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Ricerca e coltivazione degli idrocarburi liquidi e gassosi nel mare territoriale e nella piattaforma continentale e modificazioni alla L. 11 gennaio 1957, n.6, sulla ricerca e coltivazione degli idrocarburi liquidi e gassosi (1)

TITOLO I – RICERCA E COLTIVAZIONE DEGLI IDROCARBURI LIQUIDI E GASSOSI
NEL MARE TERRITORIALE E NELLA PIATTAFORMA CONTINENTALE

CAPO I – DELLA
PIATTAFORMA CONTINENTALE

Articolo 1
Agli effetti della presente legge
si intende per piattaforma continentale il fondo ed il sottofondo
marino adiacente al territorio della penisola e delle isole italiane e
situati al di fuori del mare territoriale, fino al limite
corrispondente alla profondità di 200 metri o, oltre tale limite, fino
al punto in cui la profondità delle acque sovrastanti permette lo
sfruttamento delle risorse naturali di tali zone (2).
La
determinazione del limite esterno della piattaforma continentale
italiana sarà effettuata mediante accordi con gli Stati, le cui coste
fronteggiano quello dello Stato italiano e che hanno in comune la
stessa piattaforma continentale.
Sino all’entrata in vigore degli
accordi di cui al comma precedente, non sono rilasciati permessi di
prospezione non esclusiva e di ricerca né concessioni di coltivazione
di idrocarburi liquidi e gassosi nella piattaforma continentale
italiana se non al di qua della linea mediana tra la costa italiana e
quella degli Stati che la fronteggiano.

CAPO II – OGGETTO DEL
TITOLO

Articolo 2
Il diritto di esplorare la piattaforma continentale
e di sfruttarne le risorse naturali appartiene allo Stato.Le attività
dirette alla prospezione, alla ricerca ed alla coltivazione degli
idrocarburi liquidi e gassosi nel sottofondo marino adiacente al
territorio della penisola e delle isole italiane, dalla costa a bassa
marea fino al limite esterno della piattaforma continentale italiana,
sono soggette alle disposizioni della presente legge e a quelle non
contrastanti contenute nelle leggi vigenti.
Le attività di cui al
comma precedente sono esercitate in modo da non portare ingiustificate
restrizioni alla libertà di navigazione, all’esercizio della pesca,
alla conservazione delle risorse biologiche del mare, agli altri usi
dell’alto mare, secondo il diritto internazionale, nonché alla
conservazione del litorale, delle spiagge, delle rade e dei porti.
Le
sostanze minerali ricavate dalla piattaforma continentale sono
considerate, a tutti gli effetti, compresi quelli fiscali non previsti
dalla presente legge, alla stregua di quelle ricavate nel territorio
italiano.
Le autorizzazioni e le concessioni per la esplorazione della
piattaforma continentale a fini diversi a quelli previsti nei commi
precedenti e per lo sfruttamento delle risorse naturali diverse dagli
idrocarburi e dalle altre sostanze minerali, sono di competenza
dell’amministrazione marittima. Per tali autorizzazioni e concessioni
valgono, in quanto applicabili, le norme del Codice della navigazione
e del relativo Regolamento di esecuzione a quelle vigenti per la
determinazione del canone dovuto.

Articolo 3
Le attività, di cui al
secondo comma dell’articolo precedente, si sviluppano nelle seguenti
fasi:
1) prospezione consistente in rilievi superficiali estesa a
tutto il sottofondo del mare territoriale e della piattaforma
continentale italiana e volta ad accertarne le caratteristiche
geominerarie;
2) prospezione analoga alla precedente ma in zone
delimitata, consentita con carattere di non esclusività;
3) ricerca
esclusiva in zona avente configurazione ed estensione obbligata,
consistente in tutte le operazioni volte al rinvenimento di
giacimenti, ivi comprese le perforazioni meccaniche;
4) coltivazione
esclusiva in area compresa nell’ambito del permesso di ricerca e volta
allo sfruttamento del giacimento rinvenuto.
[La fase di cui al punto
1) ha carattere di priorità assoluta; essa è riservata, in temporanea
esclusiva, all’Ente nazionale idrocarburi] (2/a).
La fase di cui al
punto 2) non ha carattere di obbligatorietà e può essere consentita
sia antecedentemente che contemporaneamente alle fasi 3) e 4); la fase
di cui al punto 3) è obbligatoria per il passaggio alla fase della
coltivazione, di cui al punto 4).

Articolo 4.
Salvo quanto disposto
dalle norme della presente legge, da quelle di polizia mineraria e da
ogni altra disposizione che regoli l’attività mineraria, la tutela dei
diritti dello Stato sulla piattaforma continentale resta affidata,
secondo le norme del Codice della navigazione, in quanto applicabili,
all’autorità marittima.
L’autorità marittima vigila altresì
sull’osservanza da parte dei permissionari e dei concessionari degli
obblighi e vincoli loro imposti su richiesta del Ministero della
marina mercantile.

CAPO III – DELLA PROSPEZIONE

Articolo 5
La
prospezione consiste in rilievi geografici, geologici e geofisici,
eseguiti con qualunque metodo e mezzo, escluse le perforazioni
meccaniche di ogni specie, intesa ad accertare la natura del
sottofondo marino, di cui all’art. 2, ai fini della ricerca degli
idrocarburi liquidi e gassosi.
[L’Ente nazionale idrocarburi deve
eseguire una prospezione estensiva su tutto il sottofondo marino, con
carattere di temporanea esclusiva, secondo il programma approvato,
sentito il Comitato tecnico per gli idrocarburi, con decreto del
Ministro per l’industria, il commercio e l’artigianato, di concerto
con il Ministro per le partecipazioni statali e con quello per la
marina mercantile per quanto attiene alle prescrizioni concernenti le
materie di cui al terzo e quinto comma dell’art. 2] (2/b).
Ai fini
della prospezione di cui al precedente comma, il sottofondo marino
viene diviso nelle seguenti zone:
Zona A: sottofondo marino adriatico
adiacente al territorio della penisola a nord del 44° parallelo,
eccezion fatta della zona delimitata al punto 1 della tabella A
allegata alla legge 10 febbraio 1953, n. 136;
Zona B: sottofondo
marino adriatico adiacente al territorio della penisola fra il 44° e
il 42° parallelo e delle isole Tremiti e Pianosa;
Zona C: sottofondo
marino adiacente al territorio della Sicilia e delle isole Eolie,
Ustica, Egadi, Pantelleria e Pelagie;
Zona D: sottofondo marino
adriatico e jonico adiacente al territorio della penisola a sud del
42° parallelo;
Zona E: sottofondo marino tirrenico, adiacente al
territorio della penisola, delle isole dell’Arcipelago toscano e delle
isole Pontine, nonché il sottofondo marino adiacente al territorio
della Sardegna.
La prospezione deve essere completata entro i seguenti
termini massimi a partire dalla data di entrata in vigore della
presente legge:
Zona A, trenta giorni;
Zona B, otto mesi;
Zona C,
ventisei mesi;
Zone D ed E, quattordici mesi.
[Le aree ed i limiti di
tempo, entro i quali l’ENI deve effettuare la prospezione estensiva di
cui al presente articolo nel sottofondo marino situato al di fuori
della linea isobatica dei 200 metri, nell’ambito della piattaforma
continentale italiana, sono determinati dal Ministro per l’industria,
il commercio e l’artigianato con propri decreti, di concerto con i
Ministri per gli affari esteri, per la marina mercantile, per le
partecipazioni statali e per le poste e telecomunicazioni, sentito il
comitato tecnico per gli idrocarburi. Entro gli stessi termini
indicati nei suddetti decreti l’ENI provvederà agli adempimenti
previsti nell’articolo 6] (2/c).
[L’esercizio dell’attività di
prospezione e di ricerca ai sensi degli articoli 9 e 16 della presente
legge potrà essere consentito ai terzi dopo la scadenza dei termini di
cui al precedente comma oppure per le zone sulle quali l’Ente
nazionale idrocarburi abbia già completato la prospezione] (2/b)
(2/d).

Articolo 6
[Entro i termini indicati nel quarto comma e nei
decreti di cui al quinto comma dell’art. 5, l’Ente nazionale
idrocarburi trasmette i risultati, con relativa documentazione, dei
lavori eseguiti secondo il programma della prospezione al Ministero
dell’industria, del commercio e dell’artigianato ed a quello delle
partecipazioni statali indicando per ogni singola zona le aree, entro
la percentuale del 25 per cento, nelle quali devono essere rilasciati
all’Ente stesso permessi di ricerca ai sensi dal Capo IV della
presente legge (3).
Dette aree devono avere i requisiti prescritti
dall’art. 19] (2/b).

Articolo 7.
Con avviso pubblicato nel
bollettino ufficiale degli idrocarburi il Ministro dell’industria, del
commercio e dell’artigianato rende note le modalità con le quali è
possibile prendere conoscenza dei risultati dei rilevamenti eseguiti
in base al programma di cui all’art. 5.

Articolo 8
Sulle aree per le
quali non sono stati accordati all’Ente nazionale idrocarburi i
permessi di cui all’art. 6, sono rilasciati o permessi non esclusivi
di prospezione, ai sensi del presente Capo, o permessi di ricerca, ai
sensi del successivo Capo IV.
L’Ente nazionale idrocarburi potrà
ottenere nelle aree predette permessi di ricerca, oltre quelli di cui
all’art. 6, dopo trascorsi due anni dal termine di esecuzione della
prospezione di cui all’art. 5, senza peraltro poter concorrere con le
istanze di terzi presentate entro il biennio citato.

Articolo 9
[Il
permesso di prospezione è accordato ai richiedenti cittadini o enti
italiani o degli altri Stati membri della Comunità economica europea o
a società aventi la sede sociale in Italia o nei predetti Stati e alle
persone fisiche o giuridiche aventi nazionalità di Stati che ammettano
i cittadini, gli enti e le società italiani alla ricerca e alla
coltivazione degli idrocarburi liquidi e gassosi nelle rispettive
acque territoriali e piattaforme continentali, i quali abbiano
capacità tecnica ed economica adeguata alla esecuzione delle
operazioni di prospezione, con decreto del Ministro per l’industria,
il commercio e l’artigianato, sentito il comitato tecnico per gli
idrocarburi, di concerto con quello per la marina mercantile per
quanto attiene alle prescrizioni concernenti le materie di cui al
terzo e al quinto comma dell’art. 2] (3/a).

Articolo 10
Il permesso
di prospezione non è esclusivo.Esso è accordato, per la durata di un
anno, su aree continue delimitate mediant…

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