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Ricerca e coltivazione degli idrocarburi liquidi e gassosi...

Ricerca e coltivazione degli idrocarburi liquidi e gassosi

CAPO I – OGGETTO DELLA LEGGE

Articolo 1.
La ricerca e la coltivazione
di idrocarburi nelle zone diverse da quelle delimitate nella tabella
A, allegata alla legge 10 febbraio 1953, numero 136, sono soggette
alle disposizioni della presente legge ed a quelle con essa non
contrastanti, contenute nelle leggi e nei regolamenti minerari
attualmente in vigore. Sono sottratte alle disposizioni della presente
legge e regolate esclusivamente dal regio decreto-legge 29 luglio
1927, n. 1443 (1), le attività di ricerca e coltivazione di
idrocarburi ubicate nei territori delle province di Ferrara e Rovigo,
limitatamente agli strati del quaternario situati a profondità non
superiore a 1200 metri, nonché quelle previste dall’art.28 della legge
10 febbraio 1953, n. 136 (2).

CAPO II – DELLA RICERCA

Articolo
2.
[Il permesso di ricerca è esclusivo ed è accordato ai richiedenti
cittadini o enti italiani o degli altri Stati della Comunità economica
europea o a società aventi sede sociale in Italia o nei predetti Stati
e alle persone fisiche o giuridiche aventi nazionalità di Stato che
ammettano i cittadini, gli enti e le società italiani alla ricerca e
coltivazione degli idrocarburi liquidi e gassosi nei rispettivi
territori, purché abbiano capacità tecnica ed economica adeguata]
(3).
[Il permesso è rilasciato con decreto del Ministro per
l’industria, il commercio e l’artigianato, sentito il Comitato tecnico
per gli idrocarburi. Con lo stesso decreto è approvato il programma
dei lavori che il richiedente intende effettuare] (3).
In caso di
concorso di domanda per la stessa zona si tiene conto della
presentazione di un programma di lavoro che preveda la più razionale e
completa ricerca ed assicuri la più sollecita messa in valore dei
giacimenti eventualmente rinvenuti, delle garanzie offerte per
l’esecuzione di detto programma, con particolare riguardo alle
esperienze acquisite nel settore dell’industria estrattiva, e
dell’apporto che il richiedente ha già fornito o fornisce alle risorse
energetiche del Paese.
A parità di condizioni vale il criterio della
priorità di presentazione delle domande.
Sono considerate domande
concorrenti, ai fini del quarto comma, quelle presentate nelle more
dell’istruttoria e, in ogni caso, non oltre tre mesi dalla
pubblicazione della prima domanda nel bollettino ufficiale degli
idrocarburi (4).

Articolo 3.
[Il permesso di ricerca non può essere
accordato per una area superiore a 70 mila ettari] (3) (5).
[Possono
tuttavia essere accordati ad una stessa persona, ente, o società,
direttamente o indirettamente, più permessi di ricerca purché l’area
complessiva non risulti superiore ai 500 mila ettari in tutto il
territorio dello Stato] (3) (5).
Ai fini dei limiti indicati nel comma
precedente si computano anche:
1) i permessi di ricerca concessi a
persone o società, le quali posseggano la maggioranza delle azioni
della società richiedente o comunque un numero di azioni tale da
assicurare loro la maggioranza dei voti nelle assemblee ordina; rie
della società richiedente;
2) i permessi di ricerca concessi a
società, di cui il richiedente possegga la maggioranza delle azioni e
comunque un numero di azioni tale da assicurargli la maggioranza dei
voti nelle assemblee ordinarie;
3) i permessi di ricerca concessi a
persone o società, le quali, in virtù di particolari vincoli
contrattuali, esercitano influenza dominante sul richiedente o sono
sotto l’influenza dominante di esso;
4) i permessi di ricerca concessi
a società soggette allo stesso controllo al quale è soggetto
richiedente ai sensi dei precedenti numeri 1), 2) e 3);
5) i permessi
di ricerca concessi ai soci della società richiedente entro i limiti
della loro partecipazione al capitale di essa e purché tale
partecipazione sia in misura superiore all’8 per cento;
6) i permessi
di ricerca concessi a quelle società al cui capitale il richiedente
partecipi in misura superiore all’8 per cento, ed entro i limiti della
sua partecipazione.
Agli effetti dei limiti indicati nel presente
articolo si computano anche le aree concesse per la coltivazione e si
fa detrazione delle aree che non siano più oggetto di
permesso.

Articolo 4.
Il richiedente deve dichiarare nella domanda di
permesso di non trovarsi nelle condizioni previste dal precedente
art.3, ovvero deve indicare i permessi di ricerca concessi alle
persone o società che, nei suoi confronti, si trovino nelle condizioni
previste dal predetto articolo.
Nel caso di omessa o inesatta
dichiarazione il permesso di ricerca è revocato senza diritto ad alcun
indennizzo.
La revoca è disposta con decreto del Ministro per
l’industria e per il commercio sentiti il Comitato tecnico per gli
idrocarburi e gli interessati.
Qualora il titolare del permesso provi
che l’omissione o l’inesattezza fu determinata da ignoranza non
colpevole dei fatti che dovevano essere oggetto di dichiarazione, il
Ministro per l’industria e per il commercio provvede, sentiti
l’interessato ed il Comitato tecnico per gli idrocarburi, a ridurre
l’area dei permessi nei limiti indicati nel precedente
art.3.

Articolo 5.
I titolari dei permessi, qualora vengano a
trovarsi nelle condizioni previste dal precedente art.3, debbono darne
comunicazione al Ministero dell’industria e del commercio entro
sessanta giorni. Entro i successivi novanta giorni il Ministro per
l’industria e per il commercio provvede, sentiti i titolari ed il
Comitato tecnico per gli idrocarburi, a ridurre l’area dei permessi
nei limiti di cui al precedente art.3.Nel caso di omessa comunicazione
nel termine di cui al precedente comma il Ministro per l’industria e
per il commercio, sentiti il Comitato tecnico per gli idrocarburi ed i
titolari dei permessi, dichiara detti titolari decaduti senza diritto
ad indennizzo qualora non provino che l’omessa comunicazione fu
determinata da ignoranza non colpevole dei fatti che dovevano essere
oggetto della comunicazione.

Articolo 6.
[L’area del permesso di
ricerca deve essere continuata e compatta e deve essere delimitata da
archi di meridiano e di parallelo di lunghezza pari a un minuto primo
o a un multiplo di esso salvo per il lato che eventualmente coincida
con la frontiera dello Stato o con la linea costiera o con il
perimetro delle zone delimitate nella Tabella A ed annessa cartina
allegata alla legge 10 febbraio 1953, n. 136, o con il perimetro dei
permessi di ricerca e delle concessioni di coltivazione già
accordati.
I vertici dell’area del permesso sono espressi in gradi e
minuti primi.
La lunghezza dell’area del permesso, intesa come
distanza tra i vertici estremi, non deve essere superiore a quattro
volte la larghezza media dell’area stessa] (6) (6/a).

Articolo 7.
[La
durata del permesso è di quattro anni (7).
Il titolare del permesso ha
diritto a due successive proroghe, ciascuna di due anni, se ha
adempiuto agli obblighi derivanti dal permesso.
Con il decreto di
proroga del Ministro per l’industria e per il commercio è approvato il
programma tecnico e finanziario particolareggiato relativo al nuovo
periodo di lavori.
Chi sia decaduto dal permesso di ricerca o vi abbia
rinunziato ovvero, alla scadenza del termine delle proroghe, non abbia
ottenuto la concessione, non può ottenere nuovo permesso di ricerca
per la stessa area se non dopo un quinquennio dalla cessazione del
permesso] (6/a).

Articolo 8.
Il titolare del permesso è tenuto ad
iniziare i lavori di prospezione geologica e geofisica e di
perforazione nei termini stabiliti nel permesso.
Il termine non può
essere superiore a sei mesi dalla comunicazione del permesso per i
lavori di prospezione e a trenta mesi dall’inizio della prospezione
per i lavori di perforazione.

Articolo 9.
Il titolare del permesso
deve:
1) svolgere il programma di lavoro entro i termini stabiliti nel
permesso;
2) riferire all’autorità mineraria, nei termini e con le
modalità indicate nel permesso, sui rilievi geologici e di prospezione
geofisica effettuati, sottoporre preventivamente il programma relativo
alla tecnica di perforazione di ciascun pozzo all’approvazione
dell’autorità mineraria, dando notizie sull’andamento dei lavori e sui
risultati ottenuti;
3) entro quindici giorni dal rinvenimento di
idrocarburi, darne notizie all’autorità mineraria;
4) comunicare
all’autorità mineraria le notizie di carattere economico e tecnico e
gli altri dati che essa richiede;
5) conservare, con le modalità
indicate nel permesso, i campioni dei materiali solidi, liquidi e
gassosi ritrovati durante i lavori ed i campioni dei minerali
rinvenuti;
6) consegnare all’autorità mineraria i campioni che essa
richiede;
7) osservare le disposizioni delle leggi e dei regolamenti
minerari nonché quelle previste nel permesso e le prescrizioni che gli
venissero impartite dall’autorità mineraria ai fini della regolare
esecuzione del programma (7/a).

Articolo 10.
Il titolare del permesso
deve corrispondere allo Stato un canone annuo di lire dieci per ogni
ettaro di superficie compresa nell’area del permesso.
Il canone annuo
è aumentato a lire venti per il primo biennio di proroga e a lire
trenta per il secondo biennio.
Il canone predetto è pagato
anticipatamente per ogni anno di durata del permesso concesso o
prorogato.
In caso di decadenza o rinunzia totale o parziale è
comunque dovuto il canone per l’anno in corso (8).

Articolo 11.
Il
titolare del permesso può rinunciare anche a parte dell’area di
ricerca, ma ciascuna rinuncia può comprendere solo superfici continue
non inferiori ai cento ettari, adiacenti almeno ad uno dei lati del
permesso che intende mantenere. L’area residua del permesso deve avere
le caratteristiche di cui all’art.6.
E’ escluso, in ogni caso, il
rimborso del canone annuo corrisposto per la parte dell’area
rinunciata (9).

Articolo 12.
Alla scadenza del primo periodo del
permesso l’area della ricerca è ridotta del 25 per cento e, alla
scadenza della prima pr…

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