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Attuazione della direttiva 96/35/CE relativa alla designazione e alla qualificazione professionale dei consulenti per la sicurezza dei trasporti su strada, per ferrovia o per via navigabile di merci pericolose.

DECRETO LEGISLATIVO 4 febbraio 2000, n. 40.
Attuazione della direttiva
96/35/CE relativa alla designazione e alla qualificazione
professionale dei consulenti per la sicurezza dei
trasporti su strada,
per ferrovia o per via navigabile di merci pericolose.
(Dalla G.U. n.
52 del 3.3.2000)
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Visti gli articoli 76
ed 87 della Costituzione;
Vista la legge 5 febbraio 1999, n. 25;
Vista
la direttiva 96/35/CE del Consiglio del 3 giugno 1996, relativa alla
designazione e alla qualificazione professionale dei consulenti per
la
sicurezza dei trasporti su strada, per ferrovia o per via navigabile
di merci pericolose;
Visto il decreto legislativo 30 aprile 1992, n.
285, e successive modificazioni ed integrazioni, con il quale è stato
emanato il nuovo codice
della strada;
Visto il decreto legislativo 13
gennaio 1999, n. 41, di attuazione delle direttive 96/49/CE e
96/87/CE, relative al trasporto di merci
pericolose per
ferrovia;
Visto il decreto del Ministro dei trasporti e della
navigazione in data 4 settembre 1996, pubblicato nel supplemento
ordinario alla Gazzetta
Ufficiale n. 282 del 2 dicembre 1996, e
successive modificazioni ed integrazioni, di attuazione della
direttiva 94/55/CE relativa alle norme
per il trasporto su strada
delle merci pericolose;
Vista la deliberazione dei Consiglio dei
Ministri, adottata nella riunione del 21 gennaio 2000;
Sulla proposta
dei Ministri per le politiche comunitarie e dei trasporti e della
navigazione, di concerto con i Ministri degli affari
esteri,
dell’interno, della giustizia e del tesoro, del bilancio e
della programmazione economica;
E M A N A
il seguente decreto
legislativo:
Art. 1.
Definizioni
1. Ai fini del presente decreto si
intende per:
a) “impresa”: una o più persone fisiche, una persona
giuridica con o senza fini di lucro, una associazione senza
personalità giuridica con o
senza fini di lucro, che effettuano il
trasporto, il carico o lo scarico di merci pericolose;
b) “capo
dell’impresa”: il titolare od il legale rappresentante
dell’impresa;
c) “consulente per la sicurezza dei trasporti di merci
pericolose”, in appresso denominato “consulente”: ogni persona
designata dal capo
dell’impresa per svolgere i compiti ed esercitare
le funzioni definite all’articolo 4 ed in possesso del certificato di
cui all’articolo 5;
d) “merci pericolose”: le merci definite come tali
nell’allegato A al decreto del Ministro dei trasporti e della
navigazione 4 settembre 1996
e successivi aggiornamenti, per i
trasporti su strada, e nell’allegato al decreto legislativo 13 gennaio
1999, n. 41, e successivi
aggiornamenti, per i trasporti per
ferrovia.
Art. 2.
Campo di applicazione
1. Salvo quanto previsto al
comma 2, le disposizioni del presente decreto si applicano alle
imprese che effettuano operazioni di trasporto di
merci pericolose su
strada, per ferrovia o per via navigabile interna, oppure operazioni
di carico e scarico connesse a tali trasporti.
2. Le disposizioni dei
presente decreto non si applicano:
a) alle attività di cui al comma 1
effettuate con mezzi di trasporto di proprietà delle Forze armate o
delle Forze di polizia ovvero con
mezzi di trasporto impiegati sotto
la responsabilità delle stesse;
b) alle attività di cui al comma 1
effettuate per vie navigabili interne nazionali non collegate alle vie
navigabili interne degli altri Stati
dell’Unione europea.
Art.
3.
Obblighi del capo dell’impresa
1. Al fine di garantire un’efficace
prevenzione dei rischi inerenti le operazioni di cui all’articolo 2,
comma 1, il capo dell’impresa nomina,
entro novanta giorni dalla data
di entrata in vigore del presente decreto, uno o più consulenti in
possesso del certificato di formazione
professionale di cui al
presente decreto.
2. Può essere consulente lo stesso capo dell’impresa
ovvero un dipendente dell’impresa ovvero una persona esterna a
quest’ultima. Le
GOVERNO – D. Lgs. n. 40; Attuazione della
direttiva
96/35/CE
funzioni del consulente, adattate all’attività
dell’impresa, sono definite all’articolo 4.
3. Il capo dell’impresa
comunica all’ufficio provinciale della motorizzazione civile e dei
trasporti in concessione competente per territorio la
nomina del o dei
propri consulenti, indicandone le complete generalità.
4. Il capo
dell’impresa conserva la relazione di cui all’articolo 4, comma 1, per
cinque anni e, su richiesta, la mette a disposizione
dell’ufficio di
cui al comma 3.
5. La responsabilità sull’osservanza, da parte
dell’impresa, delle norme in materia di trasporto di merci pericolose
e del loro carico e scarico è
del capo dell’impresa stessa.
6. Sono
esentate dall’obbligo di nominare il consulente:
a) le imprese
esercenti le attività di cui all’articolo 2, comma 1, riguardanti
trasporti su strada di quantitativi limitati, per ogni unità
di
trasporto, al di sotto dei limiti definiti dai marginali 10010 e
10011 dell’allegato B al decreto del Ministro dei trasporti e della
navigazione
4 settembre 1996 e successivi aggiornamenti;
b) le imprese
esercenti le attività di cui al comma 1 definite dal Ministro dei
trasporti e della navigazione, con decreto da adottarsi entro
novanta
giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, quando i
trasporti di merci pericolose, o le operazioni di carico o scarico
ad
essi connesse, non siano effettuati a titolo di attività principale od
accessoria dell’impresa, ma vengano effettuati occasionalmente,
in
ambito esclusivamente nazionale e le merci trattate presentino un
grado di pericolosità o di inquinamento minimi.
Art. 4.
Obblighi del
consulente
1. Il consulente, in seguito alla verifica delle prassi e
delle procedure indicate nell’allegato I, redige una relazione nella
quale, per ciascuna
operazione relativa all’attività dell’impresa,
indica le eventuali modifiche procedurali ovvero strutturali
necessarie per l’osservanza delle
norme in materia di trasporto, di
carico e scarico di merci pericolose nonché per lo svolgimento
dell’attività dell’impresa in condizioni
ottimali di sicurezza.
2. Il
consulente redige la relazione di cui al comma 1 annualmente e ogni
qualvolta intervengano eventi modificativi delle prassi e
delle
procedure poste alla base della relazione stessa ovvero delle
norme in materia di trasporto, carico e scarico di merci
pericolose.
3. Il consulente consegna la relazione di cui al comma 1
al capo dell’impresa.
4. Quando nel corso di un trasporto ovvero di
una operazione di carico o scarico si sia verificato un incidente che
abbia recato pregiudizio
alle persone, ai beni o all’ambiente, il
consulente, dopo aver raccolto tutte le informazioni utili, provvede
alla redazione di una relazione
d’incidente.
5. La relazione di cui al
comma 4 è trasmessa al capo dell’impresa e, per il tramite degli
uffici provinciali della motorizzazione civile e dei
trasporti in
concessione, al Ministero dei trasporti e della navigazione –
Dipartimento dei trasporti terrestri.
Art. 5.
Qualificazione dei
consulenti
1. Il consulente deve avere una conoscenza sufficiente dei
rischi inerenti il trasporto e le operazioni di carico e scarico di
merci pericolose e
delle disposizioni normative vigenti in materia,
nonché dei compiti definiti nell’allegato I, e deve possedere un
certificato di formazione
professionale rilasciato dal Ministero dei
trasporti e della navigazione – Dipartimento dei trasporti terrestri,
a seguito del superamento di un
apposito esame.
2. L’esame di cui al
comma 1 deve riguardare le materie di cui all’allegato II, ovvero,
qualora il candidato intenda conseguire il certificato di
formazione
professionale limitatamente a determinati tipi di merci pericolose o a
determinate modalità di trasporto, solo le materie di cui
alle
seguenti classi di merci:
a) classe 1 (esplosivi);
b) classe 2
(gas);
c) classe 7 (materie radioattive);
d) classi 3, 4.1, 4.2, 4.3,
5.1, 5.2, 6.1, 6.2, 8 e 9 (solidi e liquidi);
e) numeri UN 1202, 1203,
1223 (prodotti petroliferi).
3. Il certificato di formazione
professionale è conforme al modello di cui all’allegato III e deve
indicare chiaramente la tipologia di merci
pericolose e le modalità di
trasporto per le quali è stato rilasciato.
4. Il certificato di cui al
comma 3 è valido per un periodo di cinque anni ed è rinnovato
periodicamente ogni cinque anni se il titolare, nel
corso dell’anno
immediatamente precedente il termine di ciascun quinquennio, ha
superato una prova di controllo volta ad accertare sia il
permanere
delle conoscenze di cui ai commi 1 e 2, sia l’acquisizione della
conoscenza delle eventuali modifiche ed integrazioni intervenute
in
materia.
5. Il Ministro dei trasporti e della navigazione, con
decreto, da adottarsi in sede di prima attuazione entro sessanta
giorni dalla data di
entrata in vigore del presente decreto, individua
il numero e la composizione delle commissioni di esame, nonché i
requisiti e le modalità di
nomina dei relativi componenti.
Limitatamente alle modalità di svolgimento dell’esame di cui al comma
1 si applicano, ove compatibili, le
disposizioni del decreto del
Presidente della Repubblica 9 maggio 1994, n. 487, e successive
modificazioni.
6. Le spese per la partecipazione agli esami di cui al
comma 1 e alla prova di controllo di cui al comma 4, quelle relative
al rilascio ed al
GOVERNO – D. Lgs. n. 40; Attuazione della
direttiva
96/35/CE
rinnovo dei certificati di formazione
professionale, nonché quelle per il funzionamento delle commissioni
esaminatrici e le indennità da
corrispondere ai componenti delle
commissioni medesime sono a carico dei candidati. Le somme relative
sono versate all’entrata del
bilancio dello Stato per essere
riassegnate, con decreto del Ministro dei tesoro, del bilancio e della
programmazione economica, ad apposita
unità previsionale del Ministero
dei trasporti e della navigazione.
7. Con decreto del Ministro dei
trasporti e della navigazione, di concerto con il Ministro del …

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