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Testo del Decreto legge 29 ottobre 1999, n° 383, coordinato con la legge di conversione 28 dicembre 1999, n° 496 , recante: 'Disposizioni urgenti in materia di accise sui prodotti petroliferi e di accelerazione del processo di liberalizzazione del relativo settore'.

LEGGE 28 dicembre 1999, n.496
Testo del Decreto legge 29 ottobre
1999, n° 383, coordinato con la legge di conversione 28 dicembre 1999,
n° 496 , recante: “Disposizioni urgenti in materia di accise sui
prodotti petroliferi e di accelerazione del processo di
liberalizzazione del relativo settore”.

IL PRESIDENTE DELLA
REPUBBLICA

PROMULGA

la seguente legge:

Art. 1
1. Al fine di
compensare le variazioni dell’incidenza dell’imposta sul valore
aggiunto derivante dall’andamento dei prezzi internazionali del
petrolio, a decorrere dal 1° novembre 1999 e fino al 31 dicembre 1999,
le aliquote delle accise sugli oli minerali sono stabilite nelle
seguenti misure:
benzina: L. 1094.629 per mille litri;
benzina senza
piombo: L. 1.024.153 per mille litri;
olio da gas o gasolio:
usato
come carburante: L. 755.731 per mille litri;
usato come combustibile
per riscaldamento: L. 755.731 per mille litri;
gas di petrolio
liquefatti (GPL):
usati come carburante: L. 526.396 per mille
chilogrammi;
usati come combustibile per riscaldamento: L. 342.784
per mille chilogrammi;
gas metano:
per autotrazione: L. 12,67 per
metro cubo;
per combustione per usi civili:
a) per usi domestici di
cottura cibi e produzione di acqua calda di cui alla tariffa T1
prevista dal provvedimento CIP n. 37 del 26 giugno 1986: L. 78,51 per
metro cubo;
b) per uso riscaldamento individuale a tariffa T2 fino a
250 metri cubi annui: L. 144,35 per metro cubo;
c) per altri usi
civili: L. 327,24 per metro cubo;
per i consumi nei territori di cui
all’articolo 1 del testo unico delle leggi sugli interventi nel
Mezzogiorno, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 6
marzo 1978, n. 218, si applicano le seguenti aliquote:
a) per gli usi
di cui alle precedenti lettere a) e b): L. 66,51 per metro cubo;
b)
per altri usi civili: L. 232,19 per metro cubo.
2. Con decreto del
Ministro delle finanze, di concerto con il Ministro del tesoro, del
bilancio e della programmazione economica e con il Ministro
dell’industria, del commercio e dell’artigianato, le aliquote delle
accise di cui al comma 1 sono variate, in aumento o in diminuzione,
tenuto conto dell’andamento dei prezzi internazionali del petrolio
greggio, in modo da compensare la conseguente incidenza dell’imposta
sul valore aggiunto.
3. I termini di pagamento delle accise sui
prodotti petroliferi, previsti dalle vigenti disposizioni, sono
modificati con decreto del Ministro delle finanze, di concerto con il
Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato e con il
Ministro del tesoro, del bilancio e delle programmazione economica,
tenuto conto dell’andamento del mercato. Con decreto del Ministro
delle finanze sono stabilite le modalita’ per l’effettuazione dei
versamenti.
4. Alle minori entrate derivanti dalle disposizioni di cui
al presente articolo, valute in lire 280 miliardi per l’anno 1999, si
provvede, ai sensi del comma 1 dell’articolo 2 delle legge 23 dicembre
1998, n. 449, con quota parte del maggior gettito conseguito in
relazione ai versamenti periodici dell’imposta sul valore aggiunto.

Art. 2
1. I termini di cui ai commi 1 e 2 dell’articolo 2 del decreto
legislativo 11 febbraio 1998, n. 32, come sostituiti dall’articolo 1
del decreto legislativo 8 settembre 1999, n. 346, sono ridotti a
giorni sessanta.
2. L’installazione di nuovi impianti di distribuzione
dei carburanti, dotati di dispositivi self-service con pagamento
posticipato del rifornimento, non e’ soggetta agli obblighi di cui
all’articolo 3, comma 1, del decreto legislativo 11 febbraio 1998, n.
32, come sostituito dall’articolo 2 del decreto legislativo 8
settembre 1999, n. 346.
2-bis. Gli impianti di cui la comma 2 nonché
quelli esistenti ristrutturati con gli stessi dispositivi devono
essere dotati, oltre che di autonomi servizi all’automobile e
all’automobilista, anche di autonome attività commerciali integrative
su superfici non superiori a quelle degli esercizi di vicinato di cui
all’articolo 4, comma 1, lettera d), del decreto legislativo 31 marzo
1998, n. 114.
2-ter. Dopo il comma 6 dell’articolo 1 del decreto
legislativo 11 febbraio 1998, n. 32, è inserito il seguente:
“6-bis.
Il contratto di cessione gratuita di cui al comma 6 comporta la
stipula di un contratto di fornitura, ovvero di somministrazione, dei
carburanti”.
3. All’articolo 3, comma 1, del decreto legislativo 11
febbraio 1998, n. 32, come sostituito dall’articolo 2 del decreto
legislativo 8 settembre 1999, n. 346, le parole: “fino al 30 giugno
2001” sono sostituite dalle seguenti: “fino al 30 giugno 2000”.
4. A
decorrere dal 1° gennaio 2000 le compagnie petrolifere che attuano
campagne promozionali della vendita di carburante, consistenti
nell’offerta di omaggi al consumatore, sono obbligate a rendere noto
il costo diretto unitario dell’omaggio stesso. A quest’ultimo fine,
detto costo e’ riportato sull’omaggio e menzionato, in modo chiaro ed
inequivoco, nei messaggi televisivi, nei comunicati commerciali
radiofonici, nonché nella cartellonistica stradale ed in ogni altro
messaggio pubblicitario in qualunque forma effettuato. Per costo
diretto unitario si intende il prezzo pagato al fornitore
dell’omaggio, maggiorato dei costi di trasporto, di eventuali oneri
doganali e delle imposte.
5. Il consumatore, che abbia conseguito il
diritto all’omaggio, a decorrere dal 30 giugno 2000 può optare per il
ritiro dell’omaggio o per la riduzione del prezzo da pagare per la
fornitura del carburante in misura pari al costo diretto unitario
dell’omaggio di cui al comma 4.

Art. 2-bis
1. I soggetti titolari
della licenza di esercizio dell’impianto di distribuzione di
carburanti, rilasciata dall’ufficio tecnico di finanza, in possesso
della tabella riservata di cui all’articolo 1 del decreto del Ministro
dell’industria, del commercio e dell’artigianato 17 settembre 1996, n.
561, hanno titolo a porre in vendita tutti i prodotti relativi al
settore merceologico alimentare e non alimentare.
2. La vendita dei
prodotti relativi al settore merceologico alimentare è svolta, fermo
il possesso dei requisiti di cui all’articolo 5 del decreto
legislativo 31 marzo 1998, n. 114, in locali attrezzati e nel rispetto
delle disposizioni igienico-sanitarie vigenti.
3. Fermi restando i
requisiti igienico-sanitari, nei locali di cui al comma 2 del presente
articolo con superficie non superiore al limite di cui all’articolo 4,
comma 1, lettera d), del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114, è
consentito il consumo immediato dei prodotti di cui all’articolo 4
della legge 25 marzo 1997, n. 77, a condizione che siano esclusi il
servizio di somministrazione e le attrezzature ad esso direttamente
finalizzate.
4. Le regioni a statuto speciale e le province autonome
di Trento e di Bolzano regolano la materia di cui ai commi 1, 2 e 3
nel rispetto dei relativi statuti e delle rispettive norme
d’attuazione.
5. All’articolo 25, comma 1, del decreto legislativo 31
marzo 1998, n. 114, le parole: “nonché quelle riservate ai soggetti
titolari di rivendite di generi di monopolio e di impianti di
distribuzione automatica dei carburanti di cui all’articolo 1 del
decreto ministeriale 17 settembre 1996, n. 561” sono sostituite dalle
seguenti: “nonché quella riservata ai soggetti titolari di rivendite
di generi di monopolio di cui all’articolo 1 del decreto del Ministro
dell’industria, del commercio e dell’artigianato 17 settembre 1996, n.
561”.
6. La superficie di vendita dei prodotti di cui al comma 1 non
deve essere superiore a quelle di cui all’articolo 4, comma 1, lettera
d), del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114.

Art. 3
1. Il
presente decreto entra in vigore il giorno stesso della sua
pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e
sarà presentato alle Camere per la conversione in legge.

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