Architetto.info - Architetto.info | Architetto.info

Modifiche ed integrazioni alla legge 15 gennaio 1991, n. 30, recante d...

Modifiche ed integrazioni alla legge 15 gennaio 1991, n. 30, recante disciplina della riproduzione animale, anche in attuazione della direttiva 94/28/CE del Consiglio, del 23 giugno 1994.

Legge 3 agosto 1999, n. 280

Modifiche ed integrazioni alla legge 15
gennaio 1991, n. 30, recante disciplina della riproduzione animale,
anche in attuazione della direttiva 94/28/CE del Consiglio, del 23
giugno 1994
(in G.U. n. 189 del 13.8.1999)

——————————————————————————–

Art.
1.

1. Il comma 2 dell’articolo 3 della legge 15 gennaio 1991, n. 30,
è sostituito dal seguente:
“2. I controlli delle attitudini produttive
sono svolti, per ogni specie, razza o altro tipo genetico,
dall’Associazione italiana allevatori (AIA) in conformità ad appositi
disciplinari mediante l’Ufficio centrale dei controlli ed i propri
uffici provinciali. Tale Associazione tiene anche i registri
anagrafici relativi alle razze delle specie bovina ed equina, di cui
all’articolo 2, comma 1, lettera b), svolgendo le relative valutazioni
genetiche, ed i libri genealogici di specie e razze per le quali non
esiste un’associazione nazionale in possesso dei requisiti di cui al
comma 1. I registri anagrafici relativi alle razze delle specie ovina,
caprina e suina, di cui all’articolo 2, comma 1, lettera b), sono
invece tenuti dalle stesse associazioni nazionali allevatori che
gestiscono i libri genealogici delle specie medesime. I disciplinari,
i registri anagrafici ed i libri genealogici sono sottoposti alla
preventiva approvazione del Ministro per le politiche agricole”.

Art.
2.

1. Dopo il comma 2 dell’articolo 4 della legge 15 gennaio 1991, n.
30, sono aggiunti i seguenti:
“2-bis. L’unicità per tutto il
territorio nazionale della tenuta dei libri genealogici e dei registri
anagrafici e dello svolgimento dei controlli funzionali si attua
contemperando le funzioni del Ministero per le politiche agricole con
quelle delle regioni attraverso la concertazione di criteri e
indirizzi unitari nel rispetto della specificità delle singole realtà
regionali. Le regioni espletano le proprie funzioni avvalendosi delle
risorse finanziarie finalizzate allo scopo e loro trasferite dallo
Stato nella misura di lire 7 miliardi per il 1999 e di lire 14
miliardi annue a decorrere dal 2000, intendendosi ridotta per un
importo corrispondente l’autorizzazione di spesa di cui all’articolo
3, comma 1, della legge 2 dicembre 1998, n. 423.
2-ter. Sono fatte
salve le competenze delle regioni a statuto speciale e delle province
autonome di Trento e di Bolzano”.

Art. 3.

1. Al comma 2
dell’articolo 5 della legge 15 gennaio 1991, n. 30, le parole: “,
sentito il Ministero dell’agricoltura e delle foreste,” sono
soppresse.
2. Il comma 7 dell’articolo 5 della legge 15 gennaio 1991,
n. 30, è abrogato.

Art. 4.

1. L’articolo 7 della legge 15 gennaio
1991, n. 30, è sostituito dal seguente:
“Art. 7. – 1. I soggetti
maschi delle specie bovina, suina, equina, ovina e caprina, originari
dei Paesi membri della Unione europea e dello Spazio economico
europeo, sono ammessi alla riproduzione, sia in monta naturale che per
inseminazione artificiale, purchè in possesso dei requisiti
genealogici e attitudinali disciplinati dalla normativa comunitaria.
Alle stesse condizioni è altresì ammesso l’impiego di materiale
seminale, di ovuli e di embrioni provenienti da animali originari di
tali Paesi.
2. I soggetti maschi delle specie di cui al comma 1
originari dei Paesi terzi sono ammessi alla riproduzione, sia in monta
naturale che per inseminazione artificiale, purchè in possesso dei
requisiti genealogici ed attitudinali disciplinati dalla normativa
comunitaria. Le importazioni di animali riproduttori, materiale
seminale, ovuli ed embrioni provenienti dai Paesi terzi sono
consentite:
a) se gli animali riproduttori, il materiale seminale, gli
ovuli e gli embrioni provenienti da Paesi terzi risultano iscritti o
registrati in un libro genealogico o registro tenuto da organismi
ufficiali del Paese esportatore allo scopo autorizzati e sono
accompagnati dal relativo certificato genealogico zootecnico;
b) se
gli organismi ufficiali del Paese esportatore autorizzati a tenere un
libro genealogico o un registro anagrafico di specie o razza risultano
iscritti nell’apposito elenco redatto dall’Unione europea ai sensi
dell’articolo 3 della direttiva 94/28/CE del Consiglio, del 23 giugno
1994.
3. I Paesi terzi esportatori devono inoltre assicurare
condizioni di reciprocità agli animali riproduttori, al materiale
seminale, agli ovuli e agli embrioni originari dei Paesi dell’Unione
europea.
4. Fino alla redazione da parte dell’Unione europea
dell’elenco di cui al comma 2, lettera b), i soggetti maschi originari
dei Paesi terzi sono ammessi alla riproduzione sia in monta naturale
che per inseminazione artificiale purchè in possesso dei requisiti
genealogici e attitudinali già determinati con decreto del Ministro
dell’agricoltura e delle foreste 11 gennaio 1988, n. 97, recante norme
per l’importazione ed esportazione del bestiame da riproduzione di
razza pura nonchè del materiale seminale ed ovuli fecondati
provenienti parimenti dal bestiame da riproduzione di razza pura, e
successive modificazioni ed integrazioni. Alle stesse condizioni è
ammesso l’impiego di materiale seminale, di ovuli e di embrioni
provenienti da animali originari di detti Paesi”.

Art. 5.

1. Al
comma 2 dell’articolo 9 della legge 15 gennaio 1991, n. 30, le parole:
“e ne viene ordinata la sterilizzazione a spese del contravventore”
sono soppresse.
2. Dopo il comma 2 dell’articolo 9 della legge 15
gennaio 1991, n. 30, sono aggiunti i seguenti:
“2-bis. Le sanzioni
amministrative di cui ai commi 1 e 2, aumentate di un terzo, si
applicano, salvo che il fatto costituisca reato, anche a chiunque
impiega, per la riproduzione, animali privi dei requisiti sanitari
stabiliti dall’articolo 4 del decreto del Ministro delle risorse
agricole, alimentari e forestali 13 gennaio 1994, n. 172, nonchè a
chiunque produce, distribuisce e utilizza materiale seminale o
embrioni privi dei requisiti sanitari stabiliti dagli articoli 15 e 27
del citato decreto 13 gennaio 1994, n. 172.
2-ter. Salvo che il fatto
costituisca reato, il responsabile della associazione a ciò preposto
che custodisce i libri genealogici ed i registri anagrafici di cui
all’articolo 3 in difformità dalle prescrizioni contenute negli
appositi disciplinari è punito con la sanzione amministrativa del
pagamento di una somma da lire 5 milioni a lire 30 milioni.
2-quater.
Le sanzioni di cui ai commi 1 e 2 si applicano alle violazioni
dell’articolo 35 del decreto del Ministro delle risorse agricole,
alimentari e forestali 13 gennaio 1994, n. 172, in materia di
requisiti del bestiame e del materiale seminale ammessi
all’importazione e all’esportazione”.

Art. 6.

1. Dopo l’articolo 9
della legge 15 gennaio 1991, n. 30, è inserito il seguente:
“Art.
9-bis. – 1. Salvo che il fatto costituisca reato, per le violazioni al
decreto del Ministro delle risorse agricole, alimentari e forestali 13
gennaio 1994, n. 172, si applicano:
a) la sanzione amministrativa del
pagamento di una somma da lire 1.500.000 a lire 9 milioni, nella
ipotesi di violazione delle disposizioni di cui agli articoli 2, 8,
11, 21 e 22 in materia di autorizzazioni; agli articoli 6 e 30 in
materia di obblighi connessi alla gestione di stazioni di monta; agli
articoli 10, 30 e 32 in materia di centri di produzione dello sperma;
agli articoli 13, 30 e 32 in materia di recapiti; agli articoli 25, 30
e 32 in materia di gruppi di raccolta; agli articoli 26, 30 e 32 in
materia di centri di produzione di embrioni;
b) la sanzione
amministrativa del pagamento di una somma da lire 500.000 a lire 3
milioni nella ipotesi di violazione delle disposizioni di cui agli
articoli 18, 28 e 30 in materia di esercizio di attività di
inseminazione artificiale da parte di medici veterinari ed operatori
pratici.
2. Agli illeciti amministrativi previsti dalla presente legge
si applicano le disposizioni del capo I della legge 24 novembre 1981,
n. 689, e successive modificazioni, con le seguenti modificazioni:
a)
è escluso il pagamento in misura ridotta, salvo che per le infrazioni
di cui all’articolo 9, comma 2-ter;
b) il presidente della giunta
regionale competente ad applicare le sanzioni ne dà comunicazione al
Ministero per le politiche agricole”.

Art. 7.

1. L’articolo 10 della
legge 15 gennaio 1991, n. 30, è abrogato.

Art. 8.

1. Dopo l’articolo
12 della legge 15 gennaio 1991, n. 30, è aggiunto il seguente:
“Art.
12-bis. – 1. Sono abrogati:
a) la legge 25 luglio 1952, n. 1009,
recante norme per la fecondazione artificiale degli animali;
b) il
decreto del Presidente della Repubblica 28 gennaio 1958, n. 1256,
recante norme di attuazione della legge 25 luglio 1952, n. 1009;
c) la
legge 3 febbraio 1963, n. 126, recante disciplina della riproduzione
bovina;
d) la legge 3 febbraio 1963, n. 127, recante norme per
l’esercizio delle stazioni di fecondazione equina;
e) il decreto del
Presidente della Repubblica 2 novembre 1964, n. 1618, recante norme
per l’esecuzione della legge 3 febbraio 1963, n. 127.
2. L’articolo 4
della legge 11 marzo 1974, n. 74, è abrogato.
3. L’articolo 40 del
decreto del Presidente della Repubblica 10 giugno 1955, n. 854, è
abrogato”.

Art. 9.

1. L’allegato alla legge 15 gennaio 1991, n. 30,
è sostituito dall’allegato annesso alla presente legge.

ANNESSO

“Allegato”

(Articolo 2; articolo 3, comma 4)

Libro
genealogico
Per libro genealogico si intende il libro tenuto da una
associazione nazionale di allevatori dotata di personalità giuridica o
da un ente di diritto pubblico, in cui sono iscritti gli animali
riproduttori di una determinata razza, sottoposti allo stesso
programma di selezione, con l’indicazione dei loro
ascendenti.

Registro anagrafico
Per registro anagrafico si intende il
registro tenuto da una associazione nazionale di allevatori dotata di
personalità giuridica o da un ente di diritto pubblico, in cui sono
annotati gli …

[Continua nel file zip allegato]

Architetto.info