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Regolamento recante norme per la ripartizione del fondo interno concernente gli incentivi per la progettazione di cui all'articolo 18, comma 1-bis , della legge 11 febbraio 1994, n. 109.

DECRETO MINISTERIALE 9 gennaio 1998, n. 65 (1)
Regolamento recante
norme per la ripartizione del fondo interno concernente gli incentivi
per la progettazione di cui all’articolo 18, comma 1-bis , della legge
11 febbraio 1994, n. 109.
(G.U. n. 77, 2 aprile 1998, Serie
Generale)
(1)Abrogato dall’art. 8, comma 1, D.M. 31 luglio 2001, n.
364.
IL MINISTRO
PER I BENI CULTURALI E AMBIENTALI
Visto il
decreto-legge 14 dicembre 1974, n. 657, convertito, con modificazioni,
dalla legge 29 gennaio 1975, n. 5, concernente l’istituzione del
Ministero per i beni culturali e ambientali;
Visto il decreto del
Presidente della Repubblica 3 dicembre 1975, n. 805, recante:
“Organizzazione del Ministero per i beni culturali e
ambientali”;
Vista la legge 11 febbraio 1994, n. 109, e successive
modificazioni, concernente: “Legge quadro in materia di lavori
pubblici” ed in particolare l’articolo 18, comma 1-bis, come aggiunto
dall’articolo 6, comma 13, della legge 15 maggio 1997, n. 127, che
demanda ad un regolamento dell’amministrazione aggiudicatrice o
titolare dell’atto di pianificazione la ripartizione del fondo di cui
al comma 1 del citato articolo 18;
Udito il parere del Consiglio di
Stato, espresso nella adunanza della sezione consultiva per gli atti
normativi del 1° dicembre 1997;
Vista la comunicazione al Presidente
del Consiglio dei Ministri a norma dell’articolo 17, comma 3, della
citata legge n. 400 del 1988 effettuata con nota n. 5471/97 del 7
gennaio 1998;
A d o t t a
il seguente regolamento:
Norme per la
ripartizione del fondo interno concernente gli incentivi per la
progettazione
Art. 1.(3)
(3)Articolo abrogato dall’art. 8, comma 1,
D.M. 31 luglio 2001, n. 364, che ha abrogato l’intero
provvedimento.
Art. 1.(2)
1. Il fondo di cui all’articolo 18, comma
1-bis, della legge 11 febbraio 1994, n. 109, per quanto attiene alla
progettazione dei lavori è riferito alla sola progettazione esecutiva
e, comunque ai soli lavori effettivamente appaltati con esclusione di
tutte le altre attività connesse all’esecuzione dei lavori stessi,
compresa l’eventuale redazione di perizie di variante o suppletive.
Per i lavori di manutenzione o di scavi archeologici il fondo può
essere riferito, ai sensi di quanto previsto dall’articolo 19, comma
5-bis, della legge 11 febbraio 1994, n. 109, alla progettazione
definitiva.
2. Il personale degli uffici tecnici destinatario del
compenso è individuato tra coloro che hanno concorso o comunque
contribuito alla formazione degli elaborati progettuali, ovvero degli
atti di pianificazione.
(2)Testo precedente le modifiche apportate dal
D.M. 31 luglio 2001, n. 364.
Art. 2.(5)
(5)Articolo abrogato dall’art.
8, comma 1, D.M. 31 luglio 2001, n. 364, che ha abrogato l’intero
provvedimento.
Art. 2.(4)
1. L’importo così accantonato è ripartito
dal titolare dell’ufficio centrale o dell’istituto periferico, tra il
personale dell’ufficio tecnico che ha concorso alla elaborazione del
progetto o del piano in una quota compresa tra il 90 per cento ed il
95 per cento – in relazione alla complessità dell’attività svolta –
secondo la seguente suddivisione:
a) coordinatore unico dall’1 al 5
per cento;
b) responsabile del procedimento dal 5 al 10 per cento;

c) progettisti (tecnici che nell’ambito delle competenze
professionali connesse al proprio profilo professionale assumono la
responsabilità della progettazione firmandone i relativi elaborati)
dal 50 al 64 per cento;
d) collaboratori (tecnici che redigono
elaborati di tipo descrittivo facenti parte del progetto, su
disposizione del progettista o dei progettisti e che, firmandoli
assumono la responsabilità dell’esattezza delle rilevazioni,
misurazioni, dati grafici, ecc. nell’ambito delle competenze del
proprio profilo professionale) dal 25 al 39 per cento.
2. La restante
quota è ripartita tra i componenti dell’ufficio tecnico che hanno
contribuito al progetto o al piano, pur non sottoscrivendo gli
elaborati progettuali.
(4)Testo precedente le modifiche apportate dal
D.M. 31 luglio 2001, n. 364.
Art. 3.(7)
(7)Articolo abrogato dall’art.
8, comma 1, D.M. 31 luglio 2001, n. 364, che ha abrogato l’intero
provvedimento.
Art. 3.(6)
1. La ripartizione della somma accantonata è
effettuata in due fasi: la prima, pari al 30 per cento dell’importo
dovuto, ad avvenuta approvazione del progetto e la seconda a saldo ad
avvenuta emissione del certificato di ultimazione dei lavori.
(6)Testo
precedente le modifiche apportate dal D.M. 31 luglio 2001, n.
364.
Art. 4.(9)
(9)Articolo abrogato dall’art. 8, comma 1, D.M. 31
luglio 2001, n. 364, che ha abrogato l’intero provvedimento.
Art.
4.(8)
1. Nessuna ripartizione viene operata qualora il progetto di cui
all’articolo 1 non venga approvato o nel caso in cui, ai fini della
sua utilizzazione, debba essere modificato o integrato a cura di altri
uffici dell’amministrazione o da terzi.
2. Il comma 1 non si applica
alle varianti apportate al progetto in conseguenza del risultato della
conferenza dei servizi di cui all’articolo 7, comma 4-sexies, della
legge 11 febbraio 1994, n. 109.
3. Le somme di cui all’articolo 1 non
sono ripartite o se ripartite sono in ogni caso recuperate, qualora
nel corso dei lavori si renda necessario apportare al progetto le
varianti di cui all’articolo 25, comma 1, lettera d), della legge 11
febbraio 1994, n. 109, che incidano in misura superiore al 15 per
cento dell’importo contrattuale. Il presente decreto, munito del
sigillo dello Stato, sarà inserito nella Raccolta ufficiale degli atti
normativi della Repubblica italiana. E’ fatto obbligo a chiunque
spetti di osservarlo e di farlo osservare.
(8)Testo precedente le
modifiche apportate dal D.M. 31 luglio 2001, n. 364.

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