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'Approvazione del nuovo regolamento di esecuzione della legge 15 gennaio 1991, n. 30, concernente disciplina della riproduzione animale'

DECRETO 19 luglio 2000, n. 403

“Approvazione del nuovo regolamento di
esecuzione della legge 15 gennaio 1991, n. 30, concernente disciplina
della riproduzione animale”

IL MINISTRO DELLE POLITICHE AGRICOLE E
FORESTALI

di concerto con

IL MINISTRO DELLA SANITA’

VISTA la
legge 15 gennaio 1991, n. 30, recante “Disciplina della riproduzione
animale”;

VISTA la legge 3 agosto 1999, n. 280, recante “Modifiche ed
integrazioni” alla suddetta legge, anche in attuazione della direttiva
94/28/CE del Consiglio del 23 giugno 1994;

VISTO il decreto
ministeriale 13 gennaio 1994, n. 172 – regolamento di esecuzione
della predetta legge;

VISTO il decreto ministeriale 24 aprile 1998,
n. 327 con il quale sono state apportate modifiche all’allegato
7 del predetto decreto;

CONSIDERATO che nel corso degli oltre quattro
anni di applicazione del citato regolamento sono emerse alcune
problematiche legate a mutamenti verificatisi nel settore della
riproduzione animale, sia sotto il profilo normativo, che
tecnico-scientifico, che organizzativo;

CONSIDERATE al riguardo anche
le molteplici proposte di modifica richieste dalle regioni e province
autonome;

RITENUTA quindi la necessità di modificare il testo del già
citato regolamento di esecuzione della legge 15 gennaio 1991, n. 30 ed
in particolare, in considerazione della copiosità delle variazioni, di
sostituire l’intero testo normativo al fine di permettere una
più agevole applicazione e consultazione;

SENTITA la Conferenza
permanente per i rapporti fra lo Stato, le regioni e le province
autonome di Trento e Bolzano, ai sensi dell’articolo 8 della
legge 15 gennaio 1991, n. 30, che nella riunione del 25 maggio 1999 ha
espresso parere favorevole;

VISTO l’articolo 17, comma 3, della
legge 23 agosto 1988, n. 400;

UDITO il parere del Consiglio di Stato,
espresso dalla sezione consultiva per gli atti normativi, reso nella
adunanza del 30 agosto 1999;

VISTA la comunicazione al Presidente del
Consiglio dei Ministri a norma del citato articolo 17 della legge 23
agosto 1988, n. 400 compiuta con nota n. 22679 del 22 ottobre
1999;

Adotta

il seguente regolamento

Capo I
Monta Naturale
Privata e Pubblica per la Riproduzione Animale

Art. 1
Monta naturale
privata: requisiti dei riproduttori maschi

1. Il riproduttore animale
maschio, per essere adibito alla monta naturale privata, deve
soddisfare le seguenti condizioni:

a) essere iscritto nella sezione
‘riproduttori maschi’ del libro genealogico o del registro anagrafico
della razza di appartenenza o in un registro di suini riproduttori
ibridi. L’iscrizione è attestata dal certificato genealogico o
anagrafico, rilasciato dall’associazione allevatori o dall’ente che
tiene i suddetti libri o registri;

b) essere identificato, qualora
trattasi di bovini, bufalini, ovini, caprini e suini con le modalità
previste dall’articolo 4 del decreto del Presidente della Repubblica
30 aprile 1996, n. 317 e qualora trattasi di equini, tramite i dati
segnaletici e un tatuaggio o altro mezzo idoneo stabilito dalle norme
del competente libro genealogico o registro anagrafico.

2. In
applicazione a quanto stabilito all’articolo 5, comma 2, lettere a) e
b) della legge 15 gennaio 1991, n. 30, gli stalloni non iscritti a
libri genealogici o registri ufficialmente istituiti, devono, prima
del loro impiego per la fecondazione in monta naturale, essere
individuati secondo le norme stabilite dalle regioni e dalle provincie
autonome di Trento e Bolzano, di seguito denominate regioni, che li
hanno autorizzati.

3. Per la specie equina la monta naturale privata
è regolata dalle stesse norme che disciplinano la monta naturale
pubblica di cui all’articolo 2.

Art. 2
Monta naturale
pubblica: autorizzazioni

1. Chiunque intenda gestire una stazione di
monta naturale pubblica deve munirsi di apposita autorizzazione
rilasciata dalla regione competente per territorio.

2. Le regioni
prevedono le modalità di presentazione delle domande di
autorizzazione, che devono comunque contenere:

a) nome, cognome, dati
anagrafici, codice fiscale, partita I.V.A. e residenza del richiedente
o denominazione, sede, partita I.V.A. e generalità complete del legale
rappresentante, se trattasi di persona giuridica;

b) località e
ubicazione della stazione;

c) l’indicazione dei riproduttori maschi
presenti (numero, specie e razza).

3. Al momento del rilascio
dell’autorizzazione le regioni attribuiscono alla stazione di monta un
codice univoco a livello nazionale.

4. L’autorizzazione ha validità
quinquennale, non è cedibile ed è rinnovabile. La regione può revocare
l’autorizzazione qualora il gestore della stazione si renda
inadempiente agli obblighi previsti dall’articolo 6, oppure
vengano meno una o più condizioni prescritte per il rilascio
dell’autorizzazione medesima.

5. Su espressa richiesta,
l’autorizzazione a gestire le stazioni di monta pubblica equina
può essere estesa anche al prelevamento del materiale seminale dagli
stalloni ed alla successiva utilizzazione dello stesso materiale sulle
fattrici presenti nella stazione. In tal caso il richiedente, nella
domanda, dovrà indicare anche: nome, cognome, dati anagrafici, codice
univoco nazionale e indirizzo del veterinario che garantisce la
regolarità del prelevamento e dell’utilizzazione del materiale
seminale.

Art. 3
Requisiti delle stazioni di monta pubblica

1. Il
rilascio dell’autorizzazione è subordinato alla sussistenza delle
seguenti condizioni:

a) che la stazione di monta disponga di
strutture e ricoveri adeguati per gli animali e di un conveniente
luogo per l’accoppiamento con presenza di idonea attrezzatura per la
monta;

b) che la stazione di monta sia costruita in modo da garantire
le necessarie misure di igiene e sanità contro la diffusione delle
malattie infettive e parassitarie;

c) che il gestore della stazione
di monta sia in possesso del diploma di istruzione secondaria di primo
grado ad esclusione dei gestori delle stazioni di monta già
autorizzati ai sensi della precedente normativa (legge 3 febbraio
1963, n. 127).

d) che il personale impiegato sia qualificato per le
specifiche mansioni cui deve essere adibito.

2. In caso di richiesta
di poter praticare l’inseminazione artificiale prevista
dall’articolo 2, comma 5, l’autorizzazione è subordinata alla
sussistenza anche dei seguenti requisiti attestati da apposita
certificazione rilasciata dalla A.S.L. di competenza:

a) che la
stazione disponga di locali ed attrezzature adeguati al prelievo e
alla preparazione del materiale seminale fresco;

b) che siano
rispettate le prescrizioni emanate dalle competenti AA.SS.LL. in
materia di profilassi e di polizia sanitaria;

c) che la regolarità
del prelievo e dell’utilizzo del seme fresco sia garantita da un
veterinario;

d) risponda alle vigenti disposizioni sul benessere
degli animali;

e) che la stazione disponga di personale idoneo a
dette mansioni.

Art. 4
Requisiti dei riproduttori maschi

1. Il
riproduttore, per essere adibito alla monta naturale pubblica, deve
soddisfare le seguenti condizioni:

a) essere iscritto nella sezione
‘riproduttori maschi’ del libro genealogico o del registro anagrafico
della razza di appartenenza o in un registro di suini riproduttori
ibridi. L’iscrizione è attestata dal certificato genealogico o
anagrafico, rilasciato dall’associazione allevatori o dall’ente che
tiene i suddetti libri o registri;

b) essere identificato, qualora
trattasi di bovini, bufalini, ovini, caprini e suini con le modalità
previste dall’articolo 4 del decreto del Presidente della Repubblica
30 aprile 1996, n. 317 e qualora trattasi di equini, tramite i dati
segnaletici e un tatuaggio o altro mezzo idoneo stabilito dalle norme
del competente libro genealogico o registro anagrafico. Gli stalloni
non iscritti ai libri genealogici o ai registri ufficialmente
istituiti, devono, prima del loro impiego per la fecondazione in monta
naturale, essere identificati secondo le norme stabilite dalle regioni
che li hanno autorizzati.

c) disporre, ove previsto nel relativo
libro genealogico o registro, di un certificato di accertamento
dell’ascendenza, basato sull’analisi del gruppo sanguigno o altro
metodo adeguato, rilasciato dall’associazione allevatori o dall’ente
che tiene il medesimo libro o registro;

d) essere in possesso delle
certificazioni sanitarie, rilasciate dalla A.S.L., che attestino i
requisiti stabiliti dal Ministero della sanità.

Art.
5
Riproduttori equini di interesse locale

1. L’allevatore o il
gestore di una stazione di monta che intende avvalersi della deroga di
cui all’articolo 5, comma 2, lettera b) della legge 15 gennaio 1991,
n. 30 deve annualmente presentare alla regione apposita domanda
contenente l’elenco degli stalloni non iscritti in un libro
genealogico o registro ufficiale, che intende impiegare per la monta
naturale, specificandone la provenienza, ed allegando, qualora
trattasi di animali provenienti dall’estero, copia del certificato
genealogico o di origine rilasciato da un ente od organizzazione a ciò
ufficialmente preposto. Gli stalloni, prima del loro impiego, devono
essere identificati secondo le norme della regione che li ha
autorizzati. La regione provvederà, tramite propri istituti od
organizzazioni di allevatori, ad individuare e registrare detti
stalloni. Per ogni stallone riconosciuto idoneo la regione rilascia un
attestato di approvazione alla fecondazione.

2. Nell’attestato di
approvazione vanno riportati, oltre ai dati segnaletici, il nome,
l’eventuale matricola, la data di nascita, gli ascendenti, il
paese di origine, la razza o tipo genetico, nonché la zona di impiego
del riproduttore e le indicazioni della stazione di monta.

3. La
regione provvede annualmente, prima dell’inizio di ciascuna campagna
di fecondazione, alla formazione dell’…

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