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DIRETTIVA DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 21 settembre 2001: Direttiva sulla sperimentazione dell'analisi di impatto della regolamentazione sui cittadini, imprese e pubbliche amministrazioni. (GU n. 249 del 25-10-2001)

DIRETTIVA DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 21 settembre 2001

Direttiva sulla sperimentazione dell’analisi di impatto della
regolamentazione sui cittadini, imprese e pubbliche amministrazioni.

IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI

Vista la legge 23 agosto 1988, n. 400, recante la disciplina
dell’attivita’ di Governo e l’ordinamento della Presidenza del
Consiglio dei Ministri, e successive modificazioni ed integrazioni;
Visto l’art. 5, della legge 8 marzo 1999, n. 50, il quale
stabilisce che con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri
sono definiti, in via sperimentale, tempi e modalita’ di
effettuazione dell’Analisi di impatto della regolamentazione (AIR)
sull’attivita’ dei cittadini e delle imprese e sull’organizzazione
delle amministrazioni pubbliche in relazione agli schemi di atti
normativi adottati dal Governo e di regolamenti ministeriali e
interministeriali;
Visto il decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 303, recante norme
sul riordinamento della Presidenza del Consiglio dei Ministri;
Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri
10 novembre 1993 recante il regolamento della Presidenza del
Consiglio dei Ministri;
Vista la circolare del Presidente del Consiglio dei Ministri del
15 aprile 1998 relativa agli adempimenti del Governo in materia di
istruttoria legislativa;
Vista la direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri del
27 marzo 2000, pubblicata in Gazzetta Ufficiale n. 118 del 23 maggio
2000, che ha fornito prime indicazioni per la sperimentazione
dell’analisi di impatto della regolamentazione;
Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del
9 agosto 2001 recante delega al Ministro per la funzione pubblica per
la semplificazione del sistema di regolazione e per l’attuazione
della legge 8 marzo 1999, n. 50;
Vista la raccomandazione ai Paesi membri, adottata dall’OCSE il
9 marzo 1995, sul miglioramento della qualita’ della normazione
pubblica ed il rapporto OCSE, del maggio 1997, sulla riforma della
regolazione;
Vista la dichiarazione n. 39 adottata dalla Conferenza
intergovernativa per la revisione del trattato sull’Unione europea ed
allegata al trattato di Amsterdam del 2 ottobre 1997, concernente la
qualita’ redazionale della legislazione comunitaria;
Visto il rapporto OCSE sulla riforma della regolazione in Italia
del 2001, in cui l’AIR e’ considerata come una tra le riforme dalle
piu’ elevate potenzialita’ per migliorare la qualita’ della
regolazione, e le relative raccomandazioni;
Visto il “Rapporto iniziale” del marzo 2001 del “Gruppo consultivo
di alto livello” sulla qualita’ della regolamentazione a livello
europeo, costituiti dai Ministri europei della funzione pubblica nel
novembre 2000;
Viste le conclusioni del Consiglio europeo di Stoccolma del
23-24 marzo 2001, e in particolare il punto 23, in cui si considera
l’AIR come uno strumento fondamentale per una regolazione piu’
chiara, semplice ed efficace;
Considerata la necessita’ di definire principi comuni ai fini del
miglioramento della qualita’ e della trasparenza del sistema
normativo;
Valutata l’opportunita’ di ridefinire e rendere piu’ efficace la
sperimentazione dell’analisi di impatto della regolamentazione al
fine di una sua graduale applicazione a tutta l’attivita’ normativa
del Governo, ampliando consistentemente il novero dei casi oggetto di
sperimentazione ed estendendo l’attivita’ di formazione dei
dipendenti pubblici all’utilizzo dell’AIR;
Su proposta del Ministro per la funzione pubblica;
Sentito il Consiglio dei Ministri nella riunione del 31 agosto
2001;

A d o t t a
la seguente direttiva:
I – Finalita’.
1. L’art. 5 della legge 8 marzo 1999, n. 50, ha introdotto
l’analisi di impatto della regolazione (di seguito denominata AIR)
nel nostro ordinamento. La direttiva del Presidente del Consiglio dei
Ministri del 27 marzo 2000 ha fornito prime indicazioni per l’avvio
della fase di sperimentazione.
2. La presente direttiva contiene gli indirizzi volti a ridefinire
e rendere efficace la sperimentazione dell’analisi di impatto della
regolamentazione sui cittadini, imprese e pubbliche amministrazioni
al fine di una sua graduale applicazione a tutta l’attivita’
normativa del Governo, ampliando consistentemente il novero dei casi
oggetto di sperimentazione ed estendendo l’attivita’ di formazione
dei dipendenti pubblici all’utilizzo dell’AIR.
3. La nuova attivita’ di sperimentazione e’ finalizzata a:
a) responsabilizzare i singoli Ministeri nella realizzazione
delle analisi e sviluppare le capacita’ tecniche necessarie
all’interno delle singole amministrazioni;
b) ampliare e diversificare il novero dei casi-pilota;
c) definire criteri di individuazione delle ipotesi in cui non e’
necessario sottoporre lo schema di un atto normativo ad AIR, anche in
base al parametro della rilevanza dell’impatto della norma sui
destinatari;
d) definire prime modalita’ di monitoraggio e verifica ex post
dell’impatto della regolamentazione (VIR), del suo grado di
applicazione e della sua efficacia rispetto agli obiettivi
prefigurati con l’AIR;
e) realizzare, al fine di una effettiva attuazione dell’AIR, un
esteso programma di riqualificazione dei dipendenti pubblici che
dovranno svolgere le analisi;
f) individuare le modalita’ piu’ semplici ed efficaci di
inserimento dell’AIR nell’ambito del procedimento di progettazione,
redazione e approvazione degli atti normativi da parte del Governo;
g) sviluppare forme di coordinamento istituzionale tra il Governo
e il Parlamento in materia di AIR;
h) individuare, in relazione alle attivita’ previste dalla
presente direttiva, misure di rafforzamento dei settori
giuridico-legislativi dei Ministeri, anche con l’inserimento di
specifiche professionalita’.
II – Organizzazione.
1. La guida strategica della sperimentazione e’ attribuita ad un
comitato di indirizzo, presieduto dal Ministro per la funzione
pubblica e composto dal capo del Dipartimento affari giuridici e
legislativi della Presidenza del Consiglio dei Ministri (di seguito
denominato DAGL), con funzioni di vice presidente, da un vice
segretario generale della Presidenza del Consiglio dei Ministri,
designato dal segretario generale, dal capo del Dipartimento affari
economici della Presidenza del Consiglio dei Ministri, dal capo
ufficio legislativo del Dipartimento della funzione pubblica, dal
coordinatore del Nucleo per la semplificazione delle norme e delle
procedure (di seguito denominato Nucleo), e dal direttore della
Scuola superiore della pubblica amministrazione (di seguito
denominata SSPA).
2. Il comitato:
a) definisce ed aggiorna il piano operativo della
sperimentazione;
b) approva il piano di formazione;
c) coordina le attivita’ di comunicazione istituzionale sull’AIR;
d) individua, a seguito di consultazione con i singoli Ministeri,
almeno venti casi di sperimentazione riconducibili a diverse
tipologie di atto normativo (disegno di legge, decreto legislativo,
regolamento governativo, regolamento ministeriale, provvedimento di
attuazione di direttiva comunitaria);
e) verifica, anche tramite rapporti intermedi, l’andamento della
sperimentazione, adottando tutte le misure necessarie per assicurarne
l’efficacia;
f) ridefinisce la realizzazione dell’AIR sulla base di una o,
eventualmente, piu’ griglie metodologiche differenziate a seconda del
tipo di intervento normativo e verifica l’opportunita’ del modello di
AIR basato su una doppia fase di analisi (preliminare e finale);
g) valuta i risultati della sperimentazione;
h) approva il manuale delle pratiche per la realizzazione
dell’AIR.
3. Ciascun Ministro individua un “referente per l’analisi di
impatto della regolamentazione”, responsabile nei confronti del
comitato di indirizzo dell’andamento e dei risultati della
sperimentazione presso il proprio dicastero. In particolare, il
referente per l’AIR dovra’ assicurare, con il coinvolgimento dei
singoli uffici di settore, la realizzazione dell’analisi di impatto
per ciascuno dei casi-pilota di competenza di quel dicastero.
4. Il DAGL assicura il coordinamento tra le attivita’ dei diversi
Ministeri e valuta, anche con il supporto del Nucleo, l’AIR (sia
preliminare che finale) prodotta dai singoli Ministeri, demandando
alle amministrazioni, laddove necessario, di operare integrazioni.
5. La SSPA sottopone al comitato direttivo un progetto di piano di
formazione del personale coinvolto nell’applicazione dell’AIR e ne
cura la realizzazione.
III – Attivita’.
1. La nuova attivita’ di sperimentazione si divide in quattro fasi
secondo il calendario stabilito dal comitato:
a) prima fase: si costituira’ il comitato di indirizzo, si
individueranno i “referenti per l’analisi di impatto”, si
predisporranno il piano operativo iniziale della sperimentazione ed
il piano della formazione, si individueranno i casi oggetto della
sperimentazione;
b) seconda fase: si realizzeranno la sperimentazione ed il
programma di formazione;
c) terza fase: nel corso di questa fase si predisporra’ il
rapporto finale di valutazione delle attivita’ di sperimentazione e
si definiranno le modalita’ di introduzione a regime dell’AIR;
d) quarta fase: si redigera’ il manuale delle pratiche per la
realizzazione dell’AIR.
Roma, 21 settembre 2001
Il Presidente: Berlusconi

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