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DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 5 giugno 2001, n.360 Regola...

DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 5 giugno 2001, n.360 Regolamento recante modifiche agli articoli 239 e 240 e all'appendice X al titolo III del decreto del Presidente della Repubblica 16 dicembre 1992, n. 495, concernente: "Regolamento di esecuzione e di attuazione del nuovo codice della strada". (GU n. 230 del 3-10-2001)

DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 5 giugno 2001, n.360

Regolamento recante modifiche agli articoli 239 e 240 e all’appendice
X al titolo III del decreto del Presidente della Repubblica 16
dicembre 1992, n. 495, concernente: “Regolamento di esecuzione e di
attuazione del nuovo codice della strada”.

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Visto l’articolo 87 della Costituzione;
Visto l’articolo 17, comma 1, della legge 23 agosto 1988, n. 400;
Visto l’articolo 80, commi 8 e 9, del decreto legislativo 30 aprile
1992, n. 285, e successive modifiche ed integrazioni;
Visti gli articoli 239 e 240 e l’appendice X al titolo III del
decreto del Presidente della Repubblica 16 dicembre 1992, n. 495, e
successive modifiche ed integrazioni;
Udito il parere del Consiglio di Stato, espresso dalla sezione
consultiva per gli atti normativi nell’adunanza del 9 aprile 2001;
Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella
riunione del 9 maggio 2001;
Sulla proposta dei Ministri dei lavori pubblici e dei trasporti e
della navigazione;

E m a n a

il seguente regolamento:
Art. 1.
Modifiche all’articolo 239 del decreto del Presidente della
Repubblica 16 dicembre 1992, n. 495

1. All’articolo 239 del decreto del Presidente della Repubblica 16
dicembre 1992, n. 495, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) la lettera a) del comma 2 e’ sostituita dalla seguente:
“a) essere iscritte nel registro o nell’albo di cui all’articolo
10 del decreto del Presidente della Repubblica 14 dicembre 1999, n.
558, ed esercitare effettivamente tutte le attivita’ previste
dall’articolo 1, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 122;”;
b) il comma 3 e’ sostituito dal seguente:
“3. Le imprese per le quali sono rilasciati gli atti di
concessione devono essere dotate di locali che, oltre a possedere le
prescritte autorizzazioni amministrative devono avere:
a) superficie di officina non inferiore 120 m2;
b) larghezza, lato ingresso, non inferiore a 6 m;
c) ingresso avente larghezza ed altezza rispettivamente non
inferiori a 2,50 m e 3,50 m.”;
c) dopo il comma 3, e’ aggiunto il seguente:
“3-bis. Le imprese devono essere altresi’ permanentemente dotate
delle attrezzature e strumentazioni indicate nell’appendice X al
presente titolo.”;
d) la lettera b) del comma 4 e’ sostituita dalla seguente:
“b) deve essere iscritta nel registro o nell’albo di cui
all’articolo 10 del decreto del Presidente della Repubblica 14
dicembre 1999, n. 558, ed esercitare effettivamente almeno una delle
attivita’ previste dall’articolo 1, comma 3, della legge 5 febbraio
1992, n. 122. Qualora eserciti piu’ di una delle predette attivita’,
puo’ partecipare a raggruppamenti individuati nell’ambito di un
consorzio esclusivamente per il numero di attivita’ effettivamente
svolte strettamente necessario a garantire a ciascun raggruppamento
la copertura di tutte le attivita’ previste dall’articolo 1, comma 3,
della citata legge n. 122 del 1992, senza cioe’ determinare
duplicazioni di competenze tra le imprese di autoriparazione
partecipanti al raggruppamento stesso;”;
e) nel comma 4, le parole: “ed essere dotata delle attrezzature e
strumentazioni tra quelle indicate nell’appendice X al presente
titolo nonche’ di quelle indicate nelle tabelle approvate col decreto
del Ministro dei trasporti e della navigazione di cui all’articolo 1,
comma 1, lettera a), della legge 26 settembre 1996, n. 507,
necessarie per la propria attivita’ di sezione.” sono soppresse;
f) dopo la lettera d) del comma 4, e’ aggiunta la seguente
lettera e):
“e) deve essere permanentemente dotata delle attrezzature e
strumentazioni indicate nell’appendice X al presente titolo.”;
g) dopo il comma 4, e’ aggiunto il seguente:
“4-bis. Le imprese, anche se aderenti a consorzi, titolari di
concessione concernente esclusivamente il servizio di revisione dei
motocicli e dei ciclomotori a due ruote, oltre a possedere le
prescritte autorizzazioni amministrative, devono avere la
disponibilita’ di un locale adibito ad officina con superficie non
inferiore a 80 metri quadrati, larghezza non inferiore a 4 metri,
ingresso con larghezza ed altezza non inferiori, rispettivamente, a 2
e 2,5 metri. Esse devono altresi’ essere permanentemente dotate delle
attrezzature e strumentazioni indicate al comma 1-ter dell’appendice
X al presente titolo.”.

Avvertenza:
Il testo delle note qui pubblicato e’ stato redatto
dall’amministrazione competente per materia, ai sensi
dell’art. 10, commi 2 e 3, del testo unico delle
disposizioni sulla promulgazione delle leggi,
sull’emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica
e sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana,
approvato con D.P.R. 28 dicembre 1985, n. 1092, al solo
fine di facilitare la lettura delle disposizioni di legge
modificate o alle quali e’ operato il rinvio. Restano
invariati il valore e l’efficacia degli atti legislativi
qui trascritti.

Note alle premesse:
– L’art. 87 della Costituzione conferisce al Presidente
della Repubblica, tra l’altro, il potere di promulgare le
leggi ed emanare i decreti aventi valore di legge e i
regolamenti.
– L’art. 17, comma 1, della legge 23 agosto 1988, n.
400, recante: “Disciplina dell’attivita’ di Governo e
ordinamento della Presidenza del Consiglio dei Ministri”,
pubblicata nel supplemento ordinario alla Gazzetta
Ufficiale 12 settembre 1988, n. 214, cosi’ recita:
“Art. 17 (Regolamenti). – 1. Con decreto del Presidente
della Repubblica, previa deliberazione del Consiglio dei
Ministri, sentito il parere del Consiglio di Stato che deve
pronunziarsi entro novanta giorni dalla richiesta, possono
essere emanati regolamenti per disciplinare:
a) l’esecuzione delle leggi e dei decreti
legislativi, nonche’ dei regolamenti comunitari;
b) l’attuazione e l’integrazione delle leggi e dei
decreti legislativi recanti norme di principio, esclusi
quelli relativi a materie riservate alla competenza
regionale;
c) le materie in cui manchi la disciplina da parte di
leggi o di atti aventi forza di legge, sempre che non si
tratti di materie comunque riservate alla legge;
d) l’organizzazione ed il funzionamento delle
amministrazioni pubbliche secondo le disposizioni dettate
dalla legge;”.
– L’art. 80, commi 8 e 9, del decreto legislativo
30 aprile 1992, n. 285, recante: “Nuovo codice della
strada”, pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta
Ufficiale 18 maggio 1992, n. 114, cosi’ recita:
“8. Il Ministro dei trasporti, al fine di assicurare in
relazione a particolari e contingenti situazioni operative
degli uffici provinciali della Direzione generale della
M.C.T.C., il rispetto dei termini previsti per le revisioni
periodiche dei veicoli a motore capaci di contenere al
massimo sedici persone compreso il conducente, ovvero con
massa complessiva a pieno carico fino a 3,5 t, puo’ per
singole province individuate con proprio decreto affidare
in concessione quinquennale le suddette revisioni ad
imprese di autoriparazione che svolgono la propria
attivita’ nel campo della meccanica e motoristica,
carrozzeria, elettrauto e gommista ovvero ad imprese che,
esercendo in prevalenza attivita’ di commercio di veicoli,
esercitino altresi’, con carattere strumentale o
accessorio, l’attivita’ di autoriparazione. Tali imprese
devono essere iscritte nel registro delle imprese esercenti
attivita’ di autoriparazione di cui all’art. 2, comma 1,
della legge 5 febbraio 1992, n. 122. Le suddette revisioni
possono essere altresi’ affidate in concessione ai consorzi
e alle societa’ consortili, anche in forma di cooperativa,
appositamente costituiti tra imprese iscritte ognuna almeno
in una diversa sezione del medesimo registro, in modo da
garantire l’iscrizione in tutte e quattro le sezioni.
9. Le imprese di cui al comma 8 devono essere in
possesso di requisiti tecnico-professionali, di
attrezzature e di locali idonei al corretto esercizio delle
attivita’ di verifica e controllo per le revisioni,
precisati nel regolamento; il titolare della ditta o, in
sua vece, il responsabile tecnico devono essere in possesso
dei requisiti personali e professionali precisati nel
regolamento. Tali requisiti devono sussistere durante tutto
il periodo della concessione. Il Ministro dei trasporti
definisce con proprio decreto le modalita’ tecniche e
amministrative per le revisioni effettuate dalle imprese di
cui al comma 8.”.
– Gli articoli 239 e 240 e l’appendice X al titolo III
del decreto del Presidente della Repubblica 16 dicembre
1992, n. 495, recante: “Regolamento di esecuzione e …

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