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Norme per l'importazione ed esportazione del bestiame da riproduzione di razza pura, nonché del materiale seminale ed ovuli fecondati provenienti parimenti dal bestiame da riproduzione di razza pura.

D.M. 11 gennaio 1988, n. 97
Norme per l’importazione ed esportazione
del bestiame da riproduzione di razza pura, nonché del materiale
seminale ed ovuli fecondati provenienti parimenti dal bestiame da
riproduzione di razza pura
(in G.U. n. 74 del 29 marzo 1988)

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MINISTERO
DELL’AGRICOLTURA E DELLE FORESTE

DECRETO 11 gennaio 1988, n.
97.
Norme per l’importazione ed esportazione del bestiame da
riproduzione di razza pura nonché del materiale seminale ed ovuli
fecondati provenienti parimenti dal bestiame da riproduzione di razza
pura.

IL MINISTRO DELL’AGRICOLTURA E DELLE FORESTE

Visto il decreto
del Presidente della Repubblica del 24 luglio 1977, n. 616, attuativo
della delega di cui all’art. 1 della legge 22 luglio 1975, n.
382;

Visti il decreto del Presidente della Repubblica del 10 maggio
1982, n. 505, che attua la direttiva CEE n. 77/504 relativa agli
animali della specie bovina riproduttori di razza pura, nonché le
successive decisioni della Commissione CEE adottate ai sensi degli
articoli 5 e 6 della citata direttiva n. 77/504;

Vista la direttiva
n. 87/328/CEE del Consiglio del 18 giugno 1987 relativa all’ammissione
alla riproduzione dei bovini riproduttori di razza pura che attua
l’art. 3 della precedente direttiva CEE n. 77/504;

Visto il decreto
interministeriale del 9 gennaio 1988, n. 96 emanato dal Ministro delle
finanze di concerto con il Ministro dell’agricoltura e delle foreste,
attuativo, per quanto concerne il bestiame da riproduzione di razza
pura, del regolamento CEE n. 950/68 del Consiglio del 28 giugno 1968,
e successive modificazioni, relativo alla tariffa doganale
comune;

Visto in particolare l’art. 6 di detto decreto
interrninisteriale che prevede la fissazione da parte del Ministero
dell’agricoltura e delle foreste dei requisiti tecnici e delle
procedure per lo svolgimento dei controlli sul bestiame da ammettere
tra i riproduttori di razza pura;

Visto inoltre l’art. 7 del citato
decreto interministeriale che prevede il rilascio di apposita
autorizzazione da parte del Ministero dell’agricoltura e delle foreste
per l’importazione del materiale seminale ed ovuli fecondati del
bestiame da riproduzione di razza pura;

Considerata l’opportunità di
dare attuazione a quanto disposto dal più volte citato decreto
interministeriale del 9 gennaio 1988, n. 96 con la predisposizione di
una organica disciplina che, in linea con gli indirizzi del
miglioramento delle produzioni zootecniche nazionali, risponda
adeguatamente alle esigenze degli operatori del
settore;

Decreta:

Art. 1.
Specie e categorie ammesse

Con il
presente decreto sono stabiliti i requisiti tecnici per l’importazione
ed esportazione del bestiame da riproduzione di razza pura, nonché del
materiale seminale ed ovuli fecondati, provenienti parimenti dal
bestiame da riproduzione di razza pura, delle specie e categorie
appresso indicate:
a) Bovini:
riproduttori maschi e femmine;
materiale
seminale;
ovuli fecondati;
b) Bufali:
riproduttori maschi e
femmine;
c) Cavalli:
riproduttori maschi e femmine;
d)
Asini:
riproduttori maschi e femmine.
e) Suini:
riproduttori maschi e
femmine;
materiale seminale;
f) Ovini:
riproduttori maschi e
femmine;
materiale seminale;
g) Caprini:
riproduttori maschi e
femmine;
materiale seminale.

Art. 2.
Origine del bestiame,
requisiti

E’ ammessa l’importazione del bestiame da riproduzione di
razza pura, nonché di materiale seminale ed ovuli fecondati, parimenti
provenienti da bestiame da riproduzione di razza pura, delle specie e
razze elencate nell’allegato 1 ed originario dai paesi previsti nel
inedesimo allegato 1 ed iscritto nei libri o registri genealogici
tenuti ufficialmente dalle organizzazioni a fianco di ciascun paese
indicate.
Tutti i soggetti nonché il loro materiale seminale ed ovuli
fecondati debbono essere individuati, possedere i requisiti ed essere
scortati dai documenti, così come previsto all’allegato 2.
Per quanto
conceme i bovini appartenenti alle razze bruna e pezzata rossa
originari dell’Austria, Svizzera e Jugoslavia si applicano le norme
transitorie previste all’allegato 2-bis.

Art. 3.
Nulla-osta
all’importazione definitiva

L’importazione del bestiame da
riproduzione di razza pura, nonché di materiale seminale ed ovuli
fecondati, parimenti provenienti da bestiame da riproduzione di razza
pura, è subordinata al nulla-osta, rilasciato dal Ministero
dell’agricoltura e delle foreste su parere tecnico di conformità
dell’Associazione nazionale degli allevatori o dell’ente che tiene
ufficialmente il libro genealogico o il registro anagrafico di specie
o razza di cui all’allegato 3.
Il nulla-osta compilato
dall’importatore su modulo conforme al modello tipo previsto
all’allegato 4, deve essere presentato al Ministero dell’agricoltura e
delle foreste – Direzione generale della produzione agricola. Il
nulla-osta debitamente vistato, sarà rilasciato nel termine di giorni
cinque lavorativi dalla presentazione della richiesta.
Il nulla-osta
deve essere compilato in cinque copie a macchina, a ricalco e con
inchiostro fisso, soltanto nelle parti riservate all’importatore.
Il
nulla-osta vistato dal Ministero, è presentato in dogana e deve essere
integro in ogni sua parte, salvo le modifiche eventualmente apportate
dalle associazioni ed enti innanzi indicati o dal Ministero,
convalidate dagli stessi con firma e timbro.
Le eventuali modifiche e
segni di alterazione non convalidate dal Ministero o dalle
associazioni ed enti sopra citati comporta la sospensione della
validità del nulla-osta.
Non sono subordinate alla esibizione del
nulla-osta le importazioni dei riproduttori bovini ed equini delle
razze elencate nell’allegato 1 originari dei Paesi europei.

Art.
4.
Autorizzazioni per scopi sperimentali

Il Ministero
dell’agricoltura e delle foreste può autorizzare l’importazione, per
scopi sperimentali, di bestiame da riproduzione di razze pure diverse
da quelle indicate nell’allegato 1 e originarie da paesi anche diversi
da quelli indicati nel medesimo allegato 1, sempreché risulti
accompagnato da documentazione ufficiale genealogica e di
attitudine.
La domanda, ai fini del rilascio dell’autorizzazione di
cui al precedente comma, dovrà essere corredata dagli elementi innanzi
previsti nonché da una relazione tecnica sulle caratteristiche del
bestiame e sugli scopi zootecnici che si intendono conseguire. Tale
autorizzazione è comunque subordinata al giudizio favorevole sulla
concreta utilità dell’importazione stessa in rapporto alle esigenze
zootecniche del paese, sentito il parere dell’Istituto sperimentale
per la zootecnia di Roma.
Nell’ambito dei piani di fecondazione
sperimentali e finalizzati predisposti dagli uffici centrali dei Libri
genealogici di razze italiane, il Ministero dell’agricoltura e delle
foreste può altresì autorizzare l’importazione dai paesi di cui
all’allegato 1 di materiale seminale proveniente da soggetti in prove
di progenie nei limiti dei quantitativi necessari per la realizzazione
delle prove medesime.

Art. 5.
Controllo tecnico in frontiera

Il
controllo tecnico del bestiame da riproduzione di razza pura è
effettuato alla frontiera presso la Direzione delle dogane
internazionali (confini terrestri, porti marittimi e aeroporti).
La
richiesta del controllo tecnico di cui sopra sarà rivolta per iscritto
agli assessorati competenti per l’agricoltura delle Regioni o delle
Province autonome nel cui territorio risulta ubicata la dogana di
entrata.
Gli esperti incaricati di detto controllo tecnico
rilasceranno alla Direzione doganale apposito certificato, utilizzando
il modello di cui all’allegato 5, dopo aver accertato:
a)
l’appartenenza dei soggetti alle razze e origini di cui all’allegato 1
nonché il possesso dei requisiti tecnici di cui all’allegato 2;
b) la
presenza nei soggetti di requisiti di buona costituzione e corretta
conformazione, assenza di tare e difetti;
c) rispondenza della
marcatura, tatuaggio, rilevamento grafico della pezzatura (pupazzetto)
di ciascun soggetto ai dati segnaletici riportati sui certificati
genealogici.
L’esito positivo del controllo effettuato, da parte
dell’esperto incaricato dovrà risultare da specifica annotazione sul
certificato genealogico esibito mediante l’apposizione di un timbro
fornito dal Ministero dell’agricoltura e delle foreste.
Il controllo
tecnico non è richiesto per i riproduttori bovini ed equini originari
dei paesi CEE.
Il Ministero dell’agricoltura e delle foreste potrà
disporre ogni qualvolta lo riterrà opportuno, il controllo del
materiale seminale o degli ovuli fecondati presso il centro di
fecondazione artificiale o recapiti di destinazione, nonché il
prelievo di campioni del materiale seminale medesimo per
l’accertarnento della qualità.

Art. 6.
Importazione
temporanea

L’importazione temporanea dei riproduttori di razza pura
per manifestazioni tecnico espositive o sportive, per fecondazioni,
aste, cure mediche, ecc., è subordinata unicamente alla presentazione,
all’atto delle operazioni doganali, del certificato genealogico, o
copia dello stesso autenticata dall’autorità emittente, o libretto
segnaletico (passaporto) e di.un apposito attestato rilasciato a
seconda del caso, dal comitato organizzatore della manifestazione
espositiva, dai centri ippici o società di corse di destinazione,
dalla stazione di monta o di cura cui è destinato il
riproduttore.

Art. 7.
Trasformazione in definitive di imporiazione
temporanea

Il nulla-osta ed il controllo tecnico del Ministero
dell’agricoltura e delle foreste sono parimenti prescritti, secondo le
modalità previste ai precedenti articoli 3 e 5, qualora venga
richiesta la trasformazione in definitiva dell’importazione temporanea
dei soggetti.
Il controllo tecnico non è richiesto qualora già
effettuato per l’importazione temporanea.

Art. 8.
Specie e razze

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