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Recepimento della direttiva n. 93/12/CEE relativa al tenore dello zolfo di taluni combustibili liquidi

DECRETO PRESIDENTE CONSIGLIO MINISTRI 14 novembre 1995(1)
Recepimento
della direttiva n. 93/12/CEE relativa al tenore dello zolfo di taluni
combustibili liquidi
(G.U. n. 279, 29 novembre 1995, Serie
Generale)
(1)Abrogato dall’art. 10, comma 1, D.P.C.M. 7 settembre
2001, n. 395.
IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI
Visto il capo
III della legge 13 luglio 1966, n. 615;
Visto l’art. 2, comma 2, della
legge 8 luglio 1986, n. 349;
Visto il decreto del Presidente del
Consiglio dei Ministri 4 giugno 1988, n. 240;
Visto l’art. 4, comma 8,
della legge 9 marzo 1989, n. 86;
Visto il decreto legislativo 27
gennaio 1992, n. 97;
Vista la direttiva n. 93/12/CEE concernente il
ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative al
tenore di zolfo di taluni combustibili liquidi;
Visto l’art. 5 della
legge 22 febbraio 1994, n. 146;
Sentito il Ministro dell’industria,
del commercio e dell’artigianato;
Su proposta del Ministro
dell’ambiente, di concerto con il Ministro della sanità;
Decreta:
Art.
1(3)
(3)Articolo abrogato dall’art. 10, comma 1, D.P.C.M. 7 settembre
2001, n. 395, che ha abrogato l’intero provvedimento.
Art. 1(2)
1. Ai
sensi del presente decreto si intende per:
a) gasolio: qualsiasi
prodotto petrolifero del codice NC 27 10 00 69 oppure qualsiasi
prodotto petrolifero che, per i suoi limiti di distillazione, rientra
nella categoria dei distillati medi destinati ad essere usati come
combustibili o carburanti ai sensi della vigente legislazione e di cui
almeno l’85% in volume, comprese le perdite di distillazione, distilla
a 350 5C;
b) gasolio per autotrazione: il gasolio utilizzato come
combustibile per il funzionamento di motori ad accensione spontanea;

c) cherosene per aeromobili: petrolio lampante o cherosene utilizzato
come combustibile per il funzionamento dei motori degli aeromobili
(codice NC 27 10 00 51);
d) operatore: chiunque immette gasolio sul
mercato italiano.
(2)Testo precedente le modifiche apportate dal
D.P.C.M. 7 settembre 2001, n. 395.
Art. 2 (5)
(5)Articolo abrogato
dall’art. 10, comma 1, D.P.C.M. 7 settembre 2001, n. 395, che ha
abrogato l’intero provvedimento.
Art. 2 (4)
1. Il presente decreto non
si applica ai gasoli:
contenuti nei serbatoi di carburante dei
battelli, degli aeromobili o degli autoveicoli che attraversano la
frontiera provenienti da un Paese terzo;
destinati alla
trasformazione prima della combustione finale.
(4)Testo precedente le
modifiche apportate dal D.P.C.M. 7 settembre 2001, n. 395.
Art. 3
(7)
(7)Articolo abrogato dall’art. 10, comma 1, D.P.C.M. 7 settembre
2001, n. 395, che ha abrogato l’intero provvedimento.
Art. 3 (6)
1. A
decorrere dalla data di entrata in vigore del presente decreto è
vietata l’immissione sul mercato di gasolio con contenuto di zolfo
superiore a 0,2% in peso.
2. In deroga a quanto previsto al comma 1 il
contenuto massimo di zolfo nel cherosene per aeromobili è fissato a
0,3% in peso.
3. A decorrere dal 1° ottobre 1996 è vietata
l’immissione sul mercato di gasolio per autotrazione con contenuto di
zolfo superiore a 0,05% in peso.
(6)Testo precedente le modifiche
apportate dal D.P.C.M. 7 settembre 2001, n. 395.
Art. 4
(9)
(9)Articolo abrogato dall’art. 10, comma 1, D.P.C.M. 7 settembre
2001, n. 395, che ha abrogato l’intero provvedimento.
Art. 4 (8)
1.
L’immissione sul mercato di gasolio con contenuto di zolfo inferiore a
quello previsto all’art. 3 non è soggetto a restrizioni o
divieti.
(8)Testo precedente le modifiche apportate dal D.P.C.M. 7
settembre 2001, n. 395.
Art. 5 (11)
(11)Articolo abrogato dall’art.
10, comma 1, D.P.C.M. 7 settembre 2001, n. 395, che ha abrogato
l’intero provvedimento.
Art. 5 (10)
1. Nel periodo compreso fra il 1°
dicembre 1995 e il 30 settembre 1996 il gasolio per autotrazione
immesso al consumo nei comuni di Bari, Bologna, Catania, Firenze,
Genova, Milano, Modena, Napoli, Palermo, Reggio Emilia, Roma, Torino e
Venezia, dovrà avere un contenuto di zolfo inferiore o uguale a 0,05%
in peso.
2. Il rispetto di quanto previsto al precedente comma verrà
verificato sulla base di autocertificazione che ciascun produttore o
importatore dovrà inviare trimestralmente al Ministero dell’ambiente
attestante i quantitativi e il contenuto di zolfo del gasolio per
autotrazione immesso in consumo nel trimestre precedente nei comuni di
cui al precedente comma. Dette autocertificazioni dovranno pervenire
al Ministero dell’ambiente entro i venti giorni successivi alla data
di scadenza del relativo trimestre.
(10)Testo precedente le modifiche
apportate dal D.P.C.M. 7 settembre 2001, n. 395.
Art. 6
(13)
(13)Articolo abrogato dall’art. 10, comma 1, D.P.C.M. 7 settembre
2001, n. 395, che ha abrogato l’intero provvedimento.
Art. 6 (12)
1.
Qualora, a causa di un mutamento improvviso nell’approvvigionamento di
petrolio o di prodotti petroliferi, sopravvengano difficoltà alla
disponibilità di gasolio con un contenuto massimo di zolfo conforme a
quanto previsto all’art. 3, il Ministro dell’ambiente, di concerto con
il Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato e con il
Ministro della sanità, può stabilire con proprio decreto un limite più
elevato per il contenuto di zolfo nel gasolio immesso sul mercato per
un periodo massimo di sei mesi e previa autorizzazione da parte della
Commissione delle Comunità europee.
(12)Testo precedente le modifiche
apportate dal D.P.C.M. 7 settembre 2001, n. 395.
Art. 7
(15)
(15)Articolo abrogato dall’art. 10, comma 1, D.P.C.M. 7 settembre
2001, n. 395, che ha abrogato l’intero provvedimento.
Art. 7 (14)
1.
Ai fini dei controlli sul contenuto di zolfo nel gasolio previsti
dalla normativa vigente deve essere adottato come metodo di
riferimento per la determinazione del tenore di zolfo dei gasoli il
metodo ISO 8754.
2. L’interpretazione statistica dei risultati dei
controlli di cui al precedente comma deve essere effettuata secondo la
norma ISO 4259 (edizione 1979).
(14)Testo precedente le modifiche
apportate dal D.P.C.M. 7 settembre 2001, n. 395.
Art. 8
(17)
(17)Articolo abrogato dall’art. 10, comma 1, D.P.C.M. 7 settembre
2001, n. 395, che ha abrogato l’intero provvedimento.
Art. 8 (16)
1.
Il Ministero dell’ambiente, previa comunicazione al Ministero
dell’industria, del commercio e dell’artigianato e al Ministero della
sanità, redige ed inoltra alla Commissione europea ogni tre anni una
relazione concernente l’applicazione del presente decreto con le
modalità previste dalla direttiva n. 91/692/CEE. La relazione è
trasmessa alla Commissione entro nove mesi dalla fine del periodo di
tre anni da essa contemplato. La prima relazione dovrà contemplare il
periodo dal 1° gennaio 1994 al 31 dicembre 1996.
2. Al fine di
consentire l’espletamento delle attività di comunicazione di cui al
comma 1 ciascun operatore dovrà inviare entro il 3 marzo di ogni anno
al Ministero dell’ambiente, al Ministero dell’industria, del commercio
e dell’artigianato e al Ministero della sanità, i dati trimestrali
concernenti i quantitativi e il contenuto di zolfo del gasolio immesso
sul mercato italiano nell’anno precedente. La prima comunicazione,
riguardante l’anno 1994, dovrà pervenire entro sessanta giorni a
partire dalla data di entrata in vigore del presente
decreto.
(16)Testo precedente le modifiche apportate dal D.P.C.M. 7
settembre 2001, n. 395.
Art. 9 (19)
(19)Articolo abrogato dall’art.
10, comma 1, D.P.C.M. 7 settembre 2001, n. 395, che ha abrogato
l’intero provvedimento.
Art. 9 (18)
1. A partire alla data di entrata
in vigore del presente decreto è abrogato il decreto del Presidente
del Consiglio dei Ministri 4 giugno 1988, n. 240.
(18)Testo precedente
le modifiche apportate dal D.P.C.M. 7 settembre 2001, n. 395.

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