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Linee guida per l'applicazione dei regolamenti comunitari sul miglioramento della produzione e commercializzazione del miele.

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE E FORESTALI
CIRCOLARE 21 febbraio
2000, n.1
Linee guida per l’applicazione dei regolamenti comunitari
sul miglioramento della produzione e commercializzazione del miele.

Alle amministrazioni pubbliche interessate

Alle organizzazioni
professionali apicole

All’Azienda di Stato per gli interventi nel
mercato agricolo

Con la presente circolare, che sostituisce le
circolari n. 12 del 1o dicembre 1997, n. 4 del 28 maggio 1998 e n. 2
del 16 marzo 1999, si forniscono le indicazioni e i chiarimenti
necessari per l’applicazione del regolamento del Consiglio n. 1221/97,
del 25 giugno 1997 e del regolamento di attuazione della Commissione
n. 2300/97, del 20 novembre 1997, relativi alle azioni dirette a
migliorare la produzione e la commercializzazione del miele, secondo
le indicazioni di seguito riportate.

Ai fini della presente
circolare si intende per:

apicoltore: chiunque detenga alveari;

produttore apistico: chiunque eserciti attivita’ apistica a fini
economici e commerciali;

forme associate: le associazioni e loro
unioni e federazioni, le societa’, le cooperative e i consorzi.

Qualora le scadenze indicate nella presente circolare dovessero
cadere in giorni festivi, i termini utili da prendere in
considerazione sono prorogati al successivo primo giorno lavorativo.

Gli enti partecipanti trasmettono al Ministero – Direzione generale
delle politiche comunitarie ed internazionali – Ufficio carni – Via XX
Settembre n. 20 – 00187 Roma, improrogabilmente entro il 15 marzo di
ogni anno, il proprio sottoprogramma corredato di un dettagliato
preventivo di spesa per singola azione, al fine di consentire la
predisposizione del programma nazionale da presentare all’Unione
europea entro il 15 aprile di ogni anno.

Il Ministero provvede a
notificare alla Commissione dell’Unione europea il programma nazionale
per ottenere l’approvazione ed il conseguente finanziamento di
pertinenza comunitaria.

Qualora gli organismi regionali presentino
sottoprogrammi il cui ammontare complessivo ecceda la quota di
cofinanziamento comunitario spettante all’Italia, il Ministero
provvede ad operare una ripartizione dei fondi disponibili sulla base
del numero di alveari censiti e/o stimati nelle regioni che abbiano
presentato un sottoprogramma, adottando un criterio univoco.

Le
regioni e province autonome che, in fase di ripartizione dei fondi
disponibili, vedano ridotta la spesa massima ammissibile al
cofinanziamento comunitario rispetto a quanto preventivato, possono
ridurre proporzionalmente gli importi riservati a ciascuna azione del
loro sottoprogramma o, in alternativa, decidere di ridistribuire i
fondi loro assegnati tra le varie azioni. A partire da questa fase non
e piu’ possibile inserire nuove azioni e sottoazioni.

In entrambi i
casi occorre nuovamente trasmettere al Ministero, nel piu’ breve tempo
possibile e comunque entro la data del 30 settembre di ogni anno, i
sottoprogrammi con le modifiche apportate nella ripartizione dei
fondi.

Il Ministero, una volta ricevuti i sottoprogrammi modificati,
provvedera’ alla rielaborazione del programma nazionale, ricalcolando
gli importi riservati a ciascuna azione, trasmettendone una copia
all’organismo pagatore.

Per organismo pagatore si intende:
“l’Azienda di Stato per gli interventi nel mercato agricolo – in
liquidazione”, nonche’ quelli istituiti e riconosciuti ai sensi del
decreto legislativo del 17 maggio 1999, n. 165 e che di seguito, per
semplicita’, si indichera’ come “A.I.M.A.”.

Ai sensi dell’articolo
4-bis del regolamento CE n. 2300/97 i limiti finanziari di ciascuna
azione possono essere maggiorati o ridotti del 10%, fermo restando il
massimale totale del programma annuo.

Qualsiasi modifica ai
sottoprogrammi dovra’ costituire oggetto di specifica richiesta al
Ministero che provvedera’ a produrre, ove si dovesse superare il
predetto limite del 10%, analoga istanza alla Commissione dell’Unione
europea per la conseguente approvazione.

Il Ministero curera’ la
sollecita divulgazione alle parti interessate delle decisioni mediante
le quali l’esecutivo comunitario autorizza il cofinanziamento dei
programmi nazionali.

I programmi devono essere portati a termine
improrogabilmente entro il 31 agosto dell’anno successivo a quello
della presentazione, per consentire all’A.I.M.A. di effettuare l’iter
amministrativo previsto entro il termine del 15 ottobre, stabilito
dalla normativa comunitaria.

Interventi ammessi Le azioni
ammissibili sono quelle individuate dall’art. 1, paragrafo 2, del
regolamento CE n. 1221/97, vale a dire:

a) assistenza tecnica agli
apicoltori e ai laboratori di smielatura delle associazioni di
apicoltori per migliorare le condizioni di produzione e di estrazione
del miele;

b) lotta contro la varroasi e malattie connesse, nonche’
il miglioramento delle condizioni di trattamento degli alveari;

c)
razionalizzazione della transumanza;

d) provvedimenti di sostegno a
favore dei laboratori di analisi delle caratteristiche chimico-fisiche
del miele;

e) collaborazione con organismi specializzati per la
realizzazione dei programmi di ricerca in materia di miglioramento
qualitativo del miele.

Possono essere considerate azioni ammissibili
al cofinanziamento tutte quelle misure che non abbiano gia’
beneficiato di analoghi finanziamenti di tipo strutturale ai sensi del
regolamento CE n. 1257/1999 sullo sviluppo rurale.

All’allegato 1
della presente circolare viene indicata la codifica e la relativa
descrizione analitica delle azioni e sottoazioni ammissibili al
cofinanziamento, le relative percentuali di contribuzione pubblica
nonche’ i soggetti beneficiari.

All’allegato 2 viene data
indicazione delle spese ritenute comunque non ammissibili.

Materiali, attrezzature ed apparecchiature varie, il cui uso ed
utilita’ economica non si esauriscano entro l’arco di un anno, devono
essere mantenuti in azienda per un periodo minimo dalla data di
effettiva acquisizione, idoneamente documentata, con il vincolo di
destinazione d’uso e di proprieta’.

Tale periodo minimo viene
stabilito in cinque anni per arnie e attrezzature similari, dieci anni
per impianti, macchinari e arredi per locali ad uso specifico e opere
per la sistemazione del suolo.

Tali attrezzature devono essere
rendicontate nell’anno di riferimento del programma.

Tutte le
attrezzature che hanno beneficiato del contributo ai sensi del
regolamento CE 1221/97 devono essere identificate con un contrassegno
indelebile e non asportabile che riporti l’anno di approvazione del
programma (aa), la provincia di appartenenza e, nel caso delle arnie,
un codice per identificare in modo univoco l’azienda, da predisporre
secondo le indicazioni delle regioni.

I risultati di tutte le
attivita’ volte al miglioramento della produzione e della
commercializzazione del miele dovranno essere divulgati utilizzando
quanto previsto dalla misura relativa all’assistenza tecnica.

Ulteriori compiti di pertinenza degli organismi regionali Gli
organismi regionali provvedono:

a predisporre, nell’ambito della
propria autonomia organizzativa ed amministrativa, tutte le procedure
necessarie per l’attuazione dei sottoprogrammi di competenza;

alla
ricezione delle domande di finanziamento ed alla verifica della loro
regolarita’ e completezza;

alla valutazione dell’ammissibilita’ al
finanziamento e della titolarita’ del richiedente il beneficio alle
azioni richieste;

al collaudo dei suddetti progetti, nei tempi che
gli organismi riterranno opportuni e comunque non oltre il 10
settembre;

alla rendicontazione delle spese sostenute, in relazione
alle domande presentate, con la predisposizione degli elenchi di
liquidazione;

ad inviare all’A.I.M.A. – Unita’ organizzativa XII,
via Palestro n. 81 – 00185 Roma, in un’unica soluzione, una copia
delle domande loro pervenute, entro le ore 18 del 15 aprile di ogni
anno;

a trasmettere all’A.I.M.A., entro il 10 settembre di ogni
anno, gli elenchi di liquidazione cartacei redatti sull’apposito
modello, nonche’ il relativo supporto magnetico, entrambi predisposti
e distribuiti dall’A.I.M.A.; unitamente al predetto elenco deve essere
trasmesso l’elenco delle aziende sottoposte a controlli in loco con
annotato l’esito.

Compiti di pertinenza dell’A.I.M.A.

L’A.I.M.A.
provvede:

alla ricezione delle copie delle domande;

alla ricezione
degli elenchi di liquidazione e dei beneficiari controllati;

al
controllo finale sulla liquidazione degli importi da erogare in
funzione del finanziamento attribuito per singolo ente e di altre
cause che possano impedire il finanziamento legato a singoli
beneficiari per effetto di qualche inadempienza;

ad eventuali
controlli e verifiche a campione riguardanti le rendicontazioni
regionali;

alla trasmissione alle regioni dell’elenco delle domande
che presentino anomalie ai fini dell’erogazione dei contributi, per
consentire una definizione delle stesse;

alla rendicontazione da
presentare all’Unione europea in relazione alle somme erogate;

alla
predisposizione dei decreti e dei mandati di pagamento ai fini
dell’erogazione contestuale del finanziamento comunitario e nazionale
entro il 15 ottobre di ogni anno.

Ripartizione delle somme ammesseal
cofinanziamento Ogni anno, con apposite decisioni della Commissione,
sono approvati i programmi presentati dagli Stati membri ed il
finanziamento, attualmente di 15 milioni di euro, viene ripartito in
funzione del numero di alveari comunicati dai singoli Stati, ai sensi
dell’art. 3 del regolamento CE n. 2300/97.

Il FEOGA finanzia le
spese impegnate a partire dal giorno successivo alla data della
comunicazione della decisione comunitaria allo Stato membro purche’
non antecedenti la data del 1o settembre di ciascun anno.

In ambito
nazionale la ripartizione del finanziamento fra regioni e province
autonome viene determinata adottando il medesimo criterio di
fissazione degli importi a livello di singolo Stato membro
dell’Unione, ovverosia sulla base del numero degli alveari, o solo
censito o solo stimato, nel territorio di giurisdizione delle singole
regioni e province e del recupero e redistribuzione delle somme non
impegnate da taluni enti in sede di preventivo di spesa.

Nel
predisporre i sottoprogrammi, si raccomanda di formulare una
previsione di spesa che sia aderente all’effettiva utilizzazione, al
fine di evitare sprechi di risorse finanziarie non piu’ recuperabili.

Nel caso dovesse verificarsi tale circostanza, il Ministero si
riserva, di intesa con le regioni, l’adozione di misure tese ad una
piu’ razionale distribuzione della quota finanziaria assegnata
all’Italia.

Presentazione delle domande di finanziamento Possono
accedere alla concessione dei finanziamenti gli apicoltori ed i
produttori apistici in regola con la denuncia di detenzione delle
arnie e in possesso di partita IVA, ai sensi delle vigenti
disposizioni in materia, singoli o nelle loro forme associate, nonche’
gli enti. Qualora i richiedenti siano esentati dal possesso della
partita IVA devono rilasciare apposita dichiarazione.

Gli
interessati devono presentare domanda di finanziamento in triplice
copia, su modelli stampati e distribuiti a cura dell’A.I.M.A. La
domanda di finanziamento deve essere indirizzata all’organismo
regionale all’agricoltura in cui ha sede legale il richiedente il
beneficio.

Per l’autentica della sottoscrizione della domanda di
contributo, il produttore e/o gli enti interessati devono fare
riferimento alle norme stabilite dalle leggi 15 maggio 1997, n. 127, 6
luglio 1998, n. 191 e dal decreto del Presidente della Repubblica 20
ottobre 1998, n.403.

Per l’eventuale acquisizione della
certificazione antimafia le regioni e le province autonome
provvederanno a conformarsi alle disposizioni del decreto del
Presidente della Repubblica 3 giugno 1998, n. 252, recante norme per
la semplificazione dei procedimenti relativi al rilascio delle
comunicazioni e delle informazioni antimafia.

Controlli L’azione di
controllo viene operata dall’amministrazione che ha redatto il
sottoprogramma.

Per i controlli amministrativi deve essere
costituito un fascicolo per singolo beneficiario, che contenga:

la
documentazione eventualmente richiesta dall’amministrazione (documento
di riconoscimento, certificazione di iscrizione all’ufficio IVA,
ecc.);

copia conforme all’originale dei documenti contabili ed i
relativi adempimenti di quietanza, da cui si evinca la data di
emissione dei documenti giustificativi, che dovra’ essere successiva a
quella di approvazione del programma nazionale;

la documentazione
relativa alla regolarita’ degli statuti di costituzione delle
societa’, dei libri dei soci e, se necessario, del certificato
antimafia; per le associazioni di produttori, il verbale del consiglio
di amministrazione dal quale risulti l’approvazione del programma;

il riscontro tra le spese sostenute e documentate e le voci di spesa
approvate, nonche’ le relative registrazioni contabili, ove
prescritto, e la corrispondenza tra l’importo totale di spesa e quello
relativo alla documentazione esibita.

I rappresentanti
dell’amministrazione regionale verificano le dichiarazioni rese dal
beneficiario (ai sensi della legge del 4 gennaio 1968, n. 15) in
ordine:

alla data di inizio dei lavori e degli acquisti e del loro
completamento (se ultimati);

al fatto che le spese effettuate e
documentate, oggetto della richiesta di pagamento, concernono il
progetto approvato; che le attrezzature e/o i macchinari acquistati
per la realizzazione del piano siano nuovi di fabbrica; che non siano
stati praticati sconti o abbuoni in qualsiasi forma, tranne quelli
eventualmente indicati nei documenti di spesa presentati e che, a
fronte di tali documenti, non sono state emesse dai fornitori note di
accredito in favore del beneficiario;

per gli acquisti di materiale
durevole, all’uso esclusivo per il conseguimento delle finalita’
perseguite e la durata connessa al periodo di ammortamento;

all’indicazione dell’importo delle spese complessivamente sostenute
e documentate (al netto dell’IVA qualora trattasi di soggetto di
imposta);

al non aver richiesto e ottenuto allo stesso titolo
contributi da parte di altri enti e organismi nazionali e comunitari;

alla corretta esecuzione, nonche’ alla rispondenza tra quanto
realizzato e quanto contabilizzato per le parti di opere non
controllate e/o non piu’ controllabili;

alla consapevolezza che, in
caso di mendaci dichiarazioni, incorrera’ nelle sanzioni stabilite dal
codice penale e dalle leggi speciali in materia.

I controlli presso
enti e/o aziende beneficiarie si rendono necessari per verificare lo
stato di attuazione delle singole misure richieste, nonche’ per
acquisire gli elementi contabili e giustificativi delle spese
sostenute.

E’ facolta’ dell’A.I.M.A. programmare, di intesa con gli
enti che partecipano al programma nazionale, l’espletamento sia di
controlli amministrativi sia di sopralluoghi in azienda, tendenti ad
accertare il rispetto degli impegni prescritti dalla normativa
comunitaria e nazionale e la rispondenza delle dichiarazioni rese in
domanda con la situazione reale dell’azienda, nonche’ la presenza e la
corretta registrazione della documentazione contabile.

L’attivita’
di controllo su materiale ed attrezzature soggetti a spostamenti extra
regionali, anche permanenti, per effetto del nomadismo potra’ essere
esercitata in collaborazione tra gli enti interessati.

I controlli
amministrativi dovranno essere integrati da sopralluoghi in azienda
nella misura ritenuta piu’ opportuna e comunque non inferiore al 30%
delle domande pervenute, intesi a verificare il rispetto delle
condizioni per la concessione della contribuzione nazionale e
comunitaria.

Qualora, ad una prima fase di controllo risulti
difficoltoso il reperimento dell’azienda, il controllore potra’
preavvisare, con un margine di tempo non superiore a 48 ore, il
titolare dell’azienda e/o dell’ente, tramite telegramma.

Il campione
delle domande soggette a controllo in loco e’ individuato sulla base
di una preventiva analisi dei rischi e tenendo conto dei seguenti
parametri:

ammontare dei contributi;

numero degli alveari per i
quali sono richiesti i contributi;

esperienza acquisita nel corso
dei controlli svolti negli anni precedenti;

ogni altro elemento che
possa dare luogo a discordanze con quanto dichiarato in domanda.

Di
ogni sopralluogo deve essere redatto un verbale sulla base del modello
sintetico descritto in allegato 3, al quale dovra’ essere allegata una
relazione dettagliata in riferimento alle azioni attuate.

Il verbale
di controllo deve indicare in maniera chiara il nome e cognome del
controllore, nonche’ la data e l’ora del controllo stesso; esso deve
contenere, inoltre, un apposito spazio riservato ad eventuali
osservazioni da parte del soggetto controllato.

Il verbale deve
essere redatto in duplice copia: una copia deve essere rilasciata
all’azienda visitata, e l’originale e’ trattenuto dall’organismo
regionale di controllo. Entrambe le copie devono essere firmate dal
controllore e controfirmate dal soggetto controllato.

Qualora, nel
corso dei sopralluoghi in azienda o presso l’ente interessato, si
accerti il mancato rispetto di quanto sottoscritto in domanda, senza
che sia stata effettuata alcuna comunicazione alle autorita’
competenti, si provvede d’ufficio, in caso di dichiarazioni non
aderenti alla realta’ formulate per negligenza grave o
deliberatamente, all’esclusione dell’interessato dal beneficio del
contributo per l’anno civile considerato o anche per l’anno civile
successivo.

Modalita’ di rendicontazione Il fascicolo per singolo
beneficiario deve contenere tutti i documenti necessari a comprovare
le spese sostenute e quietanzate e ogni altro documento ritenuto utile
per una completa istruttoria; e’ necessario che ogni fattura emessa a
fronte delle spese sostenute per l’attuazione del programma in
questione riporti la dicitura “ai sensi del regolamento CE n.
1221/97”, in modo da risultare che la spesa documentata e’ stata
cofinanziata dall’Unione europea e dallo Stato italiano.

I
fascicoli devono rimanere disponibili presso gli enti di competenza
per i controlli che potrebbero essere effettuati dall’A.I.M.A. e
dall’Unione europea.

Entro il termine perentorio del 10 settembre di
ogni anno gli enti interessati fanno pervenire all’A.I.M.A. – Unita’
organizzativa XII – gli elenchi di liquidazione, suddivisi a livello
provinciale per azione e sottoazione e l’elenco dei beneficiari
sottoposti a controllo in loco con l’indicazione dell’esito degli
stessi.

Detti elenchi sono trasmessi su supporto cartaceo,
sottoscritto da un responsabile, e su supporto magnetico, entrambi
prodotti e distribuiti dall’A.I.M.A., che curera’ direttamente la
necessaria assistenza.

Si richiama l’attenzione degli organismi
partecipanti al programma sul rispetto del predetto termine ultimo di
rendicontazione, trascorso il quale non risulta possibile attivare le
procedure di rimborso dell’aiuto e il conseguente addebito delle spese
al FEOGA – sezione garanzia, entro il 15 ottobre di ciascun anno.

Gli organismi partecipanti al programma devono attuare le procedure
ed essere assoggettati ai controlli previsti dal regolamento (CE) n.
1663/95, relativo alle procedure di liquidazione dei conti FEOGA –
sezione garanzia.

L’A.I.M.A. provvede nel piu’ breve tempo possibile
ad informare le amministrazioni interessate circa l’avvenuto pagamento
relativo agli elenchi trasmessi.

Comunicazioni relative allo stato
di attuazione ed alle spese sostenute Gli organismi partecipanti al
programma forniscono al Ministero e all’A.I.M.A. una sintetica
relazione informativa dello stato di attuazione del sottoprogramma e,
ove necessario, le osservazioni ritenute opportune da tenere in
considerazione per i programmi successivi, nonche’ i dati consuntivi
delle azioni realizzate.

Tali informazioni devono pervenire al
Ministero non oltre il 31 dicembre di ogni anno.

Per adempiere,
inoltre, alle disposizioni dell’art. 2, comma 3, del regolamento CE n.
2300/97, che prescrive che lo Stato membro e’ tenuto a comunicare
all’Unione europea entro il 15 dicembre i risultati delle ricerche
applicate alla lotta alla varroa, gli enti che abbiano incluso tale
azione nel proprio sottoprogramma devono trasmettere i risultati al
Ministero non oltre il 15 novembre di ciascun anno.

Disposizioni
finali Si richiama l’attenzione sulle scadenze indicate nella presente
circolare:

a) fase di programmazione:

15 marzo per l’invio dei
programmi regionali e ministeriali;

30 settembre per l’invio dei
programmi eventualmente riformulati dopo la notifica delle decisioni
dell’Esecutivo comunitario;

b) fase di attuazione:

15 aprile per
l’invio all’A.I.M.A. delle copie delle domande pervenute;

10
settembre per la consegna all’A.I.M.A. degli elenchi di liquidazione
ai fini dell’erogazione del finanziamento in favore dei beneficiari e
dell’elenco dei beneficiari sottoposto a controllo;

31 agosto
termine di effettuazione delle spese;

c) comunicazioni:

15
novembre per la trasmissione dei risultati della lotta alla varroa;

31 dicembre per le relazioni sulle azioni concluse.

E’ condizione
essenziale per l’approvazione del sottoprogramma che gli enti
regionali comunichino contestualmente anche i dati sulla consistenza,
censita e stimata, del proprio patrimonio apistico, per assicurare
l’adozione di metodologie di rilevazione uniformi su tutto il
territorio nazionale.

Roma, 21 febbraio 2000 Il Ministro: De Castro
Registrata alla Corte dei conti il 31 marzo 2000 Registro n. 1
Politiche agricole e forestali, foglio n. 94

ALLEGATO 1

ALLEGATO 2

Voci di spesa non ammissibili

Acquisto di automezzi
targati
Acquisto elaboratori elettronici
Spese per l’immatricolazione
di mezzi stradali
Spese di manutenzione e riparazione
Spese di
trasporto per la consegna di materiali
IVA recuperabile, rimborsabile,
compensabile
Acquisto terreni, edifici e altri beni immobili
Spese
generali in misura maggiore del 5% della sottoazione di riferimento
(*)
Stipendi per personale di amministrazioni pubbliche
Oneri sociali
sui salari se non sostenuti effettivamente e definitivamente dai
beneficiari finali
Acquisto di materiale usato

(*) Le spese generali
fino al 2% non devono essere documentate; superata tale percentuale,
tutte le spese devono essere documentate.

ALLEGATO 3

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