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TESTO COORDINATO DEL DECRETO-LEGGE 23 novembre 2001, n.411 Testo de...

TESTO COORDINATO DEL DECRETO-LEGGE 23 novembre 2001, n.411 Testo del decreto-legge 23 novembre 2001, n. 411 (In Gazzetta Ufficiale - serie generale - n. 275 del 26 novembre 2001), coordinato con la legge di conversione 31 dicembre 2001, n. 463 (in questa stessa Gazzetta Ufficiale alla pag. 7) recante: 'Proroga e differimenti di termini'. (GU n. 7 del 9-1-2002)

TESTO COORDINATO DEL DECRETO-LEGGE 23 novembre 2001, n.411

Testo del decreto-legge 23 novembre 2001, n. 411 (In Gazzetta
Ufficiale – serie generale – n. 275 del 26 novembre 2001), coordinato
con la legge di conversione 31 dicembre 2001, n. 463 (in questa
stessa Gazzetta Ufficiale alla pag. 7) recante: “Proroga e
differimenti di termini”.

Avvertenza:
Il testo coordinato qui pubblicato e’ stato redatto dal Ministero
della giustizia ai sensi dell’art. 11, comma 1, del testo unico sulla
promulgazione delle leggi, sull’emanazione dei decreti del Presidente
della Repubblica e sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica
italiana, approvato con D.P.R. 28 dicembre 1985, n. 1092, nonche’
dell’art. 10, comma 3, del medesimo testo unico, al solo fine di
facilitare la lettura sia delle disposizioni del decreto-legge,
integrate con le modifiche apportate dalla legge di conversione, che
di quelle richiamate nel decreto, trascritte nelle note. Restano
invariati il valore e l’efficacia degli atti legislativi qui
riportati.
Le modifiche apportate dalla legge di conversione sono stampate
con caratteri corsivi.
Sul terminale tali modifiche sono riportate tra i simboli (( …
)).
A norma dell’art. 15, comma 5, della legge 23 agosto 1988, n. 400
(Disciplina dell’attivita’ di Governo e ordinamento della Presidenza
del Consiglio dei Ministri), le modifiche apportate dalla legge di
conversione hanno efficacia dal giorno successivo a quello della sua
pubblicazione.
Art. 1.
Comitato degli italiani all’estero

1. Le elezioni per il rinnovo dei Comitati degli italiani
all’estero (COMITES) sono rinviate rispetto alla scadenza prevista
dall’articolo 8 della legge 8 maggio 1985, n. 205, come modificato
dall’articolo 9 della legge 5 luglio 1990, n. 172. Tali elezioni
avranno luogo entro il 30 giugno 2003.
2. I componenti dei Comitati degli italiani all’estero restano in
carica fino all’entrata in funzione dei nuovi Comitati.

Riferimenti normativi:
– Il testo dell’art. 8 della legge 8 maggio n. 205,
come modificato dall’art. 9 della legge 5 luglio 1990, n.
172 e’ il seguente:
“Art. 8 (Durata in carica e decadenza dei membri). – I
componenti del comitato dell’emigrazione italiana restano
in carica cinque anni e sono rieleggibili.
Qualora la loro elezione sia, per qualsiasi motivo,
avvenuta in tempi tali che la scadenza del mandato non
coincida con quella dei componenti della generalita’ dei
comitati, la durata in carica dei componenti cosi’ eletti
non potra’ protrarsi cifre il limite previsto per questi
ultimi.
I membri deceduti o decaduti sono sostituiti di diritto
con i primi candidati non eletti della lista cui
appartengono. La mancata partecipazione immotivata per tre
sedute consecutive comporta la decadenza dalla carica.
Ove manchino candidati non eletti ed il numero dei
membri del comitato si riduca a meno della meta’, il
comitato viene sciolto dal capo dell’ufficio consolare e si
procede a nuove elezioni per il rinnovo dell’intero
comitato entro tre mesi dalla data di scioglimento”.

Art. 2.
Piano nazionale di assegnazione delle frequenze per la
radiodiffusione sonora in tecnica digitale

1. Il termine di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto-legge 23
gennaio 2001, n. 5, convertito, con modificazioni, dalla legge 20
marzo 2001, n. 66, e’ prorogato al 30 giugno 2002.

Riferimenti normativi:
– Il testo dell’art. 1, comma 2, del decreto-legge
23 gennaio 2001, n. 5 convertito, con modificazioni, dalla
legge 20 marzo 2001, n. 66 e’ il seguente:
“Art. 1 (Differimento di termini per la prosecuzione
della radiodiffusione televisiva in ambito locale e della
radiodiffusione sonora). – 2. L’Autorita’ per le garanzie
nelle comunicazioni adotta, entro il 31 dicembre 2001 e con
le procedure di cui alla legge 31 luglio 1997, n. 249, il
piano nazionale di assegnazione delle frequenze per
radiodiffusione sonora in tecnica digitale e,
successivamente all’effettiva introduzione di tale sistema
e allo sviluppo del relativo mercato, il piano di
assegnazione delle frequenze di radiodiffusione sonora in
tecnica analogica di cui alla predetta legge. Fino
all’adozione del predetto piano di assegnazione delle
frequenze in tecnica analogica, i soggetti legittimamente
operanti possono proseguire nell’esercizio dell’attivita’
con gli obblighi e i diritti del concessionario”.

Art. 3.
Misure di sostegno per le imprese televisive locali

1. In deroga a quanto disposto dall’articolo 36, primo comma, del
regio decreto 18 novembre 1923, n. 2440, e successive modifiche, i
residui delle spese correnti relativi all’unita’ previsionale di base
4.1.2.5 “Radiodiffusione televisiva locale” – capitolo 3121 dello
stato di previsione della spesa del Ministero delle comunicazioni,
possono essere (( utilizzati )) entro il 31 dicembre 2002.

Riferimenti normativi:
– Il testo dell’art. 36, primo comma, del regio decreto
18 novembre 1923, n. 2440, e successive modifiche e’ il
seguente:
“Art. 36. – I residui delle spese correnti non pagati
entro il secondo esercizio successivo e quello in cui e’
stato iscritto il relativo stanziamento si intendono
perenti agli effetti amministrativi; quelli concernenti
spese per lavori, forniture e servizi possono essere
mantenuti in bilancio fino al terzo esercizio successivo a
quello in cui e’ stato iscritto il relativo stanziamento.
Le somma eliminate possono riprodursi in bilancio con
riassegnazione ai pertinenti capitoli degli esercizi
successivi.
Le somme stanziate per spese in conto capitale non
impegnate alla chiusura dell’esercizio possono essere
mantenute in bilancio, quali residui, non oltre il terzo
esercizio finanziario successivo alla prima iscrizione,
salvo che non si tratti di stanziamenti iscritti in forza
di disposizioni legislative entrate in vigore nell’ultimo
quadrimestre dell’esercizio precedente. In tal caso, il
periodo di conservazione, e’ protratto di un anno. Per le
spese in annualita’ il periodo di conservazione decorre
dall’esercizio successivo a quello di iscrizione in
bilancio di ciascun limite di impegno.
I residui delle spese in conto capitale, derivanti da
importi che lo Stato abbia assunto obbligo di pagare per
contratto o in compenso di opere prestate o di lavori e di
forniture eseguiti, non pagati entro il settimo esercizio
successivo a quello in cui e’ stato iscritto il relativo
stanziamento, si intendono perenti agli effetti
amministrativi. Le somme eliminate possono riprodursi in
bilancio, con riassegnazione ai pertinenti capitoli degli
esercizi successivi.
Le somme stanziate per spese in conto capitale negli
esercizi 1979 e precedenti, che al 31 dicembre 1982 non
risultino ancora formalmente impegnate, costituiscono
economie di bilancio da accertare in sede di rendiconto
dell’esercizio 1982.
I conti dei residui, distinti per Ministeri, al
31 dicembre dell’esercizio precedente a quello in corso,
con distinta indicazione dei residui di cui al secondo
comma del presente articolo, sono allegati oltre che al
rendiconto generale anche al bilancio di previsione.
Il conto dei residui e’ tenuto distinto da quello della
competenza, in modo che nessuna spesa afferente ai residui
possa essere imputata sui fondi della competenza e
viceversa”.

Art. 3-bis.
(( Adeguamenti alle prescrizioni antincendio per le strutture
ricettive esistenti

1. Le attivita’ ricettive esistenti con oltre venticinque posti
letto completano l’adeguamento alle disposizioni di prevenzione
incendi di cui alle lettere b) e c) del punto 21.2 della regola
tecnica di prevenzione incendi per le attivita’ ricettive
turistico-alberghiere, approvata con decreto del Ministro
dell’interno 9 aprile 1994, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n.
116 del 20 maggio 1994, entro il termine del 31 dicembre 2004. Nel
termine di centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della
legge di conversione del presente decreto, il Ministro dell’interno
provvede, ai sensi del penultimo comma dell’articolo 11 del decreto
del Presidente della Repubblica 29 luglio 1982, n. 577, ad aggiornare
le disposizioni di cui al citato decreto ministeriale 9 aprile 1994
relative alle attivita’ ricettive esistenti, avendo particolare
riguardo alle esigenze di quelle ubicate nei centri storici. ))

Riferimenti normativi:
– Il testo del decreto del Ministero dell’interno…

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