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Attuazione degli articoli 8 e 9 del regolamento CEE n. 2092/91 in materia di produzione agricola ed agro-alimentare con metodo biologico

Attuazione degli articoli 8 e 9 del regolamento CEE n. 2092/91 in
materia di produzione agricola
ed agro-alimentare con metodo
biologico
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Visti gli articoli 76 e 87
della Costituzione;
Visto l’art. 42 della legge 22 febbraio 1994, n.
146, recante delega al Governo per l’attuazione delle
disposizioni di
cui agli articoli 8 e 9 del regolamento CEE n. 2092 del 24 giugno 1991
in materia di
produzione agricola e agro-alimentare con metodo
biologico;
Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei
Ministri, adottata nella riunione del 17 febbraio
1995;
Sentita la
Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le
provincie autonome di
Trento e Bolzano;
Acquisiti i pareri delle
competenti commissioni parlamentari della Camera dei deputati e del
Senato
della Repubblica;
Vista la deliberazione del Consiglio dei
Ministri, adottata nella riunione del 16 marzo 1995;
Sulla proposta
del Ministro del bilancio e della programmazione economica incaricato
per il
coordinamento delle politiche dell’Unione europea e del
Ministro delle risorse agricole, alimentari e
forestali, di concerto
con i Ministri della sanità, dell’industria, del commercio e
dell’artigianato, degli
affari esteri, di grazia e giustizia e del
tesoro;
Emana il seguente decreto:
1. Autorità per il
coordinamento.
1. Il Ministero delle risorse agricole, alimentari e
forestali è l’autorità preposta al controllo ed al
coordinamento delle
attività amministrative e tecnico-scientifiche inerenti l’applicazione
della
regolamentazione comunitaria in materia di agricoltura
biologica, di cui al regolamento CEE del
Consiglio n. 2092/91 del 24
giugno 1991, e successive modifiche ed integrazioni.
2. Comitato di
valutazione degli organismi di controllo.
1. È istituito presso il
Ministero delle risorse agricole, alimentari e forestali il Comitato
di
valutazione
degli organismi di controllo, con il compito di
esprimere pareri in merito all’adozione dei
provvedimenti
di
autorizzazione degli organismi di controllo di cui all’art. 3, e di
revoca totale o parziale dei
medesimi.
2. Il Comitato di cui al comma
1 è formato da nove componenti, nominati con decreto del
Ministro
delle risorse agricole, alimentari e forestali, di cui tre
scelti tra funzionari del Ministero delle risorse
agricole, alimentari
e forestali, tre funzionari designati rispettivamente dai Ministeri
dell’industria,
del
commercio e dell’artigianato, della sanità, del
commercio con l’estero, tre designati dalla Conferenza
dei Presidenti
di cui all’art. 4 del decreto legislativo 16 dicembre 1989, n. 418.
3.
Al fine di esprimere il parere previsto al comma 1, il Comitato è
integrato di volta in volta con un
rappresentante designato da
ciascuna delle regioni e provincie autonome in cui il richiedente
ha
dichiarato di essere presente, ai sensi dell’allegato II, parte I,
punto 6.
4. Il presidente ed il segretario del Comitato sono nominati
tra i rappresentanti del Ministero delle
risorse agricole, alimentari
e forestali. Il segretario del Comitato cura l’invio ai componenti di
cui ai
commi 2 e 3 dell’ordine del giorno e della relativa
documentazione.
3. Organismi autorizzati.
1. Gli organismi che
intendono svolgere il controllo sulle attività della produzione
agricola, della
preparazione e dell’importazione di prodotti ottenuti
secondo il metodo dell’agricoltura biologica,
presentano la relativa
istanza al Ministro delle risorse agricole, alimentari e forestali, ai
sensi
dell’allegato I al presente decreto legislativo. Il Ministro si
pronuncia entro novanta giorni dal
ricevimento della stessa. Ove la
richiesta sia irregolare o incompleta, ne è data comunicazione
al
richiedente, indicandone i motivi. In tal caso il termine decorre
dal ricevimento della domanda
regolarizzata o completa.
2.
L’autorizzazione è subordinata, oltre che all’accertamento della
regolarità o completezza della
domanda, alla verifica del possesso dei
requisiti previsti dal regolamento CEE n. 2092/91,
e
successive
modifiche ed integrazioni, per esercitare l’attività di
controllo, e di quelli indicati negli allegati I e II
al
presente
decreto legislativo.
3. Gli organismi di controllo sono autorizzati
con decreto del Ministro delle risorse agricole,
alimentari
e
forestali, sentito il Comitato di cui all’art. 2. Gli organismi di
controllo autorizzati possono
esercitare
la propria attività su tutto
il territorio nazionale.
4. Vigilanza sugli organismi di controllo
autorizzati.
1. Gli organismi di controllo autorizzati si attengono
agli obblighi previsti dal regolamento CEE n.
2092/91, e successive
modifiche ed integrazioni, ed a quelli elencati nell’allegato III al
presente
decreto legislativo.
2. La vigilanza sugli organismi di
controllo autorizzati è esercitata dal Ministero delle
risorse
agricole,
alimentari e forestali e dalle regioni e provincie
autonome, per le strutture ricadenti nel territorio di
propria
competenza.
3. Ciascuna regione e provincia autonoma, all’esito dei
controlli di cui al comma 2, propone la
revoca
dell’autorizzazione
qualora sia emerso che l’organismo non risulta più in possesso dei
requisiti sulla
base dei quali l’autorizzazione è stata concessa,
ovvero nei casi previsti dall’articolo 9, comma 6,
lettera d), del
regolamento CEE n. 2092/91.
4. La revoca dell’autorizzazione può
riguardare anche una sola delle strutture, sempre che
l’organismo
di
controllo risulti ancora in possesso di tutti i requisiti richiesti
con riferimento alle restanti
strutture.
5. La revoca
dell’autorizzazione è disposta con la procedura di cui all’art. 3,
comma 3.
5. Controllo sugli operatori.
1. Gli organismi autorizzati
effettuano i controlli previsti dalle norme comunitarie secondo
un
pianotipo,
predisposto annualmente dall’organismo stesso. Il piano
è trasmesso entro il trenta novembre di
ciascun anno per l’attività
relativa all’anno successivo, alle regioni e alle provincie
autonome
interessate ed al Ministero delle risorse agricole,
alimentari e forestali, che d’intesa con le regioni e
le
provincie
autonome interessate, può formulare rilievi ed osservazioni entro
trenta giorni dal
ricevimento. L’organismo di controllo è tenuto a
svolgere la propria attività secondo il piano
predisposto, tenendo
conto delle modifiche eventualmente apportate su richiesta del
Ministero.
2. L’organismo autorizzato rilascia la certificazione, a
seguito delle ispezioni di esito favorevole, ai
sensi dell’allegato
IV.
6. Operatori.
1. Gli operatori che producono o preparano i
prodotti indicati all’art. 1 del regolamento CEE n.
2092/91, sono
tenuti a notificare l’inizio delle attività, ovvero il loro prosieguo
alla data di entrata in
vigore del presente decreto, alle regioni e
alle provincie autonome nel cui territorio è ubicata
l’azienda.
La
notifica, sottoscritta con firma autenticata dell’operatore
responsabile, è effettuata mediante
lettera
raccomandata, con avviso
di ricevimento, utilizzando i modelli di cui all’allegato V, punto 1.
Copia
della
notifica è trasmessa, in pari data, all’organismo di
controllo autorizzato, cui l’operatore fa
riferimento.
2. Gli
operatori che svolgono attività di importazione sono tenuti ad inviare
notifica di tale attività al
Ministero delle risorse agricole,
alimentari e forestali. Copia della notifica è trasmessa, in pari
data,
all’organismo di controllo autorizzato cui l’operatore fa
riferimento.
3. Nel caso di importazioni relative a prodotti
provenienti da Paesi terzi non in regime di
equivalenza,
gli operatori
sono tenuti ad inviare al Ministero delle risorse agricole, alimentari
e forestali, la
notifica
di cui all’allegato V, punto 5, al fine
dell’esame delle condizioni di idoneità e del rilascio
della
relativa
autorizzazione.
7. Modulistica.
1. Le notifiche
dell’attività di produzione con metodo biologico, i programmi annuali
di produzione,
le
relazioni di ispezione dell’attività di produzione e
i registri aziendali sono redatti in conformità ai
modelli
di cui
all’allegato V, punti da 1 a 5.
8. Elenchi regionali.
1. Le regioni e
le provincie autonome istituiscono gli elenchi degli operatori
dell’agricoltura
biologica,
distinti in tre sezioni: «produttori
agricoli», «preparatori», e «raccoglitori dei prodotti spontanei».
2.
La sezione relativa ai prodotti agricoli si articola in: «aziende
biologiche», «aziende in conversione»
e«aziende miste».
3. Rientrano
nella categoria dei preparatori gli operatori che esercitano la
propria attività utilizzando
prodotti provenienti da aziende ad
agricoltura biologica, le cui produzioni sono già certificate.
4. Al
fine di costituire l’elenco nazionale di cui all’art. 9, le regioni e
le provincie autonome, entro il
trentuno marzo di ogni anno,
comunicano al Ministero delle risorse agricole, alimentari e
forestali
gli
elenchi degli operatori iscritti agli elenchi regionali,
nonché i relativi aggiornamenti.
5. Possono accedere agli elenchi di
cui al presente articolo gli operatori che hanno effettuato
la
notifica ai sensi dell’art. 6 e che sono stati riconosciuti idonei
dagli organismi di controllo
autorizzati.
6. Gli elenchi regionali
sono pubblici.
9. Elenchi nazionali.
1. È istituito, presso il
Ministero delle risorse agricole, alimentari e forestali, l’elenco
nazionale degli
operatori dell’agricoltura biologica.
2. L’elenco di
cui al comma 1 è articolato in quattro sezioni e ne fanno parte, oltre
agli operatori
iscritti
negli elenchi di cui all’art. 8, gli
importatori.
3. È istituito presso il Ministero delle risorse
agricole, alimentari e forestali l’elenco degli organismi
di
controllo
autorizzati ai sensi del presente decreto.
4. Gli elenchi di cui ai
commi 1 e 3 sono pubblici.
10. Norme finali.
1. Con decreto del
Ministro delle risorse agricole, alimentari e forestali, di concerto
con i Ministri
dell’industria, del commercio e dell’artigianato, della
sanità e del commercio con l’estero, sentita l…

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