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MINISTERO DELL'AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO DECRETO 16 ottobre 2001: Istituzione del Parco geominerario storico ed ambientale della Sardegna. (GU n. 265 del 14-11-2001)

MINISTERO DELL’AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO

DECRETO 16 ottobre 2001

Istituzione del Parco geominerario storico ed ambientale della
Sardegna.

IL MINISTRO DELL’AMBIENTE
E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO
di concerto con
IL MINISTRO DELLE ATTIVITA’ PRODUTTIVE
e
IL MINISTRO DELL’ISTRUZIONE
DELL’UNIVERSITA’ E DELLA RICERCA

Vista la legge 23 dicembre 2000, n. 388, ed in particolare l’art.
114, comma 10, che nel dare atto dell’esigenza di conservare e
valorizzare i beni ed i siti dell’attivita’ mineraria con rilevante
valore storico culturale ed ambientale, reca norme per l’istituzione
e la gestione del Parco geominerario della Sardegna;
Vista la deliberazione della giunta regionale della Sardegna n.
30/6 del 25 luglio 1997 con la quale viene previsto l’inoltro
all’UNESCO della documentazione tecnico-scientifica ai fini della
dichiarazione del Parco quale riserva mondiale del patrimonio
geominerario della Sardegna e nel contempo si programma l’affidamento
dell’incarico all’EMSA – Ente minerario sardo, per l’elaborazione
dello studio di fattibilita’ tecnico-economica del Parco medesimo;
Considerato che il predetto studio di fattibilita’ tecnico ed
economico, in fase di approvazione, e la relativa ipotesi di
perimetrazione individuano nella sua consistenza e delimitazione il
Parco geominerario storico ed ambientale della Sardegna quale
strumento di valorizzazione culturale ed economica delle diverse aree
minerarie dell’isola nel quadro di un ampio progetto di risanamento
ambientale e di riutilizzo nel segno dello sviluppo sostenibile delle
aree dismesse;
Considerato che in data 30 luglio 1998 l’UNESCO ha sottoscritto a
Parigi l’atto ufficiale di riconoscimento del Parco geominerario,
storico e ambientale della Sardegna, dichiarandolo il primo Parco al
mondo della rete dei geositi/geoparchi;
Considerato che in data 30 settembre 1998 e’ stata sottoscritta,
tra gli altri, dal Governo italiano, dalla Regione sarda e
dall’UNESCO la “Carta di Cagliari” riguardante i principi
fondamentali per la salvaguardia del patrimonio tecnico-scientifico,
storico-culturale e paesaggistico-ambientale connesso alle vicende
umane che hanno interessato le risorse geologiche e minerarie della
Sardegna;
Considerato che il Ministero per i beni e le attivita’ culturali,
le province della Regione sarda, le Universita’ di Cagliari e di
Sassari hanno manifestato la volonta’ di far parte dell’istituendo
Parco geominerario della Sardegna ai sensi dell’art. 14, comma 10
della legge 23 dicembre 2000, n. 388;
Vista la nota prot. n. SNC/DG/2001/804 del 12 gennaio 2001 con la
quale il Ministero dell’ambiente convoca i Ministeri dell’industria,
del commercio e dell’artigianato ed il Ministero dell’universita’ e
della ricerca scientifica e tecnologica, nonche’ la regione autonoma
della Sardegna al fine di procedere alla definizione dell’intesa
diretta all’istituzione del Parco geominerario della Sardegna;
Vista l’intesa raggiunta con la regione Sardegna sul costituendo
Parco geominerario espressa con deliberazione della giunta regionale
del 22 marzo 2001, trasmessa con nota n. 2241 del 27 marzo 2001;
Visto il decreto 25 maggio 2001 del Ministro pro-tempore
dell’ambiente di concerto con i Ministri pro-tempore dell’industria,
del commercio e dell’artigianato e dell’universita’ e della ricerca
scientifica e tecnologica, concernente l’istituzione del Parco
geominerario in oggetto, trasmesso con nota del Ministero
dell’ambiente, servizio conservazione natura, prot. n.
SCN/4D/2001/10338 del 28 maggio 2001 ai competenti organi di
controllo;
Vista la nota della Corte dei conti, ufficio di controllo sugli
atti dei Ministeri delle infrastrutture ed assetto del territorio
prot. n. 1736/6a del 16 luglio 2001, con la quale si comunica al
Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio che il predetto
decreto interministeriale 25 maggio 2001 e’ stato rassegnato al
presidente di sezione preposto al controllo preventivo di
legittimita’, per il deferimento alla sezione centrale di controllo;
Vista la nota della Corte dei conti, sezione centrale di controllo,
prot. n. 370/01/P del 18 luglio 2001, con la quale sono state
trasmesse al Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio la
relazione n. 464, in data 13 luglio 2001, del magistrato istruttore
dell’ufficio di controllo sugli atti dei Ministeri delle
infrastrutture e assetto del territorio e la nota in data 16 luglio
2001, prot. 1735/6a, del consigliere delegato del predetto ufficio di
controllo, nelle quali si rileva che detto decreto interministeriale
25 maggio 2001 non stabilisce altresi’ le attivita’ incompatibili con
le finalita’ di conservazione dei siti e dei beni dell’attivita’
mineraria con rilevante valore storico, culturale ed ambientale in
ossequio al disposto dell’art. 114, comma 10, della legge 23 dicembre
2000, n. 388;
Ritenuto di dover provvedere quanto piu’ sollecitamente
all’emanazione di un nuovo decreto di istituzione del Parco
geominerario in parola che stabilisca altresi’ le attivita’
incompatibili con le finalita’ di tutela e valorizzazione dei gia’
citati siti e beni, alla cui violazione si applichino le sanzioni
previste dall’art. 30 della legge 6 dicembre 1991, n. 394, come
disposto dall’art. 114, comma 10, della legge 23 dicembre 2000, n.
388;
Vista la nota del Ministero dell’ambiente e della tutela del
territorio, servizio conservazione della natura, prot. n.
SCN/4D/2001/13632 del 19 luglio 2001 con la quale si e’ provveduto a
ritirare il menzionato decreto interministeriale 25 maggio 2001 al
fine di apportarvi le dovute correzioni;
Considerati gli esiti della riunione, convocata con nota del
Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio servizio
conservazione natura prot. n. SCN/4D/13696 del 19 luglio 2001,
tenutasi in data 24 luglio 2001 tra i rappresentanti dei Ministeri
concertanti ed il rappresentante della regione autonoma della
Sardegna, allo scopo di provvedere alla stesura di un nuovo decreto
istitutivo del Parco geominerario della Sardegna in tutto rispondente
a quanto disposto dalla gia’ citata norma;
Vista la nota del Ministero dell’ambiente e della tutela del
territorio, prot. n. SCN/4D/2001/14488 del 2 agosto 2001, con la
quale si trasmette ai Ministeri concertanti ed alla regione Sardegna
lo schema del decreto istitutivo del Parco elaborato in base a quanto
concordato nel corso della succitata riunione del 24 luglio 2001;
Vista la nota della regione autonoma della Sardegna, prot. n. 5557
del 31 agosto 2001, di trasmissione di copia della delibera di giunta
regionale del 28 agosto 2001 con la quale viene approvato il nuovo
schema del decreto interministeriale di istituzione del Parco e si
esprime l’intesa prevista dal comma 10 dell’art. 114 della legge 23
dicembre 2000, n. 388;

Decreta:
Art. 1.

Istituzione del Parco
1. E’ istituito il Parco geominerario storico e ambientale della
Sardegna riconosciuto dall’UNESCO quale primo parco geominerario
della rete mondiale dei geositi-geoparchi, in attuazione del disposto
dell’art. 114, comma 10, prima parte, della legge 23 dicembre 2000,
n. 388.
2. Il territorio del Parco e’ delimitato secondo la perimetrazione
riportata nella cartografia ufficiale in scala 1:500.000 allegata al
presente decreto, del quale costituisce parte integrante e depositata
in originale presso il Ministero dell’ambiente e della tutela del
territorio, il Ministero delle attivita’ produttive ed il Ministero
dell’istruzione, dell’universita’ e delle ricerca ed in copia
conforme presso la regione autonoma della Sardegna e la sede del
consorzio del Parco geominerario storico e ambientale della Sardegna.
3. Il territorio di cui al precedente comma 2 e’ composto dalle
aree di interesse come di seguito denominate: Monte Arci,
Orani-Guzzurra-Sos Enattos, Funtana Raminosa;
Argentiera-Nurra-Gallura, Sarrabus-Gerrei, Sulcis, Iglesiente;
Arburese-Guspinese.
4. La perimetrazione del Parco come sopra individuata potra’ essere
modificata, in funzione della volonta’ espressa, con le modalita’
disciplinate nello statuto e nel regolamento attuativo del consorzio
del Parco, dagli enti locali interessati.

Art. 2.

Finalita’ e attivita’ del Parco
1. Le finalita’ che con l’istituzione del Parco geominerario
storico e ambientale della Sardegna si intendono perseguire, nel
rispetto degli impegni che gli enti interessati hanno assunto con la
sottoscrizione della “Carta di Cagliari”, sono quelle di assicurare
la conservazione e la valorizzazione del patrimonio
tecnico-scientifico, storico-culturale ed ambientale dei siti e dei
beni ricompresi nel territorio di cui al precedente art. 1 ove le
popolazioni locali hanno svolto nel tempo un’intensa attivita’
estrattiva e di utilizzo delle risorse geologiche e minerarie, e
garantire uno sviluppo economico e sociale dei territori interessati
nell’ottica dello sviluppo sostenibile.
2. A tal fine dovranno essere poste in essere le seguenti
attivita’:
a) recuperare e conservare, per fini ambientali, scientifici,
formativi, culturali e turistici, i cantieri e le strutture minerarie
e i siti geologici con particolare riguardo a quelli ambientalmente
piu’ compromessi ed a quelli piu’ rappresentativi sotto l’aspetto
tecnico-scientifico e storico-culturale;
b) recuperare e conservare in particolari strutture museali e
archivistiche il patrimonio di archeologia industriale e quello
documentale, librario e fotografico di interesse conoscitivo della
storia e della cultura mineraria;
c) proteggere e conservare gli habitat e il paesaggio culturale
generato dall’attivita’ mineraria, compatibilmente con il risanamento
ambientale dei siti;
d) proteggere e conservare le zone di interesse archeologico e i
valori antropici delle attivita’ umane connesse all’espletamento
delle attivita’ minerarie;
e) promuovere e sostenere attivita’ educative, ricreative,
sportive e artistico-culturali compatibili con i valori da tutelare;
f) promuovere, sostenere e sviluppare nel quadro dello sviluppo
sostenibile attivita’ di formazione e di ricerca scientifica e
tecnologica nei settori delle georisorse, dei materiali innovativi,
dell’ambiente e delle fonti energetiche alternative, anche attraverso
la costituzione, con altri soggetti pubblici e privati, di centri di
formazione e di ricerca di eccellenza di livello internazionale;
g) collaborare con gli enti locali e con le istituzioni
competenti al fine di concorrere, con attivita’ di promozione e di
sostegno, alla creazione nel territorio del Parco di un nuovo
processo integrato di sviluppo sostenibile nei settori del turismo
ecologico e culturale, dell’artigianato tradizionale e innovativo
locale, della trasformazione industriale delle materie prime locali,
anche attraverso la realizzazione delle relative opere
infrastrutturali;
h) curare, d’intesa con gli enti locali preposti, il
coordinamento degli interventi di bonifica, di riabilitazione e di
recupero dei compendi immobiliari ex-minerari di cui agli specifici
piani previsti dalle norme vigenti.
3. Per la realizzazione delle attivita’ di cui al precedente comma,
il consorzio del Parco, di cui al successivo art. 4, si avvarra’
delle forme di utilizzazione dei lavoratori socialmente utili
previste dal decreto legislativo 1 dicembre 1997, n. 468, e
successive modificazioni ed integrazioni.
4. In ogni caso, sono fatte salve, nell’attuazione degli interventi
di cui al presente articolo, le competenze sovraordinate e
specificamente attribuite dall’ordinamento agli enti locali.

Art. 3.

Disciplina di tutela
1. Dall’entrata in vigore del presente decreto, fatte salve le
competenze di cui al precedente art. 2, com-ma 4, e ferme restando le
disposizioni stabilite nel decreto legislativo 29 ottobre 1999, n.
490 (testo unico delle disposizioni legislative in materia di beni
culturali e ambientali), ed al fine del perseguimento degli obiettivi
dettati dal medesimo art. 2, comma 2, salvo parere da rendere da
parte del consiglio direttivo del consorzio, sono da ritenere
incompatibili con i medesimi obiettivi citati, le seguenti attivita’:
a) qualsiasi mutamento dell’utilizzazione dei terreni e
quant’altro possa incidere sulla morfologia del territorio e sugli
equilibri paesaggistici, ambientali, ecologici, idraulici,
idrogeotermici e geominerari ed in contrasto con le finalita’
istitutive di cui all’art. 2 del presente decreto;
b) il danneggiamento e la distruzione dei manufatti, dei beni,
delle strutture sotterranee e superficiali e delle infrastrutture
connesse;
c) l’esecuzione di nuove costruzioni e la trasformazione di
quelle esistenti ad esclusione degli interventi di manutenzione
ordinaria, di manutenzione straordinaria e di restauro e di
risanamento conservativo, cosi’ come definiti dall’art. 31 della
legge 5 agosto 1978, n. 457;
d) lo svolgimento di attivita’ pubblicitarie non autorizzate
dall’organismo di gestione;
e) il campeggio al di fuori delle aree destinate a tale scopo e
appositamente attrezzate.
2. Restano salve le attivita’ che risultano gia’ autorizzate alla
data di entrata in vigore del presente decreto.
3. Il regolamento del Parco di cui al successivo art. 14 stabilisce
altresi’ deroghe, modifiche ed integrazioni alle prescrizioni
indicate nel precedente comma 1.

Art. 4.

Consorzio del Parco
1. La gestione del Parco e’ affidata ad un consorzio costituito dal
Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio, dal Ministero
delle attivita’ produttive, dal Ministero dell’istruzione,
dell’universita’ e della ricerca, dal Ministero per i beni e le
attivita’ culturali, dalla regione autonoma della Sardegna, dalle
province e dai comuni interessati, dalle Universita’ di Cagliari e di
Sassari. Possono far parte del consorzio di cui al presente articolo
anche altre istituzioni pubbliche o private aventi scopo e finalita’
sociali o statutarie attinenti a quelle del Parco previa richiesta al
consorzio del Parco che dovra’ deliberare l’accoglimento secondo le
norme previste dallo statuto.
2. Il consorzio ha personalita’ giuridica di diritto pubblico ed e’
assimilato agli enti di cui alla legge 9 maggio 1989, n. 168, con
potesta’ statutaria e regolamentare nei limiti di cui alla legge
stessa. La denominazione ufficiale del consorzio e’ “Consorzio del
Parco geominerario storico-ambientale della Sardegna”. La sede del
consorzio e’ presso il proprio ufficio di presidenza, ubicato
quest’ultimo comunque in uno dei territori ricompresi nella
perimetrazione di cui all’art. 1 del presente decreto.
3. Nell’ambito dei territori e dei siti del Parco, come definiti
nel precedente art. 1 del presente decreto, il consorzio e’
competente allo svolgimento dell’attivita’ di cui al precedente art.
2 al fine di garantire e tutelare:
a) il contesto geologico-strutturale con le sue peculiarita’
giacimentologiche, mineralogiche, carsiche e paleontologiche;
b) l’insieme delle testimonianze storico-culturali dell’attivita’
mineraria comprendenti:
il patrimonio tecnico-scientifico legato alle opere dell’arte,
della tecnica e dell’ingegneria mineraria;
il patrimonio archeologico industriale delle strutture
sotterranee e superficiali piu’ rappresentative e delle
infrastrutture, con particolare riferimento ai sistemi di
collegamento e di trasporto;
il patrimonio documentale delle opere, degli insediamenti,
delle tradizioni, delle conoscenze, degli usi e dei costumi e delle
vicende umane dell’attivita’ mineraria;
c) i siti e gli habitat connessi al paesaggio culturale generato
dall’uomo per l’espletamento dell’attivita’ mineraria;
d) i reperti archeologici e storico-culturali connessi
all’espletamento dell’attivita’ mineraria.
4. Il consorzio, nei territori e nei siti da cui e’ costituito il
Parco, assicura la gestione unitaria delle sue competenze e finalita’
come individuate dal presente decreto.
5. Rimangono comunque escluse dalla disciplina del presente decreto
e dalle competenze del consorzio tutte le attivita’ non direttamente
riconducibili alle predette finalita’ ed attivita’ e in ogni caso
quelle relative agli usi civici, ai diritti reali dei singoli e delle
collettivita’ sociali, agli interventi forestali e di difesa del
suolo, alle attivita’ agricole e zootecniche, all’esercizio della
caccia e della pesca nonche’ ad ogni altra attivita’ collegata
all’uso del territorio la cui disciplina e regolamentazione sia gia’
attribuita da norme statali o regionali, anche regolamentari, alla
competenza dello Stato, della regione e di altri enti locali.

Art. 5.

Organi del consorzio del Parco
1. Sono organi di indirizzo, di programmazione e di controllo del
consorzio del Parco:
a) il presidente;
b) il consiglio direttivo;
c) la comunita’ del Parco;
d) il collegio dei revisori dei conti.
2. E’ organo di gestione del consorzio del Parco il direttore del
Parco.
3. E’ organo consultivo del consorzio del Parco il comitato
tecnico-scientifico del Parco.

Art. 6

Presidente del consorzio del Parco
1. Il presidente del consorzio del Parco, scelto tra persone di
comprovata capacita’ professionale, e’ nominato con decreto del
Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio di concerto con
il Ministro delle attivita’ produttive ed il Ministro
dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca d’intesa con il
presidente della regione Sardegna.
2. Il presidente del consorzio del Parco dura in carica per quattro
anni e puo’ essere rinominato per un solo ulteriore mandato.
3. Il presidente del consorzio del Parco ha la legale
rappresentanza del consorzio, sta in giudizio nei procedimenti
giurisdizionali di qualsiasi natura e promuove le azioni e i
provvedimenti urgenti ed indifferibili per la tutela degli interessi
del Parco. Questi ultimi provvedimenti sono sottoposti alla ratifica
del consiglio direttivo nella prima seduta successiva all’adozione
degli stessi.
4. La carica di presidente del consorzio del Parco e di componente
del consiglio direttivo e’ incompatibile con qualsiasi carica
politico-elettiva.

Art. 7.

Consiglio direttivo del consorzio del Parco
1. Il consiglio direttivo del consorzio del Parco e’ composto dal
presidente del consorzio del Parco e da sedici componenti di cui
quattro in rappresentanza e su proposta dei Ministeri di cui all’art.
4, comma 1, quattro in rappresentanza e su proposta della regione
autonoma della Sardegna, quattro in rappresentanza e su proposta dei
comuni e quattro in rappresentanza e su proposta delle province
facenti parte della comunita’ del Parco. I presidenti ed i componenti
del consiglio direttivo sono scelti tra persone di comprovata
esperienza professionale e nominati con decreto del Ministro
dell’ambiente e della tutela del territorio, di concerto con i
Ministri delle attivita’ produttive, dell’istruzione,
dell’universita’ e della ricerca e per i beni e le attivita’
culturali, d’intesa con il presidente della regione Sardegna.
2. Il consiglio direttivo dura in carica quattro anni e i singoli
componenti possono essere rinnovati per un solo ulteriore mandato.
3. Il consiglio direttivo, secondo quanto meglio specificato nello
statuto, esercita le funzioni di indirizzo politico-amministrativo
definendo gli obiettivi ed i programmi da attuare deliberando su atti
rientranti tra tali funzioni e verificando la rispondenza dei
risultati dell’attivita’ amministrativa e della gestione agli
indirizzi impartiti.
4. Il consiglio direttivo predispone il regolamento del Parco.
5. I componenti del consiglio direttivo decadono alla cessazione
del mandato amministrativo dell’ente di provenienza.

Art. 8.

Comunita’ del Parco
1. La comunita’ del Parco e’ composta da un rappresentante di ogni
ente o soggetto giuridico che aderisce al Parco.
2. I comuni e le province che aderiscono al consorzio sono
rappresentate rispettivamente dal sindaco e dal presidente o da un
loro delegato.
3. I componenti della comunita’ del Parco durano in carica per un
periodo corrispondente al mandato dell’ente di provenienza che li ha
espressi e, in ogni caso, fino all’insediamento dei successori.
4. La comunita’ del Parco svolge le funzioni deliberative,
consultive e di indirizzo previste nello statuto.

Art. 9.

Direttore del Parco
1. Il direttore del Parco e’ l’organo responsabile della gestione
del Parco e risponde dell’esercizio delle sue attribuzioni al
consiglio direttivo. In qualita’ di capo della articolata struttura
amministrativa, al direttore spetta l’adozione degli atti e
provvedimenti amministrativi e di diritto privato, compresi tutti gli
atti che impegnano il consorzio verso l’esterno, nonche’ la gestione
finanziaria, tecnica e amministrativa, avendo per la sua carica
autonomi poteri di spesa, di organizzazione delle risorse umane,
strumentali e di controllo.
2. Il direttore e’ nominato dal consiglio direttivo, con le
modalita’ individuate dallo statuto, tra persone di sperimentata
competenza ed esperienza maturata in incarichi dirigenziali espletati
sia nel settore pubblico che privato.
3. Il direttore e’ responsabile dell’attivita’ del Parco, della sua
gestione e dei relativi risultati perseguiti attraverso lo
svolgimento dell’attivita’ individuata dallo statuto.

Art. 10.

Responsabili delle sedi distaccate d’area del Parco
1. Nelle sedi distaccate d’area, qualora istituite secondo le
previsioni dello statuto, il relativo responsabile e’ nominato dal
consiglio direttivo, su proposta del direttore del Parco, tra persone
di sperimentata competenza.
2. Il responsabile delle sedi distaccate d’area e’ responsabile
delle attivita’ di gestione tecnica e amministrativa del Parco nella
propria area di competenza, sovrintende alla organizzazione delle
risorse umane, strumentali e di controllo assegnate alla propria area
e risponde del suo operato direttamente al direttore del Parco.

Art. 11.

Collegio dei revisori dei conti
1. Il collegio dei revisori dei conti, nominato con decreto del
presidente della giunta regionale della Sardegna, su proposta
dell’assessore regionale della difesa dell’ambiente d’intesa con il
Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio, e’ composto da:
a) un membro effettivo con funzioni di presidente designato dal
Ministero dell’economia e delle finanze;
b) un membro effettivo ed uno supplente designati dal presidente
della giunta regionale della Sardegna;
c) un membro effettivo ed uno supplente designati dall’assessore
regionale della difesa dell’ambiente.
2. Il collegio dei revisori dei conti esercita il controllo
contabile sugli atti del consorzio secondo le modalita’ stabilite
nell’apposito regolamento di contabilita’ adottato dal consiglio
direttivo secondo i principi contenuti nella legge 9 maggio 1989, n.
168, e secondo i principi di contabilita’ di Stato di cui alle
relative leggi.
3. I revisori dei conti devono essere iscritti nel relativo
registro.

Art. 12.

Comitato tecnico-scientifico del Parco
1. Il comitato tecnico-scientifico del Parco ha funzioni
propositive e consultive ed e’ nominato con decreto del presidente
della giunta della regione Sardegna su proposta dell’assessore
regionale della difesa dell’ambiente, sentito il rappresentante
regionale delle universita’.
2. Il comitato tecnico-scientifico del Parco, che dura in carica
quattro anni, e’ costituito da sette componenti ivi compreso il
presidente del Parco, scelti fra docenti universitari ed esperti di
sperimentata competenza nelle seguenti aree disciplinari:
un esperto in materie geologico-minerarie;
un esperto in materie ambientali;
un esperto in materie economico-sociali;
un esperto in materie di pianificazione territoriale;
un esperto in materie storico-archeologiche e museali;
il soprintendente regionale di cui all’art. 13 del decreto del
Presidente della Repubblica 29 dicembre 2000, n. 441.
3. Il comitato tecnico-scientifico esprime obbligatoriamente il
proprio parere sulle proposte di:
programmi annuali e pluriennali di ricerca;
programmi annuali e pluriennali di investimenti;
piano economico-sociale di gestione;
regolamento del Parco.
4. Il comitato tecnico-scientifico esprime inoltre il proprio
parere su ogni altra questione afferente la gestione del Parco
sottopostagli dal presidente del Parco e dal direttore del Parco.
5. Il comitato tecnico-scientifico e’ presieduto dal presidente e,
in sua assenza, da un suo delegato.

Art. 13.

Entrate e spese del consorzio
1. Costituiscono entrate del consorzio del Parco, oltre ai
finanziamenti di cui all’art. 114, comma 10, della legge n. 388/2000:
a) i contributi ordinari e straordinari della Comunita’ europea,
nonche’ di enti ed organismi internazionali, dello Stato, della
regione autonoma della Sardegna, delle province, dei comuni e di
altri enti pubblici statali e locali;
b) i lasciti, le donazioni, le erogazioni liberali in denaro di
cui la legge 2 agosto 1982, n. 512, e successive modificazioni ed
integrazioni;
c) i redditi patrimoniali derivanti anche da dismissione di beni
ed attivita’ a soggetti privati, o da forme di accordi e concessioni
di utilizzazione dei medesimi;
d) i diritti di ingresso e di privativa in zone e in strutture
museali del Parco e le altre entrate derivanti dai servizi resi;
e) i contributi eventuali dei privati che svolgono attivita’
turistiche, industriali, artigianali, agricole, commerciali e
promozionali;
f) i proventi delle sanzioni derivanti da inosservanza delle
norme regolamentari di sorveglianza e salvaguardia;
g) ogni altro provento acquisito in relazione all’attivita’ del
consorzio del Parco.
2. Al fine di dare attuazione a quanto previsto al comma 3 del
precedente art. 2, i Ministri interessati e la regione Sardegna
provvedono a definire, parallelamente al presente decreto un’apposita
intesa Stato-regione volta ad individuare i tempi e le risorse
finanziarie necessarie.
3. Le spese del consorzio del Parco sono gestite in conformita’
all’apposito regolamento di contabilita’ approvato dal consiglio
direttivo secondo le modalita’ stabilite dallo statuto.

Art. 14.

Regolamento del Parco
Il regolamento del Parco disciplina l’esercizio delle attivita’
consentite nel territorio del Parco.
Il regolamento del Parco e’ deliberato dal consiglio direttivo del
consorzio a maggioranza assoluta dei componenti e trasmesso dalla
regione Sardegna per l’inoltro al Ministro dell’ambiente e della
tutela del territorio, che d’intesa con la regione Sardegna, esercita
il controllo di cui all’art. 8, comma 4, della legge 9 maggio 1989,
n. 168.
Il regolamento del Parco e’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale.

Art. 15.

Statuto e regolamento del consorzio
Lo statuto del Parco definisce l’organizzazione interna, le
modalita’ di partecipazione popolare e le forme di pubblicita’ degli
atti.
Il primo statuto ed il primo regolamento di amministrazione e
contabilita’ del consorzio sono predisposti da una commissione
composta da cinque componenti di cui uno in rappresentanza dei
Ministeri interessati, uno in rappresentanza della regione autonoma
della Sardegna, uno in rappresentanza delle province, uno in
rappresentanza dei comuni facenti parte del consorzio stesso ed uno
in rappresentanza delle universita’ dell’isola.
Le modifiche allo statuto e al regolamento di amministrazione e
contabilita’ del consorzio potranno avvenire ad opera del consiglio
direttivo del consorzio medesimo secondo le procedure e modalita’
indicate nel precedente art. 14.

Art. 16.

Comitato di gestione provvisoria del Parco
1. Nelle more dell’approvazione dello statuto e del riconoscimento
della personalita’ giuridica di diritto pubblico del consorzio, e’
costituito un comitato di gestione provvisoria del Parco geominerario
della Sardegna, composto da un presidente, nominato dal Ministro
dell’ambiente e della tutela del territorio d’intesa con il
presidente della regione Sardegna, e da quattro componenti nominati
dal Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio secondo le
seguenti modalita’:
a) un rappresentante della regione Sardegna su designazione del
presidente della regione stessa;
b) un rappresentante dei Ministeri dell’ambiente e della tutela
del territorio, delle attivita’ produttive, dell’istruzione,
dell’universita’ e della ricerca, e per i beni e le attivita’
culturali, su designazione del Ministro dell’ambiente e della tutela
del territorio di concerto con gli altri Ministri;
c) un rappresentante delle province aderenti al consorzio, su
designazione delle medesime;
d) un rappresentante dei comuni facenti parte del territorio del
Parco geominerario, su designazione dei medesimi.
2. Il comitato, che dura in carica per un periodo non superiore a
centoventi giorni, esercita tutti i poteri di indirizzo, controllo e
gestione necessari per il funzionamento del Parco geominerario
storico e ambientale della Sardegna, esclusa l’adozione degli atti
fondamentali.

Art. 17.

Regime autorizzativo
Il rilascio di concessioni o di autorizzazioni relative alle
attivita’ previste per il perseguimento degli obiettivi di cui al
comma 2, dell’art. 2, del presente decreto e’ sottoposto al
preventivo parere del consiglio direttivo sentito il comitato
tecnico-scientifico di cui all’art. 12.
Nel regolamento di cui all’art. 14 vengono definiti i termini in
cui il consiglio direttivo e’ tenuto a rendere il parere di cui al
precedente comma 1.

Art. 18.

Sanzioni
A norma dell’art. 114, comma 10, della legge 23 dicembre 2000, n.
388, per le sanzioni relative all’inosservanza di quanto previsto nel
presente decreto si applicano le disposizioni dell’art. 30 della
legge 6 dicembre 1991, n. 394, laddove compatibili con il dettato di
cui all’art. 30 medesimo.
Il presente decreto e’ inviato ai competenti organi di controllo e
sara’ successivamente pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica italiana.
Roma, 16 ottobre 2001

Il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio
Matteoli

Il Ministro delle attivita’ produttive
Marzano

Il Ministro dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca
Moratti

Registrato alla Corte dei conti il 23 ottobre 2001
Ufficio di controllo atti sui Ministeri delle infrastrutture ed
assetto del territorio, registro n. 5, foglio n. 255

Allegato
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