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DECRETO 3 ottobre 2001: Recupero, riciclo, rigenerazione e distribuzione degli halon. (GU n. 249 del 25-10-2001)

MINISTERO DELL’AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO

DECRETO 3 ottobre 2001

Recupero, riciclo, rigenerazione e distribuzione degli halon.

IL MINISTRO DELL’AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO
di concerto con
IL MINISTRO DELLE ATTIVITA’ PRODUTTIVE

Vista la legge 28 dicembre 1993, n. 549, cosi’ come modificata
dalla legge 16 giugno 1997, n. 179, recante misure a tutela
dell’ozono stratosferico;
Visti in particolare l’art. 3, comma 3, primo capoverso della
citata legge, che prevede che i tempi e le modalita’ per la
cessazione dell’utilizzazione delle sostanze di cui alla tabella A e
B della citata legge siano stabiliti con decreto del Ministro
dell’ambiente e della tutela del territorio di concerto con il
Ministro delle attivita’ produttive, l’art. 6, comma 1, che fa
divieto di disperdere nell’ambiente le sostanze lesive e fa obbligo a
tutti i detentori di conferire, tra l’altro, le sostanze lesive ai
centri di raccolta autorizzati, nonche’ l’art. 6, comma 5, della
citata legge che prevede che il Ministero dell’ambiente e della
tutela del territorio di concerto con il Ministero delle attivita’
produttive, del commercio e dell’artigianato promuova la conclusione
di accordi di programma con le imprese che producono, utilizzano,
immettono al consumo e recuperano le sostanze lesive;
Visto il decreto ministeriale 26 marzo 1996 del Ministro
dell’ambiente e della tutela del territorio “Attuazione del
decreto-legge 10 febbraio 1996, n. 56, sulle sostanze dannose per la
fascia di ozono stratosferico”, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale
n. 82 del 6 aprile 1996;
Visto il decreto ministeriale 10 marzo 1999 del Ministro
dell’ambiente e della tutela del territorio “Proroga dei termini per
la dismissione dei gas halon”, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n.
100 del 30 aprile 1999;
Viste le decisioni X/7 e X/16 adottate al Cairo il 24 novembre 1998
dalla decima conferenza delle Parti del Protocollo di Montreal,
secondo cui, entro il 2000, i Paesi firmatari devono stabilire una
strategia nazionale per la dismissione dell’halon e devono
considerare in modo integrato i programmi per la protezione della
fascia di ozono stratosferico e per la prevenzione dei cambiamenti
climatici;
Vista la decisione XI/16 adottata a Pechino il 3 dicembre 1999
dalla undicesima conferenza delle Parti del Protocollo di Montreal,
secondo la quale i Paesi industrializzati firmatari devono
presentare, entro il 2001, una strategia nazionale per il recupero,
il riciclaggio e la distruzione dei clorofluorocarburi da prodotti ed
apparecchiature;
Visto il regolamento (CE) n. 2037/2000 sulle sostanze che riducono
lo strato di ozono;
Considerata la necessita’ di provvedere urgentemente a disciplinare
il recupero e la distruzione dei clorofluorocarburi utilizzati nelle
apparecchiature di refrigerazione e condizionamento d’aria;
Considerato che l’Italia intende favorire la cessazione
dell’impiego degli halon, in conformita’ con le citate decisioni;
Considerato che l’Italia intende perseguire gli obiettivi per la
protezione dell’ozonosfera e del clima globale in modo coordinato, ai
sensi dell’art. 130T del Trattato di Roma;
Considerato che, peraltro costituisce principio generale del
diritto comunitario e del diritto nazionale quello di
proporzionalita’ dell’azione amministrativa, principio espressamente
ribadito dall’art. 21 del citato regolamento (CE) n. 2037/2000;
Considerato pertanto che appare necessario prescrivere il divieto
di uso degli idroclorofluorocarburi nel settore antincendio a partire
dalla data di scadenza fissata dall’art. 3, comma 3, della legge
28 dicembre 1993, n. 549, come modificata dalla legge 16 giugno 1997,
n. 179, sulla base del citato principio di proporzionalita’;

Decreta:
Art. 1.
Ai fini del presente decreto si intende per:
a) “halon”, le sostanze controllate lesive dell’ozono
stratosferico elencate nella tabella A, gruppo II allegata alla legge
del 28 dicembre 1993, n. 549, nonche’ quelle contenute nell’allegato
I, gruppo III del regolamento (CE) n. 2037/2000;
b) “clorofluorocarburi”, le sostanze controllate lesive
dell’ozono stratosferico elencate nella tabella A, gruppo I allegata
alla legge 28 dicembre 1993, n. 549, nonche’ quelle contenute
nell’allegato I, gruppo I e II del regolamento (CE) n. 2037/2000;
c) “idroclorofluorocarburi”, le sostanze controllate lesive
dell’ozono stratosferico elencate nella tabella B, gruppo I allegata
alla legge 28 dicembre 1993, n. 549, nonche’ quelle contenute
nell’allegato I, gruppo VIII del regolamento (CE) n. 2037/2000;
d) “potenziale di riduzione dello strato di ozono – ODP”, il
valore specificato nella terza colonna dell’allegato I del
regolamento (CE) n. 2037/2000, esprimente l’effetto potenziale di
ciascuna sostanza controllata sullo strato di ozono stratosferico;
e) “indice di effetto serra – GWP orizzonte 100 anni”, il valore
specificato nella quinta colonna della tabella 10.8 del Scientific
Assessment of Ozone Depletion: 1998, esprimente l’effetto di ciascuna
sostanza controllata sul riscaldamento globale dell’atmosfera;
f) “indice di permanenza in atmosfera – ALT”, il valore
specificato nella terza colonna della tabella 10.8 del Scientific
Assessment of Ozone Depletion: 1998, esprimente il tempo di vita in
atmosfera di ciascuna sostanza controllata;
g) “uso”, l’impiego di halon, clorofluorocarburi e
idroclorofluorocarburi nella manutenzione, in particolare nella
ricarica, di apparecchiature e impianti antincendio, di
refrigerazione e condizionamento d’aria;
h) “recupero”, la raccolta e lo stoccaggio di sostanze
controllate effettuati nel corso delle operazioni di manutenzione o
prima dello smantellamento degli impianti;
i) “riciclo”, la riutilizzazione di sostanze controllate
recuperate previa effettuazione di un processo di pulitura di base
quale la filtrazione e l’essiccazione;
j) “rigenerazione”, il trattamento e la valorizzazione delle
sostanze controllate recuperate attraverso operazioni quali
filtrazione, essiccazione, distillazione e trattamento chimico, allo
scopo di riportare la sostanza a determinate caratteristiche di
funzionalita’;
k) “distruzione”, trasformazione permanente o decomposizione di
tutta o una porzione significante di sostanza controllata mediante
tecnologie approvate dalle Parti del Protocollo di Montreal sulle
sostanze dannose per la fascia di ozono;
l) “Ministeri competenti”, il Ministero dell’ambiente e della
tutela del territorio e il Ministero delle attivita’ produttive.

Capo I
Halon
Art. 2.
l. L’uso di halon vergine, recuperato, riciclato o rigenerato, e’
vietato.
2. Entro dodici mesi dall’entrata in vigore del presente decreto
gli halon contenuti nei sistemi di protezione antincendio e negli
estintori devono essere recuperati ai fini e con le modalita’
previste dall’art. 4.
3. Il divieto di cui al comma 1 del presente articolo non si
applica limitatamente all’uso di halon riciclato o rigenerato, ai
sistemi di protezione antincendio e agli estintori destinati alla:
a) protezione dei vani motore, dell’avionica, dei compartimenti
di carico e delle cabine degli aerei civili e militari;
b) protezione dei vani motore e delle sale di controllo delle
imbarcazioni militari;
c) soppressione delle esplosioni e inertizzazione di mezzi
militari;
d) protezione delle piattaforme petrolifere.

Art. 3.
1. Chiunque all’entrata in vigore del presente decreto utilizzi
halon per gli usi elencati all’art. 2, comma 3, deve darne
comunicazione ai Ministeri competenti entro sessanta giorni
dall’entrata in vigore del presente decreto, indicando l’ubicazione e
la tipologia dell’uso, la natura e la quantita’ della sostanza. Gli
stessi soggetti comunicano annualmente ai Ministeri competenti i
quantitativi di halon riciclato o rigenerato utilizzati nell’anno
precedente per la ricarica o la manutenzione.

Art. 4.
1. Gli halon devono essere recuperati, riciclati, rigenerati o
destinati a distruzione dai “centri autorizzati di raccolta
dell’halon”, gia’ autorizzati ai sensi dell’art. 6 del decreto
ministeriale del 26 marzo 1996 “Attuazione del decreto-legge
10 febbraio 1996, n. 56, sulle sostanze dannose per la fascia di
ozono stratosferico”, ovvero da altri istituiti ai sensi del seguente
comma 3.
2. Entro sessanta giorni dalla pubblicazione del presente decreto,
i “centri di raccolta dell’halon” gia’ autorizzati, di cui al
precedente comma 1, devono trasmettere ai Ministeri dell’ambiente e
della tutela del territorio e delle attivita’ produttive, la
documentazione relativa a:
a) procedure utilizzate per il recupero, la rigenerazione, il
riciclaggio e la distruzione degli halon;
b) possesso di certificazione ISO9000 o ISO14001 ovvero altra
certificazione delle procedure e delle lavorazioni rilasciate da un
Ente riconosciuto;
c) attestati di frequenza ai corsi di formazione del personale
rilasciati dai consorzi di appartenenza.
3. I “centri autorizzati di raccolta dell’halon” sono istituiti
sulla base di accordi di programma stipulati tra il Ministero
dell’ambiente e della tutela del territorio di concerto con il
Ministero delle attivita’ produttive, ed i soggetti di cui all’art.
6, comma 5,…

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