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Misure urgenti di profilassi vaccinale obbligatoria contro la febbre catarrale degli ovini (Blue-tongue).

IL MINISTRO DELLA SANITA’

Visto l’art. 4 della legge 26
gennaio 1968, n. 34;
Visto il testo unico delle leggi sanitarie,
approvato con regio decreto 27 luglio 1934, n. 1265;
Visti gli
articoli 6 e 32 della legge 23 gennaio 1978, n. 833, e successive
modifiche;
Visto il regolamento di polizia veterinaria, approvato
con decreto del Presidente della Repubblica 8 febbraio 1954, n. 320;

Visto il decreto del Presidente della Repubblica 17 maggio 1996, n.
362;
Visto l’art. 117 del decreto legislativo 31 marzo 1998 n. 112;

Vista la direttiva 2000/75/CE del Consiglio del 20 novembre 2000
che stabilisce disposizioni specifiche relative alle misure di lotta
e di eradicazione della febbre catarrale degli ovini;
Vista la
decisione della Commissione europea 2001/138/CE che istituisce
zone di protezione e di sorveglianza nella Comunita’ per la febbre
catarrale degli ovini;
Vista la decisione della Commissione europea
2001/141/CE, relativa all’attuazione di un programma di
vaccinazione contro la febbre catarrale degli ovini in alcune
parti della zona di protezione in Italia e all’acquisto di vaccini
a tale scopo da parte dellaComunita’;
Vista la decisione
della Commissione europea approvata nel corso del comitato
veterinario permanente del 4 aprile 2001 relativa all’acquisto
da parte della comunita’ del vaccino contro la febbre catarrale
degli ovini e il ripristino della banca comunitaria;
Vista la
decisione 90/424 del Consiglio, del 26 giugno 1990, relativa a
talune spese nel settore veterinario;
Considerato che, a partire
dal mese di agosto 2000 si sono verificati oltre 6000 focolai
di febbre catarrale degli ovini nella regione Sardegna, nonche’ in
Calabria localizzati nelle province di Reggio Calabria, Cosenza e
Crotone e in Sicilia limitatamente alle provincie di Palermo, Trapani
e Agrigento;
Considerato che la malattia, trasmessa da
insetti vettori del genere Culicoides, colpisce tutti i
ruminanti sia domestici che selvatici e che si manifesta in forma
conclamata negli ovini, mentre i bovini fungono da serbatoi del
virus essendo quindi in grado di trasmettere il virus agli insetti
vettori;
Tenuto conto che la diffusione dell’infezione e’
influenzata dalle condizioni climatiche e dalla densita’ delle
popolazioni dei Culicoidi, presenti anche in aree attualmente non
interessate dalla malattia, e che l’infezione quindi potrebbe
non solo diffondersi nelle regioni gia’ interessate dalla
precedente epidemia ma anche estendersi in altre regioni italiane
attualmente indenni;
Ritenuto che debbano essere messe in atto tutte
le misure idonee ad evitare ogni ulteriore rischio di propagazione
dell’infezione e che la profilassi vaccinale e’ uno degli
strumenti piu’ efficaci per evitare il verificarsi di una epidemia su
larga scala;
Ritenuto necessario integrare le misure di profilassi
diretta, con la profilassi vaccinale;
Sentito il parere espresso dal
Consiglio superiore di sanita’ nella seduta del 24 aprile 2001;

Ordina:

Art. 1.
1. E’ reso
obbligatorio un programma di controllo della febbre catarrale degli
ovini basato sulla vaccinazione pianificata di tutti i ruminanti
allevati nei territori delle regioni e delle provincie di cui
all’allegato I.
2. Per l’attuazione del piano di vaccinazione di cui
al comma 1, e’ utilizzato il vaccino vivo attenuato, prodotto
dal Veterinary Institute di Oonderstepoot, Sud Africa, messo
a disposizione dall’Unione europea.

Allegato I

Regioni:

Sardegna;
Calabria;
Basilicata.

Province:
Salerno;

Palermo;
Trapani;
Agrigento.

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