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Nuove norme in materia di punti vendita per la stampa quotidiana e periodica

LEGGE 13 APRILE 1999, N° 108

Nuove norme in materia di punti
vendita per la stampa quotidiana e periodica

(Pubblicata nella
Gazzetta ufficiale n. 94 del 23 aprile 1999)

in vigore dal 24 aprile
1999

La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno
approvato:

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
PROMULGA
la seguente
legge:

Art.1
Sperimentazione di nuove forme di vendita dei giornali

1. All’undicesimo comma dell’articolo 14 della legge 5 agosto 1981,
n. 416, come sostituito dall’articolo 7 della legge 25 febbraio 1987,
n. 67, è aggiunta, in fine, la seguente lettera:
“d-bis) per la
sperimentazione di nuove forme di vendita di giornali quotidiani e
periodici da effettuare in predeterminati esercizi commerciali secondo
i criteri e con le modalità che seguono:
1) la sperimentazione ha la
finalità di acquisire elementi conoscitivi sulle variazioni provocate
nel mercato della stampa quotidiana e periodica dalla messa in vendita
dei giornali in esercizi diversi dalle rivendite fisse
autorizzate;

2) la sperimentazione ha la durata di diciotto mesi e
viene effettuata in tutto il territorio nazionale;

3) la
sperimentazione viene effettuata dalle rivendite di generi di
monopolio, dalle rivendite di carburanti e di oli minerali con il
limite minimo di superficie pari a metri quadrati 1.500, dai bar,
dalle strutture di vendita come definite dall’articolo 4, comma 1,
lettera e), del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114, con un
limite minimo di superficie di vendita pari a metri quadrati 700 e
dagli esercizi adibiti prevalentemente alla vendita di libri e
prodotti equiparati, con un limite minimo di superficie di metri
quadrati 120. Gli esercizi a prevalente specializzazione di vendita
possono svolgere, ugualmente a titolo di sperimentazione, attività di
vendita delle riviste di identica specializzazione;

4) la vendita
dei prodotti editoriali può anche essere limitata ai soli quotidiani o
ai soli periodici; nell’ambito della tipologia prescelta deve essere
assicurata parità di trattamento alle testate; l’obbligo della parità
di trattamento non si applica alle pubblicazioni pornografiche che
sono comunque escluse dalla sperimentazione;

5) il prezzo di vendita
dei prodotti editoriali non può subire variazioni in relazione ai
soggetti che effettuano la rivendita;
6) le condizioni economiche e le
modalità commerciali di cessione delle pubblicazioni, comprensive di
ogni forma di compenso riconosciuta ai rivenditori, devono essere
identiche per le diverse tipologie di esercizi che effettuano la
rivendita; le testate poste in vendita a titolo di sperimentazione non
possono essere comprese in alcun altro tipo di vendita, anche relativa
ad altri beni, che non siano quelli offerti dall’editore e alle stesse
condizioni proposte nei punti vendita esclusivi;
7) gli esercizi che
partecipano alla sperimentazione devono prevedere un apposito spazio
espositivo per le testate poste in vendita, adeguato rispetto alla
tipologia prescelta; gli esercizi della grande distribuzione devono
esporre i giornali posti in vendita in un unico spazio;
8) i comuni
devono escludere dalla sperimentazione gli esercizi che non rispettano
le disposizioni che disciplinano la sperimentazione”.
2. Entro trenta
giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, gli
esercizi che intendono partecipare alla sperimentazione di cui alla
lettera d-bis) dell’undicesimo comma dell’articolo 14 della legge 5
agosto 1981, n. 416, introdotta dal comma 1 del presente articolo,
devono darne comunicazione al comune territorialmente competente e,
per conoscenza, al Dipartimento per l’informazione e l’editoria della
Presidenza del Consiglio dei ministri. Nella comunicazione deve essere
indicata quale tipologia di vendita, tra quelle di cui al numero 4)
della citata lettera d-bis), si intende sperimentare. Entro sessanta
giorni dal ricevimento di tale comunicazione, il comune può escludere
dalla sperimentazione il singolo esercizio qualora individui
violazioni dei criteri per l’insediamento delle attività commerciali
adottati sul territorio. I comuni sono tenuti a trasmettere alle
regioni gli elenchi degli esercizi che partecipano alla
sperimentazione.
3. I punti esclusivi di vendita di quotidiani e
periodici, dalla data di entrata in vigore della presente legge, e
fatto salvo quanto in essa stabilito, sono soggetti alla disciplina
generale prevista dal decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114.
4.
La commissione paritetica Governo – editori di cui all’articolo 29
della legge 25 febbraio 1987, n. 67, integrata dai rappresentanti
delle organizzazioni sindacali rappresentative a livello nazionale dei
rivenditori e dei distributori, nonché dal rappresentante della
Conferenza unificata di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 28
agosto 1997, n. 281, procederà almeno trimestralmente ad un esame
periodico dell’andamento della sperimentazione. La commissione sarà
altresì integrata, a seconda degli ambiti territoriali esaminati, dai
rappresentanti delle regioni interessate e delle associazioni e
sindacati territoriali di categoria. La commissione formula anche
indicazioni e pareri sulla congruità, rispetto alla finalità della
sperimentazione, della dislocazione sul territorio degli esercizi
complementari e sulla loro sovrapposizione rispetto alla rete
dedicata. Pareri ed indicazioni possono essere richiesti dalle stesse
regioni sulla base degli elenchi ad esse trasmessi dai comuni ai sensi
del comma 2 del presente articolo. Nel caso in cui la commissione non
sia in grado di esprimere il parere, sulle questioni in esame decide
comunque il presidente della commissione paritetica.

Art.2
Valutazione e criteri

1. Entro nove mesi dall’avvio della
sperimentazione, il Sottosegretario di Stato alla Presidenza del
Consiglio dei ministri, sentite le rappresentanze delle categorie
interessate, riferisce alle competenti Commissioni parlamentari
sull’andamento della sperimentazione, anche al fine di proporre al
Governo eventuali iniziative legislative ed amministrative di modifica
della sperimentazione.
2. Entro trenta giorni dal termine della fase
di sperimentazione, il Sottosegretario di Stato alla Presidenza del
Consiglio dei ministri riferisce alle competenti Commissioni
parlamentari sui risultati accertati congiuntamente dal Dipartimento
per l’informazione e l’editoria della Presidenza del Consiglio dei
ministri e dalla Conferenza unificata di cui all’articolo 8 del
decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281. Il Dipartimento può
avvalersi della collaborazione di una struttura professionalmente
esercente l’attività di ricerche di mercato nel settore del commercio
individuata con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri,
sentita la commissione paritetica Governo-editori di cui all’articolo
29 della legge 25 febbraio 1987, n. 67, integrata dai rappresentanti
delle organizzazioni sindacali rappresentative a livello nazionale dei
rivenditori e dei distributori.
3. La valutazione sulla fase di
sperimentazione deve essere basata sui seguenti criteri: parametri
quantitativi, incremento complessivo delle vendite dei prodotti
editoriali e per settori di intervento e qualitativi, analisi dei
flussi di vendita e variazioni della composizione dell’offerta. Le
competenti Commissioni parlamentari esprimono il loro parere
sull’efficacia della fase di sperimentazione entro quindici giorni
dalla relazione di cui al comma 2.

Art.3
Delega al Governo

1.
Sulla base del parere di cui all’articolo 2, comma 3, il Governo,
entro ventiquattro mesi dalla data di entrata in vigore della presente
legge, sentita la Conferenza unificata di cui all’articolo 8 del
decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, nonché la commissione
paritetica Governo-editori di cui all’articolo 29 della legge 25
febbraio 1987, n. 67, integrata dai rappresentanti delle
organizzazioni sindacali rappresentative a livello nazionale dei
rivenditori e dei distributori, è delegato ad emanare un decreto
legislativo diretto a riordinare in maniera organica il sistema di
diffusione della stampa quotidiana e periodica, sulla base dei
seguenti criteri direttivi:
a) definizione della disciplina cui le
regioni devono uniformarsi per la parte relativa alla vendita dei
giornali e delle riviste, tenuto conto dell’esercizio delle funzioni
delegate di cui all’articolo 52, primo comma, lettera a), del decreto
del Presidente della Repubblica 24 luglio 1977, n. 616;
b) definizione
dei criteri cui devono attenersi le regioni nell’elaborazione di
indirizzi per i comuni in tema di predisposizione dei piani di
localizzazione dei punti esclusivi di vendita;
c) definizione di un
nuovo sistema di vendita dei prodotti editoriali su tutto il
territorio nazionale, articolato in punti vendita esclusivi e punti
vendita non esclusivi quali quelli di cui alla lettera d), mediante il
rilascio di autorizzazioni, anche a carattere stagionale, in ragione
della densità della popolazione, delle caratteristiche urbanistiche e
sociali delle zone, dell’entità delle vendite di quotidiani e
periodici negli ultimi due anni, delle condizioni di accesso, nonchè
dell’esistenza di altri punti vendita non esclusivi;
d) previsione che
i soggetti di cui al numero 3) della lettera d-bis) dell’undicesimo
comma dell’articolo 14 della legge 5 agosto 1981, n. 416, introdotta
dal comma 1 dell’articolo 1 della presente legge, presentando al
comune territorialmente competente una dichiarazione di ottemperanza
alle previsioni di cui alla medesima lettera d-bis), numeri 4), 5), 6)
e 7), e di cui al comma 2 del citato articolo 1, siano autorizzati a
vendere anche quotidiani e/o periodici; previsione che tale disciplina
si applichi agli esercizi a prevalente specializzazione di vendita
limitatamente alle riviste di identica specializzazione;
e) previsione
che i piani comunali di localizzazione dei punti escl…

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