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LEGGE 18 ottobre 2001, n.383: Primi interventi per il rilancio dell'economia. (GU n. 248 del 24-10-2001)

LEGGE 18 ottobre 2001, n.383

Primi interventi per il rilancio dell’economia.

CAPO I
NORME PER INCENTIVARE L’EMERSIONE DALL’ECONOMIA SOMMERSA
La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno
approvato;

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Promulga

la seguente legge:

ART. 1.
(Dichiarazione di emersione).

1. Gli imprenditori che hanno fatto ricorso a lavoro irregolare,
non adempiendo in tutto o in parte agli obblighi previsti dalla
normativa vigente in materia fiscale e previdenziale, possono farlo
emergere, tramite apposita dichiarazione di emersione, da presentare
entro il 30 novembre 2001. Il Comitato interministeriale per la
programmazione economica (CIPE), sentite le organizzazioni sindacali
e di categoria, approva i programmi di emersione di cui all’articolo
2, comma 4.
2. Per il periodo di imposta in corso alla data di presentazione
della dichiarazione di emersione di cui al comma 1, e per i due
periodi successivi, la medesima dichiarazione costituisce titolo di
accesso al seguente regime di incentivo fiscale e previdenziale:
a) gli imprenditori che, con la dichiarazione di cui al comma 1,
si impegnano nel programma di emersione, e conseguentemente
incrementano l’imponibile dichiarato, rispetto a quello relativo al
periodo di imposta immediatamente precedente, hanno diritto, fino a
concorrenza del triplo del costo del lavoro che hanno fatto emergere
con la dichiarazione, all’applicazione sull’incremento stesso di una
imposta sostitutiva dell’imposta sul reddito delle persone fisiche
(IRPEF), dell’imposta sul reddito delle persone giuridiche (IRPEG) e
dell’imposta regionale sulle attivita’ produttive (IRAP), con
tassazione separata rispetto al rimanente imponibile, dovuta in
ragione di un’aliquota del 10 per cento per il primo periodo di
imposta, del 15 per cento per il secondo periodo di imposta e del 20
per cento per il terzo periodo di imposta. Per il secondo ed il terzo
periodo di imposta, nel calcolo dell’incentivo si tiene conto delle
eventuali variazioni in diminuzione del costo del lavoro emerso. Sul
maggiore imponibile previdenziale relativo ai redditi di lavoro
emersi dichiarati, e conseguente alla dichiarazione di emersione, si
applica una contribuzione sostitutiva, dovuta in ragione di
un’aliquota dell’8 per cento per il primo periodo, del 10 per cento
per il secondo periodo e del 12 per cento per il terzo periodo;
b) i lavoratori che, parallelamente, si impegnano nel programma di
emersione sono esclusi da contribuzione previdenziale e, sui loro
redditi di lavoro emersi, si applica una imposta sostitutiva
dell’IRPEF, con tassazione separata rispetto al rimanente imponibile,
dovuta in ragione di un’aliquota del 6 per cento per il primo anno,
dell’8 per cento per il secondo anno e del 10 per cento per il terzo
anno.
3. Per gli imprenditori, su specifica richiesta, la dichiarazione
di emersione vale anche come proposta di concordato tributario e
previdenziale, se presentata prima dell’inizio di eventuali accessi,
ispezioni e verifiche o della notifica dell’avviso di accertamento o
di rettifica. In questo caso, fino a concorrenza del costo del lavoro
oggetto della dichiarazione di emersione, l’imprenditore dichiara,
per ciascuno dei periodi precedenti, il costo del lavoro irregolare
utilizzato. Per ciascuno di questi periodi il concordato si
perfeziona con il pagamento di un’imposta sostitutiva dell’IRPEF,
dell’IRPEG, dell’IRAP, dell’imposta sul valore aggiunto (IVA) e dei
contributi previdenziali, con tassazione separata rispetto al
rimanente imponibile, dovuta in ragione di un’aliquota dell’8 per
cento del costo del lavoro irregolare utilizzato e dichiarato, senza
applicazione di sanzioni e interessi. Per ciascuno degli stessi
periodi, sul presupposto della sussistenza dei requisiti di legge, il
concordato produce effetti preclusivi automatici degli accertamenti
fiscali relativi all’attivita’ di impresa e previdenziali, fino a
concorrenza del triplo del costo del lavoro irregolare utilizzato. Il
pagamento dell’imposta sostitutiva puo’ essere effettuato in unica
soluzione, entro il termine di presentazione della dichiarazione di
emersione, con una riduzione del 25 per cento, ovvero in ventiquattro
rate mensili a partire dal predetto termine, senza applicazione di
interessi. Con l’integrale pagamento sono estinti i delitti di cui
agli articoli 4 e 5 del decreto legislativo 10 marzo 2000, n. 74, il
delitto di cui all’articolo 37 della legge 24 novembre 1981, n. 689,
nonche’ i reati contravvenzionali e le violazioni amministrative e
civili connessi alle violazioni fiscali e previdenziali relative
all’esistenza del lavoro sommerso. In caso di rateazione, sono
sospesi i termini di prescrizione degli illeciti di cui al presente
comma.
4. I lavoratori delle imprese che aderiscono ai programmi di
emersione possono, parallelamente, estinguere i loro debiti fiscali e
previdenziali, connessi alla prestazione di lavoro irregolare, per
ciascuno degli anni che intendono regolarizzare, mediante il
pagamento di una contribuzione sostitutiva, con tassazione separata
rispetto al rimanente imponibile, dovuta in ragione di lire 200.000
per ogni anno pregresso, senza applicazione di sanzioni e interessi.
Il pagamento e’ effettuato nei termini e con le modalita’ di cui al
comma 3. E’ precluso ogni accertamento fiscale e previdenziale sui
redditi di lavoro per gli anni regolarizzati. I lavoratori possono, a
domanda, ricostruire in tutto o in parte la loro posizione
pensionistica per gli anni pregressi, fino ad un massimo di cinque
anni esclusivamente mediante contribuzione volontaria integrata fino
al massimo di un terzo con trasferimenti a carico del fondo di cui
all’articolo 5 della legge 23 dicembre 2000, n. 388, nei limiti delle
risorse disponibili presso il predetto fondo.
5. Le disposizioni di cui ai commi da 1 a 4 non si applicano con
riferimento al lavoro irregolare prestato dai soggetti richiamati
all’articolo 62, comma 2, del testo unico delle imposte sui redditi,
di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986,
n. 917.
6. Restano fermi, in alternativa, per gli interessati, i regimi
connessi ai piani di riallineamento retributivo e di emersione del
lavoro irregolare, di cui all’articolo 5 del decreto-legge 1 ottobre
1996, n. 510, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 novembre
1996, n. 608, agli articoli 75 e 78 della legge 23 dicembre 1998, n.
448, e successive modificazioni, all’articolo 63 della legge 23
dicembre 1999, n. 488, e successive modificazioni, e all’articolo 116
della legge 23 dicembre 2000, n. 388.
7. Con decreto di concerto dei Ministri competenti, e’ definito un
piano straordinario di accertamento, operativo dal 1 gennaio 2002,
mirato al contrasto dell’economia sommersa. Il piano costituisce
priorita’ di intervento delle autorita’ di vigilanza del settore ed
e’ basato su idonee forme di acquisizione ed utilizzo incrociato dei
dati dell’anagrafe tributaria e previdenziale, dei gestori di servizi
di pubblica utilita’, dei registri dei beni immobili e dei beni
mobili registrati.
8. Le maggiori entrate derivanti dal recupero di base imponibile
connessa ai programmi di emersione, con esclusione di quelle
contributive, affluiscono al fondo di cui all’articolo 5 della legge
23 dicembre 2000, n. 388. Con uno o piu’ decreti del Ministro
dell’economia e delle finanze e’ determinata la quota del predetto
fondo destinata al riequilibrio dei conti pubblici. Con decreto
emanato dal Ministro dell’economia e delle finanze, di concerto con
il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, e’ determinata la
quota destinata alla riduzione della pressione contributiva, al netto
delle risorse destinate all’integrazione del contributo previdenziale
dei lavoratori che si impegnano nei programmi di emersione ai sensi
del comma 2, lettera b), del presente articolo, e agli oneri
concernenti la eventuale ricostruzione della loro posizione
previdenziale relativamente agli anni pregressi, ai sensi del comma 4
del presente articolo; con lo stesso decreto e’ inoltre determinata
la misura dell’eventuale integrazione del contributo previdenziale
relativo ai lavoratori per i periodi oggetto della dichiarazione di
emersione, nei limiti delle risorse all’uopo disponibili presso il
fondo, nonche’ la quota del trattamento previdenziale relativa ai
medesimi periodi in proporzione alle quote contributive versate,
senza oneri aggiuntivi a carico della finanza pubblica. I commi 2 e 3
dell’articolo 5 della citata legge n. 388 del 2000 sono abrogati.

Avvertenza:
Il testo delle note qui pubblicato e’ stato redatto
dall’amministrazione competente per materia ai sensi
dell’art. 10, commi 2 e 3, del testo unico delle
disposizioni sulla promulgazione delle leggi,
sull’emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica
e sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana,
approvato con D.P.R. 28 dicembre 1985, n. 1092, al solo
fine di facilitare la lettura delle disposizioni di legge
modificate o alle quali e’ operato il rinvio. Restano
invariati il valore e l’efficacia degli atti legislativi
qui trascritti.
– Per le direttive CEE vengono forniti gli estremi di
pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale delle Comunita’
europee (GUCE).
Note all’ar…

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