge 26 maggio 1965, n. 595, decreto
ministeriale 14 gennaio 1966, decreto ministeriale 3 giugno 1968,
decreto ministeriale 31 agosto 1972 e successive integrazioni o
modificazioni).
L’impiego di malte premiscelate e premiscelate pronte
all’uso è consentito purché ogni fornitura sia accompagnata da una
dichiarazione del fornitore attestante il gruppo della malta, il tipo
e la quantità dei leganti e degli eventuali additivi. Ove il tipo di
malta non rientri tra quelli appresso indicati il fornitore dovrà
certificare con prove ufficiali anche le caratteristiche di resistenza
della malta stessa.
Le modalità per la determinazione della resistenza
a compressione delle malte sono riportate nel decreto ministeriale 3
giugno 1968.
I tipi di malta e loro classi sono definite in rapporto
alla composizione in volume secondo la tabella seguente:

——————————————————————————————————————————————–

Composizione
Classe Tipo Cemento Calce
Calce Sabbia Pozzolana
aerea
idraulica
——————————————————————————————————————————————–

M4 Idraulica — — 1 3 —
M4
Pozzolanica — 1 — — 3
M4 Bastarda
1 — 2 9 —
M3 Bastarda 1 — 1
5 —
M2 Cementizia 1 — 0.5 4 —
M1
Cementizia 1 — —
3 —
———————————————————————————————————————————————

Alla malta cementizia si può aggiungere una piccola quantità di
calce aerea con funzione plastificante.
Malte di diverse proporzioni
nella composizione confezionate anche con additivi, preventivamente
sperimentate, possono essere ritenute equivalenti a quelle indicate
qualora la loro resistenza media a compressione risulti non inferiore
ai valori seguenti:

12 N/mm2 [120 kgf/cm2] per l’equivalenza alla
malta M1
8 N/mm2 [ 80 kgf/cm2] per…

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