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DECRETO PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 6 giugno 2001, n.378: Disposizion...

DECRETO PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 6 giugno 2001, n.378: Disposizioni legislative in materia edilizia. (Testo B). (GU n. 245 del 20-10-2001- Suppl. Ordinario n.239)

DECRETO LEGISLATIVO 6 giugno 2001, n.378

Disposizioni legislative in
materia edilizia. (Testo B).

Parte I
ATTIVITA’ EDILIZIATitolo
IDISPOSIZIONI GENERALICapo IAttivita’ edilizia
IL
PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Visti gli articoli 76 e 87 della
Costituzione;
Visto l’articolo 16 della legge 23 agosto 1988, n.
400;
Visto l’articolo 7 della legge 8 marzo 1999, n. 50, come
modificato
dall’articolo 1, comma 6, lettere d) ed e), della legge
24 novembre
2000, n. 340;
Visto il punto 2 dell’allegato 3 della
legge 8 marzo 1999, n. 50;
Visti gli articoli 14, 16, 19 e 20
della legge 7 agosto 1990, n.
241, e successive modificazioni;
Vista
la legge 17 agosto 1942, n. 1150, e successive modificazioni;
Vista
la legge 28 gennaio 1977, n. 10, e successive modificazioni;
Vista
la legge 28 febbraio 1985, n. 47, e successive modificazioni;
Visto
il decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267;
Visto il
decreto-legge 23 gennaio 1982, n. 9, convertito,
con
modificazioni, dalla legge 25 marzo 1982, n. 94;
Visto
l’articolo 4 del decreto-legge 5 ottobre 1993, n.
398,
convertito, con modificazioni, dalla legge 4 dicembre 1993, n.
493, e
successive modificazioni;
Visto il decreto legislativo 29
ottobre 1999, n. 490;
Visto il regio decreto 27 luglio 1934,
n. 1265, e successive
modificazioni;
Vista la legge 5
novembre 1971, n. 1086, e successive
modificazioni;
Vista la
legge 2 febbraio 1974, n. 64, e successive modificazioni;
Vista la
legge 9 gennaio 1989, n. 13, e successive modificazioni;
Visto
l’articolo 24 della legge 5 febbraio 1992, n. 104,
e
successive modificazioni;
Vista la legge 5 marzo 1990, n. 46, e
successive modificazioni;
Viste le preliminari deliberazioni del
Consiglio dei Ministri,
adottate nelle riunioni del 16 febbraio 2001
e del 4 aprile 2001;
Sentita la Conferenza unificata ai sensi
dell’art. 9, comma 3, del
decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281;

Udito il parere del Consiglio di Stato espresso nella
sezione
consultiva per gli atti normativi nell’adunanza generale del
29 marzo
2001;
Acquisito il parere della competente commissione
della Camera dei
deputati e decorso inutilmente il termine per il
rilascio del parere
da parte della competente commissione del Senato
della Repubblica;
Vista la deliberazione del Consiglio dei
Ministri, adottata nella
riunione del 24 maggio 2001;
Su proposta
del Presidente del Consiglio dei Ministri e del
Ministro per la
funzione pubblica, di concerto con i Ministri per gli
affari
regionali, per i lavori pubblici, per i beni e le
attivita’
culturali;

E m a n a

il seguente decreto legislativo:

Art. 1 (L)
Ambito di applicazione
1. Il
presente testo unico contiene i principi fondamentali e
generali e
le disposizioni per la disciplina dell’attivita’ edilizia.
2.
Restano ferme le disposizioni in materia di tutela dei
beni
culturali e ambientali contenute nel decreto legislativo 29
ottobre
1999, n. 490, e le altre normative di settore aventi
incidenza sulla
disciplina dell’attivita’ edilizia.
3. Sono fatte
salve altresi’ le disposizioni di cui agli articoli
24 e 25 del
decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, ed alle
relative norme
di attuazione, in materia di realizzazione,
ampliamento,
ristrutturazione e riconversione di impianti produttivi.

Art. 2 (L)
Competenze delle
regioni e degli enti locali
1. Le regioni esercitano la potesta’
legislativa concorrente in
materia edilizia nel rispetto dei
principi fondamentali della
legislazione statale desumibili dalle
disposizioni contenute nel
testo unico.
2. Le regioni a statuto
speciale e le province autonome di Trento e
di Bolzano esercitano la
propria potesta’ legislativa esclusiva, nel
rispetto e nei limiti
degli statuti di autonomia e delle relative
norme di attuazione.
3.
Le disposizioni, anche di dettaglio, del presente testo
unico,
attuative dei principi di riordino in esso contenuti,
operano
direttamente nei riguardi delle regioni a statuto ordinario,
fino a
quando esse non si adeguano ai principi medesimi.
4. I
comuni, nell’ambito della propria autonomia statutaria
e
normativa di cui all’art. 3 del decreto legislativo 18 agosto
2000,
n. 267, disciplinano l’attivita’ edilizia.
5. In nessun caso
le norme del presente testo unico possono essere
interpretate nel
senso della attribuzione allo Stato di funzioni e
compiti trasferiti,
delegati o comunque conferiti alle regioni e agli
enti locali dalle
disposizioni vigenti alla data della sua entrata in
vigore.

Art. 3 (L)
Definizioni degli interventi
edilizi (legge 5 agosto 1978, n. 457,

art. 31)
1. Ai fini del presente testo unico si intendono per:

a) “interventi di manutenzione ordinaria”, gli interventi edilizi
che
riguardano le opere di riparazione, rinnovamento e sostituzione
delle
finiture degli edifici e quelle necessarie ad integrare
o
mantenere in efficienza gli impianti tecnologici esistenti;
b)
“interventi di manutenzione straordinaria”, le opere e
le
modifiche necessarie per rinnovare e sostituire parti
anche
strutturali degli edifici, nonche’ per realizzare ed
integrare i
servizi igienico-sanitari e tecnologici, sempre che non
alterino i
volumi e le superfici delle singole unita’
immobiliari e non
comportino modifiche delle destinazioni di uso;

c) “interventi di restauro e di risanamento conservativo”,
gli
interventi edilizi rivolti a conservare l’organismo edilizio e
ad
assicurarne la funzionalita’ mediante un insieme sistematico di
opere
che, nel rispetto degli elementi tipologici, formali e
strutturali
dell’organismo stesso, ne consentano destinazioni
d’uso con essi
compatibili. Tali interventi comprendono il
consolidamento, il
ripristino e il rinnovo degli elementi
costitutivi dell’edificio,
l’inserimento degli elementi accessori
e degli impianti richiesti
dalle esigenze dell’uso, l’eliminazione
degli elementi estranei
all’organismo edilizio;
d) “interventi
di ristrutturazione edilizia”, gli interventi
rivolti a
trasformare gli organismi edilizi mediante un insieme
sistematico
di opere che possono portare ad un organismo edilizio in
tutto o in
parte diverso dal precedente. Tali interventi comprendono
il
ripristino o la sostituzione di alcuni elementi
costitutivi
dell’edificio, l’eliminazione, la modifica e
l’inserimento di nuovi
elementi ed impianti. Nell’ambito
degli interventi di
ristrutturazione edilizia sono ricompresi
anche quelli consistenti
nella demolizione e successiva fedele
ricostruzione di un fabbricato
identico, quanto a sagoma, volumi,
area di sedime e caratteristiche
dei materiali, a quello preesistente,
fatte salve le sole innovazioni
necessarie per l’adeguamento alla
normativa antisismica.
e) “interventi di nuova costruzione”,
quelli di trasformazione
edilizia e urbanistica del territorio non
rientranti nelle categorie
definite alle lettere precedenti. Sono
comunque da considerarsi tali:
e.1) la costruzione di
manufatti edilizi fuori terra o
interrati, ovvero l’ampliamento di
quelli esistenti all’esterno della
sagoma esistente, fermo restando,
per gli interventi pertinenziali,
quanto previsto alla lettera e.6);

e.2) gli interventi di urbanizzazione primaria e
secondaria
realizzati da soggetti diversi dal comune;
e.3) la
realizzazione di infrastrutture e di impianti, anche
per pubblici
servizi, che comporti la trasformazione in via
permanente di
suolo inedificato;
e.4) l’installazione di torri e
tralicci per im-pianti
radio-ricetrasmittenti e di ripetitori
per i servizi di
telecomunicazione;
e.5) l’installazione
di manufatti leggeri, anche prefabbricati,
e di strutture di
qualsiasi genere, quali roulottes, campers, case
mobili,
imbarcazioni, che siano utilizzati come abitazioni, ambienti
di
lavoro, oppure come depositi, magazzini e simili, e che non
siano
diretti a soddisfare esigenze meramente temporanee;
e.6)
gli interventi pertinenziali che le norme tecniche degli
strumenti
urbanistici, in relazione alla zonizzazione e al pregio
ambientale
e paesaggistico delle aree, qualifichino come interventi
di nuova
costruzione, ovvero che comportino la realizzazione di un
volume
superiore al 20% del volume dell’edificio principale;
e.7) la
realizzazione di depositi di merci o di materiali, la
realizzazione
di impianti per attivita’ produttive all’aperto ove
comportino
l’esecuzione di lavori cui consegua la trasformazione
permanente
del suolo inedificato;
f) gli “interventi di ristrutturazione
urbanistica”, quelli
rivolti a sostituire l’esistente tessuto
urbanistico-edilizio con
altro diverso, mediante un insieme
sistematico di interventi edilizi,
anche con la modificazione del
disegno dei lotti, degli isolati e
della rete stradale.
2. Le
definizioni di cui al comma 1 prevalgono sulle disposizioni
degli
strumenti urbanistici generali e dei regolamenti edilizi. Resta
ferma
la definizione di restauro prevista dall’articolo 34 del
decreto
legislativo 29 ottobre 1999, n. 490.

Art. 4 (L)
Regolamenti edilizi comunali (legge 17 agosto 1942, n.
1150, art. 33)
1. Il regolamento che i comuni adottano ai sensi
dell’articolo 2,
comma 4, deve contenere la disciplina delle
modalita’ costruttive,
con particolare riguardo al
rispetto delle no…

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