Architetto.info - Architetto.info | Architetto.info

Norme sulla produzione avicola....

Norme sulla produzione avicola.

La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno
approvato:

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

PROMULGA

la seguente
legge:

Art. 1.

E’ istituito presso il Ministero dell’agricoltura e
delle foreste il registro nazionale delle imprese produttrici di uova
da cova e di pulcini.
Nel registro sono annotati gli estremi
dell’immatricolazione eseguita ai sensi dell’articolo 2 e devono
essere tenute aggiornate le notizie e i dati di cui all’articolo
3.

Art. 2.

Le imprese che producono uova da cova e pulcini devono
immatricolare i propri centri o stabilimenti di produzione nel
registro nazionale delle imprese produttrici di uova da cova e di
pulcini che è istituito a norma dell’articolo
precedente.
L’immatricolazione avviene su denuncia che le imprese
produttrici devono presentare in triplice esemplare all’Ispettorato
provinciale dell’agricoltura nella cui circoscrizione sono ubicati i
singoli centri da immatricolare.
Una copia di tale denunzia dovrà
essere trasmessa a cura dell’Ispettorato provinciale dell’agricoltura
al veterinario provinciale; altra copia sarà restituita al denunziante
debitamente vistata.
Il capo dell’Ispettorato provinciale
dell’agricoltura, di concerto con il veterinario provinciale, vigilerà
sulla esistenza delle condizioni igienico-sanitarie dei centri avicoli
immatricolati e potrà sospenderne l’attività in caso di infrazione
alle norme della presente legge.
Il mancato esercizio dell’attività
produttiva durante dodici mesi consecutivi comporta la cancellazione
del centro o stabilimento dal registro di cui al primo comma.

Art.
3.

Nella denuncia per l’immatricolazione devono essere indicati:
a)
il nome, o la ragione sociale, e la sede della impresa produttrice;
b)
il nome e l’ubicazione di ogni centro o stabilimento di produzione;
c)
la superficie coperta totale dei locali adibiti alla produzione di
uova, per i centri o stabilimenti di produzione di uova da cova;
d) il
numero e la capacità complessiva delle incubatrici, al netto delle
sezioni di schiusa, per i centri o stabilimenti di produzione di
pulcini.
Ogni variazione degli elementi, di cui alle lettere
precedenti, e l’eventuale cessazione, anche temporanea, dei singoli
centri o stabilimenti avicoli dovrà essere comunicata, entro 10
giorni, all’Ispettorato provinciale dell’agricoltura cui è stata
presentata la denuncia.

Art. 4.

I produttori di uova da cova devono
condurre le imprese secondo le norme della buona tecnica avicola e
mantenere gli allevamenti in perfette condizioni igieniche e
sanitarie, sottoponendoli a periodici accertamenti diagnostici per la
pollurosi e altre malattie trasmissibili, secondo le disposizioni
stabilite dal Ministero della sanità.
Le imprese produttrici di uova
da cova non possono incubare, commerciare o porre altrimenti in
circolazione uova da cova, prodotte in Italia, che non rechino
stampigliate, a mezzo di colorante nero indelebile e in caratteri
latini di altezza non inferiore a due millimetri, la parola «cova»
seguita dalla parola «Italia» e dal numero di immatricolazione
assegnato al centro o stabilimento di produzione.
Non possono essere
importate uova da cova se non con l’osservanza delle norme del
regolamento della Comunità economica europea n. 129 del 12 dicembre
1963 e con le modalità ivi previste.
Le stesse imprese devono altresì
tenere aggiornato, per ciascun centro o stabilimento di produzione, un
registro dove saranno indicati il numero dei capi allevati ed il
numero delle uova da cova prodotte e poste in commercio.
Esse devono
rilasciare, per ciascuna partita di uova da cova posta in commercio,
un documento di accompagnamento recante le seguenti indicazioni:
a) il
nome del paese di origine;
b) il nome, o la ragione sociale, e la sede
dell’impresa produttrice;
c) il nome, l’ubicazione e il numero di
immatricolazione del centro o stabilimento di produzione;
d) il nome o
la ragione sociale, e l’indirizzo del produttore responsabile;
e) il
numero di uova che costituiscono la partita considerata;
f) la data
della consegna o di spedizione;
g) il nome del destinatario delle
uova.
Ogni successivo trasferimento della partita di uova va annotato
nel documento di accompagnamento.

Art. 5.

Le imprese produttrici di
pulcini devono osservare le regole tecniche e sanitarie indicate nella
presente legge e non possono porre in incubazione uova, di provenienza
nazionale o estera, che non siano accompagnate dal documento previsto
dal precedente articolo 4 o dal regolamento della Comunità economica
europea n. 129 del 12 dicembre 1963.
Esse devono tenere costantemente
aggiornato in ogni centro o stabilimento di produzione un registro
dove: saranno indicati, per le singole partite di uova da cova:
a) il
nome del paese di origine;
b) il nome, o la ragione sociale, e
l’ubicazione dell’impresa produttrice;
c) il nome, o la ragione
sociale, e l’indirizzo del centro o stabilimento di produzione;
d) il
nome e l’indirizzo del produttore responsabile;
e) il numero di uova
che costituiscono la partita messa a covare;
f) la data alla quale le
uova sono state messe a covare.
Le imprese produttrici di pulcini
devono comunicare al Ministero dell’agricoltura e delle foreste, e per
conoscenza all’Ispettorato provinciale dell’agricoltura,
bimestralmente, su apposito modulo distribuito dallo stesso Ministero,
i dati statistici sull’attività svolta nel bimestre precedente.

Art.
6.

Chiunque, senza l’immatricolazione di cui all’articolo 2, produce
uova da cova per vendita, è punito con l’ammenda da L. 50 mila a lire
500 mila.
Chiunque vende o pone altrimenti in commercio ovvero importa
dall’estero uova da cova prive di stampigliatura o del documento di
accompagnamento previsti dall’articolo 4, ovvero del documento
previsto dal regolamento della Comunità economica europea n. 129 del
12 dicembre 1963, è punito con l’ammenda da lire 10 mila a lire 100
mila. Alla stessa pena soggiace chi, al fine di produrre pulcini per
la vendita, pone in incubazione uova prive di tali stampigliature o
ricevute senza il documento di accompagnamento.
Chiunque omette le
comunicazioni previste dall’ultimo comma dell’articolo 3 o dall’ultimo
comma dell’articolo 5 ovvero omette di tenere o non tiene regolarmente
i registri di cui agli stessi articoli, è punito con l’ammenda da lire
1000 a lire 50 mila.

Art. 7.

La vigilanza per l’applicazione della
presente legge è esercitata dal Ministero dell’agricoltura e delle
foreste, con la collaborazione delle autorità sanitarie per quanto di
loro competenza.

Art. 8.

Le imprese interessate dovranno ottemperare
a quanto previsto dalla presente legge entro il termine di 60 giorni
dalla sua entrata in vigore.

Art. 9.

Le disposizioni della presente
legge non si applicano alle imprese di produzione dei pulcini, la cui
capacità totale di incubazione, al netto delle sezioni di schiusa, è
inferiore a 1000 uova, nonché alle imprese che abbiano una
corrispondente capacità produttiva di uova da cova.

La presente
legge, munita del sigillo dello Stato, sarà inserita nella Raccolta
ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. È fatto
obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come
legge dello Stato.

Data a Roma, addì 13 maggio 1966

SARAGAT

MORO –
RESTIVO – REALE – PRETI – ANDREOTTI – TOLLOY – MARIOTTI

Visto, il
Guardasigilli: REALE

Architetto.info