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Programmi di rilievo nazionale per la riduzione delle emissioni di gas serra, in attuazione dell'art. 3 del decreto ministeriale 20 luglio 2000, n. 337

DECRETO MINISTERIALE 4 giugno 2001
Programmi di rilievo nazionale per
la riduzione delle emissioni di gas serra, in attuazione dell’art. 3
del decreto ministeriale 20 luglio 2000, n. 337
(G.U. n. 205, 4
settembre 2001, Serie Generale)
IL MINISTRO DELL’AMBIENTE
di concerto
con
IL MINISTRO DEL TESORO, DEL BILANCIO
E DELLA PROGRAMMAZIONE
ECONOMICA
e
IL MINISTRO DELL’INDUSTRIA
DEL COMMERCIO E
DELL’ARTIGIANATO
Vista la legge 8 luglio 1986, n. 349, istitutiva del
Ministero dell’ambiente ed il relativo regolamento di organizzazione
adottato con decreto del Presidente della Repubblica n. 306/1987 e,
successivamente modificato con decreto del Presidente della Repubblica
n. 549/1999;
Visto l’art. 17 della legge 23 agosto 1988, n. 400;
Vista
la deliberazione del CIPE del 3 dicembre 1997, con la quale sono state
approvate le linee generali della seconda comunicazione nazionale alla
convenzione sui cambiamenti climatici;
Visto in particolare il punto 3
della predetta deliberazione CIPE, il quale prevede che nella
predisposizione dei programmi di contenimento delle emissioni di gas
serra saranno favorite quelle misure che presentino un più favorevole
rapporto tra risorse impegnate e risultati attesi; che siano coerenti
con gli obiettivi di politica economica; che prevedano un
significativo coinvolgimento degli operatori privati; che favoriscano
l’utilizzo di risorse comunitarie;
Vista la decisione del Consiglio
dei Ministri dell’ambiente dell’Unione europea del 17 giugno 1998 che
ha stabilito gli obiettivi di riduzione delle emissioni di gas serra
attribuiti ad ogni Stato membro per raggiungere l’obiettivo comune di
riduzione fissato dal protocollo, approvato il 10 dicembre 1997 a
Kyoto dalla terza conferenza delle parti firmatarie della convenzione
sui cambiamenti climatici;
Vista la deliberazione CIPE del 19 novembre
1998, con la quale sono state approvate le linee guida per le
politiche e misure nazionali di riduzione delle emissioni di gas
serra;
Visto l’art. 8, comma 10, lettera f) della legge n. 448/1998,
il quale prevede che le maggiori entrate derivanti per effetto delle
disposizioni di cui ai commi precedenti siano destinate, tra l’altro,
a misure compensative di settore con incentivi per la riduzione delle
emissioni inquinanti, per l’efficienza energetica e le fonti
rinnovabili nonché per la gestione delle reti di teleriscaldamento
alimentate con biomassa quale fonte energetica nei comuni ricadenti
nelle zone climatiche E ed F di cui al decreto del Presidente della
Repubblica 26 agosto 1993, n. 412;
Vista la legge 25 febbraio 2000, n.
33, di conversione del decreto-legge 30 dicembre 1999, n. 500, recante
“Disposizioni urgenti concernenti la proroga dei termini per lo
smaltimento in discarica di rifiuti e per le comunicazioni relative ai
PBC, nonché l’immediata utilizzazione di risorse finanziarie
necessarie all’attivazione del protocollo di Kyoto”;
Visto in
particolare l’art. 2, comma 1, della suddetta legge, il quale
autorizza per la realizzazione delle finalità di cui all’art. 8, comma
10, lettera f) della legge 23 dicembre 1998, n. 448, la spesa di lire
290 miliardi, da iscriversi in apposita unità previsionale di base
dello stato di previsione del Ministero dell’ambiente per gli
interventi in attuazione del protocollo di Kyoto;
Visto il decreto
ministeriale 20 luglio 2000, n. 337, registrato alla Corte dei conti
il 2 novembre 2000, registro n. 1 Ambiente, foglio n. 374, e
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 273 del 22 novembre 2000,
“Regolamento recante criteri e modalità di utilizzazione delle risorse
destinate per l’anno 1999 alle finalità di cui all’art. 8, comma 10,
lettera f) della legge 23 dicembre 1998, n. 448”;
Visto l’art. 3 del
decreto ministeriale n. 337/2000, che prevede che entro sessanta
giorni dall’entrata in vigore del medesimo decreto, il Ministro
dell’ambiente di concerto con i Ministri dell’industria e del Tesoro e
con gli altri Ministri interessati, sentita la conferenza unificata
Stato-regioni-enti locali, definisce i programmi d’intervento di
rilievo nazionale;
Considerato che l’art. 1, comma 2, del decreto
ministeriale n. 337/2000 attribuisce, tra l’altro, risorse finanziarie
per complessivi 85 miliardi al finanziamento dei programmi di rilievo
nazionale;
Visto l’allegato 1 al decreto ministeriale n. 337/2000 con
cui sono emanati gli indirizzi per le azioni ed i programmi per la
riduzione delle emissioni di gas serra;
Considerato che i programmi e
le azioni di rilievo nazionale fanno riferimento principalmente al
punto 5, programma nazionale di ricerca per la riduzione delle
emissioni, ed al punto 6, programmi di cooperazione internazionale
nell’ambito del protocollo di Kyoto, del citato allegato
1;
Considerato che il punto 5 del citato allegato 1 indica le seguenti
linee programmatiche d’intervento:
organizzazione dell’archivio
nazionale dei dati mediante l’integrazione delle iniziative in corso e
la realizzazione di una struttura di servizio comune agli istituti ed
enti nazionali di ricerca;
cofinanziamento, nella misura massima del
25%, di progetti di ricerca applicata per lo sviluppo di tecnologie ad
elevata efficienza energetica e a basse emissioni inquinanti negli
impianti a ciclo combinato, negli impianti di cogenerazione
industriale e civile, nonché negli impianti di gassificazione di
emulsioni residui;
cofinanziamento, nella misura massima del 25%, di
progetti di ricerca applicata per lo sviluppo di tecnologie e modalità
di trasporto a basse emissioni.
Considerato inoltre che il punto 6 del
citato allegato 1 indica le seguenti priorità
d’intervento:
cofinanziamento della progettazione esecutiva, nella
misura del 50%, dei programmi nell’ambito dei meccanismi di Joint
Implementation e Clean Development Mechanism;
cofinanziamento della
promozione dei progetti presso i Paesi terzi, nella misura massima del
50% dei costi sostenuti dai proponenti.
Visto che la terza conferenza
delle parti firmatarie della Convenzione sui cambiamenti climatici ha
avviato il programma pilota denominato “Activities Implemented
Jointly”, che consente ai Paesi industrializzati individuati
dall’annesso I di realizzare progetti per la riduzione delle
emissioni, in cooperazione tra di loro o con i Paesi in via di
sviluppo, attraverso i quali acquisire “crediti di emissione”
esigibili nell’ambito dei meccanismi del protocollo di Kyoto “Joint
Implementation” e “Clean Development Mechanism”;
Visti gli articoli 6
e 12 del protocollo di Kyoto, approvato dalla citata terza conferenza
delle parti, che istituiscono i meccanismi di “Joint Implementation” e
“Clean Development Mechanism”, e stabiliscono l’avvio dall’anno 2000
dei progetti di cooperazione nell’ambito degli stessi
meccanismi;
Vista la decisione adottata dal Consiglio dei Ministri
dell’ Unione europea del 18 maggio 1999, che impegna gli Stati membri
a realizzare almeno il 50% dei programmi di riduzione delle emissioni
regolamentate dal protocollo di Kyoto mediante azioni nazionali, e ad
utilizzare i meccanismi del protocollo per la realizzazione di
progetti per lo sviluppo delle fonti rinnovabili e delle tecnologie ad
alta efficienza energetica e ambientale;
Considerato che l’Italia, con
riferimento alla posizione comune dell’Unione europea ed alle citate
deliberazioni del CIPE del 3 dicembre 1997 e 19 novembre 1998, potrà
fare ricorso ai meccanismi del protocollo di Kyoto per la
realizzazione di progetti che assicurino un più favorevole rapporto
tra risorse impegnate e “crediti di emissione” acquisiti;
Considerato
che ai sensi dell’art. 3, comma 1 del decreto ministeriale n. 337/2000
deve essere assicurato il coordinamento dei programmi nazionali con i
programmi e le azioni regionali di cui all’art. 2 del citato decreto
ministeriale n. 337/2000;
Considerato che l’art. 3 dello stesso
decreto ministeriale n. 337/2000 prevede l’individuazione dei soggetti
pubblici responsabili dell’attuazione dei programmi, la definizione
delle modalità per il trasferimento delle risorse nonché per il
monitoraggio ed il controllo dell’utilizzo delle stesse;
Ritenuto
necessario procedere alla costituzione di un comitato che oltre al
monitoraggio del programma assicuri il necessario coordinamento con i
programmi di rilievo regionale;
Visti i programmi già avviati dal
Ministero dell’ambiente in cooperazione con regioni, amministrazioni
locali e imprese, corrispondenti alle tipologie indicate dai punti 5 e
6 dell’allegato 1 al decreto n. 337/2000;
Ritenuto opportuno, attesa
l’entità delle risorse assegnate, di dare priorità al finanziamento
del completamento dei programmi già avviati, anche al fine di
ottimizzare l’uso delle risorse secondo quanto indicato dalla
deliberazione del CIPE del 3 dicembre 1997;
Vista la proposta
presentata dal competente direttore del servizio PIA del Ministero
dell’ambiente con cui si individuano i programmi d’intervento
ammissibili a finanziamento sulla base delle proposte pervenute dal
servizio I.A.R. del Ministero dell’ambiente, dal Ministero
dell’industria, del commercio e dell’artigianato e dalle
amministrazioni regionali;
Ritenuto di poter far proprie le proposte
formulate;
Acquisito il positivo parere della conferenza unificata
Stato-regioni-enti locali, dato nella seduta del 19 aprile 2001;
Visto
il decreto del Ministero del tesoro n. 216849 del 31 dicembre 1999 con
cui è stato istituito il cap. 7083 nella UPB 1.2.1.4. – Programmi di
tutela ambientale facente capo all’Ufficio di gabinetto e di diretta
collaborazione all’opera del Ministro;
Visto il decreto ministeriale
n. 655/99/siar del 31 dicembre 1999 con cui si è proceduto all’impegno
delle risorse destinate al finanziamento dei programmi di cui alla
legge n. 33/2000 per complessive lire 290.000 milioni;
Visto il
decreto ministeriale GAB/DEC/0081 del 26 luglio 2000 con il quale il
Ministro dell’ambiente ha definito le priorità e gli obietti…

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