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Iscrizione della denominazione 'Salamini italiani alla cacciatora' nel registro delle denominazioni di origine protetta e delle indicazioni geografiche protette.

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE E FORESTALI
PROVVEDIMENTO 23
ottobre 2001
Iscrizione della denominazione “Salamini italiani alla
cacciatora” nel registro delle denominazioni di origine protetta e
delle indicazioni geografiche protette.

IL DIRETTORE GENERALE
REGGENTE
per la qualita’ dei prodotti agroalimentari e la tutela del
consumatore – Dipartimento della qualita’ dei prodotti agroalimentari
e dei servizi

Visto il regolamento (CEE) n. 2081/92 del Consiglio
del 14 luglio 1992 relativo alla protezione delle indicazioni
geografiche e delle denominazioni di origine dei prodotti agricoli e
alimentari;
Considerato che, con regolamento (CE) n.
1778/2001 della Commissione del 7 settembre 2001, la denominazione
“Salamini italiani alla cacciatora”, riferita ai prodotti a base di
carne, e’ iscritta quale denominazione di origine protetta
nel registro delle denominazioni di origine protette (D.O.P.)
e delle indicazioni geografiche protette (I.G.P.) previsto
dall’art. 6, paragrafo 3, del regolamento (CEE) n. 2081/92;
Ritenuto
che sussista l’esigenza di pubblicare nella Gazzetta Ufficiale
della Repubblica italiana il disciplinare di produzione e la scheda
riepilogativa della denominazione di origine protetta “Salamini
italiani alla cacciatora”, affinche’ le disposizioni contenute
nei predetti documenti siano accessibili per informazione erga omnes
sul territorio italiano;

Provvede

alla pubblicazione degli
allegati del disciplinare di produzione e scheda riepilogativa
della denominazione di origine protetta “Salamini italiani
alla cacciatora”, registrata in sede comunitaria con regolamento (CE)
n. 1778/2001 del 7 settembre 2001.
I produttori che intendono
porre in commercio la denominazione “Salamini italiani alla
cacciatora” possono utilizzare, in sede di presentazione e
designazione del prodotto, la menzione “Denominazione di origine
protetta” solo sulle produzioni conformi al regolamento (CEE) n.
2081/92 e sono tenuti al rispetto di tutte le condizioni previste
dalla normativa vigente in materia.

Roma, 23 ottobre 2001

Il
direttore generale reggente: Ambrosio

Allegato

RICHIESTA DI REGISTRAZIONE D.O.P.

Comunicazione ai sensi dell’art.
17 del regolamento (CEE) n. 2081/92 del Consiglio del 14 luglio 1992 –
numero nazionale del dossier: 46.
1. Autorita’ nazionale competente:
Nome: Ministero delle politiche agricole e forestali – Direzione
generale delle politiche agricole ed agroindustriali nazionali –
Ufficio VI. Indirizzo: via XX Settembre, 20/1 – 00187 Roma. Tel. (06)
4819968 – 46655104; fax (06) 42013126.
2. Richiedente:
2.1. Nome:
Associazione industriali delle carni – Ass.I.Ca.
2.2. Indirizzo:
viale Milanofiori – palazzo fil – 20090 Assago (Milano) – tel. (02)
57510257.
2.3. Composizione: produttore/trasformatore ( ) altro ( ).

3. Denominazione del prodotto: “Salamini italiani alla cacciatora”.

4. Tipo del prodotto: prodotto di salumeria (carni preparate).
5.
Sintesi degli elementi del disciplinare:
a) nome: “Salamini
italiani alla cacciatora”;
b) descrizione: Salame di carne suina,
con l’impiego di componenti adipose e condimenti vari, di forma
cilindrica. Il prodotto finito presenta diametro di circa 60 mm,
lunghezza di circa 200 mm e peso intorno a 350 grammi.
La materia
prima, ad esclusione dei condimenti, proviene da allevamenti ubicati
nel territorio delle regioni: Friuli-Venezia Giulia; Veneto;
Lombardia; Piemonte; Emilia-Romagna; Umbria; Toscana; Marche; Molise;
Abruzzo e Lazio.
Il prodotto si presenta compatto, di consistenza non
elastica, di colore rosso rubino con granelli di grasso ben
distribuiti e possiede qualita’ organolettiche particolari: una
consistenza compatta e non elastica, un aspetto della fetta al taglio
compatto ed omogeneo, senza frazioni aponeurotiche evidenti, un
profumo delicato e caratteristico ed un gusto dolce e delicato;
c)
area geografica: la lavorazione del prodotto “Salamini italiani alla
cacciatora” avviene nel territorio delimitato nel relativo
disciplinare di produzione. La zona di provenienza della materia
prima, cosi’ come quella di trasformazione, coincide con la zona
tradizionale di allevamento del suino pesante italiano (Friuli-Venezia
Giulia, Veneto, Lombardia, Piemonte, Emilia-Romagna, Toscana, Umbria,
Marche, Abruzzo, Lazio e Molise);
d) storia ed origine del
prodotto: la notorieta’ dei salamini italiani alla cacciatora e’
collegata ai luoghi dove tradizionalmente e’ stato ottenuto.
La
tradizione orale fa risalire la produzione dei salamini all’epoca
delle invasioni longobarde nell’Italia settentrionale, zona dalla
quale la produzione si e’ poi estesa alle limitrofe aree dell’Italia
centrale, portando a coincidere il territorio di produzione con quello
tipico di stanziamento del suino pesante italiano. La storia del
prodotto va rapportata con l’evoluzione di una tipica cultura rurale,
comune a tutta la macro-regione definita “Padania”, dal cui territorio
e relative zone aggiuntive deriva la materia prima lavorata secondo
tradizioni consolidate, peculiari della denominazione in parola.
I
richiami storici ai salamini italiani alla cacciatora sono presenti
nelle tradizioni gastronomiche lombarde che si sono mantenute fino ai
nostri giorni.
L’etimologia del nome si richiama alla tradizionale
razione che i cacciatori si portavano nella bisaccia durante le loro
escursioni. In epoca recente, riferimenti alla denominazione in parola
sono riscontrabili negli accordi bilaterali sottoscritti dall’Italia
con Francia, Germania, Spagna e Austria relativamente alla protezione
di indicazioni di provenienza, denominazioni di origine ed altre
denominazioni geografiche, riservate ai prodotti originari del
territorio italiano;
e) metodo di ottenimento del prodotto: la
produzione dei salamini italiani alla cacciatora prevede le seguenti
fasi: preparazione delle componenti carnee; macinatura ed eventuale
impastatura; insaccamento; asciugamento; stagionatura;
f) legame
con l’ambiente geografico: i requisiti del prodotto a denominazione di
origine dipendono dalle condizioni ambientali e dai fattori naturali
ed umani. In particolare, la caratterizzazione della materia prima e’
peculiare della macrozona geografica delimitata,esattamente
corrispondente alla zona di produzione. L’insieme “materia prima –
prodotto – denominazione” si collega all’evoluzione socioeconomica
specifica dell’area interessata. In effetti l’evoluzione tecnica delle
colture cerealicole e della trasformazione del latte ha determinato
una vocazione produttiva univoca, collocando la zona di produzione in
aree tradizionalmente destinate a tipi particolari di allevamento
suino.
Nel tempo si e’ evoluta la tipologia degli allevamenti
suinicoli dell’Italia centro-settentrionale affermandosi come moderno
ciclo produttivo fin dal secolo scorso in Emilia-Romagna e Lombardia,
da dove si e’ diffuso nelle aree limitrofe centro-settentrionali. In
particolare, si e’ passati dalle razze autoctone a razze specializzate
ottenute anche con incroci con linee locali derivandone materia prima
(carcasse suine) rispondente alle esigenze della trasformazione
agroalimentare e tale da conferire in termini di qualita’, anche
organolettiche, caratteristiche peculiari al prodotto finito;
g)
struttura di controllo:
nome: Istituto Nord Est Qualita’;
indirizzo:
via Nazionale n. 33/35 – Villanova di San Daniele del Friuli (Udine);

h) elementi specifici dell’etichettatura: il prodotto immesso al
consumo deve recare la dicitura “Salamini italiani alla cacciatora”
seguita dalla menzione “Denominazione di origine controllata”,
entrambe intraducibili;
i) eventuali condizioni in forza di
disposizioni nazionali: si richiamano le disposizioni presenti negli
accordi bilaterali che vengono allegati alla presente richiesta di
registrazione, inoltre si indicano le seguenti disposizioni nazionali
in materia:
decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 537;
decreto
del Presidente della Repubblica 18 febbraio 1993, n. 135;

decreto-legge 18 giugno 1986, n. 282, convertito nella legge 7 agosto
1986, n. 462.
Parte riservata alla Commissione.
Data di ricevimento
del fascicolo integrale.
Disciplinare di produzione della
denominazione di origine controllata “Salamini italiani alla
cacciatora”
Art. 1.
Denominazione
La denominazione d’origine
controllata e’ riservata, ai sensi dell’art. 2, comma 3 del
regolamento CEE 2081/92, al prodotto di salumeria che risponde alle
condizioni e ai requisiti stabiliti nel presente disciplinare di
produzione.
Art. 2.
Zona di produzione
Gli allevamenti dei suini
destinati alla produzione dei salamini italiani alla cacciatora
debbono essere situati nel territorio delle seguenti regioni:
Friuli-Venezia Giulia, Veneto, Lombardia, Piemonte, Emilia-Romagna,
Umbria, Toscana, Marche, Abruzzo, Lazio e Molise.
I suini nati,
allevati e macellati nelle suddette regioni debbono rispondere alle
caratteristiche produttive gia’ stabilite dai decreti del Ministero
dell’industria, del commercio e dell’artigianato del 18 dicembre 1993
per i prosciutti di Parma e S. Daniele. I suini devono essere di peso
non inferiore ai 160 kg, piu’ o meno 10%, di eta’ non inferiore ai
nove mesi, aventi le caratteristiche proprie del suino pesante
italiano definite ai sensi del regolamento CEE n. 3220/84 concernente
la classificazione commerciale delle carcasse suine. Da tali suini si
ottengono carni aventi le caratteristiche necessarie per la produzione
dei salamini italiani alla cacciatora. Il macellatore e’ responsabile
della corrispondenza qualitativa e di origine dei tagli. Il
certificato del macello, che accompagna ciascuna partita di materia
prima e ne attesta la provenienza e la tipologia…

[Continua nel file zip allegato]

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