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AUTORITA' PER LA VIGILANZA SUI LAVORI PUBBLICI-DELIBERAZIONE 21 giugno 2001: Diritti sul progetto dell'appalto concorso. (Deliberazione n. 253). (GU n. 261 del 9-11-2001)

AUTORITA’ PER LA VIGILANZA SUI LAVORI PUBBLICI

DELIBERAZIONE 21 giugno 2001

Diritti sul progetto dell’appalto concorso. (Deliberazione n. 253).

IL CONSIGLIO
Vista la relazione dell’ufficio studi;
Considerato in fatto;
In relazione ad alcune fattispecie si e’ posto il problema della
proprieta’ del progetto nel caso di appalto concorso. L’Autorita’,
quindi, nell’ambito dell’operativita’ di una serie di protocolli
d’intesa sottoscritti con associazioni ed ordini professionali
competenti nel settore dei lavori pubblici, ha interessato della
questione detti soggetti.
Il Consiglio nazionale geologi, L’AGI, l’OICE e il CONAF hanno
formulato le loro autonome osservazioni al riguardo, di seguito
brevemente riassunte:
il Consiglio nazionale geologi distingue, nel caso di appalto
concorso, la titolarita’ del progetto dalla sua utilizzabilita’ e
disponibilita’. Se, infatti, la titolarita’ rimane in capo al
progettista, il suo diritto soggettivo circa l’utilizzabilita’ e
disponibilita’ del progetto, si affievolisce nel rapporto con la
pubblica amministrazione. Peraltro, tali condizionamenti non
sarebbero sufficienti, a parere del Consiglio nazionale dei geologi,
a trasferire la proprieta’ del progetto in capo alla pubblica
amministrazione;
l’OICE ritiene che, quando l’amministrazione sceglie un progetto
in sede di appalto-concorso con conseguente erogazione del
corrispettivo all’impresa, finisce per acquisire la proprieta’ del
progetto esecutivo visto che il corrispettivo dell’appalto ha ad
oggetto anche la redazione di tale progetto;
l’AGI esprime delle considerazioni non dissimili da quelle
dell’OICE. Infatti, la remunerazione della progettazione e’ insita
nei prezzi dell’appalto e trova riconoscimento man mano che vengono
corrisposti gli acconti e il saldo dell’appalto. L’AGI ritiene che,
quando l’esecuzione dei lavori viene ad interrompersi,
l’amministrazione potra’ conseguire la proprieta’ del progetto
attraverso il pagamento della quota del progetto non assorbita in
ragione della ridotta esecuzione;
il CONAF fa riferimento all’art. 2578 del codice civile e
all’art. 17 del decreto ministeriale 14 maggio 1991, n. 232, per
ribadire che la proprieta’ dei progetti, dei lavori originari, ecc.
e’ del professionista che li ha redatti. A parere del CONAF, tale
disciplina si estenderebbe anche nelle ipotesi di appalto concorso.
Considerato in diritto;
Il problema della proprieta’ del progetto non si pone nelle ipotesi
di concorso di progettazione o di affidamento di incarico di
progettazione, in cui e’ pacifico che la proprieta’ del progetto
stesso passi all’amministrazione. Nel caso di appalto concorso la
dottrina ha rilevato che il sistema comporta la predisposizione di un
progetto di massima da parte dell’amministrazione ed il suo
successivo completamento in collaborazione con i concorrenti alla
gara. Esso percio’ mira a rendere possibile o ad agevolare nella
preparazione dei progetti e nella esecuzione delle opere e delle
forniture dello Stato la collaborazione dei privati dei quali
l’esperienza, l’iniziativa e l’intelligenza sono messe a profitto
dell’amministrazione; inoltre produce una selezione spontanea tra le
ditte che partecipano a progetti di grande importanza.
Questa impostazione trova, altresi’, conforto in precise
indicazioni giurisprudenziali. Il Consiglio di Stato gia’ dal 1989
(sezione VI – 22 aprile n. 474) ha testualmente affermato: “divenendo
il progetto, dopo la presentazione, un bene di pertinenza
dell’amministrazione, non e’ neppure sostenibile la configurazione di
un “diritto dello stesso aggiudicatario a darvi intera esecuzione.
Piu’ di recente il Consiglio di giustizia amministrativa regione
siciliana 6 marzo 1998 n. 131 ha anch’esso testualmente affermato:
“del resto, nell’appalto concorso non esiste alcun diritto
dell’aggiudicatario su progetto da lui redatto, che diviene, dopo la
presentazione, un bene di pertinenza dell’amministrazione ne’ e’
neppure sostenibile la configurazione di un diritto soggettivo dello
stesso aggiudicatario a darvi intera esecuzione .
Definita in tal modo la questione di massima prospettata, le
accessorie e molteplici implicazioni o pretese che possono
concretamente derivarne andranno risolte sulla base dell’indicato
principio e tenendo conto degli altri dati esistenti nell’ordinamento
(diritto di autore, audizione del progettista nella predisposizione
delle varianti, ecc.).
Roma, 21 giugno 2001
Il presidente: Garri
Il segretario: Esposito

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