Architetto.info - Architetto.info | Architetto.info

Interventi urgenti per le aree a rischio idrogeologico molto elevato e...

Interventi urgenti per le aree a rischio idrogeologico molto elevato e in materia di protezione civile, nonché a favore di zone colpite da calamità naturali (10)

DECRETO-LEGGE 12 ottobre 2000, n. 279 (1)
Interventi urgenti per le
aree a rischio idrogeologico molto elevato e in materia di protezione
civile, nonché a favore di zone colpite da calamità naturali
(10)
(G.U. n. 239, 12 ottobre 2000, Serie Generale)
(1)Convertito in
legge, con modificazioni, dall’art. 1, comma 1, L. 11 dicembre 2000,
n. 365.
(10)Titolo sostituito dalla legge di conversione.
Precedentemente il titolo era il seguente: “Interventi urgenti per le
aree a rischio idrogeologico molto elevato e in materia di protezione
civile, nonché a favore delle zone della regione Calabria danneggiate
dalle calamità idrogeologiche di settembre ed ottobre 2000”.
IL
PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Visti gli articoli 77 e 87 della
Costituzione;
Vista la legge 18 maggio 1989, n. 183;
Vista la legge 24
febbraio 1992, n. 225;
Visto il decreto-legge 11 giugno 1998, n. 180,
convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 1998, n. 267, e
successive modificazioni;
Ritenuta la straordinaria necessità ed
urgenza di realizzare misure di salvaguardia nelle aree a rischio
idrogeologico molto elevato e in materia di protezione civile, al fine
di immediata e maggiore prevenzione;
Ritenuta la straordinaria
necessità ed urgenza di adottare interventi a favore delle zone della
regione Calabria in dipendenza dei danni derivati dalle calamità
idrogeologiche di settembre ed ottobre 2000;
Vista la deliberazione
del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 6 ottobre
2000;
Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri, del
Ministro dell’ambiente, del Ministro dell’interno delegato per il
coordinamento della protezione civile e del Ministro dei lavori
pubblici, di concerto con il Ministro del tesoro, del bilancio e della
programmazione economica, con il Ministro per gli affari regionali,
con il Ministro per le politiche comunitarie, con il Ministro delle
finanze, con il Ministro dell’industria, del commercio e
dell’artigianato e del commercio con l’estero e con il Ministro della
difesa;
Emana
il seguente decreto-legge:
Art. 1.
Interventi per le
aree a rischio idrogeologico e in materia di protezione civile
1. Le
misure di salvaguardia per le aree a rischio molto elevato definite
nell’atto di indirizzo e coordinamento emanato per l’individuazione
dei criteri relativi agli adempimenti di cui all’articolo 1, commi 1 e
2, del decreto-legge 11 giugno 1998, n. 180, convertito, con
modificazioni, dalla legge 3 agosto 1998, n. 267, e successive
modificazioni, di seguito denominato: “decreto-legge n. 180 del 1998”,
si applicano, qualora non siano in vigore misure di salvaguardia
adottate ai sensi dell’articolo 17, comma 6-bis, della legge 18 maggio
1989, n. 183, e successive modificazioni, e sino all’approvazione dei
piani stralcio per l’assetto idrogeologico di cui al decreto-legge n.
180 del 1998 o al compimento della perimetrazione prevista
dall’articolo 1, comma 1-bis, del medesimo decreto-legge, con
riferimento alle tipologie di dissesto idrogeologico presenti in
ciascuna area: (3)
a) alle aree ricomprese nel limite di 150 metri
dalle ripe o dalle opere di difesa idraulica dei laghi, fiumi ed altri
corsi d’acqua, situati nei territori dei comuni per i quali lo stato
di emergenza, dichiarato ai sensi dell’articolo 5 della legge 24
febbraio 1992, n. 225, è stato determinato da fenomeni di inondazione,
nonché dei comuni o delle località indicate come ad alto rischio
idrogeologico nei piani straordinari di cui all’articolo 1, comma
1-bis, del decreto-legge n. 180 del 1998, indicati nelle tabelle A e
B, allegate al presente decreto. Per i corsi d’acqua la cui larghezza,
fissata dai paramenti interni degli argini o dalle ripe naturali,
risulti inferiore a 150 metri, le aree sono quelle comprese nel limite
pari, per ciascun lato, alla larghezza. (4)
b) nelle aree con
probabilità di inondazione corrispondente alla piena con tempo di
ritorno massimo di 200 anni, come definite nell’atto di indirizzo e
coordinamento di cui al presente comma e identificate con delibera dei
comitati istituzionali delle autorità di bacino di rilievo nazionale e
interregionale o dalle regioni per i restanti bacini idrografici, e
che non siano già ricomprese in bacini per i quali siano approvati
piani stralcio di tutela di fasce fluviali o di riassetto
idrogeologico o di sicurezza idraulica, ai sensi dell’articolo 17,
comma 6-ter, della legge 18 maggio 1989, n. 183, e successive
modificazioni. (5)
2. Le tabelle di cui alla lettera a) del comma 1
sono aggiornate, sentite le regioni e le province autonome
interessate, con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su
proposta del Comitato dei Ministri di cui all’articolo 4 della legge
18 maggio 1989, n. 183, e successive modificazioni, e sono integrate
con i comuni interessati dagli eventi dell’ottobre e del novembre
2000, non appena saranno disponibili gli elenchi a tal fine
predisposti dal Dipartimento della protezione civile. (6)
3. (7)
4. La
disposizione di cui al comma 4 dell’articolo 1 del decreto-legge n.
180 del 1998 si applica anche alle aree di cui al comma 1 del presente
articolo, entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della
legge di conversione del presente decreto ovvero, per le nuove aree
individuate ai sensi del comma 2, entro sessanta giorni dalla data di
entrata in vigore del decreto del Presidente del Consiglio dei
Ministri, di aggiornamento delle tabelle, di cui al comma 2. Ai piani
di emergenza di cui al presente comma è data adeguata informazione e
pubblicità alla popolazione residente. (6)
5. Per l’attuazione degli
interventi di cui all’articolo 1 comma 2, del decreto-legge n. 180 del
1998 e delle misure di salvaguardia di cui all’articolo 1, comma 1-bis
del medesimo decreto-legge, e con le procedure ivi previste, è
autorizzata la spesa di lire 110.000 milioni per l’anno 2000, da
iscriversi nell’apposita unità previsionale di base dello stato di
previsione del Ministero dell’ambiente. Al conseguente onere si
provvede mediante corrispondente riduzione degli stanziamenti
iscritti, quanto a lire 38.000 milioni, nell’ambito dell’unità
previsionale di base di parte corrente “fondo speciale” e, quanto a
lire 72.000 milioni, nell’ambito dell’unità previsionale di base di
parte capitale “fondo speciale” dello stato di previsione del
Ministero del tesoro, del bilancio e della programmazione economica,
per l’anno 2000, allo scopo parzialmente utilizzando gli
accantonamenti relativi al Ministero dell’ambiente. (8)
6. Per
l’attuazione del programma di potenziamento delle reti di monitoraggio
meteo-idro-pluviometrico elaborato ai sensi dell’articolo 2, comma 7,
del decreto-legge n. 180 del 1998, sono adottate le ordinanze di cui
all’articolo 5, comma 2, della legge 24 febbraio 1992, n. 225 (5a). A
tale fine è autorizzata la spesa di lire 30.000 milioni per l’anno
2000 da iscriversi nell’unità previsionale di base 22.1.2.1 dello
stato di previsione del Ministero del tesoro, del bilancio e della
programmazione economica. Al conseguente onere si provvede mediante
corrispondente riduzione dello stanziamento iscritto, nell’ambito
dell’unità previsionale di base di parte corrente “fondo speciale”
dello stato di previsione del Ministero del tesoro, del bilancio e
della programmazione economica per l’anno 2000, allo scopo
parzialmente utilizzando l’accantonamento relativo al Ministero
dell’ambiente.
7. Entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore
del presente decreto, il Dipartimento della protezione civile,
avvalendosi del Gruppo nazionale per la difesa dalle catastrofi
idrogeologiche del Consiglio nazionale per le ricerche, in
collaborazione con l’Agenzia nazionale per la protezione dell’ambiente
(ANPA), con il Dipartimento per i servizi tecnici nazionali, nonché
con il Comitato tecnico di cui al decreto del Presidente del Consiglio
dei Ministri 15 dicembre 1998, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n.
23 del 29 gennaio 1999, predispone, sentite le regioni e le province
autonome, un programma per assicurare un’adeguata copertura di radar
meteorologici del territorio nazionale. Il programma è attuato nel
limite di spesa complessivo di lire 25.000 milioni per ciascuno degli
anni 2001 e 2002, comprensivo del costo di funzionamento e gestione
del sistema per 24 mesi. Al relativo onere si provvede mediante
corrispondente riduzione, per gli anni 2001 e 2002,
dell’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 6, comma 1, del
decreto-legge 3 maggio 1991, n. 142, convertito, con modificazioni,
dalla legge 3 luglio 1991, n. 195, così come determinata dalla tabella
C della legge 23 dicembre 1999, n. 488, volta ad assicurare il
finanziamento del Fondo per la protezione civile. A decorrere
dall’anno 2003, agli oneri relativi al costo di funzionamento e
gestione del programma di cui al presente comma si provvede a carico
dei fondi volti ad assicurare il funzionamento del Servizio
meteorologico nazionale distribuito, istituito dall’articolo 111 del
decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112. (8) (5a)
(3)Alinea
modificato dalla legge di conversione.
(4)Lettera modificata dalla
legge di conversione.
(5)Lettera sostituita dalla legge di
conversione.
(6)Comma sostituito dalla legge di conversione.
(7)Comma
soppresso dalla legge di conversione.
(8)Comma modificato dalla legge
di conversione.
(5a) Per il completamento del programma di
potenziamento delle reti di monitoraggio meteo-idro-pluviometrico e
del programma di copertura di radar meteorologici del territorio
nazionale, vedi l’ordinanza 10 maggio 2001, n. 3134.
Art.
1.
Interventi per le aree a rischio idrogeologico e in materia di
protezione civile (2)
1. Le misure di salvaguardia per le aree a
rischio molto elevato definite nell’atto di indirizzo e coordinamento
emanato per l’individuazione dei criteri relativi agli adempimenti di
cui all’articolo 1, commi 1 e 2, del decreto-legge 11 giugno 19…

[Continua nel file zip allegato]

Architetto.info