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DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 21 settembre 2001, n.422: Rego...

DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 21 settembre 2001, n.422: Regolamento recante norme per l'individuazione dei titoli professionali del personale da utilizzare presso le pubbliche amministrazioni per le attivita' di informazione e di comunicazione e disciplina degli interventi formativi. (GU n. 282 del 4-12-2001)

DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 21 settembre 2001, n.422

Regolamento recante norme per l’individuazione dei titoli
professionali del personale da utilizzare presso le pubbliche
amministrazioni per le attivita’ di informazione e di comunicazione e
disciplina degli interventi formativi.

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Visto l’articolo 87, quinto comma, della Costituzione;
Visto l’articolo 17, comma 1, della legge 23 agosto 1988, n. 400;
Visto il decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165;
Vista la legge 7 giugno 2000, n. 150, ed in particolare l’articolo
5;
Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei Ministri,
adottata nella riunione del 7 febbraio 2001;
Acquisita l’intesa della Conferenza unificata di cui all’articolo 8
del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, reso nella seduta del
19 aprile 2001;
Udito il parere del Consiglio di Stato, espresso dalla Sezione
consultiva per gli atti normativi nell’adunanza del 21 maggio 2001;
Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella
riunione del 2 agosto 2001;
Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri, di
concerto con il Ministro per la funzione pubblica;

E m a n a

il seguente regolamento:
Art. 1.
Ambito di applicazione

1. Il presente regolamento individua i titoli per l’accesso del
personale da utilizzare per le attivita’ di informazione e di
comunicazione, disciplina i modelli formativi finalizzati alla
qualificazione professionale del personale che gia’ svolge le
attivita’ di informazione e di comunicazione nelle pubbliche
amministrazioni, e stabilisce i requisiti minimi dei soggetti privati
e pubblici abilitati allo svolgimento di attivita’ formative in
materia di informazione e comunicazione delle pubbliche
amministrazioni.
2. Le disposizioni del presente regolamento si applicano alle
amministrazioni di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto
legislativo 30 marzo 2001, n. 165, ad eccezione delle regioni a
statuto ordinario, delle regioni a statuto speciale e delle province
autonome di Trento e Bolzano.

Avvertenza:
Il testo delle note qui pubblicato e’ stato redatto
dall’amministrazione competente per materia, ai sensi
dell’art. 10, comma 3, del testo unico delle disposizioni
sulla promulgazione delle leggi, sull’emanazione dei
decreti del Presidente della Repubblica e sulle
pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana,
approvato con D.P.R. 28 dicembre 1985, n. 1092, al solo
fine di facilitare la lettura delle disposizioni di legge
alle quali e’ operato il rinvio. Restano invariati il
valore e l’efficacia degli atti legislativi qui trascritti.

Note alle premesse:
– L’art. 87, comma quinto, della Costituzione
conferisce al Presidente della Repubblica il potere di
promulgare le leggi e di emanare i decreti aventi valore di
legge e i regolamenti.
– Si riporta il testo del comma 1 dell’art. 17 della
legge 23 agosto 1988, n. 400:
“1. Con decreto del Presidente della Repubblica, previa
deliberazione del Consiglio dei Ministri, sentito il parere
del Consiglio di Stato che deve pronunziarsi entro novanta
giorni dalla richiesta, possono essere emanati regolamenti
per disciplinare:
a) l’esecuzione delle leggi e dei decreti
legislativi, nonche’ dei regolamenti comunitari;
b) l’attuazione e l’integrazione delle leggi e dei
decreti legislativi recanti norme di principio, esclusi
quelli relativi a materie riservate alla competenza
regionale;
c) le materie in cui manchi la disciplina da parte di
leggi o di atti aventi forza di legge, sempre che non si
tratti di materie comunque riservate alla legge;
d) l’organizzazione ed il funzionamento delle
amministrazioni pubbliche secondo le disposizioni dettate
dalla legge;”.
– Il decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 9 maggio 2001, n. 106,
supplemento ordinario, reca: “Norme generali
sull’ordinamento del lavoro alle dipendenze delle
amministrazioni pubbliche”.
– La legge 7 giugno 2000, n. 150, pubblicata nella
Gazzetta Ufficiale 13 giugno 2000, n. 136, reca:
“Disciplina delle attivita’ di informazione e di
comunicazione delle pubbliche amministrazioni”. Si
trascrive il testo dell’art. 5:
“Art. 5. – 1. Con regolamento da emanare, ai sensi
dell’art. 17, comma 1, della legge 23 agosto 1988, n. 400,
e successive modificazioni, previa intesa con la Conferenza
unificata di cui all’art. 8 del decreto legislativo
28 agosto 1997, n. 281, entro sessanta giorni dalla data di
entrata in vigore della presente legge, si provvede alla
individuazione dei titoli per l’accesso del personale da
utilizzare presso le pubbliche amministrazioni per le
attivita’ di informazione e di comunicazione. Il medesimo
regolamento prevede e disciplina altresi’ gli interventi
formativi e di aggiornamento per il personale che gia’
svolge attivita’ di informazione e di comunicazione.”.

Nota all’art. 1:
– Per il riferimento al decreto legislativo 30 marzo
2001, n. 165, si vedano le note alle premesse. Si riporta
il testo del comma 2 dell’art. 1:
“2. Per amministrazioni pubbliche si intendono tutte le
amministrazioni dello Stato, ivi compresi gli istituti e
scuole di ogni ordine e grado e le istituzioni educative,
le aziende ed amministrazioni dello Stato ad ordinamento
autonomo, le regioni, le province, i comuni, le comunita’
montane, e loro consorzi e associazioni, le istituzioni
universitarie, gli istituti autonomi case popolari, le
camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura e
loro associazioni, tutti gli enti pubblici non economici
nazionali, regionali e locali, le amministrazioni, le
aziende e gli enti del Servizio sanitario nazionale.”.

Art. 2.
Requisiti per lo svolgimento delle attivita’ di comunicazione

1. L’esercizio delle attivita’ di comunicazione nell’ambito degli
uffici per le relazioni con il pubblico o delle analoghe strutture di
cui all’articolo 6 della legge 7 giugno 2000, n. 150, fatte salve le
norme vigenti nei diversi ordinamenti che disciplinano l’accesso alle
qualifiche, e’ subordinato al possesso dei requisiti di cui ai
successivi commi 2 e 4.
2. Per il personale appartenente a qualifica dirigenziale e per il
personale appartenente a qualifiche comprese nell’area di
inquadramento C del contratto collettivo nazionale di lavoro per il
comparto Ministeri o in aree equivalenti dei contratti collettivi
nazionali di lavoro per i comparti di contrattazione riguardanti le
altre amministrazioni pubbliche cui si applica il presente
regolamento, e’ richiesto il possesso del diploma di laurea in
scienze della comunicazione, del diploma di laurea in relazioni
pubbliche e altre lauree con indirizzi assimilabili, ovvero, per i
laureati in discipline diverse, del titolo di specializzazione o di
perfezionamento post-laurea o di altri titoli post-universitari
rilasciati in comunicazione o relazioni pubbliche e materie
assimilate da universita’ ed istituti universitari pubblici e
privati, ovvero di master in comunicazione conseguito presso la
Scuola superiore della pubblica amministrazione e, se di durata
almeno equivalente, presso il Formez, la Scuola superiore della
pubblica amministrazione locale e altre scuole pubbliche nonche’
presso strutture private aventi i requisiti di cui all’allegato B al
presente regolamento.
3. Ai fini della individuazione dei titoli di studio per le
categorie di personale di cui al comma 2, e’ comunque fatta salva
l’applicazione, secondo criteri di equivalenza, delle disposizioni di
cui al regolamento in materia di autonomia didattica degli atenei,
adottato ai sensi dell’articolo 17, comma 95, della legge 15 maggio
1997, n. 127, con decreto del Ministro dell’universita’ e della
ricerca scientifica e tecnologica 3 novembre 1999, n. 509.
4. Nessun requisito specifico e’ richiesto per il personale diverso
da quello di cui al comma 2. Agli uffici per le relazioni con il
pubblico non puo’ essere adibito personale appartenente ad aree di
inquadramento inferiore alla B del contratto collettivo nazionale di
lavoro per il comparto Ministeri o in aree equivalenti dei contratti
collettivi nazionali di lavoro per i comparti di contrattazione
riguardanti le altre amministrazioni pubbliche cui si applica il
presente regolamento.
5. Per l’assegnazione all’ufficio per le relazioni con il pubblico
o strutture analoghe, le amministrazioni prevedono, relativamente al
personale di cui al comma 4, la frequenza di corsi di formazione
teorico-pratici, organizzati, in relazione allo specifico profilo
professionale da ricoprire, sulla base dei modelli formativi d…

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