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Modificazione dell'allegato I del decreto ministeriale 4 agosto 2000, ...

Modificazione dell'allegato I del decreto ministeriale 4 agosto 2000, in materia di attuazione del regolamento CEE n. 1804/99 del 19 luglio 1999, sul metodo delle produzioni animali biologiche.

IL MINISTRO DELLE POLITICHE AGRICOLE E FORESTALI
Visto l’art. 4, comma
3 della legge 29 dicembre 1990, n. 428 (legge comunitaria);
Visto il
decreto ministeriale del 4 agosto 2000 di attuazione del
regolamento
(CE) n. 1804 del Consiglio del 19 luglio 1999, che
completa, per le
produzioni animali, il regolamento (CEE) n. 2092/91
del Consiglio,
relativo al metodo di produzione biologico di prodotti
agricoli ed
alla indicazione di tale metodo sui prodotti agricoli e
sulle derrate
alimentari;
Considerata l’esigenza di apportare al decreto di cui
sopra
modifiche ed integrazioni in ragione di un più
rispondente
adeguamento alle condizioni di sviluppo della zootecnia
biologica
italiana;
Ritenuto necessario dare orientamenti e
disposizioni per
l’attuazione del regolamento comunitario n. 1804/99
sulle produzioni
animali biologiche;
Ritenuto necessario fornire linee
guida sulla tracciabilità e
rintracciabilità dei prodotti animali
biologici, nonchè modelli
adeguati per la rappresentazione delle
attività degli operatori, al
fine di rendere trasparente il processo
produttivo e di consentire
agli organismi di controllo di effettuare
gli opportuni riscontri per
il rilascio di attestazioni d’idoneità sul
prodotto da inviare al
mercato;
Sentito il parere espresso dal
Comitato nazionale per l’agricoltura
biologica ed ecocompatibile
(decreto ministeriale n. 92157 del
21 novembre 2000);
Decreta:
Art.
1.
1. L’allegato I del decreto ministeriale 4 agosto 2000 è
modificato
come da allegato al presente decreto che ne costituisce
parte
integrante.
Il presente decreto sarà pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale della
Repubblica italiana.
Roma, 29 marzo 2001
Il Ministro:
Pecoraro Scanio
Registrato alla Corte dei conti il 28 giugno 2001
Ufficio di controllo sui Ministeri delle attività produttive,
registro
n. 2 Politiche agricole e forestali, foglio n. 139
Allegato I
LINEE DI
ATTUAZIONE DEL REGOLAMENTO (CE) n. 1804/99 DEL 19 LUGLIO
1999 SUL
METODO DELLE PRODUZIONI ANIMALI BIOLOGICHE
Il presente testo, per i
punti trattati, sostituisce integralmente il decreto 4 agosto 2000.
1.
Principi generali.
1.2. La produzione senza terra non è compatibile
con le norme
del presente regolamento. Sulla base di cio’, sono
esclusi gli
allevamenti di animali che non hanno un collegamento
funzionale con i
terreni cui gli stessi fanno riferimento nell’ambito
di un programma
produttivo aziendale o di comprensorio.
Tale
collegamento funzionale dovrà essere valutato sia sulla
base delle
UBA/Ha di SAU disponibile (proprietà, affitto,
concessione, comodato,
terre civiche …) che sulla produzione
vegetale dalla stessa
ottenuta, in modo tale da garantire agli
animali poligastrici e
monogastrici che almeno il 35% della sostanza
secca della loro razione
annuale provenga dall’azienda stessa o dal
comprensorio in cui ricade.
Per comprensorio si intende un’area
definita nella quale ricadono le
aziende biologiche che hanno
stabilito un rapporto contrattuale per lo
spargimento delle deiezioni
animali.
Per ragioni pedoclimatiche o
calamitose la percentuale di
autoproduzione richiesta potrà essere
inferiore al 35% a condizione
che l’insieme delle superfici agricole
dell’azienda siano condotte
secondo il metodo previsto dal regolamento
(CEE) n. 2092/91.
È compito dell’Amministrazione regionale, con
proprio
provvedimento, definire la riduzione della percentuale
di
autoproduzione, aziendale o comprensoriale, a seconda della
rilevanza
delle suddette ragioni pedoclimatiche o calamitose.
1.6. Il
punto viene soppresso.
4. Alimentazione.
4.6. Le zone in cui è
praticata la transumanza (compresi gli
spostamenti degli animali verso
i pascoli montani) vengono definite
dalle regioni o province autonome,
laddove occorra. La pratica della
transumanza deve essere evidenziata
dall’operatore all’atto della
stesura del programma di reperimento
degli alimenti.
4.7. È obbligatorio, nei limiti consentiti dalle
condizioni
pedoclimatiche, garantire agli animali, nell’arco
dell’anno,
un’adeguata fruizione dei pascoli, anche limitatamente ad
una fase
produttiva.
4.8. Il punto viene modificato come segue: per le
componenti di
origine non biologica è obbligatorio produrre
all’organismo di
controllo, per ogni partita, nel caso di: prodotti
importati da Paesi
terzi, l’analisi che attesti che il prodotto o la
miscela siano
esenti da Organismi geneticamente modificati (OGM);
prodotti di
origine nazionale o comunitaria una dichiarazione da parte
del
fornitore che attesti l’assenza di OGM nei prodotti. Gli oneri
delle
analisi e delle attestazioni sono a carico del fornitore.
4.16.
Il punto viene modificato come segue: per soddisfare le
esigenze
nutrizionali degli animali, possono essere usati per
l’alimentazione
animale solo i prodotti elencati nell’allegato II,
parte C, sezione 3
(materie prime di origine minerale per mangimi), e
per la parte D
(elementi in tracce). Non possono essere utilizzati i
prodotti di cui
alla sezione 1.2. (vitamine, provitamine e sostanze
di effetto analogo
chimicamente ben definite). I prodotti di cui alla
parte D, sezione
1.2 (vitamine, provitamine e sostanze di effetto
analogo chimicamente
ben definite) possono essere utilizzate fino
alla scadenza del terzo
anno dall’approvazione del presente decreto.
5. Profilassi e cure
veterinarie.
Per gli adempimenti di cui al presente punto, si
ricorda
l’obbligo di utilizzare per la profilassi e le cure
veterinarie solo
prodotti autorizzati secondo le normative vigenti che
dovranno essere
impiegati e dispensati nel rispetto delle norme
sull’utilizzo e la
distribuzione del farmaco veterinario, decreto
legislativo del
27 gennaio 1992, n. 119, e successive modifiche,
nonchè del decreto
legislativo del 17 marzo 1995, n. 110.
5.8. Tenuto
conto della corente prassi di allevamento, i
trattamenti
antiparassitari sono limitati a due nel corso dell’anno.
I trattamenti
contro gli ectoparassiti ed endoparassiti, qualora
avvengano con
l’impiego di prodotti naturali consentiti dalla
legislazione vigente,
non sono soggetti a limitazioni. Le molecole da
utilizzare per detti
trattamenti debbono essere caratterizzate da un
basso impatto
ambientale, una rapida metabolizzazione, limitati
effetti tossici e
tempi di sospensione inferiori ai dieci giorni.
6. Metodo di gestione
zootecnico, trasporto ed identificazione
dei prodotti animali.
6.1.
Metodi zootecnici.
6.1.2. Il punto viene modificato come segue: è
vietata la
pratica sistematica di operazioni quali l’applicazione di
anelli di
gomma alle code degli ovini, l’applicazione di anello al
naso dei
suini, la recisione della coda o dei denti, la spuntatura del
becco o
la decornazione e ogni altro intervento mutilante a fini
non
terapeutici. Alcune di queste operazioni possono tuttavia
essere
autorizzate dall’autorità o dall’organismo di controllo per
motivi
di sicurezza o al fine di migliorare la salute, il benessere
o
l’igiene degli animali. Tali operazioni devono essere
effettuate
sotto la responsabilità del veterinario aziendale,
riducendo al
minimo ogni sofferenza per gli animali. È vietato mettere
gli
occhiali al pollame.
6.1.5. In deroga alle disposizioni del punto
6.1.4, la
stabulazione fissa puo’ essere praticata in edifici
esistenti prima
del 24 agosto 2000, a condizione che il responsabile
dell’azienda,
prima dell’avvio, sottoscriva un piano di adeguamento
delle strutture
aziendali, secondo i parametri indicati dall’allegato
VIII, della
durata massima di sei anni (e comunque non oltre il 31
dicembre 2010,
per le aziende che si assoggettano dopo il 2005) purchè
sia previsto
regolare movimento fisico degli stessi e l’allevamento
avvenga
conformemente ai requisiti in materia di benessere degli
animali con
zone confortevoli provviste di lettiera. Tale piano dovrà
prevedere
l’adeguamento degli spazi esterni entro tre anni ed entro
sei anni,
l’adeguamento degli spazi interni. In ogni caso le deroghe
sugli
spazi disponibili non potranno superare il 20% degli spazi
richiesti
dal regolamento (CE) n. 1804/99. Per le aziende in zona
montana, le
deroghe possono essere portate fino ad un massimo del 50%
degli spazi
richiesti. L’organismo di controllo concederà la deroga
alle
disposizioni del punto 6.1.4 previa verifica sia della
presentazione
del piano di adeguamento alle autorità competenti che
sullo stato di
avanzamento dei lavori di adeguamento. Durante il
periodo di
adeguamento il pascolo non è obbligatorio nel caso di
stabulazione
libera (che prevede spazi interni ed esterni). Nel caso
di posta
fissa, compresa la catena, il pascolo è invece
obbligatorio,
compatibilmente con le condizioni pedoclimatiche.
6.1.6
(Deroga stabulazione fissa nelle piccole aziende). La
deroga sulla
stabulazione fissa nelle piccole aziende è estensibile
alle aziende
convenzionali che, successivamente alla data
dell’entrata in
applicazione del regolamento CE 1804/99 (24 agosto
2000), si
sottopongano ad un sistema di controllo basato su norme
nazionali o
private accettate o riconosciute dallo Stato.
Per piccola azienda si
intende quella che alleva fino a diciotto
unità bovino adulto (UBA),
misura questa che potrà essere ampliata
fino ad un massimo di 30 UBA,
dalle regioni o provincie autonome, in
relazione allo status
socio-economico-ambientale presente nelle
regioni o provincie autonome
interessate. Per un periodo transitorio
come indicato al punto 6.1.5,
è consentito l’utilizzo della catena
purchè almeno due volte a
settimana gli animali abbiano accesso a
pascoli o a spazi liberi
all’aperto.
6.2.2. Il punto viene modificato come segue: nella fase
che
porta alla macellazione ed al momento della macellazione gli
animali
devono essere trattati in modo da ridurre al minimo lo
stress.
L’abbattimento deve essere sempre effettuato previo
stordimento
tramite i metodi consentiti dalla normativa nazionale in
vigore.
7.4. Lo spandimento delle deiezioni deve
avvenire
preferibilmente presso l’azienda m…

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