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DELIBERAZIONE 6 giugno 2001: Clausole in materia di progettazioni e relativa responsabilita' a carico delle imprese. (Deliberazione n. 236). (GU n. 257 del 5-11-2001)

AUTORITA’ PER LA VIGILANZA SUI LAVORI PUBBLICI

DELIBERAZIONE 6 giugno 2001

Clausole in materia di progettazioni e relativa responsabilita’ a
carico delle imprese. (Deliberazione n. 236).

IL CONSIGLIO
Vista la relazione dell’Ufficio affari giuridici appresso
riportata;
Considerato in fatto. L’A.G.I. Associazione imprese generali, ha
inviato una segnalazione relativa alla prassi, seguita da alcune
stazioni appaltanti, di imporre, ai fini della partecipazione alle
gare, la sottoscrizione di clausole di “incerta portata” aventi ad
oggetto l’attestazione di completezza ed eseguibilita’ della
progettazione relativa ai lavori da eseguire, nel particolare
l’A.G.I. si riferisce a dichiarazioni contenenti l’affermazione di
aver eseguito uno studio approfondito del progetto riguardante
l’appalto e “che esso ha valore di progetto esecutivo ai sensi delle
vigenti disposizioni in materia ed e’ adeguato e sufficiente ai fini
della definizione dei dettagli costruttivi, progetto di cantiere”,
deve essere dichiarato inoltre che “l’opera puo’ essere realizzata al
prezzo offerto”.
Considerato in diritto. L’art. 71 del decreto del Presidente della
Repubblica n. 554/1999, prevede, al comma 2, che “l’offerta da
presentare per l’affidamento degli appalti e delle concessioni di
lavori pubblici e’ accompagnata dalla dichiarazione con la quale i
concorrenti attestano di avere esaminato gli elaborati progettuali,
compreso il computo metrico, di essersi recato sul luogo di
esecuzione dei lavori, di avere preso conoscenza delle condizioni
locali, della viabilita’ di accesso, delle cave eventualmente
necessarie e delle discariche autorizzate nonche’ di tutte le
circostanze generali e particolari suscettibili di influire sulla
determinazione dei prezzi, sulle condizioni contrattuali e
sull’esecuzione dei lavori e di aver giudicato i lavori stessi
realizzabili, gli elaborati progettuali adeguati ed i prezzi nel loro
complesso rimunerativi e tali da consentire il ribasso offerto”.
Alla luce di tale norma risulta evidente che, come affermato con
determinazione n. 4/2001, in data 31 gennaio 2001, tutta l’attivita’
progettuale rientra di norma nei compiti e nelle attribuzioni della
stazione appaltante, pur restando consentito all’appaltatore, in
virtu’ del principio civilistico della diligenza professionale, della
natura imprenditoriale del soggetto esecutore, del possesso di
significativi requisiti di qualificazione, interloquire con la stessa
S.A., “ma nel rispetto delle previsioni del progetto esecutivo come
documento compiutamente definito dall’amministrazione e da essa
approvato, e che, ordinariamente, le imprese conoscono in sede di
gara”.
Ove poi si consideri quanto pure affermato nella stessa
determinazione n. 4/2001, sopra citata relativamente alla
“cantierizzazione” e cioe’ che la stessa non puo’ certamente
consistere nel completamento del progetto esecutivo, ma deve
intendersi come la produzione di quella documentazione elaborata per
tradurre le indicazioni e scelte contenute nel progetto in istruzioni
e piani operativi, (cioe’ l’attivita’ dell’impresa che ha piena
competenza nel determinare l’organizzazione dei lavori), ne consegue
necessariamente che, qualora il progetto si dovesse rivelare
effettivamente inadeguato in fase esecutiva, sara’ lo stesso
committente che dovra’ procedere alle relative modifiche.
Quanto sopra premesso non puo’ che ribadirsi quanto affermato nella
ripetuta determinazione n. 4/2001 e cioe’ che “non risulta oggi
ammissibile prevedere a carico dell’impresa la possibile modifica del
progetto ovvero l’assunzione della piena responsabilita’ tecnica
dell’esecuzione quale che sia la effettiva esecutivita’ del
progetto”, con la conseguenza che qualunque clausola riguardante
dichiarazioni richieste per la partecipazione a gare, il cui
contenuto esuli da quanto previsto dall’art. 71 del decreto del
Presidente della Repubblica n. 554/1999, risulta “tamquam non esset”,
non risultando peraltro legittima l’eventuale esclusione dalla
procedura di gara per la mancata produzione di tali dichiarazioni, va
da se’ che l’appaltatore risulta comunque responsabile (a titolo
extracontrattuale e precontrattuale) dei propri comportamenti in mala
fede, anche se concretizzatisi in omissioni e reticenze o in
assunzioni di responsabilita’, superficialmente o dolosamente
affermate con la riserva mentale di non rispettare l’impegno assunto.
In base a quanto sopra considerato,
Il Consiglio
Delibera:
Qualunque previsione che sposti sull’impresa appaltatrice
l’assunzione di responsabilita’ circa la corretta redazione del
progetto esecutivo, laddove la predisposizione di esso spetti al
committente, costituisce clausola “tamquam non esset”, fermo restando
che l’appaltatore resta comunque responsabile (a titolo
extracontrattuale o precontrattuale) dei propri comportamenti in mala
fede, anche se concretizzatesi in omissioni e reticenze o in
assunzioni di responsabilta’, superficialmente o dolosamente
affermate con la riserva mentale di non rispettare l’impegno assunto.
Risulta illegittima l’esclusione dalla procedura di gara per la
mancata produzione di dichiarazioni richieste nel senso sopra
indicato.
Manda all’Ufficio affari giuridici perche’ comunichi la presente
deliberazione al soggetto istante.
Roma, 6 giugno 2001
Il presidente: Garri
Il segretario: Esposito

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