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LEGGE 31 ottobre 2001, n.399: Istituzione di una Commissione parlament...

LEGGE 31 ottobre 2001, n.399: Istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sul ciclo dei rifiuti e sulle attivita' illecite ad esso connesse. (GU n. 259 del 7-11-2001)

LEGGE 31 ottobre 2001, n.399

Istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sul ciclo
dei rifiuti e sulle attivita’ illecite ad esso connesse.

La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno
approvato;
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Promulga
la seguente legge:
Art. 1.
(Istituzione e funzioni della Commissione)
1. E’ istituita, per la durata della XIV legislatura, ai sensi
dell’articolo 82 della Costituzione, una Commissione parlamentare di
inchiesta sul ciclo dei rifiuti e sulle attivita’ illecite ad esso
connesse con il compito di:
a) svolgere indagini atte a far luce sul ciclo dei rifiuti, sulle
organizzazioni che lo gestiscono, sui loro assetti societari e sul
ruolo svolto dalla criminalita’ organizzata, con specifico
riferimento alle associazioni di cui agli articoli 416 e 416-bis del
codice penale;
b) individuare le connessioni tra le attivita’ illecite nel
settore dei rifiuti ed altre attivita’ economiche, con particolare
riguardo al traffico dei rifiuti tra le diverse regioni del paese e
verso altre nazioni;
c) verificare l’attuazione delle normative vigenti e le eventuali
inadempienze da parte dei soggetti pubblici e privati destinatari
delle stesse;
d) verificare i comportamenti della pubblica amministrazione
centrale e periferica, al fine di accertare la congruita’ degli atti
e la coerenza con la normativa vigente;
e) verificare le modalita’ di gestione dei servizi di smaltimento
dei rifiuti da parte degli enti locali e i relativi sistemi di
affidamento;
f) proporre soluzioni legislative e amministrative ritenute
necessarie per rendere piu’ coordinata e incisiva l’iniziativa dello
Stato, delle regioni e degli enti locali e per rimuovere le
disfunzioni accertate anche attraverso la sollecitazione al
recepimento di normative previste in direttive comunitarie non
introdotte nell’ordinamento italiano ed in trattati o accordi
internazionali non ancora ratificati dall’Italia.
2. La Commissione riferisce al Parlamento annualmente con singole
relazioni o con relazioni generali e ogniqualvolta ne ravvisi la
necessita’ e comunque al termine dei suoi lavori.
3. La Commissione procede alle indagini e agli esami con gli
stessi poteri e le stesse limitazioni dell’autorita’ giudiziaria.

Art. 2.
(Composizione della Commissione)
1. La Commissione e’ composta da venti senatori e venti deputati,
scelti rispettivamente dal Presidente del Senato della Repubblica e
dal Presidente della Camera dei deputati, in proporzione al numero
dei componenti i gruppi parlamentari, comunque assicurando la
presenza di un rappresentante per ciascun gruppo esistente in almeno
un ramo del Parlamento.
2. La Commissione, nella prima seduta, elegge il presidente, due
vicepresidenti e due segretari.

Art. 3.
(Testimonianze)
1. Per le testimonianze davanti alla Commissione si applicano le
disposizioni previste dagli articoli da 366 a 384 del codice penale.

Art. 4.
(Acquisizione di atti e documenti)
1. La Commissione puo’ acquisire copie di atti e documenti
relativi a procedimenti e inchieste in corso presso l’autorita’
giudiziaria o altri organismi inquirenti, nonche’ copie di atti e
documenti relativi a indagini e inchieste parlamentari, anche se
coperti dal segreto. In tale ultimo caso la Commissione garantisce il
mantenimento del regime di segretezza. Se l’autorita’ giudiziaria,
per ragioni di natura istruttoria, ritiene di non poter derogare al
segreto di cui all’articolo 329 del codice di procedura penale,
emette decreto motivato di rigetto. Quando tali ragioni vengono meno,
l’autorita’ giudiziaria provvede senza ritardo a trasmettere quanto
richiesto.
2. La Commissione stabilisce quali atti e documenti non dovranno
essere divulgati, anche in relazione ad esigenze attinenti ad altre
istruttorie o inchieste in corso. Devono in ogni caso essere coperti
dal segreto gli atti e i documenti attinenti a procedimenti
giudiziari nella fase delle indagini preliminari.
3. Il segreto funzionale riguardante atti e documenti acquisiti
dalla Commissione in riferimento ai reati di cui agli articoli 416 e
416-bis del codice penale non puo’ essere opposto ad altre
Commissioni parlamentari d’inchiesta.

Art. 5.
(Obbligo del segreto)
1. I componenti la Commissione, il personale addetto alla stessa
ed ogni altra persona che collabora con la Commissione o compie o
concorre a compiere atti di inchiesta, oppure ne viene a conoscenza
per ragioni di ufficio o di servizio, sono obbligati al segreto per
tutto quanto riguarda gli atti e i documenti di cui all’articolo 4,
comma 2.
2. Salvo che il fatto costituisca un piu’ grave reato, la
violazione del segreto di cui al comma 1, nonche’ la diffusione in
tutto o in parte, anche per riassunto o informazione, di atti o
documenti del procedimento di inchiesta dei quali sia stata vietata
la divulgazione, sono punite ai sensi dell’articolo 326 del codice
penale.

Art. 6.
(Organizzazione interna)
1. L’attivita’ e il funzionamento della Commissione sono
disciplinati da un regolamento interno approvato dalla Commissione
stessa prima dell’inizio dei lavori. Ciascun componente puo’ proporre
la modifica delle norme regolamentari.
2. La Commissione puo’ organizzare i propri lavori anche
attraverso uno o piu’ comitati, costituiti secondo il regolamento di
cui al comma 1.
3. Tutte le volte che lo ritenga opportuno, la Commissione puo’
riunirsi in seduta segreta.
4. La Commissione puo’ avvalersi dell’opera di agenti e ufficiali
di polizia giudiziaria e di tutte le collaborazioni che ritenga
necessarie.
5. Per l’espletamento delle sue funzioni la Commissione fruisce di
personale, locali e strumenti operativi messi a disposizione dai
Presidenti delle Camere, d’intesa tra loro.
6. Le spese per il funzionamento della Commissione sono poste per
meta’ a carico del bilancio del Senato della Repubblica e per meta’ a
carico del bilancio della Camera dei deputati.
La presente legge, munita del sigillo dello Stato, sara’ inserita
nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica
italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge dello Stato.
Data a Roma, addi’ 31 ottobre 2001
CIAMPI
Berlusconi, Presidente del Consiglio dei Ministri
Visto, il Guardasigilli: Castelli
LAVORI PREPARATORI
Senato della Repubblica (atto n. 69):
Presentato dal sen. Specchia il 5 giugno 2001.
Assegnato alla 13a commissione (Territorio, ambiente,
beni ambientali), in sede referente, il 4 luglio 2001, con
parere delle commissioni 1a e 2a.
Esaminato dalla 13a commissione, in sede referente, il
18, 25 e 26 settembre 2001.
Assegnato nuovamente alla 13a commissione, in sede
deliberante, il 26 settembre 2001, con parere delle
commissioni 1a e 2a.
Esaminato dalla 13a commissione, in sede deliberante,
ed approvato il 27 settembre 2001.
Camera dei deputati (atto n. 1685):
Assegnato alla VIII commissione (Ambiente, territorio e
lavori pubblici), in sede referente, l’8 ottobre 2001, con
pareri delle commissioni I e II.
Esaminato dalla VIII commissione il 9, 10, 11 e
16 ottobre 2001.
Presentata relazione il 16 ottobre 2001 (atto n. 1685 –
241 – 246 – 1354 – 1437 – 1461/A – relatore on. Iannuzi).
Esaminato in aula il 17 ottobre 2001 ed approvato, con
modificazioni, il 18 ottobre 2001.
Senato della Repubblica (atto n. 69-B):
Assegnato alla 13a commissione (Territorio, ambiente,
beni ambientali), in sede deliberante, il 23 ottobre 2001,
con pareri delle commissioni 1a e 2a.
Esaminato dalla 13a commissione, in sede deliberante,
ed approvato il 25 ottobre 2001.

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